{"id":39884,"date":"2018-03-27T00:38:26","date_gmt":"2018-03-26T22:38:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39884"},"modified":"2018-03-26T11:01:14","modified_gmt":"2018-03-26T09:01:14","slug":"insegnare-la-chimica-in-inglese-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39884","title":{"rendered":"Insegnare la chimica in inglese? (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">di ENRICO PRENESTI (Universit\u00e0 di Torino)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La polarizzazione degli interessi delle universit\u00e0 verso la ricerca scientifica (inclusa la valutazione dei docenti \u2013 anche in sede di reclutamento e avanzamento \u2013 basata quasi esclusivamente sulla produzione scientifica e i suoi dintorni stretti) sta conducendo a trascurare il diverso ruolo del linguaggio nei suoi campi d\u2019azione. \u00c8 innegabile che la lingua inglese abbia saputo imporsi nel mondo come lingua franca (o lingua veicolare), cio\u00e8 come lingua\u00a0<em>passe-partout<\/em>\u00a0che permette la comunicazione tra parlanti di diversa nazionalit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Impiegare l\u2019inglese come lingua di istruzione\u00a0<em>unica<\/em>\u00a0tra studenti e docenti madrelingua italiani, per\u00f2, significa ignorare i concetti di linguistica, neuroscienze, antropologia, psicopedagogia e pedagogia interculturale che riferiscono dell\u2019importanza della lingua materna nel processo educativo e di apprendimento delle discipline. Insegnare una disciplina in una lingua diversa dalla propria nel proprio Paese non \u00e8 un\u00a0<em>cambiamento di prassi didattica<\/em>\u00a0ma \u00e8 il\u00a0<em>sovvertimento di un paradigma<\/em>\u00a0e rappresenta un inganno per gli studenti italiani, poich\u00e9 comporta una deriva al ribasso dell\u2019apprendimento disciplinare e culturale in genere, tanto pi\u00f9 in un momento in cui si \u00e8 abbassata la competenza linguistica sull\u2019italiano. Sostiene l\u2019uso dell\u2019inglese nell\u2019istruzione chi ignora le relazioni esistenti tra lingua e apprendimento e, in generale, i fondamenti della psicopedagogia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019impegno linguistico \u00e8 diverso se si considera la\u00a0<em>comunicazione tra pari<\/em>\u00a0che impiegano una lingua veicolare (come \u00e8 nel caso dell\u2019uso dell\u2019inglese su riviste scientifiche o nei congressi internazionali) oppure il\u00a0<em>processo di insegnamento-apprendimento<\/em>, nel quale il discente \u00e8 sollecitato all\u2019uso di risorse cognitive e affettive che risultano potenziate dalla lingua materna e depotenziate da altri linguaggi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Una cosa \u00e8 parlare tra esperti per condividere un concetto, un\u2019altra \u00e8 spiegare a dei novizi per guidare l\u2019apprendimento di un concetto. Il miglior metodo didattico \u00e8 quello che mira a riprodurre e assecondare i percorsi di apprendimento spontanei; in tal senso, \u00e8 noto dalla letteratura biologica <strong>(1)<\/strong> e psicopedagogica che la competenza linguistica pu\u00f2 realizzarsi pienamente solo se l\u2019apprendimento di una data lingua abbia luogo prima della pubert\u00e0: ci\u00f2 implica che l\u2019inglese \u2013 se gli si vuole riconoscere il ruolo di lingua\u00a0<em>passe-partout\u00a0<\/em>nell\u2019istruzione italiana \u2013 va appreso entro la scuola dell\u2019obbligo. Chi arriva a studiare all\u2019universit\u00e0 l\u2019inglese lo deve gi\u00e0 conoscere e padroneggiare, mentre la lingua di istruzione nei corsi di insegnamento accademici italiani deve essere l\u2019italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Agevolare lo scambio di idee e di persone a livello mondiale pu\u00f2 essere un obiettivo condivisibile, nondimeno l\u2019operazione che porta a identificare l\u2019internazionalizzazione degli atenei con l\u2019erogazione in inglese dei relativi corsi di insegnamento \u00e8 frutto di un\u2019interpretazione discutibile e animata da preconcetti estranei all\u2019equazione dell\u2019apprendimento. Da capire se la radice di tale interpretazione sta:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">nell\u2019assenza di volont\u00e0 di procurarsi la documentazione bibliografica di linguistica, psicopedagogia e neuroscienze, di studiarla, di capirla e di usarla per assumere decisioni fondate (con quello che costa l\u2019attuale mastodontica produzione scientifica, qualcosa di pertinente si potrebbe anche leggere (e capire), prima di\u00a0<em>imporre\u00a0<\/em>modifiche epocali (e nocive) di impostazione);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">nell\u2019imitazione acritica di comportamenti adottati da altri e ritenuti non gi\u00e0 utili ma inevitabili;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">nella necessit\u00e0 di aumentare le iscrizioni di studenti \u2013 con un\u2019offerta formativa appetibile anche per studenti stranieri \u2013 per il bene delle finanze e, quindi, dei bilanci.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In generale, quindi, si tratta di capire se si lavora per l\u2019apprendimento delle discipline o per l\u2019aumento del numero di immatricolazioni (al quale pu\u00f2 essere connessa la sopravvivenza di un\u2019istituzione nel momento in cui si lasci mano libera al liberismo economico a tutto tondo, con annullamento progressivo della funzione\u00a0<em>super partes<\/em>\u00a0dell\u2019istituzione pubblica). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Docenti madrelingua italiani che insegnano le pi\u00f9 disparate materie in inglese a studenti italiani e\/o a studenti stranieri (di diversa madrelingua nella stessa aula) rappresentano il prodotto di chi si presta al proposito degli atenei di far cassa esibendo una facciata di apertura multiculturale verso il mondo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Aspetti giuridici<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Dal tempo della legge 240\/2010 (c.d. legge Gelmini) sul riordino del comparto universitario, controversie legali sul tema dell\u2019inglese in universit\u00e0 infiammano questo scenario conflittuale, con coinvolgimento di TAR nel 2013 (\u00ab<em>\u00c8 una soluzione che marginalizza l\u2019italiano. Obbligare studenti e docenti a cambiare lingua \u00e8 lesivo della loro libert\u00e0<\/em>\u00bb) <strong>(2)<\/strong>, del Consiglio di Stato (\u00ab<em>L\u2019attivazione generalizzata ed esclusiva di corsi in lingua straniera, non appare manifestamente congruente, innanzitutto, con l\u2019articolo 33 della Costituzione<\/em>\u00bb) <strong>(3)<\/strong> e della Corte costituzionale nel 2017 (\u00ab<em>L\u2019obiettivo dell\u2019internazionalizzazione<\/em>\u00a0<em>[\u2026] deve essere soddisfatto [\u2026] senza pregiudicare i princip\u00ee costituzionali del primato della lingua italiana, della parit\u00e0 nell\u2019accesso all\u2019istruzione universitaria e della libert\u00e0 d\u2019insegnamento<\/em>\u00bb) <strong>(4)<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Scontri di opinioni stanno animando tribunali, articoli di giornali e riviste, libri <strong>(5)<\/strong>, convegni e petizioni. La sentenza definitiva del Consiglio di Stato del 2018 ha confermato la sentenza del Tar Lombardia n. 1348\/2013 e ha bocciato la decisione del Politecnico di Milano (promotore, dal maggio 2012, dell\u2019internazionalizzazione degli atenei attraverso i corsi universitari erogati\u00a0<em>solo<\/em>\u00a0in inglese) di organizzare, nella sola lingua inglese, interi corsi di laurea magistrale e di dottorato di ricerca. Sono ora ammessi i corsi in inglese solo se affiancati dai corrispondenti in italiano. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In ogni caso, occorre vigilare e procedere con riflessioni e azioni, poich\u00e9 il fenomeno dell\u2019intromissione della lingua inglese nell\u2019istruzione italiana \u00e8 oncogeno e metastatico: negli ultimi concorsi per insegnanti, dalla scuola materna alla superiore, \u00e8 richiesta la certificazione B2 di inglese e questo \u00e8 un segnale di degrado del tessuto linguistico e culturale in genere di questo Paese (per quanto esista una visione costruttiva e innocente di questa richiesta, se la si pensa in chiave di generale potenziamento culturale dei futuri docenti operanti in una societ\u00e0 liquida e ad alta mobilit\u00e0). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Inoltre, a livello universitario molti libri sono scritti in inglese senza un valido corrispettivo in italiano, questo anche perch\u00e9 scrivere libri di testo \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 didattica e l\u2019impegno speso su tale fronte non \u00e8 conteggiato per la valutazione dei docenti universitari italiani, e questo polarizza il loro impegno sul versante della ricerca scientifica (progettualit\u00e0, reperimento fondi e, soprattutto, redazione di articoli scientifici per accrescere il proprio archivio di pubblicazioni, vera moneta della sopravvivenza accademica odierna).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Atenei e internazionalit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019inglese che si parla nel mondo ha poco a che spartire con quello delle \u00e9lite londinesi, \u00e8 un inglese di comodo, semplificato, che qualcuno denomina, non a caso,\u00a0<em>globish\u00a0<\/em>(dalla fusione delle parole\u00a0<em>globe<\/em>\u00a0e\u00a0<em>english<\/em>): questo circola principalmente nelle aule universitarie italiane, non l\u2019inglese. Per gli studenti stranieri che si vogliono istruire in Italia, poi, ci sono le universit\u00e0 per stranieri (con varie sedi). Inoltre, uno studente straniero che scegliesse di frequentare l\u2019universit\u00e0 in Italia dovrebbe comunque apprendere l\u2019italiano per integrarsi nel Paese; se non lo facesse si ritroverebbe socialmente isolato fuori dalle aule universitarie e, soprattutto, perderebbe gran parte dell\u2019esperienza di crescita psicosociale e socioculturale connessa alla sua scelta di studi. Inoltre, non \u00e8 scontato che uno studente straniero non madrelingua inglese preferisca una lezione in inglese (ovvero in\u00a0<em>globish<\/em>, da un docente madrelingua italiano) a una in italiano: francofoni e ispanofoni, per esempio, potrebbero di gran lunga preferire l\u2019italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019obiettivo dell\u2019internazionalit\u00e0 \u00e8 perseguito dagli atenei italiani ormai da vari anni, secondo modi improvvisati \u2013 didatticamente e pedagogicamente infondati \u2013 e scopi sociopolitici discutibili. Si rende oggi indispensabile lavorare per addivenire a un\u00a0<em>modello ecologico di internazionalizzazione degli atenei<\/em>\u00a0che preservi il primato della lingua italiana evitando l\u2019operazione che porta a identificare l\u2019internazionalizzazione degli atenei con l\u2019erogazione in inglese dei relativi corsi di insegnamento. L\u2019internazionalizzazione potr\u00e0 essere declinata con esperienze di studio all\u2019estero, che hanno il vantaggio di aprire le menti al cosmopolitismo, all\u2019incontro, all\u2019accoglienza delle diversit\u00e0; se, per\u00f2, resta centrale l\u2019acquisizione della lingua inglese, coerenza vuole che solo i Paesi anglofoni siano considerati idonei a tale scopo, diversamente l\u2019apprendimento soffrir\u00e0 di un medium linguistico scadente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019insegnamento accademico si sta riducendo a un mero atto di trasferimento di informazioni e di tecnicismi (soprattutto nelle lauree di primo livello, fondate su un modello operazionale del sapere), con predilezione per gli aspetti procedurali a svantaggio di quelli concettuali; aggiungere a ci\u00f2 l\u2019introduzione dell\u2019inglese nelle lezioni implica velocizzare il processo di scadimento di qualit\u00e0 della didattica a svantaggio degli studenti e di tutta la societ\u00e0 entro la quale agiranno come laureati. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Erogare insegnamenti universitari in inglese per\u00a0<em>aiutare i giovani a trovare lavoro all\u2019estero<\/em>\u00a0(tale formula \u00e8 molto usata dalla propaganda dei vertici accademici italiani), poi, implica aver rinunciato a risanare il mercato italiano del lavoro e condannare all\u2019emigrazione i costosi e, talora, qualificati prodotti dell\u2019istruzione pubblica italiana. Si tratta di un programma di smantellamento, svuotamento e impoverimento del Paese: entro un tale sciagurato paradigma, infatti, basato sullo sciupio degli investimenti e delle risorse umane, chi ha studiato in Italia a spese dei contribuenti italiani render\u00e0 i suoi servigi lavorativi in paesi stranieri, che ne usufruiranno e beneficeranno a costo zero, e questo \u00e8 semplicemente autolesionistico.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8 innegabile che la lingua inglese abbia saputo imporsi nel mondo come lingua franca. Livellare nella lingua, per\u00f2, non \u00e8 favorire scambi di merci e circolazione di persone, non \u00e8 agire per il bene del\u00a0<em>globo<\/em>\u00a0ma per accrescere l\u2019appiattimento e l\u2019asservimento nella\u00a0<em>gleba<\/em>con il fine di semplificare le metodologie di detenzione del potere su scala mondiale, a fronte di tecnologie che agevolano la circolazione di informazioni nel mondo che minano la tenuta dei regimi dominanti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8 pressoch\u00e9 impossibile dimenticare che\u00a0<em>l\u2019inglese \u00e8 lingua egemone per ragioni politiche<\/em>\u00a0e ci si mostrerebbe decisamente ingenui a ignorarlo come dato di fatto. Tuttavia, come ha scritto Claudio Magris, \u00ab<em>La proposta di rendere obbligatorio l\u2019insegnamento universitario in inglese rivela una mentalit\u00e0 servile, un complesso di servi che considerano degno di stima solo lo stile dei padroni<\/em>\u00bb <strong>(6)<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ora, anche alla luce del recentissimo orientamento giuridico espresso dal Consiglio di Stato, mi auguro (ma gi\u00e0 le dichiarazione del rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, sono nel segno opposto) che le conventicole di potere ai vertici degli atenei italiani siano capaci di rivedere le loro decisioni in materia di istruzione e lingua e, soprattutto, di revisionare i pilastri della loro mentalit\u00e0 servile, gregaria e antipatriottica la quale, agita su larga scala, assoggetta il Paese a poteri forti e lo espone alla predazione e al disfacimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il fondamento di una civilt\u00e0 non \u00e8 la scienza, \u00e8 l\u2019educazione, <strong>(7)<\/strong> e dall\u2019educazione muove l\u2019istruzione, che \u00e8 veicolata dal linguaggio, vettore della storia e dell\u2019identit\u00e0 di una comunit\u00e0 nazionale. La lingua \u00e8 il fondamento di una civilt\u00e0, \u00e8 il collante che tiene insieme un popolo, \u00e8 la prima arma che si sfodera in un conflitto, preservarla e promuoverla con orgoglio \u00e8 un dovere di tutti, dei docenti universitari di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Infine \u2013 partendo dai tanti\u00a0<em>reati impuniti<\/em>\u00a0che sono commessi di prepotenza nelle pieghe delle leggi e con l\u2019ignavia, la distrazione o l\u2019ignoranza della maggior parte dei soggetti coinvolti -, ricordo che:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">il Regio Decreto 31 agosto 1933, n. 15924 (Testo Unico delle leggi sull\u2019istruzione superiore), art. 271 (Capo I \u2013 Disposizioni Generali, al Titolo IV \u2013 Disposizioni generali, finali, speciali e transitorie), recita: \u00ab<em>La lingua italiana \u00e8 la lingua ufficiale dell\u2019insegnamento e degli esami in tutti gli stabilimenti universitari<\/em>\u00bb (nota: il decreto del Rettore del Politecnico di Milano del 2011,\u00a0<em>ordinava<\/em>\u00a0l\u2019avvio in inglese di tutti i corsi locali di laurea magistrale in piena inottemperanza della legge);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">l\u2019articolo 33, 1\u00ba comma, della Costituzione Italiana sancisce che: \u00ab<em>L\u2019arte e la scienza sono libere e libero ne \u00e8 l\u2019insegnamento<\/em>\u00bb (nota: nessuno pu\u00f2 costringere un docente italiano a tenere una lezione in una lingua che non \u00e8 la sua nativa);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">la legge 15 dicembre 1999, n. 482 (\u201cNorme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche\u201d) stabilisce (art. 1): 1. \u00ab<em>La lingua ufficiale della Repubblica \u00e8 l\u2019italiano. 2. La Repubblica, che valorizza il patrimonio linguistico e culturale della lingua italiana, promuove altres\u00ec la valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate dalla presente legge<\/em>\u00bb;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">il riconoscimento esplicito dell\u2019italiano come lingua ufficiale della Repubblica non \u00e8 sancito dalla Costituzione ma \u00e8 comunque espresso nello Statuto del Trentino-Alto Adige (art. 99: \u00ab<em>Nella regione la lingua tedesca \u00e8 parificata a quella italiana che \u00e8 la lingua ufficiale dello Stato. La lingua italiana fa testo negli atti aventi carattere legislativo e nei casi nei quali dal presente Statuto \u00e8 prevista la redazione bilingue<\/em>\u00bb) che, formalmente, \u00e8 una legge costituzionale dello Stato Italiano.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">[fine]<\/span><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39150\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Qui<\/em><\/span><\/a><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em> la prima parte dell&#8217;articolo<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">1)\u00a0Eric Lenneberg, <em>Fondamenti biologici del linguaggio<\/em>,\u00a0Bollati Boringhieri, 1982<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">2) TAR Lombardia, sentenza del 23\/05\/2013 n. 1348\/2013<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">3) Ordinanza del Consiglio di Stato del 22\/01\/2015<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">4) Sentenza n. 42 del 2017 della Corte Costituzionale (depositata in Cancelleria il 24\/02\/2017)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">5)\u00a0Maria Luisa Villa, <em>L\u2019inglese non basta. Una lingua per la societ\u00e0<\/em>, B. Mondadori, 2013<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">6) Claudio Magris, \u201cL\u2019universit\u00e0 in inglese pericolo per l\u2019italiano\u201d (L\u2019uso delle lingue straniere va promosso ma senza rinunciare alla nostra identit\u00e0), Corriere della sera, luglio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">7) Cfr. Avram Noam Chomsky,\u00a0Heinz Dieterich, <em>La societ\u00e0 globale. Educazione, mercato e democrazia<\/em>,\u00a0La Piccola\u00a0editore, 1997;<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0Enrico Prenesti, <em>Sapere per essere. Dizionario di crescita personale<\/em>, Aracne editore, 2017<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">fonte: <\/span><a href=\"http:\/\/ilblogdellasci.wordpress.com\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>ilblogdellasci.wordpress.com<\/em><\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ENRICO PRENESTI (Universit\u00e0 di Torino) La polarizzazione degli interessi delle universit\u00e0 verso la ricerca scientifica (inclusa la valutazione dei docenti \u2013 anche in sede di reclutamento e avanzamento \u2013 basata quasi esclusivamente sulla produzione scientifica e i suoi dintorni stretti) sta conducendo a trascurare il diverso ruolo del linguaggio nei suoi campi d\u2019azione. \u00c8 innegabile che la lingua inglese abbia saputo imporsi nel mondo come lingua franca (o lingua veicolare), cio\u00e8 come lingua\u00a0passe-partout\u00a0che permette&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":40244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,83],"tags":[1483,6028,6029,3670,88],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Globish_service_mark.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ani","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39884"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39884"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40245,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39884\/revisions\/40245"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}