{"id":39889,"date":"2018-03-13T13:31:06","date_gmt":"2018-03-13T12:31:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39889"},"modified":"2018-03-13T13:31:06","modified_gmt":"2018-03-13T12:31:06","slug":"maggio-1968-rovesciare-de-gaulle-per-sabotare-lasse-parigi-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39889","title":{"rendered":"Maggio 1968: rovesciare De Gaulle per sabotare l\u2019asse Parigi-Mosca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nella primavera del \u201868, l\u2019Occidente \u00e8 teatro di un\u2019ondata di proteste studentesche e operaie che imprimono un cambiamento radicale alla societ\u00e0: \u201cil principio di autorit\u00e0\u201d, tanto odiato dagli ambienti della finanza liberal, \u00e8 scardinato in nome della \u201clibert\u00e0\u201d, rivoluzionando i rapporti all\u2019interno della famiglia, tra i sessi e dentro le istituzioni. Ma le proteste del \u201868 hanno anche obiettivi contingenti, legati alla realt\u00e0 storica-geopolitica del momento. Col celebre \u201cmaggio francese\u201d, certamente la sommossa pi\u00f9 imponente e radicale, si tenta di rovesciare \u201cil dittatore\u201d Charles De Gaulle, che nel 1966 \u00e8 uscito dal comando integrato della NATO per rafforzare i legami con la Russia sovietica: \u00e8 soltanto grazie a Mosca e alla sua influenza sui comunisti francesi se il generale si salva. Breve storia di una delle tante \u201crivoluzioni colorate\u201d per sabotare l\u2019alleanza tra Russia ed Europa occidentale.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">\u201cLes gauchistes\u201d contro \u201cl\u2019Europe de l\u2019Atlantique \u00e0 l\u2019Oural\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste primavera<strong> il \u201868 compie cinquanta anni<\/strong>. Met\u00e0 secolo \u00e8 gi\u00e0 trascorsa da quelle proteste che, nate negli ambienti studenteschi ed allargatesi al mondo operaio, investirono l\u2019Europa Occidentale e gli Stati Uniti, lasciando segni indelebili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u201868 fu infatti, analogamente al 1848,<strong> una grande \u201crivoluzione liberale\u201d<\/strong>, con cui l\u2019oligarchia finanziaria impose all\u2019Occidente<strong> i propri valori universalistici, egualitari e socialisteggianti<\/strong>. Il grande bersaglio del 1968 \u00e8 <strong>il \u201cprincipio di autorit\u00e0\u201d,<\/strong> sinonimo, nel pensiero gnostico-massonico, di \u201cmaschio\u201d: un prepotente attacco all\u2019autorit\u00e0, in tutte le sue sedi (famiglia, scuola, luoghi di lavoro, istituzioni, etc.) \u00e8 quindi sferrato in nome <strong>della \u201clibert\u00e0\u201d e del sesso femminile.<\/strong> \u00c8 il periodo in cui esplode il femminismo, accompagnato dalle campagne per l\u2019aborto, per il divorzio, contro la violenza sulle donne, etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Merita di essere sottolineato come queste rivoluzioni \u201cliberali\u201d, pur trovando terreno fertile nel mondo creato dalla \u201cmodernit\u00e0\u201d (il mondo operaio, l\u2019universit\u00e0 di massa, i circoli intellettuali di sinistra e cosmopoliti) <strong>non siano affatto spontanee ma, al contrario, accuratamente preparate.<\/strong> Dietro alle proteste del 1968 c\u2019\u00e8 un\u2019attenta<strong> pianificazione logistico-organizzativa<\/strong> che, grazie ad una rete capillare di agenti e al massiccio investimento di fondi, consente di mobilitare gli studenti\/operai e teleguidare le proteste: come sempre, \u00e8 sufficiente <strong>una minoranza \u201cdi professionisti\u201d, stipendiata e addestrata, perch\u00e9 la \u201cmassa\u201d segua.<\/strong> L\u2019aspetto pi\u00f9 interessante, per\u00f2, \u00e8 che dietro al 1968, come peraltro dietro a tutte le altre rivoluzioni \u201cliberali\u201d, si nasconde anche<strong> una meticolosa preparazione \u201cculturale\u201d:<\/strong> sono cio\u00e8 studiate in anticipo<strong> \u201cle idee\u201d che animeranno le proteste<\/strong> e, attraverso i media e la scuola, si predispongono le menti delle persone alla rivoluzione incombente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un personaggio simbolo del 1968, forse qualcuno ancora lo ricorder\u00e0, fu il filosofo e sociologo di origine ebraica, nato in Germania e poi trasferitosi negli USA, <strong>Herbert Marcuse (1898-1979).<\/strong> Il \u201cteorico\u201d della rivoluzione studentesca sostiene che le societ\u00e0 industriali progredite, siano esse capitaliste e comuniste, siano sostanzialmente repressive, basate cio\u00e8<strong> su quel principio di autorit\u00e0<\/strong> tanto odiato dal pensiero gnostico-massonico: l\u2019individuo \u00e8 inquadrato, irregimentato e oppresso dalla societ\u00e0. Saltando cos\u00ec dal pensiero di Marx a quello di Freud, Marcuse incita al <strong>\u201cgrande rifiuto\u201d<\/strong>, alla ribellione contro l\u2019ordine vigente, per instaurare una societ\u00e0 basata sul piacere e sulla soddisfazione degli istinti fondamentali (ci\u00f2 che molti considererebbero semplice imbarbarimento). Ebbene Marcuse, dal cui pensiero avvelenato germoglier\u00e0 anche<strong> il terrorismo degli anni di piombo,<\/strong> non \u00e8 semplice studioso avulso dal contesto politico: agente dell\u2019<strong>Office of Strategic Service (OSS)<\/strong> durante la guerra, Marcuse appartiene a quel milieu di intellettuali e professori tedeschi (Max Horkheimer, Theodor Adorno, etc.), noti come <strong>la \u201cScuola di Francoforte\u201d,<\/strong> strettamente legati<strong> ai servizi segreti angloamericani<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/maggio-1968-rovesciare-de-gaulle-per-sabotare-lasse-parigi-mosca\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/strong> Il filosofo del \u201868 lavora quindi per la CIA, come lo stesso movimento studentesco\/operai, i suoi slogan, la sua retorica e le sue rivendicazioni sono <strong>un prodotto dell\u2019establishment liberal.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla natura gnostico-massonica del \u201868 e dei suoi effetti ci sarebbe molto da scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, il nostro obiettivo in questa sede \u00e8 quello di collocare le proteste studentesche e operaie <strong>nel preciso contesto politico e geopolitico dell\u2019epoca<\/strong>. Se il \u201868 \u00e8, nel medio-lungo periodo una rivoluzione \u201cliberale\u201d volta a scardinare il principio di autorit\u00e0, nel breve periodo<strong> \u00e8 una rivoluzione \u201ccolorata\u201d<\/strong> <i>tout court,<\/i> per rovesciare l\u2019ordine esistente, abbattere i governi, precipitare i rivali nel caos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli Stati Uniti l\u2019obiettivo delle proteste, alimentate dalla guerra del Vietnam e dalle tensioni razziali, \u00e8 il repubblicano<strong> Richard Nixon,<\/strong> \u201cfascista\u201d secondo i canoni liberali. \u00c8 per\u00f2 in Francia che il \u201868 assume le sembianze di vera e propria \u201crivoluzione colorata\u201d, talmente violenta <strong>da far vacillare la Quinta Repubblica<\/strong>, aprendo cos\u00ec, negli ultimi giorni del maggio 1968, lo scenario di un collasso dello Stato. All\u2019Eliseo siede allora il <strong>generale Charles De Gaulle e nel mirino dei <i>\u201cgauchistes\u201d<\/i>, dei sinistroidi, c\u2019\u00e8 proprio lui.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 le proteste sessantottine, eterodirette dai servizi atlantici, si abbattono con particolare veemenza contro la Francia e contro De Gaulle? Perch\u00e9 con l\u2019incendio che ha il proprio focolaio iniziale nelle universit\u00e0 e poi allarga alle fabbriche, si vuole distruggere il \u201cregime gollista\u201d? La risposta \u00e8 di carattere squisitamente geopolitico e deve essere cercata <strong>nell\u2019avversione delle potenze marittime (USA e Regno Unito) a qualsiasi alleanza continentale che possa diminuire il loro margine di manovra in Eurasia<\/strong>. Paralizzando la Francia, l\u2019establishment liberal mira a rovesciare De Gaulle <strong>e sabotare sul nascere l\u2019asse tra Parigi e Mosca,<\/strong> tra Francia ed URSS, capace di vanificare i piani atlantici per l\u2019Europa (riunificazione della Germania, allargamento della CEE\/UE, respingimento verso est della Russia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019eroe di<i> \u201cFrance Libre\u201d,<\/i> ritiratosi a vita privata nell\u2019immediato dopoguerra, torna sulla scena quando il processo di decolonizzazione (Indocina e Algeria) travolge la debole e inconcludente Quarta Repubblica.<strong> Il primo giugno 1958 De Gaulle \u00e8 nominato presidente del consiglio:<\/strong> deciso a sbarazzarsi delle pastoie del Parlamento, ostacolo a qualsiasi azione dell\u2019esecutivo, il generale sottopone ai francesi l\u2019approvazione<strong> di una nuova costituzione<\/strong>, che prevede una \u201cquasi-monarchia\u201d incentrata sulla figura del presidente.<strong> Con un plebiscito (80% di s\u00ec), nasce cos\u00ec la Quinta Repubblica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uscito dal pantano della guerra algerino con il riconoscimento dell\u2019indipendenza all\u2019ex-territorio metropolitano (1962), De Gaulle intraprende un percorso per <strong>riportare la Francia al rango di grande potenza:<\/strong> bench\u00e9, infatti, Parigi figuri tra i \u201cvincitori\u201d della guerra e sieda nel consiglio di sicurezza permanente dell\u2019ONU, <strong>la Francia \u00e8 poco pi\u00f9 che un satellite americano nel nuovo mondo bipolare.<\/strong> Consapevole che \u00e8 interesse delle potenze marittime tenere la Francia in una condizione di subalternit\u00e0, lasciando che la Repubblica Federale Tedesca si riarmi e torni a prosperare economicamente, De Gaulle definisce la propria strategia:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>\u00e8 necessario svincolarsi dagli USA e contenere la libert\u00e0 d\u2019azione inglese sul continente;<\/li>\n<li>\u00e8 necessario impedire (bench\u00e9 sia lecito dire l\u2019opposto in pubblico) la riunificazione della Germania, caldeggiata dagli angloamericani;<\/li>\n<li>\u00e8 necessario che la Francia si liberi da qualsiasi pregiudizio ideologico (usato dalle potenze marittime per spaccare l\u2019Europa in due e tenere assoggetta la parte occidentale) e rafforzi i legami con l\u2019Unione Sovietica o, come la chiama semplicemente De Gaulle, <i>\u201cla Russie\u201d.<\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Pur avendo trovato rifugio in Inghilterra durante la guerra e pur avendo lanciato dai microfoni della BBC l\u2019appello alla resistenza contro la Germania nazista, <strong>De Gaulle \u00e8 sempre stato conscio dell\u2019insidia rappresentata da Londra e Washington per la potenza francese<\/strong>: perci\u00f2, sin dagli esordi della sua carriera politica, <strong>coltiva un canale speciale con Mosca, cui, probabilmente, si devono molte delle sue fortune nel dopoguerra.<\/strong> Attraverso l\u2019ambasciatore sovietico ad Ankara, <strong>Sergei Vinogradov<\/strong>, <i>France Libre <\/i>ottiene nel settembre 1941 il riconoscimento ufficiale del Cremlino, seguito, a distanza di tre anni, dalla firma del trattato franco-sovietico. Vinogradov, <strong>spostato nel 1953 a capo dell\u2019ambasciata sovietica in Francia,<\/strong> gioca un sicuro ruolo anche <strong>nell\u2019ascesa di De Gaulle ai vertici dell\u2019Esagono<\/strong>: bench\u00e9 il Partito Comunista Francese (PCF) sia formalmente un integerrimo avversario del gollismo, \u00e8, in realt\u00e0,<strong> il suo miglior alleato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fautore, fin dai primi anni \u201850, de <i>\u201cl\u2019Europe <\/i><i>de l\u2019Atlantique \u00e0 l\u2019Oural\u201d, <\/i><strong>De Gaulle avvia il progressivo sganciamento della Francia dall\u2019Alleanza Nord Atlantica<\/strong>: nel 1959 rifiuta di ospitare sul suolo francese testate nucleari americane, nel 1960 si oppone all\u2019integrazione dell\u2019aviazione militare francese nel sistema di difesa NATO, nel 1963 assume analoga decisione per le truppe francesi rimpatriate dall\u2019Algeria. Nel 1966, infine, la \u201cOstpolitik\u201d gollista fa il salto di qualit\u00e0: poche settimane prima del suo viaggio in URSS, <strong>De Gaulle annuncia il ritiro della Francia dal comando integrato della NATO<\/strong> (scelta che sar\u00e0 ribaltata soltanto nel 2007 da Nicolas Sarkozy).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 20 giugno al primo luglio 1966, De Gaulle compie cos\u00ec la sua storica visita a Leningrado e Mosca, dove propaganda <strong>la visione dell\u2019Europa \u201cda un capo all\u2019altro del continente\u201d,<\/strong> contrapposta al rigido bipolarismo tanto caro alle potenze marittime; negli stessi giorni si assiste, anche sul piano militare, ad un avvicinamento tra Francia e URSS, che passa per la visita del generale<strong> Jacques Massu<\/strong>, comandante delle truppe francesi in Germania, al maresciallo <strong>Pyotr Koshevoy<\/strong>, insediato a Postdam e capo delle forze sovietiche nella DDR. In quegli anni \u00e8 tale la sintonia tra Mosca e Parigi che, contrariamente alla cronaca degli ultimi anni (sostegno francese alla guerra in Libia e Siria),<strong> De Gaulle abbraccia la linea russa\/sovietica persino in Medio Oriente:<\/strong> quando nel 1967 esplode la guerra dei Sei Giorni tra Israele e paesi arabi, URSS e Francia si trovano sul fronte opposto agli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finch\u00e9 l\u2019asse Parigi-Mosca \u00e8 saldo, le manovre angloamericani sono sistematicamente sabotate: <strong>De Gaulle si oppone all\u2019ingresso di Londra nella CEE e, soprattutto, stronca la nascente Comunit\u00e0 europea di difesa (CED) che, consentendo a Bonn di riamarsi, avrebbe rappresentato una minaccia sia per l\u2019URSS che per la stessa Francia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alle potenze marittime non rimane quindi che passare al contrattacco, per tentare di scardinate questa insidiosissima alleanza continentale: la data per le operazioni \u00e8 fissata <strong>per i primi dei mesi del \u201868 quando<\/strong>, con un duplice attacco,<strong> la rivoluzione colorata di Praga e di Parigi, si tenter\u00e0 di destabilizzare l\u2019URSS e rovesciare \u201cil regime gollista\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esula dal nostro articolo occuparci della <strong>\u201cPrimavera di Praga\u201d<\/strong>: \u00e8 sufficiente dire che le riforme \u201cliberali\u201d avanzate dal neo-segretario del Partito Comunista cecoslovacco,<strong> Alexander Dubcek<\/strong>, sono studiate <i>ad hoc<\/i> per spingere il<strong> Patto di Varsavia<\/strong> ad intervenire militarmente e regalare cos\u00ec all\u2019Occidente l\u2019assist per condannare l\u2019Unione Sovietica, come puntualmente avverr\u00e0 con l\u2019ingresso in Cecoslovacchia di 20 divisioni sovietiche, bulgare, polacche e ungheresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 nostro interesse, invece, soffermarsi sul <strong>\u201cmaggio francese\u201d<\/strong>, la rivoluzione colorata con cui il regime gollista \u00e8 fatto vacillare a tal punto da rischiare di cadere: se si salva, \u00e8 soltanto grazie al tempestivo intervento di Mosca ed alla sua pressione esercita sul Partito Comunista francese (PCF).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del \u201cmaggio francese\u201d bisogna evidenziare che:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>\u00e8 una rivoluzione colorata finanziata dall\u2019esterno,<\/strong> sia dagli angloamericani che dalla Repubblica popolare cinese di Mao Zedong (la Cina \u00e8 allora gi\u00e0 ai ferri corti con l\u2019URSS);<\/li>\n<li><strong>\u00e8 gestita da un nocciolo di professionisti,<\/strong> attorno cui si aggrega la massa di studenti e operai;<\/li>\n<li><strong>nasce come sommossa \u201csinistroide\u201d<\/strong> (anarchici, maoisti, trozkisti, situazionisti) e collocandosi alla sinistra del PCF, cerca di scavalcare ed esautorare i comunisti che rispondono a Mosca;<\/li>\n<li>\u00e8 animati da figure della sinistra \u201cliberal\u201d, espressione dell\u2019oligarchia finanziaria atlantica, tra cui bisogna ricordare almeno <strong>Pierre Mend\u00e8s France,<\/strong> esponente del Partito Radicale francese e acerrimo oppositore di De Gaulle, <strong>Fran\u00e7ois Mitterrand,<\/strong> \u201cdiscepolo\u201d di Mend\u00e8s e anch\u2019egli instancabile rivale del generale, <strong>Daniel Cohn-Bendit<\/strong>, allora anarchico-marxista e elemento chiave delle proteste studentesche di Nanterre e Parigi (Cohn-Bendit diverr\u00e0, come molti altri \u201ctrozkisti\u201d, un ardente europeista dopo il dissolvimento dell\u2019URSS).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">I disordini, scoppiati a marzo<strong> all\u2019universit\u00e0 di Nanterre<\/strong> e guidati dal <i>\u201cMouvement du 22 mars\u201d <\/i>di <strong>Daniel Cohn-Bendit,<\/strong> si propagano velocemente alla capitale: il 3 maggio 1968 si registrano i primi incidenti alla Sorbona e, tra il 10 e l\u201911 maggio, sono erette <strong>barricate nel Quartiere Latino<\/strong> di Parigi, rispolverando una vecchia usanza rivoluzionaria gi\u00e0 sperimentata nel 1848 e nel 1870. Il 13 maggio sfila per il centro di Parigi <strong>un\u2019enorme manifestazione animata dai sindacati di sinistra (CGT e CFDT),<\/strong> concretizzando il peggior incubo delle autorit\u00e0 francesi: le proteste degli studenti, figli della borghesia bene, si saldano a quelle lavoratori,<strong> rischiando di paralizzare la Francia e gettarla nel caos.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per scongiurare sul nascere questo scenario, il primo ministro francese, <strong>Georges Pompidou<\/strong>, apre i negoziati con i sindacati, concedendo un aumento dei salari: il sindacato comunista (CGT) sarebbe ben lieto che la base approvi l\u2019intesa raggiunta, i cosiddetti<strong> accordi di Grenelles,<\/strong> ma gli operai, aizzati dai rivoluzionari di professione, la rifiutano, invocando il \u201cgoverno popolare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo il rifiuto degli accordi di Grenelles, 27 maggio 1968,<strong> la situazione in Francia precipita.<\/strong> <strong>L\u2019anarchia si allarga a tutto il Paese;<\/strong> De Gaulle osserva sconsolato che i suoi ministri non gli obbediscono pi\u00f9 e che le sue direttive rimangono inascoltate; Mitterand afferma che Stato ha cessato di esistere ed \u00e8 tempo di una svolta a sinistra. Mentre si studiano i piani pi\u00f9 disparati per mettere in sicurezza quel che rimane dello Stato (prelievo delle riserve della Banca di Francia, spostamento in provincia del governo, ricorso all\u2019esercito per ristabilire l\u2019ordine), <strong>il franco francese affonda sulle piazze finanziarie internazionali:<\/strong> le banche straniere lo rifiutano e persino <strong>la Banca Internazionale dei Regolamenti<\/strong> smette di intervenire sul mercato dei cambi per sostenerlo. Come ogni rivoluzione \u201ccolorata\u201d, <strong>all\u2019assalto della piazza si accompagna l\u2019assalto della speculazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che sul finire di maggio,<strong> il partito comunista, se l\u2019avesse voluto, avrebbe potuto rovesciare il regime gollista, marciando semplicemente sull\u2019Eliseo<\/strong>. Ma il regime gollista \u00e8 in realt\u00e0, come abbiamo sottolineato, <strong>un regime \u201cgollista-comunista\u201d:<\/strong> l\u2019Unione Sovietica e, di conseguenza, il PCF, sono i maggiori sostenitori della politica estera anti-atlantica e filo-russa del generale De Gaulle. Per salvare la neonata Quinta Repubblica c\u2019\u00e8 quindi solo un modo: <strong>i comunisti devono assumere le redini della protesta<\/strong>, relegando ai margini i vari anarchici, trozkisti, maoisti, situazioni e esautorando i Mend\u00e8s, i Mitterand e i Cohn-Bendit. <strong>Una volta che i comunisti (PCF e CGT) saranno i \u201cpadroni\u201d della piazza, De Gaulle potr\u00e0 attaccarli a testa bassa, sapendo che sono disposti a soccombere senza combattere, salvando cos\u00ec il regime gollista e l\u2019asse Parigi-Mosca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia richiede un\u2019azione coordinata tra l\u2019Eliseo ed il Cremlino ed \u00e8 all\u2019origine del <strong>misterioso viaggio di Charles De Gaulle a Baden-Baden,<\/strong> quartiere generale delle forze armate francesi in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 28 maggio, il generale a capo delle truppe d\u2019occupazione francesi,<strong> Jacques Massu,<\/strong> riceve a Baden-Baden il suo omologo sovietico, il maresciallo <strong>Pyotr Koshevoy:<\/strong> i due discutono della concitata situazione in Francia e, attraverso Koshevoy, <strong>Mosca ribadisce il suo sostegno a De Gaulle,<\/strong> assicurando che i comunisti non tenteranno di prendere il potere e assolveranno al ruolo <strong>di \u201ccapro espiatorio\u201d della crisi.<\/strong> Il 29 maggio, con un\u2019oculata manovra di depistaggio, De Gaulle \u201cscompare\u201d dai radar, gettando nel panico le pi\u00f9 alte cariche dello Stato, compreso il primo ministro George Pompidou: molti lo credono diretto nella sua residenza privata, ma nella piccola Colombey-les-Deux-\u00c9glises non c\u2019\u00e8 traccia del generale. De Gaulle, senza averne parlato con nessuno, <strong>\u00e8 in realt\u00e0 su un elicottero che lo sta portando proprio a Baden-Baden.<\/strong> Il generale vuole sapere da Jacques Massu <strong>quali sono le intenzioni del Cremlino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019incontro di Baden-Baden, che dura poche ore, \u00e8 decisivo: l\u2019Unione Sovietica \u00e8 sempre a fianco del generale.<strong> De Gaulle, perci\u00f2, riceve il via libera ad attaccare il PCF che, assunta la guida politica della \u201crivoluzione colorata\u201d scatenata dagli angloamericani, si sacrificher\u00e0 politicamente per volere di Mosca, salvando cos\u00ec anche il gollismo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La mattina del 30 maggio, i principali quotidiani comunisti escono con un violento attacco contro <i>\u201cles gauchistes\u201d<\/i>, i sinistroidi<\/strong>: solo il Partito Comunista rappresenta gli interessi dei lavoratori, il falso profeta Marcuse ed il suo allievo Cohn-Bendit non servono la Rivoluzione ma agiscono contro la classe operaia, gli anarchici ed i trozkisti favoriscono la reazione ed indeboliscono il Partito comunista, unica forza rivoluzionaria, etc. etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il colpo a sinistra, quello per neutralizzare i movimentisti al soldo della CIA, \u00e8 sferrato. Ora \u00e8 la volta del colpo a testa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostenuto da un imponente manifestazione gollista, che porta in piazza oltre un milione di persone al grido<i> \u201cDe Gaulle n\u2019est pas seul\u201d,<\/i> il generale parla alla nazione smarrita, confermando che, anche questa volta, <strong>non si ritirer\u00e0.<\/strong> Annunciato il rimpasto di governo, lo scioglimento dell\u2019Assemblea Nazionale e le conseguenti elezioni legislative, De Gaulle pu\u00f2 cos\u00ec sferrare, col placet di Mosca, un\u2019invettiva contro il Partito Comunista francese, sebbene questo sia stato il suo pi\u00f9 prezioso alleato durante il terribile mese di maggio: <strong>la Francia corre il rischio di cadere sotto la tirannia di un partito totalitarista<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/maggio-1968-rovesciare-de-gaulle-per-sabotare-lasse-parigi-mosca\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WAEzWiPiyqc\">Il discorso dura soltanto cinque minuti, ma d\u00e0 la scossa ad un Paese allo sbando.<\/a> Il 31 maggio il PCF completa la manovra: <strong>De Gaulle attacca i comunisti perch\u00e9 sono gli unici rivoluzionari, mentre i trozkisti, gli anarchici ed i situazionisti dividono la classe operaia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le elezioni legislative di fine giugno sanciscono <strong>la riscossa del gollismo:<\/strong> L\u2019Unione per la Difesa della Repubblica vince col 58% delle preferenze, strappando 100 seggi al Partito Comunista, <strong>immolatosi per salvare il regime di De Gaulle.<\/strong> Non solo, l<strong>\u2019URSS interviene a sostegno della Francia persino sul mercato dei cambi,<\/strong> facendo incetta di franchi: salvato da Mosca, De Gaulle non pu\u00f2 quindi che esprimere vaghi ed incolori commenti quando<strong> il Patto di Varsavia<\/strong>, nel mese di agosto,<strong> interviene per sedare l\u2019altra rivoluzione colorata del 1968, quella di Praga.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rivoluzione \u201clibertaria\u201d per rovesciare De Gaulle e scardinare l\u2019asse franco-sovietico, organizzata e finanziata dagli angloamericani, \u00e8 cos\u00ec fallita: <strong>grazie a Mosca e al Partito Comunista Francese<\/strong>. Molti osservatori e intellettuali dell\u2019epoca ne sono consapevoli, tra cui <strong>Jean Paul Sartre,<\/strong> che abbandoner\u00e0 sull\u2019onda del \u201868 il PCF per abbracciare il maoismo, ingrossando cos\u00ec le file<strong> dell\u2019intellighenzia al soldo dei \u201cliberal\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019ultima nota: abbiamo evidenziato come tra i principali protagonisti della manovra per rovesciare De Gaulle figurasse anche <strong>Fran\u00e7ois Mitterand.<\/strong> Sar\u00e0 sotto la sua lunga presidenza (1981-1995) <strong>se l\u2019oligarchia atlantica otterr\u00e0 risultati impensabili con De Gaulle al potere<\/strong>: la riunificazione della Germania, la nascita dell\u2019euro-marco, il respingimento a Est della Russia.<strong> \u00c8 \u201cl\u2019europeismo\u201d, non a caso, cui si convertono anche il trozkista Daniel Cohn-Bendit ed il \u201ccompagno di rivoluzione\u201d Joschka Fischer.<\/strong> Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/PWwyQ1tcdS4qyNa8XfTtWuVRR_A.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2662\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/PWwyQ1tcdS4qyNa8XfTtWuVRR_A.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"528\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/maggio-1968-rovesciare-de-gaulle-per-sabotare-lasse-parigi-mosca\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/maggio-1968-rovesciare-de-gaulle-per-sabotare-lasse-parigi-mosca\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Nella primavera del \u201868, l\u2019Occidente \u00e8 teatro di un\u2019ondata di proteste studentesche e operaie che imprimono un cambiamento radicale alla societ\u00e0: \u201cil principio di autorit\u00e0\u201d, tanto odiato dagli ambienti della finanza liberal, \u00e8 scardinato in nome della \u201clibert\u00e0\u201d, rivoluzionando i rapporti all\u2019interno della famiglia, tra i sessi e dentro le istituzioni. Ma le proteste del \u201868 hanno anche obiettivi contingenti, legati alla realt\u00e0 storica-geopolitica del momento. Col celebre \u201cmaggio francese\u201d, certamente la&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":39666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/F.Dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ann","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39889"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39889"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39890,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39889\/revisions\/39890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}