{"id":39946,"date":"2018-03-18T09:00:11","date_gmt":"2018-03-18T08:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39946"},"modified":"2018-03-14T21:08:28","modified_gmt":"2018-03-14T20:08:28","slug":"sempre-meno-uguali-sempre-piu-poveri-la-vera-analisi-del-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39946","title":{"rendered":"Sempre meno uguali, sempre pi\u00f9 poveri: la vera analisi del voto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Alessandro Robecchi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un vero peccato che le pagine dell\u2019economia, sui quotidiani italiani siano cos\u00ec lontane da quelle della politica. \u00c8 come fare un salto dal paese surreale al paese reale, come quando, usciti da teatro, si torna a casa, nella vita vera. All\u2019inizio, per milioni di righe, ci becchiamo le contorsioni delle grandi manovre, le ipotesi, i retroscena. <span id=\"more-24537\"><\/span>La crisi coniugale in atto nel centrodestra tra Salvini e Silvio Restaurato, o i cinquestelle che mettono su una faccia istituzionale e fanno di tutto per mostrarsi i pi\u00f9 democristianamente misurati. Del Pd, ormai sempre pi\u00f9 simile a una rappresentazione de L\u2019ispettore generale di Gogol\u2019 non ha senso dire e contano soltanto il chiacchiericcio pettegolo e la spigolatura, al massimo la nuova cartografia delle correnti, con enormi mappe di zone misteriose dove campeggia la scritta Hic sunt renziones, e ci sono macerie. E poi c\u2019\u00e8 la pi\u00f9 o meno raffinata analisi di cause e concause, cio\u00e8 il \u201ccome siamo arrivati a questo punto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per suggerire una lettura di primo livello, per chi ancora ha il novecentesco vezzo di collegare la politica ai bisogni reali delle persone, basterebbe dare un\u2019occhiata anche veloce allo studio di Bankitalia su reddito, ricchezza, crescita e diseguaglianze. Qualche numeretto, qualche linea di grafico che va su e gi\u00f9, ed ecco in due minuti il \u201ccome siamo arrivati fin qua\u201d, spiegato bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi 14 milioni di italiani vivono con meno di 830 euro al mese, uno su quattro. Sono pi\u00f9 poveri i giovani (il 30 per cento ha meno di 35 anni), sono pi\u00f9 poveri al Sud (40 per cento). Tra il 2006 e il 2016 (dieci anni in cui hanno governato un po\u2019 tutti gli attori della pi\u00e8ce qui sopra, spesso intrecciati in amorosi sensi) il rischio povert\u00e0 per i capifamiglia tra i 35 e i 45 anni \u00e8 passato dal 19 al 30 per cento, che vuol dire che quasi una famiglia su tre teme lo scivolamento verso il proletariato, categoria numerosa di cui nessuno si occupa (nemmeno degni di 80 euro, per dire: troppo poveri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indice Gini, quello che misura il tasso di diseguaglianza, \u00e8 aumentato in dieci anni di un punto e mezzo. Questo significa che pochi ricchi sono diventati pi\u00f9 ricchi e che molti poveri sono diventati pi\u00f9 poveri. E questo \u00e8 avvenuto con Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi e tutto il cucuzzaro, con buona pace di quelli che dicono che \u201cserve stabilit\u00e0\u201d. Pi\u00f9 stabili di cos\u00ec si muore: la tendenza \u00e8 dritta come un fuso e premia la diseguaglianza. Si dir\u00e0: la crisi, le circostanze, il contesto. Bene. E poi si scopre (sempre Bankitalia) che quando arriva una ripresina non la vede nessuno: nel 2017 il Pil \u00e8 salito del 1,5 per cento, mentre alle famiglie \u00e8 arrivato solo lo 0,7, la met\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si capisce quindi il comprensibile astio di chi, in condizioni di sofferenza, non solo si vede arretrare, ma osserva altri avanzare, toccando con mano un\u2019ingiustizia palese e offensiva. Si collabora alla ripresa, si lavora con meno diritti, con meno salario, con meno sicurezze, e poi quando la ripresa arriva (la pi\u00f9 piccola in Europa) non si vedono nemmeno le briciole. Fa un po\u2019 incazzare, specie poi quando vedi un partito asserragliato nelle zone ricche del paese e delle citt\u00e0, magnificare le sue politiche \u201cdi sinistra\u201d, snocciolare numeri trionfali (e spesso falsi) sul lavoro dimenticandosi i working poors, cio\u00e8 milioni di cittadini che, pur lavorando, restano poveri, anzi lo diventano di pi\u00f9. Con la destra, con il centrosinistra, con i tecnici, con i rottamatori, con i posati statisti, la diseguaglianza economica nel Paese \u00e8 aumentata senza soste, costante, implacabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi naturalmente uno pu\u00f2 anche appassionarsi alla segreteria Martina, alle manovre di Salvini, alle tattiche di Di Maio o agli appelli di Mattarella: \u00e8 come leggere la rubrica \u201cstrano ma vero\u201d sulla Settimana Enigmistica, deliziosamente insignificante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=24537\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=24537<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Alessandro Robecchi) \u00c8 un vero peccato che le pagine dell\u2019economia, sui quotidiani italiani siano cos\u00ec lontane da quelle della politica. \u00c8 come fare un salto dal paese surreale al paese reale, come quando, usciti da teatro, si torna a casa, nella vita vera. 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