{"id":39987,"date":"2018-03-15T11:30:33","date_gmt":"2018-03-15T10:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39987"},"modified":"2018-03-15T02:11:58","modified_gmt":"2018-03-15T01:11:58","slug":"noi-preferiamo-chiamarlo-contatore-della-ricchezza-dei-cittadini-in-uno-stato-a-moneta-sovrana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39987","title":{"rendered":"Noi preferiamo chiamarlo \u201cContatore della ricchezza dei cittadini, in uno stato a moneta sovrana\u201d."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MMT ITALIA (Marco Cavedon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.brunoleonimedia.it\/DebtClock\/il_debito_italiano_e.jpg\" alt=\"http:\/\/www.brunoleonimedia.it\/DebtClock\/il_debito_italiano_e.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"transparent aligncenter\" src=\"https:\/\/scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.0-9\/29249964_10211858047429240_2799553794856189952_n.png?oh=7651838525f0110cf00b965a89028e78&amp;oe=5B469C26\" alt=\"https:\/\/scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.0-9\/29249964_10211858047429240_2799553794856189952_n.png?oh=7651838525f0110cf00b965a89028e78&amp;oe=5B469C26\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 13 febbraio 2018 fino alla fine della campagna elettorale, sugli\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/media\/contatore-debito-pubblico-stazione-di-roma-milano-2a32bbc3-96a1-4c7b-a1f8-7a2e4ec80680.html#foto-1\">schermi Maxi-Led delle stazioni<\/a>\u00a0di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina \u00e8 apparso il \u201ccontatore del debito pubblico\u201d di cui all\u2019immagine sopra.<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un\u2019iniziativa promossa dall\u2019Istituto Bruno Leoni (che di seguito per semplicit\u00e0 chiameremo IBL), una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.brunoleoni.it\/chi-siamo\">think\u00a0tank neoliberista<\/a>\u00a0nata nel 2003 per promuovere \u201cle idee del libero mercato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella home page del loro sito compare ancora questo fantomatico contatore, che rappresenta una stima dello stock del debito pubblico italiano basata sui rapporti mensili della Banca d\u2019Italia.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.brunoleoni.it\/il-debito-pubblico-sul-tuo-sito\">Accedendo all\u2019apposito link<\/a>, \u00e8 possibile leggere le motivazioni con le quali l\u2019Istituto Bruno Leoni ha difeso la sua mistificatoria propaganda, alla quale ora risponderemo punto per punto alla luce dei concetti macroeconomici della\u00a0Modern\u00a0Money\u00a0Theory\u00a0(di seguito MMT per semplicit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1)\u00a0\u00a0Quali sono i rischi di un elevato debito pubblico ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IBL.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un alto rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo, specialmente nei paesi con bassi tassi di crescita, fa s\u00ec che ci siano maggiori difficolt\u00e0 nel finanziare la spesa pubblica; la spesa per interessi aumenta. Inoltre, in queste condizioni il rischio di turbolenze sui mercati \u00e8 pi\u00f9 elevato.<br \/>\nQueste possono essere causate da shock esterni: quando avvengono dei fatti che, nel mondo, cambiano la percezione dei rischi (crisi finanziarie, attentati, rivoluzioni tecnologiche), chi ha un debito molto elevato \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0, pi\u00f9 esposto alla tempesta.<br \/>\nOppure le turbolenze possono essere dovute a crisi di fiducia nei \u201cfondamentali\u201d del Paese stesso: tutti quei problemi per risolvere i quali abbiamo tante volte invocato \u201criforme strutturali\u201d.<br \/>\nIn un caso e nell\u2019altro, pu\u00f2 accadere che aumentino i tassi di interesse: cos\u00ec, il debito diventa pi\u00f9 oneroso da finanziare e il suo servizio sottrae ulteriori risorse al bilancio pubblico. Nei casi estremi, gli interessi possono essere cos\u00ec elevati da diventare insostenibili fino a causare la necessit\u00e0 di un salvataggio da parte di altri paesi o istituzioni internazionali (come il Fondo monetario internazionale), con conseguenti clausole e condizioni imposte, oppure a un vero e proprio fallimento sovrano.<br \/>\nIn quest\u2019ultimo caso, i titoli di debito non producono pi\u00f9 i rendimenti attesi dalle persone che li detengono; i creditori \u201cinterni\u201d (le persone che posseggono titoli di Stato) vengono tendenzialmente penalizzati ancor pi\u00f9 di quelli esteri; la pubblica amministrazione ha difficolt\u00e0 a pagare stipendi e pensioni. Ma anche le imprese del settore privato soffrono, perch\u00e9 in qualche misura anche il loro accesso al credito \u00e8 legato alla credibilit\u00e0 del loro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>MMT.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Niente di tutto ci\u00f2 \u00e8 vero<\/strong>. Le condizioni di cui sopra si verificano solo nel caso si parli di uno stato che non utilizza una sua moneta fiat sovrana (qual \u00e8 la condizione attuale delle nazioni dell\u2019eurozona, che possono concretamente \u201cfinire i soldi\u201d), mentre\u00a0<strong><u>uno stato sovrano di una sua valuta non avr\u00e0 mai difficolt\u00e0 ad onerare i titoli che vende<\/u><\/strong>, in quanto denominati nella valuta unit\u00e0 di conto che lui stesse emette ed \u00e8 l\u2019unico che lo pu\u00f2 fare.\u00a0<strong>Uno stato a moneta sovrana prima emette la medesima e solo dopo la pu\u00f2 ritirare con la tassazione o la vendita di titoli<\/strong>, che per questo motivo non sono affatto un qualcosa di necessario per finanziare la spesa pubblica. Per ulteriori approfondimenti leggi\u00a0<a href=\"http:\/\/memmtveneto.altervista.org\/frodi1.html\">qui<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/memmtveneto.altervista.org\/frodi2.html\">qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2) Ci sono nazioni con un alto debito pubblico in cui tutto sembra andare benone, il Giappone o gli Usa, ad esempio; perch\u00e9 non possiamo farlo anche noi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IBL.<\/strong><br \/>\nStiamo parlando di economie molto differenti, con livelli di produttivit\u00e0, innovazione e tassi di crescita ben differenti dai nostri; per quanto altamente indebitate, i loro fondamentali economici sono tali da permetter loro di poter detenere tale debito a costi contenuti. In particolare, negli Stati Uniti il rapporto tra debito e\u00a0Pil\u00a0(circa 105 per cento) \u00e8 molto inferiore a quello italiano, che supera il 131 per cento. L\u2019Italia \u00e8 un Paese in declino sotto il profilo demografico e che da anni non conosce una crescita economica robusta; la produttivit\u00e0 ristagna e l\u2019elevato debito esistente drena consistenti risorse (oltre 60 miliardi di euro l\u2019anno). Inoltre i tassi di crescita del paese sono modesti anche nelle fasi espansive del ciclo economico. Questo fa s\u00ec che i mercati (i nostri \u201ccreditori\u201d) percepiscano un rischio maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>MMT.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in questo caso la propaganda mistificatoria di questo istituto raggiunge l\u2019apice. Abbiamo prima affermato che uno stato a moneta sovrana \u00e8 il primo e il solo che pu\u00f2 creare e spendere la sua valuta e di conseguenza immetterla nel circuito privato di famiglie, aziende e banche (il cosiddetto settore non governativo). Di conseguenza,\u00a0<strong>prima che ci possa essere un PIL<\/strong>\u00a0(<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prodotto_interno_lordo\">cio\u00e8 un prodotto interno lordo<\/a>, o reddito interno)\u00a0<strong>a monte ci deve essere la spesa dello stato sovrano. Il rapporto debito pubblico su PIL \u00e8 un parametro insignificante da un punto di vista macroeconomico.<\/strong>\u00a0Lo stato sovrano della sua valuta non ha affatto bisogno di aspettare che il settore privato generi un reddito interno (PIL) da cui poter attingere le risorse per onorare i suoi debiti, anzi, prima deve spendere la sua valuta e solo dopo i cittadini di quella nazione la possono utilizzare per realizzare le transazioni finanziarie tra di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va comunque sottolineata\u00a0<strong>la<\/strong>\u00a0<strong>realt\u00e0 delle nazioni che hanno rinunciato alla propria sovranit\u00e0 monetaria, per le quali il debito pubblico pu\u00f2 realmente costituire un problema.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comunque, anche \u201cstando al gioco\u201d dell\u2019IBL, se il debito pubblico degli USA \u00e8 inferiore al nostro, non lo stesso si pu\u00f2 dire di quello del Giappone, che rappresenta il\u00a0<a href=\"https:\/\/tradingeconomics.com\/japan\/government-debt-to-gdp\">250,4 %<\/a>\u00a0del PIL. Per quanto riguarda invece i tassi di crescita, non risulta affatto che essi siano tanto diversi da quelli dell\u2019Italia, soprattutto per quanto riguarda il Giappone (vedere i seguenti grafici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15430 size-full\" src=\"http:\/\/mmtitalia.info\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image006.png\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15431 size-full\" src=\"http:\/\/mmtitalia.info\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image007.png\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15432 size-full\" src=\"http:\/\/mmtitalia.info\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image008.png\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3) \u201dAl debito pubblico corrisponde un credito privato\u201d di chi ha acquistato titoli di Stato. Cosa c\u2019\u00e8 di male? Le due cose non si compensano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IBL.<\/strong><br \/>\nSenz\u2019altro: a ogni debito corrisponde un credito, e a ogni debitore corrisponde un creditore. Nel caso del debito pubblico, il debitore \u00e8 lo Stato mentre i creditori sono tutti coloro \u2013 famiglie e istituzioni finanziarie, italiane e straniere \u2013 che hanno acquistato titoli del debito pubblico. Esattamente come nel settore privato, se il debitore non \u00e8 in grado di ripagare i propri debiti, il creditore perder\u00e0 parte o tutto quanto gli \u00e8 dovuto. Conseguentemente, se lo Stato non \u00e8 in grado di ripagare il debito, a farne le spese saranno due volte i cittadini: in prima battuta come risparmiatori, e poi come contribuenti. Uno Stato che non paga i propri debiti perde l\u2019accesso ai mercati: \u00e8 difficile che trovi chi gli presta soldi, e chi lo fa richiede un interesse molto elevato. Per questa ragione \u00e8 assai probabile che quello Stato si trovi a mettere in atto politiche molto dure: a ridurre drasticamente le proprie spese (per esempio, gli stipendi dei suoi dipendenti o le pensioni) oppure ad alzare le tasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>MMT.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in questo caso si tratta di considerazioni completamente sbagliate. Come sopra abbiamo pi\u00f9 volte evidenziato, \u00e8\u00a0<strong>palesemente scorretto paragonare lo stato (inteso come enti governativi di una nazione) al singolo attore economico privato<\/strong>. Il primo infatti in condizioni normali (cio\u00e8 quando \u00e8 sovrano di una sua moneta)\u00a0<strong>deve agire a livello macroeconomico immettendo con la spesa pubblica nel settore di famiglie ed aziende pi\u00f9 soldi di quanto incassa con la tassazione<\/strong>, altrimenti queste non godranno di alcun attivo e non potranno avvenire gli scambi finanziari tra i singoli attori privati<strong>. Il debitore privato invece non pu\u00f2 creare legalmente il denaro<\/strong>\u00a0e pertanto (ma solo per lui) vale la regola della microeconomia in base alla quale per poter spendere e ripagare i debiti deve prima risparmiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le politiche di austerity (la riduzione drastica della spesa pubblica sopra richiamata, con innalzamento delle tasse) imposteci dall\u2019Unione Europea al contrario sono le sole e vere responsabili della crisi dell\u2019eurozona, perch\u00e9 agire in maniera pro-ciclica quando l\u2019economia \u00e8 in recessione porta ad un aggravarsi della situazione, con diminuzione ancora pi\u00f9 accentuata della domanda aggregata, chiusura di aziende, aumento della disoccupazione, ulteriore riduzione di domanda\u2026la cosiddetta\u00a0<strong>spirale deflazionistica che i paesi non sovrani della loro moneta non possono risolvere<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>4) Non basterebbe tornare a una \u201cmoneta sovrana\u201d per eliminare il problema del debito? Non sarebbe allora possibile rifinanziarlo all\u2019infinito?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IBL.<\/strong><br \/>\nSe l\u2019Italia uscisse dall\u2019euro, il rischio di denominazione del debito pubblico diverrebbe certezza. In altre parole, i vecchi titoli di stato verrebbero convertiti in Lire. Il valore di quei titoli crollerebbe, con gravi perdite per chi li detiene (inclusi i risparmiatori).<br \/>\nE\u2019 vero che una volta fuori dall\u2019euro quei titoli potrebbero essere acquistati dalla Banca d\u2019Italia; ma questo aumenterebbe velocemente la quantit\u00e0 della nuova moneta nazionale in circolazione, riducendone il valore. Si avvierebbe un percorso verso la\u00a0iper-inflazione che presto occorrerebbe fermare con una forte stretta monetaria e di bilancio: il contrario cio\u00e8 dell\u2019obiettivo dichiarato con l\u2019uscita.<br \/>\nUn\u2019elevata inflazione, infatti, riduce certamente l\u2019onere del debito, ma implica anche una riduzione del potere d\u2019acquisto dei salari, con effetti particolarmente gravi per i lavoratori con bassi redditi.<br \/>\nTroppo spesso si dimentica che l\u2019Italia ha vissuto anni di iperinflazione e che solo la ferma volont\u00e0 di separare le scelte di politica fiscale da quelle di politica monetaria (il c.d. \u201cdivorzio Tesoro-Bankitalia\u201d) hanno permesso, nel tempo, di avviare quel percorso di credibilit\u00e0 che ci ha permesso di ridurre drasticamente l\u2019inflazione e di entrare in un\u2019area monetaria comune con altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>MMT.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cio\u00e8 vale a dire, al danno si aggiunge la beffa.\u00a0<strong>In verit\u00e0 \u00e8 proprio ora che siamo in eurozona che gli stati corrono il rischio di finire i soldi e di incorrere in default<\/strong>, con conseguente danno per i risparmiatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Uno stato sovrano della sua valuta invece \u00e8 sempre solvibile<\/strong>\u00a0nei confronti dei mercati dei capitali, in quanto mai pu\u00f2 finire il denaro per onorare anche i debiti che lo stesso si auto-impone di emettere. Una svendita generale dei titoli dovuta ad una paura irrazionale potrebbe certamente far calare il loro valore, a fronte per\u00f2 di maggiori interessi richiesti, per pagare i quali lo stato sovrano non avr\u00e0 alcun problema. Inoltre \u00e8 possibile agire a livello di politiche monetarie, imponendo ad esempio alla banca centrale di pagare interessi negativi sui conti riserva detenuti dalle banche presso di essa e invogliando quindi le stesse ad investire acquistando i titoli di stato italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La banca centrale di un\u2019Italia nuovamente sovrana, come giustamente sopra richiamato pu\u00f2 comprare all\u2019infinito i titoli di stato dalle banche difendendone il valore e calmierando gli interessi e questo non pu\u00f2 in alcun modo portare ad inflazione, in quanto si tratta di riserve immesse nei soli circuiti finanziari che, per poter essere concesse come crediti all\u2019economia reale, necessiterebbero di\u00a0<strong>politiche fiscali espansive (spesa pubblica in deficit) per creare maggiore domanda aggregata; cosa che sarebbe salvifica per quanto riguarda la nostra economia, considerata l\u2019alta percentuale di fattori produttivi non impiegati\u00a0<\/strong>(disoccupazione pari all\u201911%) che potrebbero benissimo far fronte ad un aumento del potere di spesa da parte della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di seguito vediamo due chiari esempi di come le politiche di Quantitative\u00a0Easing\u00a0(acquisto sul mercato secondario di titoli di stato da parte della banca centrale) applicate negli USA e in eurozona non abbiano affatto creato alta inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La BCE da marzo 2015 sta effettuando acquisti di titoli di stato per una valore di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-04-02\/fed-e-bce-hanno-pompato-8mila-miliardi-cosa-accadra-quando-chiederanno-conto-150846.shtml?uuid=AE0wAAy&amp;refresh_ce=1\">80 miliardi al mese<\/a>\u00a0(60 miliardi da aprile 2017, vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-04-02\/fed-e-bce-hanno-pompato-8mila-miliardi-cosa-accadra-quando-chiederanno-conto-150846.shtml?uuid=AE0wAAy&amp;refresh_ce=1\">qui<\/a>); ecco l\u2019andamento dell\u2019inflazione nello stesso periodo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15433 size-full\" src=\"http:\/\/mmtitalia.info\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image009.png\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 passati dalla deflazione ad una miserrima inflazione dell\u20191,6%, ben al di sotto quindi dell\u2019obiettivo della BCE pari al 2% (niente iperinflazione quindi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per gli USA, il Quantitative\u00a0Easing\u00a0termina nel mese di ottobre 2014 e dal 2013 al 2014 si assiste ad un\u2019<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-04-02\/fed-e-bce-hanno-pompato-8mila-miliardi-cosa-accadra-quando-chiederanno-conto-150846.shtml?uuid=AE0wAAy&amp;refresh_ce=1\">impennata degli\u00a0asset<\/a>\u00a0in possesso della FED (la banca centrale americana, vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-04-02\/fed-e-bce-hanno-pompato-8mila-miliardi-cosa-accadra-quando-chiederanno-conto-150846.shtml?uuid=AE0wAAy&amp;refresh_ce=1\">qui<\/a>). Guardiamo l\u2019andamento dell\u2019inflazione nello stesso periodo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15434 size-full\" src=\"http:\/\/mmtitalia.info\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image010.png\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stabile al di sotto del 2% e addirittura in diminuzione. Consiglieremmo pertanto all\u2019IBL, se veramente fosse interessato a fare vera informazione (e abbiamo dei seri dubbi a tal proposito) di lasciare stare i falsi miti neoliberisti ed andare semplicemente a guardare i dati reali facilmente reperibili in rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fa poi sorridere (per non dire piangere) l\u2019affermazione secondo la quale l\u2019Italia ai tempi della lira sarebbe stata colpita da iperinflazione. Anche qui basta semplicemente andare a guardarsi la definizione esatta di \u201ciperfinflazione\u201d: generalmente si parla di iperinflazione quando il tasso di crescita del prezzo medio del paniere di riferimento dei beni e servizi supera il valore mensile del 50%\u00a0\u00a0(vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hyperinflation#Definition\">qui<\/a>), situazione che non risulta si sia mai verificata nell\u2019Italia Repubblicana, nemmeno in coincidenza delle crisi petrolifere degli anni \u201970 del secolo scorso, che allo stesso modo colpirono altre economie importanti quali USA e Gran Bretagna. Anzi,\u00a0<strong><u>nonostante un\u2019inflazione del 21,8%, l\u2019Italia del 1980 era in assoluto il paese pi\u00f9 ricco al mondo<\/u><\/strong>, con un risparmio medio delle famiglie pari al 25% del reddito disponibile annuale, valore che si \u00e8 ridotto al 3,2% nel 2016, nonostante un\u2019inflazione negativa del -0,1% (dati OCSE, FMI ed AMECO). Per ulteriori approfondimenti, vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/memmtveneto.altervista.org\/frodi3.html\">qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, \u00e8 triste notare come anche un periodo assai delicato e critico come quello delle campagna elettorale, che in una vera democrazia dovrebbe essere caratterizzato dal pluralismo dei punti di vista e da una corretta informazione,\u00a0<strong>sia invece stato pesantemente condizionato dai media\u00a0mainstream\u00a0e dal solo pensiero neoliberista<\/strong>\u00a0della finanza speculativa, che ora domina l\u2019intero mondo occidentale (e non solo)\u00a0\u00a0e ha reso possibili episodi come questi.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/mmtitalia.info\/noi-preferiamo-chiamarlo-contatore-della-ricchezza-dei-cittadini-in-uno-stato-a-moneta-sovrana\/\">http:\/\/mmtitalia.info\/noi-preferiamo-chiamarlo-contatore-della-ricchezza-dei-cittadini-in-uno-stato-a-moneta-sovrana\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MMT ITALIA (Marco Cavedon) Dal 13 febbraio 2018 fino alla fine della campagna elettorale, sugli\u00a0schermi Maxi-Led delle stazioni\u00a0di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina \u00e8 apparso il \u201ccontatore del debito pubblico\u201d di cui all\u2019immagine sopra. 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