{"id":40032,"date":"2018-03-17T11:30:53","date_gmt":"2018-03-17T10:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40032"},"modified":"2018-03-17T10:36:00","modified_gmt":"2018-03-17T09:36:00","slug":"makroskop-il-malato-deuropa-guarisce-gli-altri-si-prendono-la-febbre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40032","title":{"rendered":"MAKROSKOP \u2013 Il malato d\u2019Europa guarisce, gli altri si prendono la febbre"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Patrick Kaczmarczyk)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"social_icon\">\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In questo <a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/2018\/02\/der-kranke-mann-europas-wird-gesund-der-rest-bekommt-fieber\/\">studio pubblicato su Makroskop<\/a>,\u00a0\u00a0un giovane dottorando tedesco in economia politica elabora\u00a0in una serie di grafici i flussi commerciali\u00a0della\u00a0Germania con i principali partner europei. Dai dati\u00a0 risulta in modo evidente\u00a0come quello che\u00a0una volta era considerato *il malato d\u2019Europa si\u00a0sia\u00a0in realt\u00e0 ripreso\u00a0a spese del resto del continente, utilizzando\u00a0il vecchio\u00a0rimedio del mercantilismo seicentesco.\u00a0Un modello di crescita miope che non pu\u00f2 risultare sostenibile a lungo termine,\u00a0e che oltretutto ignora e disprezza l\u2019esigenza, oggi pi\u00f9 che mai vitale, di promuovere nel mondo rapporti internazionali equilibrati.\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Qui in Germania gli eccessi commerciali tedeschi vengono valutati come risultato del successo di riforme strutturali e della qualit\u00e0 superiore dei prodotti. Un \u201cmodello di successo\u201d valido per tutti gli altri paesi d\u2019Europa? In realt\u00e0 i dati dei commerci bilaterali mostrano che il commercio\u00a0della Germania con i suoi vicini europei non \u00e8 niente pi\u00f9 che un mercantilismo perfezionato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercando nel <em>Duden<\/em> (<em>noto vocabolario tedesco, ndt<\/em>) la parola \u201cmercantilismo\u201d, si trova la seguente definizione:<em> \u201c(Nel periodo dell\u2019Assolutismo) Politica economica che promuove soprattutto l\u2019industria e il commercio estero, allo scopo di rafforzare la forza finanziaria e la potenza dello stato\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica implementazione di una tale politica commerciale fu descritta al meglio da Sir Thomas Mun, l\u2019allora direttore della Compagnia dell Indie Orientali. In una delle sue famose opere,<em> England\u2019s Treasure by Forraign Trade<\/em> (1664), scrive Mun:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c <em>I mezzi normali [\u2026] per accrescere il nostro benessere e patrimonio sono quelli del commercio estero, per il quale dobbiamo osservare la seguente regola: vendere ogni anno agli stranieri pi\u00f9 di quanto consumiamo, in valore, dei loro prodotti<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cThe ordinary means [\u2026] to increase our wealth and treasure is by Forraign Trade, wherein wee must observe this rule: to sell more to strangers yearly than wee consume of theirs in value.\u201d (originale).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo, surplus commerciali e \u201cS<em>chwarze Null<\/em>\u201d (<em>politica volta ad ottenere il pareggio del bilancio statale: tanto entra, tanto esce, ndt<\/em>) non sono nuove idee dei politici e boss dell\u2019economia tedeschi, ma semplicemente un\u2019espressione del fatto che buona parte delle \u00e9lite, dal punto di vista intellettuale, \u00e8 rimasta indietro al 17\u00b0 secolo. Questa ideologia diventa particolarmente perfida se osserviamo lo sviluppo del commercio tedesco con i suoi vicini europei. A questo fine ho analizzato <a href=\"http:\/\/data.imf.org\/?sk=9D6028D4-F14A-464C-A2F2- 59B2CD424B85&amp;sId=1390030341854\">i dati del Fondo Monetario Internazionale<\/a>. Questi mostrano come sia cambiato il commercio bilaterale della Germania con i principali Stati europei nel periodo dal 1998 fino al 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poter interpretare meglio i grafici \u00e8 innanzitutto importante comprendere cosa esprimono i differenti valori. Il bilancio commerciale bilaterale stesso \u00e8 la differenza tra le esportazioni e le importazioni di un paese <em><strong>i<\/strong> <\/em>con un paese partner <strong><em>d<\/em><\/strong> (<strong><em>d<\/em><\/strong> in questo caso \u00e8 la Germania) in un certo periodo <strong><em>t<\/em><\/strong> (ad esempio un determinato anno, ndt). Per generare una scala che restituisca valori normalizzati ho rapportato il bilancio bilaterale al volume totale del commercio, in modo tale che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><strong>Bilancia_commerciale<i>idt<\/i> = (Export<i>idt<\/i> \u2013 Import<i>idt<\/i>) \/ (Export<i>idt<\/i> + Import<i>idt<\/i>)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo si ottengono valori da -1 a +1, dove -1 implica che il commercio globale di un paese con il paese partner di turno consiste solo di importazioni (+1 invece solo di esportazioni) mentre 0 rappresenta una bilancia commerciale equilibrata. Per illustrare questo con un esempio, ammettiamo che il paese A esporti in Germania beni e servizi per un ammontare pari a 5 miliardi di Euro. A sua volta la Germania esporta beni nel paese A per un ammontare pari a 10 miliardi di Euro e per questo si ha un deficit nella bilancia commerciale di 5 miliardi di Euro. In rapporto al volume totale del commercio (15 miliardi di EUR) si ottiene quindi (applicando la formula precedente, ndt) un valore pari a -0,33 nella nostra scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[ Ancora a mo\u2019 di esemplificazione: se un ipotetico Paese A importa da B per 90 mld. \u20ac e vi esporta per 10 mld. \u20ac, allora il valore nell\u2019indice creato da Kraczmarczyk sar\u00e0 \u20130,80 e l\u2019importazione sopravanzer\u00e0 l\u2019export dell\u2019800%. Se invece i valori di interscambio assoluti saranno di IMP= 65 mld. \u20ac; EXP= 35 mld.\u20ac; allora l\u2019indice segner\u00e0 \u20130,30 e l\u2019import sopravanzer\u00e0 l\u2019export di circa l\u201986%. E via dicendo: \u20130,15 corrisponder\u00e0 ad un eccesso di IMP sull\u2019 EXP del 35,3%. Un valore di \u20130,05 significher\u00e0 eccesso di IMP sull\u2019 EXP del 10,5%. Ndt]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il commercio della Germania con l\u2019Europa <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grafico seguente mostra lo sviluppo dello squilibrio del commercio tra la Germania e i suoi partner commerciali europei. Paesi che fanno registrare deficit con la Germania vengono rappresentati in rosso, Paesi che realizzano dei surplus, sono segnati in verde; l\u2019intensit\u00e0 del colore dipende dall\u2019intensit\u00e0 dei deficit o dei surplus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14340\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-1.png\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-1.png 683w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-1-300x212.png 300w\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"483\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ndt: il Grafico n.1 \u00e8 animato. Per vedere l\u2019animazione cliccare <a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/app\/uploads\/2018\/02\/20180205_PK_Abb01.gif\">il link<\/a> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Come\u00a0si nota dall\u2019animazione, risulta evidente che tutta l\u2019Europa (con l\u2019eccezione di casi speciali come Irlanda, Norvegia e Olanda) a partire dal 1998 e fino alla fine degli anni 2000 si tinge di un rosso che diventa sempre pi\u00f9 acceso. Si potrebbe anche dire che la guarigione del \u201dmalato\u201d porti al resto del continente una febbre epidemica. Gli squilibri raggiungono la massima temperatura nel periodo della grande crisi finanziaria del 2007-2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo \u00e8 importante notare che prima della crisi il commercio intra-UE era particolarmente marcato. Colin Hay e Daniel Wincott lo chiariscono bene nel loro libro <i>\u201cThe political economy of European welfare capitalism\u201d<\/i>. Secondo quanto riportato (<em>nel libro di Hay e Wincott, ndt<\/em>) quasi non ci sono stati paesi che abbiano esportato di pi\u00f9 nel resto del mondo che verso i partner europei \u2013 e l\u2019ingresso di nuovi paesi nell\u2019Unione europea non ha cambiato il quadro. Tra il 1980 e il 2005 ci\u00f2 era valido perfino per ciascun paese preso singolarmente (considerati nel loro insieme, fino al 2015 pi\u00f9 di 2\/3 di tutte le esportazioni hanno avuto luogo all\u2019interno dell\u2019UE). Il grafico successivo [pag. 81 (<em>del libro di Hay e Wincott, nd<\/em>t)] indica il rapporto tra esportazioni intra-UE e esportazioni extra-UE per l\u2019UE-a-15 e chiarisce questo trend (linea nera). Un valore pari a 1 (linea rossa) implica che il 50% delle esportazioni di un paese sono del tipo intra-UE e il rimanente 50% del tipo extra-UE. In questo contesto \u00e8 assurdo non vedere gli eccessi (<em>di esportazioni, ndt<\/em>) tedeschi come parte del problema che ha portato alla grande crisi europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14341\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-2.png\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-2.png 641w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-2-300x281.png 300w\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"601\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019animazione (<em>del Grafico n.1, ndt<\/em>) risulta che l\u2019intensit\u00e0 degli eccessi \u00e8 calata nel corso dei programmi di austerit\u00e0, tuttavia la Germania per la maggior parte del tempo non si discosta dalla sua posizione commerciale mercantilista, le cui linee guida furono cos\u00ec ben formulate da Mun nel 1664. Gli stessi eccessi dei paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est si adattano in modo ideale ai binari mercantilistici della politica e dell\u2019economia tedesche perch\u00e9 non emergono da un positivo sviluppo della domanda locale (<em>in Germania, ndt<\/em>). Sono invece il risultato di investimenti diretti tedeschi volti a produrre nella regione (<em>Europa dell\u2019Est, ndt<\/em>) a prezzi pi\u00f9 convenienti per poi reimportare tali prodotti. In relazione a ci\u00f2 il grafico seguente (<em>n\u00b0 3, ndt<\/em>) mostra la notevole discrepanza tra il rapporto della Germania con i paesi dell\u2019Europa dell\u2019Ovest e quello con i Paesi dell\u2019Est e del Centro Europa (CEE). Balza all\u2019occhio che la tendenza nel commercio con i paesi dell\u2019Europa occidentale fa segnare di nuovo forti sbilanciamenti nel commercio bilaterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14342\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-3.png\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-3.png 643w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-3-300x203.png 300w\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"435\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si osservano attentamente i dati alla base (<em>dei grafici, ndt<\/em>), lo sviluppo di alcune importanti relazioni commerciali bilaterali diventa ancora pi\u00f9 preoccupante. La maggior parte dei valori della bilancia commerciale bilaterale con la Germania in tutto il periodo temporale considerato si trova tra -0,1 e -0,2. Ci\u00f2 implica che le importazioni dalla Germania superano di circa il 22% (- 0,1) e il 50% (-0,2) le esportazioni (<em>verso la Germania, ndt<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriva allo stesso risultato, se si pesano di volta in volta i dati con i rispettivi volumi commerciali. Specialmente nel commercio con paesi che sono stati caratterizzati da una forte industria non si dovrebbe giungere, in condizioni normali, a pesanti e persistenti squilibri commerciali. Tuttavia, ad esempio, il deficit dell\u2019Italia con la Germania \u00e8 cresciuto dal 1998 \u2013 ovvero un anno prima che l\u2019Euro entrasse in vigore \u2013 fino al 2007 di un fattore superiore a 38 (da 585.570.000 US$ a 22. 637.560.000 USD$). Perfino nel 2009 il deficit italiano nei confronti della Germania superava il deficit commerciale estero complessivo dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il deficit della Francia (<em>nei confronti della Germania, ndt<\/em>) \u00e8 cresciuto nello stesso modo di circa 30 volte nello stesso identico periodo temporale \u2013 da 1.317.100.000 US$ (1998) a 40.461.100.000 US$ (2008). La pi\u00f9 forte crescita, in entrambi i casi, \u00e8 avvenuta tra il 1998 e il 1999, quando il deficit dei francesi con i tedeschi \u00e8 cresciuto pi\u00f9 di sei volte (da 1.317.100.000 US$ a 8.619.530.000 US$) e quello degli italiani di quasi 5 volte (da 585.570.000 US$ a 2.840.150.000 US$). Nessuna \u201c<em>riforma strutturale di successo in Germania<\/em>\u201d pu\u00f2 spiegare il fatto che il deficit bilaterale sia esploso cos\u00ec in un solo anno. Tanto meno plausibile \u00e8 l\u2019ammettere che la qualit\u00e0 dei prodotti tedeschi sia cresciuta in maniera cos\u00ec radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo ci sono\u00a0ben pochi segnali che (indichino come) la Germania si muova in direzione di un commercio equilibrato con i suoi grandi partner commerciali europei attraverso un dinamico sviluppo della domanda. C\u2019\u00e8 a dire il vero una tormentata risalita in Italia, ma tuttavia originata principalmente da una riduzione delle importazioni (da circa 90 miliardi di euro (2008) a circa 66 miliardi di euro (2016)). Il valore (<em>della bilancia commerciale calcolata con la solita formula, ndt<\/em>) della Francia \u00e8 oscillato intorno a -0,15 e ristagna ulteriormente; ci\u00f2 significa che le importazioni di prodotti tedeschi superano le esportazioni verso la Germania di circa un 35%. Nel caso della Gran Bretagna lo squilibrio commerciale \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato. [<em>Di quasi il 100%, ndt<\/em>].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14345\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-4.png\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-4.png 641w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-4-300x204.png 300w\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"435\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Francia \u2013 l\u2019altro vicino<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">I lettori di Makroskop sanno che la Francia \u00e8 stato l\u2019unico paese che ha adottato una politica salariale perfettamente in linea con gli obiettivi di inflazione della BCE \u2013 e per questo \u00e8 stata punita duramente attraverso il dumping salariale della Germania. Poich\u00e9 i prodotti tedeschi sono diventati chiaramente pi\u00f9 a buon mercato, la Francia ha perso in competitivit\u00e0. In un certo senso l\u2019andamento degli squilibri commerciali europei della Francia ci d\u00e0 un\u2019immagine opposta a quella tedesca. Per\u00f2 la Francia all\u2019inizio degli anni 2000 \u2013 e di nuovo recentemente \u2013 mostra un modello che la Germania non conosce: con alcuni paesi realizza deficit e con altri paesi eccessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14344\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-5-1.png\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" srcset=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-5-1.png 642w, http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Cattura-makroskop-5-1-300x210.png 300w\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ndt: il Grafico n.5 \u00e8 animato. Per vedere l\u2019animazione clickare <a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/app\/uploads\/2018\/02\/20180205_PK_Abb04.gif\">il link<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Perch\u00e8 i rapporti commerciali intra-europei sono importanti <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi degli squilibri commerciali bilaterali racconta naturalmente solo una parte della storia. I rapporti commerciali tra l\u2019America e la Germania e tra la Cina e la Germania, non trattati in questo articolo, sono enormemente importanti e contribuiscono pesantemente agli eccessi tedeschi. Tuttavia ci\u00f2 non cambia nulla al fatto che il commercio regionale rimanga il pi\u00f9 importante motore per un dinamico sviluppo economico in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019applicazione del modello mercantilistico a tutta l\u2019Unione europea (specialmente all\u2019Eurozona) non potr\u00e0 essere sostenibile nel lungo termine. Innanzitutto l\u2019Europa si rende con ci\u00f2 dipendente dalla domanda del resto del mondo. In secondo luogo l\u2019Euro a causa di una politica monetaria restrittiva e pesanti eccessi (<em>commerciali, ndt<\/em>) si apprezzer\u00e0 cos\u00ec tanto che il vantaggio concorrenziale, raggiunto tramite la moderazione salariale, verr\u00e0 annullato. In terzo luogo l\u2019Europa ha una quota di esportazioni pari al 15% ed \u00e8 tanto improbabile quanto irrazionale volere aumentare significativamente questa quota; il mondo non \u00e8 un unico grande e integrato mercato (vedi <a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/makroskop.eu\/2017\/08\/globalisierung-unter-der-lupe\/\" rel=\"nofollow\">https:\/\/makroskop.eu\/2017\/08\/globalisierung-unter-der-lupe\/<\/a>) ma consiste piuttosto di molte economie nazionali abbastanza chiuse. Quarto, e questo \u00e8 almeno altrettanto importante, con il Mercantilismo si pone naturalmente la\u00a0questione morale del perch\u00e9 gli uni debbano sempre realizzare eccessi a\u00a0spese degli altri invece di dedicarsi ad un commercio equo e equilibrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia nella follia della concorrenza tra le nazioni, che spinge in avanti la Germania con tutti i mezzi, evidentemente non rimane il tempo per riflettere su queste cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">* [<em>Con l\u2019espressione \u201cmalato d\u2019Europa\u201d l\u2019autore riprende il titolo di un articolo dell\u2019Economist del 3 giugno 1999. Il settimanale inglese sosteneva allora \u2013 nel pezzo intitolato \u201cThe sick man of the euro\u201d (\u201cIl malato dell\u2019Euro\u201d) \u2013 che l\u2019economia tedesca fosse ammalata. La sua crescita languiva al disotto del livello medio in Europa e frenava tutta l\u2019Eurozona. Il motivo principale andava visto, secondo l\u2019Economist, non tanto nella politica macroeconomica restrittiva (di cui si ammetteva l\u2019esistenza), ma in deficit strutturali di tipo microeconomico: il troppo welfare rendeva troppo costoso produrre e investire in Germania poich\u00e9 implicava un costo del lavoro troppo alto, una tassazione troppo elevata, un mercato del lavoro troppo rigido ecc. L\u2019articolo provoc\u00f2 uno choc in Germania e viene ancora oggi citato come un importante stimolo ad avviare la fase delle riforme liberiste, accettate anche dalla SPD, allora al governo con i Verdi, e a \u2018far risorgere\u2019 l\u2019economia tedesca. L\u2019ironia di Kaczmarczyk \u00e8 evidente: quelle \u201criforme\u201d ed il contestuale dumping salariale fecero guarire il malato ai danni degli altri partner dell\u2019Eurozona. La cura fu infatti a tutti gli effetti di tipo mercantilista. Ndt<\/em>].<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2018\/03\/14\/makroskop-il-malato-deuropa-guarisce-gli-altri-si-prendono-la-febbre\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2018\/03\/14\/makroskop-il-malato-deuropa-guarisce-gli-altri-si-prendono-la-febbre\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Patrick Kaczmarczyk) &nbsp; In questo studio pubblicato su Makroskop,\u00a0\u00a0un giovane dottorando tedesco in economia politica elabora\u00a0in una serie di grafici i flussi commerciali\u00a0della\u00a0Germania con i principali partner europei. Dai dati\u00a0 risulta in modo evidente\u00a0come quello che\u00a0una volta era considerato *il malato d\u2019Europa si\u00a0sia\u00a0in realt\u00e0 ripreso\u00a0a spese del resto del continente, utilizzando\u00a0il vecchio\u00a0rimedio del mercantilismo seicentesco.\u00a0Un modello di crescita miope che non pu\u00f2 risultare sostenibile a lungo termine,\u00a0e che oltretutto ignora e disprezza&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":31825,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Unknown-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-apG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40032"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40032"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40032\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40034,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40032\/revisions\/40034"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/31825"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}