{"id":40144,"date":"2018-03-21T12:44:26","date_gmt":"2018-03-21T11:44:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40144"},"modified":"2018-03-21T12:44:26","modified_gmt":"2018-03-21T11:44:26","slug":"il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40144","title":{"rendered":"Il colpo basso come regola: tra Atlantico e Russia non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per la diplomazia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 una prassi secolare delle potenze marittime \u201cisolare\u201d i propri nemici con una cortina fatta di sanzioni economiche, accerchiamento militare, condanna politica e ideologica: in passato, \u201cl\u2019isolamento\u201d o \u201cstrangolamento\u201d \u00e8 stato quasi sempre il prodromo della guerra. Sono quindi da guardare con preoccupazione gli ultimi sviluppi in Europa: in Regno Unito si \u00e8 sfruttato il maldestro avvelenamento dell\u2019ex-spia russa Sergei Skripal per esacerbare ulteriormente i rapporti diplomatici con la Russia e spingere \u201cgli alleati\u201d nella stessa direzione, mentre in Slovacchia il premier Robert Fico, contrario ad un totale appiattimento alle politiche NATO, \u00e8 stato rovesciato con un\u2019operazione sporca. Il blocco atlantico ha ormai \u201costracizzato\u201d Mosca e, negando i suoi diritti, i suoi interessi e la sua legittima sfera d\u2019influenza, prepara il terreno alla guerra.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Servizi segreti e propaganda hanno preso il sopravvento sulla diplomazia<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Si respira in Europa un\u2019aria simile a quella di <strong>inizio Novecento<\/strong>, quando la Germania guglielmina, in piena ascesa economica e militare, ambiva al ruolo di grande potenza mondiale, insidiando il primato britannico. A partire da primi anni del secolo, Berlino fu cos\u00ec progressivamente emarginata dalla comunit\u00e0 internazionale <strong>sotto la sapiente supervisione inglese<\/strong>: costretta a legarsi indissolubilmente a Vienna, vittima di una (giustificata) sindrome di accerchiamento, la Germania matur\u00f2 la certezza che la guerra fosse inevitabile. Era, come poi effettivamente fu, <strong>questione di vita o di morte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Liquidata la Germania in due riprese (1914-1918 e 1939-1945), non rimaneva alle potenze marittime che<strong> neutralizzare la potenza russa<\/strong> per dichiararsi <strong>padroni dell\u2019Eurasia<\/strong> (l\u2019Hearthland di Halford Mackinder) e quindi del mondo. Con lo smantellamento dell\u2019URSS, possibile grazie alla complicit\u00e0 di <strong>Michail Gorbacev,<\/strong> e lo sprofondare della Russia in una crisi economica, sociale e politica senza precedenti sotto la presidenza di <strong>Boris Eltsin<\/strong>, la missione sembrava compiuta. Con l\u2019ingresso al Cremlino di <strong>Vladimir Putin<\/strong> il processo di dissoluzione della Russia si arresta e, poi, si inverte: nel giro di un ventennio,<strong> Mosca ritrova il rango di potenza mondiale<\/strong>, sigillato dai recenti successi in Siria e Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Progressivamente, inizia cos\u00ec il \u201creflusso\u201d: <strong>la potenza continentale (la Russia) torna a premere sulla fascia costiera dell\u2019Eurasia (il Rimland di Nicholas John Spykman), insidiando gli angloamericani in Europa come nel Levante.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto al 1945, per\u00f2, le potenze marittime si trovano in posizione di debolezza perch\u00e9:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>non esiste pi\u00f9 la barriera ideologica del comunismo<\/strong> a frapporsi tra l\u2019Europa occidentale e Russia;<\/li>\n<li><strong>la quota di PIL mondiale prodotta dal blocco atlantico<\/strong> (e quindi i mezzi a disposizione) <strong>si \u00e8 drammaticamente ridotta;<\/strong><\/li>\n<li><strong>il libero accesso al mercato mondiale ed un sistema economico meno sclerotizzato, rendono la Russia pi\u00f9 temibile.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019establishment liberal ha dinnanzi a s\u00e9, quindi, una scelta: <strong>o abdica all\u2019egemonia mondiale<\/strong>, <strong>oppure sferra un disperato attacco all\u2019Hearthland, dichiarando cio\u00e8 guerra alla Russia e cercando di portare a termine la conquista <i>manu militari<\/i> dell\u2019Eurasia<\/strong>, di cui la liquidazione della Germania \u00e8 stata la tappa principale del secolo scorso. La prima opzione, rinunciare cio\u00e8 all\u2019egemonia mondiale, \u00e8 in netto contrasto con i principi \u201cuniversalistici\u201d che animano l\u2019oligarchia atlantica; non resta cos\u00ec che la seconda opzione, la neutralizzazione della Russia: da qui nasce<strong> quel clima opprimente di cui parlavamo in principio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come a inizio Novecento l\u2019establishment liberal isol\u00f2 ed accerchi\u00f2 la Germania, fino a dichiararle guerra, cos\u00ec oggi sta attuando <strong>uno \u201cstrangolamento\u201d economico, diplomatico, militare e mediatico della Russia<\/strong>: l\u2019esito, nonostante gli armamenti nucleari, rischia di essere lo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019obiettivo ultimo della strategia \u00e8 l\u2019annientamento dell\u2019avversario, \u00e8 inevitabile che, un poco alla volta, <strong>la diplomazia ceda il posto alla provocazione, la ragione alla violenza, il dialogo alla minaccia.<\/strong> Purtroppo, \u00e8 quanto sta avvenendo dal 2014 (golpe in Ucraina) in avanti e la dinamica sta, anno dopo anno, accelerando. Due recentissimi episodi, in particolare, sono sintomo della volont\u00e0 euro-atlantica di esacerbare i rapporti con la Russia <strong>fino a portarli al punto di rottura<\/strong>: il cambio di regime con cui \u00e8 stato estromesso il premier slovacco Robert Fico ed il quasi concomitante affare Skripal.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come la vicina Repubblica Ceca, <strong>la Slovacchia<\/strong> \u00e8 finita nel mirino atlantico a causa della sua eccessiva apertura alla Russia e del parallelo <strong>rifiuto di appiattirsi alle politiche della NATO<\/strong>. Nel caso di Praga, si \u00e8 cercato di uccidere nella culla il problema: il \u201cpopulista e filorusso\u201d <strong>Andrej Babis<\/strong> \u00e8 stato colpito in piena campagna elettorale da un avviso di garanzia che, per\u00f2, non gli ha impedito di vincere le elezioni dello scorso ottobre. Indagato e privato dell\u2019immunit\u00e0 parlamentare, Babis sta cos\u00ec faticando non poco a varare il suo governo, mentre in piazza si assiste alle prime proteste di matrice atlantica contro la deriva \u201cautoritaria\u201d del Paese<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Il problema di Bratislava risale, invece, a qualche anno addietro: \u00e8 nel 2006, infatti, che<strong> il socialdemocratico Robert Fico<\/strong> conquista la poltrona di primo ministro. Filorusso, contrario alle sanzioni economiche contro Mosca, Fico ha sempre dimostrato la sua allergia verso la NATO: <i>\u201cSlovak PM follows Czechs in ruling out foreign NATO troops\u201d, <\/i>scriveva la Reuters nel 2014, sottolineando l\u2019opposizione di Bratislava <strong>a qualsiasi base permanente dell\u2019Alleanza Nord Atlantica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come il premier ungherese <strong>Viktor Orban<\/strong>, anche Fico \u00e8 perci\u00f2 annoverabile tra gli \u201camici della Russia\u201d in Europa Centrale: qualsiasi attacco al suo governo \u00e8, indirettamente, <strong>un attacco a Mosca<\/strong>, destinato ad alimentare ulteriormente le tensioni tra la Russia ed il blocco euro-atlantico. Sar\u00e0 senza dubbio questo l\u2019esito dalla manovra con cui si \u00e8 defenestrato Roberto Fico: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/omicidio-caruana-galizia-la-guerra-fredda-e-tornata-anche-a-malta\/\">una manovra che \u00e8 identica a quella con cui si \u00e8 cercato di rovesciare a Malta il premier, anch\u2019egli \u201cfilorusso\u201d e socialdemocratico, Joseph Muscat.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 22 febbraio \u00e8 assassinato, con la sua compagna, il giornalista slovacco<strong> Jan Kuciak<\/strong> che, come l\u2019omologa maltese<strong> Daphne Caruana Galizia,<\/strong> appartiene alla rete che ha divulgato, per conto dei servizi angloamericani, i dossier dei \u201c<strong>Panama Papers\u201d<\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a>. I media avvalorano la tesi che i due siano stati uccisi dalla criminalit\u00e0 organizzata, probabilmente italiana, su cui il giornalista stava indagando: di pi\u00f9, come nel caso di\u00a0Daphne Caruana Galizia, Kuciak stava scavando<strong> sui legami tra la mafia e i membri del <\/strong><strong>proprio <\/strong><strong>governo (filorusso).<\/strong> La notizia della morte del giornalista ha eco internazionale e scuote alle fondamenta il governo di Fico: piovono accuse di collusione con la criminalit\u00e0, mentre nella piazze si riversa il <strong>solito popolo delle rivoluzioni colorate.<\/strong><em> \u201cDeath of investigative journalist sparks mass protests in Slovakia\u201d<\/em> scrive il The Guardian il 9 marzo. Bench\u00e9 Fico denunci pubblicamente il ruolo di <strong>George Soros e le manovre straniere per rovesciare il suo govern<\/strong><strong>o<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, la pressione \u00e8 troppo forte perch\u00e9 il premier possa resistere: il 14 marzo Fico annuncia le dimissioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, per la Slovacchia non si preannuncia un cambio di regime \u201cradicale\u201d (Robert Fico ha gi\u00e0 scelto il suo successore tra le fila del partito socialdemocratico), ma \u00e8 l\u2019ennesimo segnale della lotta senza esclusione di colpi che si combatte<strong> da Malta all\u2019<\/strong><strong>Ucraina<\/strong><strong>, passando per i Balcani:<\/strong> qualsiasi governo \u201cfilorusso\u201d \u00e8 sistematicamente destabilizzato, perch\u00e9 l\u2019establishment liberal nega la legittimit\u00e0 degli interessi di Mosca in Europa e nel Mediterraneo.<strong> \u00c8 una politica che, nel medio-lungo periodo, non pu\u00f2 che portare all<\/strong><strong>o scontro diretto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 grave ancora \u00e8<strong> l\u2019affare<\/strong><strong> Skripal<\/strong>, che dimostra come la propaganda, le manovre occulte dei servizi segreti e la campagna d\u2019odio contro la Russia abbiano\u00a0ormai preso il sopravvento in Occidente. Domenica 4 marzo, a Salisbury, \u00e8 trovato in grave condizioni, insieme alla figlia, <strong>Sergej Skripal:<\/strong> si tratta di un ex-agente russo, ormai 66enne, arrestato per alto tradimento nel 2004 con l\u2019accusa di venduto informazioni agli inglesi e poi successivamente liberato grazie ad uno scambio di spie. Emerge che Skripal \u00e8 stato avvelenato <strong>con un agente nervino<\/strong> e, bench\u00e9 non sia fornito nessun valido movente per il tentato omicidio di questo vecchio doppiogiochista, si formulano accuse che portano dritte ai vertici della Russia: secondo la stampa britannica,<strong> il probabile mandante \u00e8 Putin in persona<\/strong><em><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019affare Skripal cresce cos\u00ec a dismisura nel volgere di una decina di giorni, dinnanzi allo sbalordimento dei russi che, per bocca del ministro degli Esteri <strong>Sergej Lavrov<\/strong>, bollano l\u2019intera faccenda come uno \u201cshow da circo\u201d: il 14 marzo <strong>Theresa May<\/strong> annuncia l\u2019espulsione di 23 diplomatici russi, precipitando verso nuovi minimi i rapporti anglo-russi. L\u2019indomani, il governo inglese emette un comunicato, firmato <strong>anche da USA, Francia e Germania<\/strong>, dove si imputano a Mosca le responsabilit\u00e0 del tentato omicidio: <strong>il blocco euro-atlantico, apparentemente diviso dalla Brexit e dall\u2019elezione di Trump, si ricompatta. Per attaccare la Russia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A coronare l\u2019escalation atlantica contro Mosca, \u00e8 l\u2019annuncio, sempre del 15 marzo, <strong>di nuove sanzioni degli Stati Uniti,<\/strong> in riposta alle presunte interferenze russe durante le presidenziali del novembre 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/\">Ma come dimenticare lo scontro quasi diretto in Siria, dove a inizio febbraio l\u2019aviazione americana ha bombardato per la prima volta soldati russi?<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oppure la<strong> nuova strategia nucleare annunciata dal Pentagono<\/strong> ai primi di febbraio che, oltre a \u201cfacilitare\u201d il ricorso alle armi atomiche rispolverando gli ordigni tattici della Guerra Fredda, <strong>abbassa anche la soglia del loro utilizzo<\/strong>, fissandola ad un attacco nemico, convenzionale o cibernetico<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>? Non \u00e8 certo casuale se, davanti alle Camere riunite, Putin abbia annunciato il primo marzo <strong>una nuova generazione di missili supersonici<\/strong> in grado di bucare qualsiasi difesa<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a>: Mosca ci tiene a ribadire che qualsiasi azione ostile comporter\u00e0 una reazione (devastante).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le operazioni sporche, la prevaricazione e la propaganda hanno\u00a0il sopravvento sulla diplomazia: ipotizzare che l\u2019establishment atlantico voglia soltanto infastidire la rielezione di Vladimir Putin (presidenziali del 18 marzo) o sabotare il mondiale di calcio in programma in Russia (14 giugno) potrebbe essere <strong>soltanto un tranquillizzante autoinganno,<\/strong> quando all\u2019orizzonte si profila, giorno dopo giorno, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/terra-contro-mare-una-nuova-guerra-mondiale-potrebbe-essere-inevitabile\/\">un nuovo <\/a>scontro tra Terra e Mare.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-colpo-basso-come-regola-tra-atlantico-e-russia-non-ce-piu-spazio-per-la-diplomazia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI \u00c8 una prassi secolare delle potenze marittime \u201cisolare\u201d i propri nemici con una cortina fatta di sanzioni economiche, accerchiamento militare, condanna politica e ideologica: in passato, \u201cl\u2019isolamento\u201d o \u201cstrangolamento\u201d \u00e8 stato quasi sempre il prodromo della guerra. Sono quindi da guardare con preoccupazione gli ultimi sviluppi in Europa: in Regno Unito si \u00e8 sfruttato il maldestro avvelenamento dell\u2019ex-spia russa Sergei Skripal per esacerbare ulteriormente i rapporti diplomatici con la Russia e spingere&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":17732,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/federico-dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aru","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40144"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40144"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40145,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40144\/revisions\/40145"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}