{"id":40215,"date":"2018-03-25T10:00:58","date_gmt":"2018-03-25T08:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40215"},"modified":"2018-03-24T21:15:17","modified_gmt":"2018-03-24T20:15:17","slug":"siria-i-piani-della-turchia-dopo-la-presa-di-afrin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40215","title":{"rendered":"Siria: i piani della Turchia dopo la presa di Afrin"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Oltrefrontiera_Turchia-1280x640.jpg\" alt=\"Siria: i piani della Turchia dopo la presa di Afrin\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ingresso dei soldati turchi e dei ribelli del Free Syrian Army nel centro dell\u2019enclave curda di Afrin lo scorso 18 marzo ha segnato un punto di svolta nell\u2019andamento del conflitto siriano. Dopo lo smacco di Raqqa dell\u2019ottobre 2017, con le milizie arabo-curde delle SDF (Syrian Democratic Forces) in prima linea nella cacciata di ISIS dalla capitale del Califfato in Siria, con la presa di Afrin Ankara si riposiziona al centro dello scacchiere siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per turchi e ribelli siriani avere la meglio sui miliziani curdi dell\u2019YPG (Unit\u00e0 di Protezione del Popolo) \u00e8 stato meno complicato del previsto. Il centro di Afrin \u00e8 infatti capitolato senza che i curdi opponessero una vera resistenza. In due mesi i combattimenti, scattati lo scorso 20 gennaio con il lancio dell\u2019operazione militare turca \u201cRamoscello d\u2019Ulivo\u201d, hanno costretto 98mila persone a lasciare le proprie case. L\u2019ultimo bollettino delle vittime stilato dall\u2019Osservatorio siriano per i diritti umani \u2013 organizzazione con base a Londra notoriamente vicina al fronte anti-Assad \u2013 parla di 289 civili morti, di oltre 1.500 miliziani curdi uccisi e di 46 soldati turchi caduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale futuro per Afrin?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora Erdogan si \u00e8 limitato a dire che restituir\u00e0 Afrin ai suoi \u00ablegittimi proprietari\u00bb. In realt\u00e0 il suo piano \u00e8 di dirottare qui alcune migliaia dei 3,4 milioni di rifugiati siriani che al momento stanziano nel sud della Turchia. Ma non solo. Afrin, infatti, potrebbe essere usata come valvola di sfogo per assorbire i futuri sfollati dal governatorato di Idlib, dove si concentreranno gli attacchi dell\u2019esercito siriano e dei caccia russi una volta che Assad avr\u00e0 definitivamente ripreso il controllo della Ghouta orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75410 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ebada45c65934bcdab4301cad56ba74c_6.jpg\" sizes=\"(max-width: 1001px) 100vw, 1001px\" srcset=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ebada45c65934bcdab4301cad56ba74c_6.jpg 1001w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ebada45c65934bcdab4301cad56ba74c_6-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ebada45c65934bcdab4301cad56ba74c_6-440x440.jpg 440w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ebada45c65934bcdab4301cad56ba74c_6-768x768.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1001\" height=\"1001\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>I prossimi obiettivi della Turchia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Afrin l\u2019esercito turco continuer\u00e0 ad avanzare verso il nord-est della Siria come annunciato dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Gli obiettivi di Ankara sono principalmente tre. Il primo, di carattere militare, \u00e8 \u201cbonificare\u201d il pi\u00f9 possibile le aree del nord della Siria dalla presenza di milizie curde. Il piano \u00e8 impedire ai curdi di unire sotto il loro controllo i territori controllati nel sud della Turchia dal PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e quelli nel nord della Siria in mano all\u2019YPG, gruppo accusato da Ankara di essere una formazione terroristica. Pi\u00f9 territorio conquister\u00e0 la Turchia in quest\u2019area, pi\u00f9 grande sar\u00e0 la \u201czona cuscinetto\u201d che ambisce a creare oltre i suoi confini meridionali. In quest\u2019ottica i punti da collegare sono Afrin (a nord-ovest), Idlib (pi\u00f9 a sud, in mano ai ribelli siriani) e Manbij (a nord-est).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo obiettivo di Ankara \u00e8 di carattere politico e consiste nel riposizionare la diplomazia turca al centro dei negoziati per la futura spartizione della Siria. La presa di Afrin e le operazioni che verranno adesso avviate per avanzare in direzione di Manbij, fanno della Turchia un interlocutore con cui gli altri attori in campo \u2013 Mosca, Damasco, Teheran ed Hezbollah da una parte, gli USA dall\u2019altra \u2013 dovranno necessariamente scendere a patti. \u00c8 un segnale di cui devono tenere conto soprattutto gli Stati Uniti, alleati della Turchia in ambito NATO ma per ora decisi a continuare a puntare sulle milizie arabo-curde delle SDF (al cui interno i combattenti dell\u2019YPG rappresentano l\u201980% degli effettivi) per tenere gli scarponi ben saldi nella parte nord-orientale della Siria confinante con l\u2019Iraq attorno a Raqqa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75411 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/acfd95ed0db746428d4178c37175bd67_6.jpg\" sizes=\"(max-width: 1001px) 100vw, 1001px\" srcset=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/acfd95ed0db746428d4178c37175bd67_6.jpg 1001w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/acfd95ed0db746428d4178c37175bd67_6-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/acfd95ed0db746428d4178c37175bd67_6-440x440.jpg 440w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/acfd95ed0db746428d4178c37175bd67_6-768x768.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1001\" height=\"1001\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>I rischi per l\u2019esercito turco <\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto della presa di Afrin, il cammino per la Turchia in Siria rimane pieno di ostacoli, e la direzione che prender\u00e0 dipender\u00e0 molto dalle prossime mosse che faranno Russia e Stati Uniti, vale a dire le due principali forze extraregionali che controllano di fatto lo spazio aereo siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nell\u2019immediato per i contingenti turchi schierati nel nord della Siria i rischi non mancano. Prevenire possibili colpi di coda dei curdi ad Afrin, citt\u00e0 in cui la popolazione locale \u00e8 molto solidale con i \u201cfratelli\u201d turchi del PKK, non sar\u00e0 semplice. Afrin \u00e8 infatti disseminata di trappole esplosive e in questa settimana l\u2019esplosione di pi\u00f9 ordigni ha gi\u00e0 ucciso sette civili, quattro miliziani dell\u2019FSA e tre militari turchi. Altra deriva che si sta materializzando \u00e8 quella delle razzie e delle rese dei conti. Nel giorno della conquista di Afrin, mentre si issavano le bandiere turche nel centro della citt\u00e0, ribelli siriani saccheggiavano negozi e presto potrebbero spingersi molto oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo aspetto, vale a dire la capacit\u00e0 di tenere a freno l\u2019anima islamica radicale sempre pi\u00f9 predominante nel fronte siriano anti-Assad, \u00e8 una questione tutta da decifrare per Ankara. Finora la Russia ha lasciato mano libera alla Turchia nel nord della Siria con la promessa del contenimento dei gruppi jihadisti. \u00c8 un impegno che la Turchia non ha per\u00f2 rispettato, come dimostra la minaccia sempre viva in particolare dei qaedisti di Tahrir al-Sham. Se Erdogan non dar\u00e0 delle rassicurazioni in tal senso, Mosca dovr\u00e0 interporsi alla sua avanzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019insieme, questi elementi potrebbero essere pi\u00f9 che sufficienti per trascinare l\u2019impegno militare turco in Siria in un logorante stato di guerriglia, una sorta di estensione in territorio siriano dell\u2019ultradecennale scontro in patria con il PKK.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75412 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20180324_MAM983.png\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20180324_MAM983.png 640w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20180324_MAM983-428x440.png 428w\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"658\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019incognita di <\/strong><strong>Manbij<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella road map tracciata da Erdogan per il dopo Afrin le prossime tappe sono Manbij, e da qui Kobane, Tal Abyad, Ras al-Ain e Kamishli. Manbij \u00e8 la localit\u00e0 da dove inizia l\u2019ampia fascia di territorio ancora saldamente sotto il controllo delle milizie curde che operano affiancate da circa 2.000 soldati americani. Quello che accadr\u00e0 in questa citt\u00e0 rappresenta una sorta di momento della verit\u00e0 per la complicata alleanza che tiene uniti Turchia e Stati Uniti. Washington e Ankara potrebbero arrivare a un accordo se l\u2019YPG accetter\u00e0 di ritirarsi a est del fiume Eufrate. Ma per i curdi significherebbe perdere Manbij. E dopo Afrin cadrebbe un altro tassello del sogno del Rojava, uno Stato autonomo curdo nel nord della Siria che appare destinato a non vedere mai la luce.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: \u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/siria-afrin-turchia-curdi\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/siria-afrin-turchia-curdi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Rocco Bellantone) &nbsp; L\u2019ingresso dei soldati turchi e dei ribelli del Free Syrian Army nel centro dell\u2019enclave curda di Afrin lo scorso 18 marzo ha segnato un punto di svolta nell\u2019andamento del conflitto siriano. 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