{"id":40272,"date":"2018-03-29T09:00:27","date_gmt":"2018-03-29T07:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40272"},"modified":"2018-03-27T22:35:59","modified_gmt":"2018-03-27T20:35:59","slug":"luce-e-gas-perche-la-fine-della-maggior-tutela-sara-una-catastrofe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40272","title":{"rendered":"\u201cLuce e gas, perch\u00e9 la fine della maggior tutela sar\u00e0 una catastrofe\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL SALVAGENTE<\/strong><\/p>\n<div class=\"td-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb td-animation-stack-type0-2\" title=\"elettricit\u00e0 bolletta\" src=\"https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fotolia_bonus-elettrico-696x464.jpg\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" srcset=\"https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fotolia_bonus-elettrico-696x464.jpg 696w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fotolia_bonus-elettrico-300x200.jpg 300w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fotolia_bonus-elettrico-630x420.jpg 630w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fotolia_bonus-elettrico-615x410.jpg 615w, https:\/\/przvdqe25t3itpa733jhkcik-wpengine.netdna-ssl.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fotolia_bonus-elettrico.jpg 750w\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"464\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2018 cesser\u00e0 il sistema di \u201cmaggior tutela\u201d per energia e gas, a favore di una totale liberalizzazione del mercato. Abbiamo chiesto a Paolo Landi \u2013 presidente della Fondazione Consumo sostenibile, molto vicina a Konsumer \u2013 quali saranno le conseguenze per i consumatori e quali strade alternative sono percorribili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 ritiene che il definitivo passaggio al mercato libero sia un danno per i consumatori e che questo cambiamento non possa condurre ad una maggiore concorrenzialit\u00e0 del mercato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mercato libero dell\u2019energia oramai esiste da dieci anni ma, nonostante tutte le visite a domicilio e le telefonate dei call center all\u2019ora di pranzo e cena, solo una famiglia su tre \u00e8 passata al mercato libero. Il motivo \u00e8 la mancanza di fiducia, giustificata perch\u00e9 chi ha scelto questo passaggio ha inizialmente goduto di tariffe promozionali che poi sono state elevate notevolmente, vanificando il risparmio. In realt\u00e0, dunque, il mercato libero ha reso pi\u00f9 cara la luce del 15% ed il gas del 5% gas. E come se non bastasse, sono esplose le pratiche commerciali sleali: il mercato libero, finora, si \u00e8 rivelato pi\u00f9 oneroso e non in grado di proteggere i consumatori. Liberalizzazione dovrebbe significare maggiore concorrenzialit\u00e0, ma in Italia c\u2019\u00e8 un oligopolio di quattro o cinque imprese che si dividono l\u201985% del territorio e nelle singole aree, poi, assistiamo a veri e propri monopoli. In Inghilterra, considerato il faro del mercato libero, uno studio ha dimostrato che le compagnie elettriche acquistavano l\u2019energia quando era pi\u00f9 cara per alzare le tariffe; bene, la stessa cosa \u00e8 successa anche in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 il governo Italiano ha decretato la fine del mercato di maggior tutela?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo italiano, nel 2014, ha deciso che a giugno 2018 dovr\u00e0 essere abolita la maggior tutela, con la motivazione ufficiale che questa contrasta con le norme europee contro le tariffe amministrate. Ma \u00e8 falso, perch\u00e9 le indicazioni Ue riguardano unicamente le tariffe amministrate in presenza di agevolazioni da parte dello Stato. Il mercato di maggior tutela italiano non prevede alcun intervento statale ed \u00e8 stato addirittura riconosciuto dalla Commissione Ue per l\u2019Energia una best practice nel mercato europeo. La reale motivazione della decisione italiana, quindi, \u00e8 di tipo ideologico: l\u2019obiettivo \u00e8 rendere l\u2019energia un business che si esprime nel rapporto impresa-consumatore e non un servizio. Si tratta di una scelta che risponde solo alle esigenze delle imprese, ma non a quelle delle famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 stato l\u2019atteggiamento dell\u2019Authority per l\u2019Energia in questa vicenda?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autorit\u00e0 ha inizialmente difeso la maggior tutela come cosa positiva, affermandone la coerenza con le norme europee. Poi si \u00e8 uniformata alle posizioni del governo, limitandosi a cercare di rendere il passaggio definitivo al mercato libero pi\u00f9 \u201cdigeribile\u201d, introducendo la comparazione tra tariffe ed il concetto di tariffa e contratto standard tramite una comparazione semplificata tra tariffa e contratto standard. A fronte della persistente resistenza delle famiglie, poi, si \u00e8 inventata la tutela simile, una sorta di premio per chi passa al mercato libero ma che in realt\u00e0 \u00e8 solo una trovata per rendere pi\u00f9 digeribile la pillola e forzare le famiglie. I comparatori, i contratti e le tariffe standard sono cose di per s\u00e9 positive, ma quelle poche garanzie in pi\u00f9 non bastano. Tra l\u2019altro, Autorit\u00e0 e associazioni hanno lavorato due anni per rendere la bolletta pi\u00f9 semplice, ma \u00e8 tuttora difficile individuare l\u2019informazione pi\u00f9 importante: il costo di energia o gas al metro cubo, al kwh o al litro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 i comparatori di tariffe sono utili?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in atto una lunghissima discussione a Bruxelles, presso l\u2019Autorit\u00e0 dell\u2019energia Ue proprio su questo. Il comparatore \u00e8 utile, ma per funzionare deve comparare tariffe standard, fatte con gli stessi criteri per tutti e legate al consumo tipico di una famiglia. Naturalmente, poi, quell\u2019impresa pu\u00f2 comunque proporre altre offerte commerciali, ma la comparazione deve essere effettuata in base ad una tariffa standard ed a prezzo pulito, senza bonus o promozioni. Solo cos\u00ec i comparatori possono essere utili e importanti strumenti. Diversamente, rappresentano un ulteriore modo di raggirare i consumatori: comparazioni tra tariffe promozionali non hanno alcuna validit\u00e0; se poi si aggiunge la pessima abitudine di applicare la tariffa promozionale per una durata inferiore a quella del contratto, chiaramente il consumatore \u00e8 costretto a subire tariffe elevate a meno di non pagare la penalit\u00e0 per rescindere il contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali saranno le immediate conseguenze, per i consumatori, dell\u2019abolizione della maggior tutela?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 bisogno di essere profeti, basta guardare cosa \u00e8 successo nel mercato Rc Auto quando sono state abolite le tariffe regolati: aumenti a due cifre per nove anni. Lo stesso accadr\u00e0 per energia e gas, e quel premio della tutela simile verr\u00e0 recuperato ampiamente con gli aumenti tariffari successivi, quando verr\u00e0 a mancare ogni controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esiste, secondo lei, una strada oggettivamente percorribile che contemporaneamente protegga gli utenti di energia e gas ed incentivi la concorrenzialit\u00e0 in questo tipo di mercato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono fare due cose molto semplici: prima di tutto, rimettere in discussione la decisione di sopprimere il mercato di maggior tutela. Poi, raccogliendo i consigli della Commissione Ue, trasformare l\u2019Acquirente Unico del mercato di maggior tutela in una Energy Community, che continua a fare quanto fatto fino ad oggi dall\u2019Acquirente Unico: acquistare energia per rivenderla. L\u2019unica differenza \u00e8 che l\u2019Energy Community opera solo per chi ne fa domanda, cio\u00e8 chi si associa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci spieghi meglio cosa sono le Energy Community e se esistono esperienze in questo senso, in altri Paesi\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Energy Community sono una realt\u00e0 in Inghilterra ed in Austria, per fare solo due esempi, e si tratta di una forma di acquisto caldamente consigliata in un documento della Commissione Ue dello scorso anno, che sollecita gli stati ad andare in questa direzione. Una Energy Community \u00e8 una sorta di gruppo d\u2019acquisto: pu\u00f2 essere un comune, oppure un quartiere. Ma perch\u00e9 questo sistema possa funzionare, occorre anche un altro passo importante, che ho proposto a Bruxelles: acquistare l\u2019energia in pacchetti prepagati, al supermercato oppure on line, superando i vincoli dell\u2019attuale contratto che non sarebbe pi\u00f9 necessario, senza spese di fatturazione o di insoluto. Di nuovo, in Inghilterra ed in Austria si sta gi\u00e0 sperimentando questo sistema con successo. Le attuali tecnologie consentono l\u2019acquisto di \u201cricaricabili\u201d di energia al prezzo in quel momento pi\u00f9 conveniente, magari anche attraverso un contatore \u201cintelligente\u201d. Cos\u00ec potremmo creare effettivamente un mercato concorrenziale, una vera competizione virtuosa tra imprese. Con l\u2019impostazione di oggi, con poche aziende che controllano il mercato, andiamo semplicemente incontro a forti aumenti delle tariffe, dopo le tariffe promozionali iniziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sarebbe utile introdurre in questo ambito il diritto all\u2019equo compenso per gli utenti vittime di informazioni ingannevoli o pratiche commerciali sleali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Codice del Consumo, in Francia, prevede che in caso di gravi informazioni ingannevoli non solo le imprese vengano sanzionate, ma deve risponderne personalmente anche il presidente o amministratore delegato o altro responsabile dell\u2019azienda, che rischia fino a sette anni di detenzione e 700mila euro di multa. In Italia solo l\u2019impresa \u00e8 sanzionabile, e le societ\u00e0 accantonano in partenza delle somme da utilizzare proprio in questi casi. Le multe, quindi, sono solitamente del tutto innocue. I consumatori vittime di informazioni ingannevoli o pratiche commerciali sleali debbono avere diritto all\u2019equo compenso, qualora non si trovi un accordo tra l\u2019azienda e l\u2019utente, rappresentato da un\u2019associazione di consumatori, ed ho gi\u00e0 presentato in Europa una proposta in tal senso. Si tratta di un meccanismo sperimentato nel settore bancario e autostradale, quindi abbiamo acquisito esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si pone in questo contesto la produzione autonoma di energia da parte degli utenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una scelta molto importante ed oggi \u00e8 molto meno costosa di qualche anno fa. Con le tecnologie odierne si possono installare i pannelli fotovoltaici per essere autonomi sul piano dell\u2019energia, ma permane la necessit\u00e0 di risolvere il problema di poter vendere direttamente l\u2019energia inutilizzata invece di immetterla nel sistema e poi riprenderla da l\u00e0. C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra questione, meno semplice da affrontare: l\u2019aumento della produzione autonoma di energia da parte dei partecipanti al sistema elettrico impone che i costi generali debbano essere ridistribuiti unicamente tra coloro che invece non producono autonomamente. \u00c8 impensabile per\u00f2 porre gli oneri di sistema unicamente a carico di quei pochi: dovrebbero comunque essere sostenuti da tutti. Lo so, \u00e8 un discorso scomodo ma va fatto. Infine, si sta ponendo la questione del costo elevato e dello smaltimento delle batterie; sicuramente l\u2019autoproduzione \u00e8 destinata a crescere, anche a livello condominiale come succede all\u2019estero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa possono fare le associazioni dei consumatori, qualora il mercato di maggior tutela venga effettivamente cancellato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle associazioni consumeristiche dico \u201cMettiamoci assieme per chiedere al premier Gentiloni di ripensare questa scelta. \u00c8 un obiettivo che possiamo realizzare\u201d. Qualora dovessimo fallire, possiamo percorrere la strada cui accennavo prima delle Energy Community e dell\u2019acquisto dei pacchetti prepagati di energia. C\u2019\u00e8 poi eventualmente la soluzione, ampiamente gi\u00e0 utilizzata in altri Paesi europei che hanno gi\u00e0 subito la liberalizzazione del mercato senza previe consultazioni, degli switch organizzati. L\u2019associazione dei consumatori valuta cio\u00e8 le offerte sul mercato, sceglie la pi\u00f9 vantaggiosa ed organizza per i propri iscritti il passaggio ad un altro fornitore, con il quale ha contrattato tariffa, trasparenza e servizi. Orientativamente, il contratto in logica di switch potrebbe valere un anno, al termine del quale effettuare una nuova ricerca di mercato ed eventualmente cambiare ancora fornitore; naturalmente, qualora nell\u2019arco della vigenza contrattuale l\u2019impresa non rispettasse le condizioni pattuire, il consumatore dovrebbe poter cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bonus energia elettrica e gas, quanto ne sanno le famiglie italiane?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco. Questo strumento \u00e8 poco utilizzato dagli aventi diritto. Attualmente circa quattro milioni di famiglie si trovano in stato di povert\u00e0 (vivono cio\u00e8 con meno di mille euro al mese); ma le persone che godono del bonus energia elettrica e gas sono meno della met\u00e0 (solo una famiglia su tre). C\u2019\u00e8 quindi un primo grande problema di informazione, che va risolto affinch\u00e9 tutti coloro che hanno i requisiti possano usufruire di questa agevolazione; le associazioni dei consumatori ed i Caf sono a disposizione per fornire ogni chiarimento. Le associazioni dei consumatori, per\u00f2, debbono muoversi per affrontare il problema degli scaglioni Isee: per il 2017 hanno diritto al bonus i nuclei familiari che hanno una certificazione Isee fino a 8.107,5 euro o a 20.000 se con pi\u00f9 di tre figli a carico. In questo modo, rimane escluso chi si trova nella fascia intermedia; bisogna rivedere gli scaglioni, correggendo la struttura delle regole attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2017\/01\/25\/luce-e-gas-perche-la-fine-della-maggior-tutela-sara-una-catastrofe\/18202\/\">https:\/\/ilsalvagente.it\/2017\/01\/25\/luce-e-gas-perche-la-fine-della-maggior-tutela-sara-una-catastrofe\/18202\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SALVAGENTE Nel 2018 cesser\u00e0 il sistema di \u201cmaggior tutela\u201d per energia e gas, a favore di una totale liberalizzazione del mercato. 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