{"id":40282,"date":"2018-03-30T08:00:44","date_gmt":"2018-03-30T06:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40282"},"modified":"2018-03-30T08:25:19","modified_gmt":"2018-03-30T06:25:19","slug":"discorso-di-garibaldi-il-di-della-pasqua-del-1861","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40282","title":{"rendered":"Discorso di Garibaldi il d\u00ec della Pasqua del 1861"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> PONTELANDOLFO NEWS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5509 alignleft\" src=\"http:\/\/www.pontelandolfonews.com\/wp-content\/uploads\/Novara_a_Roma.jpg\" alt=\"Novara_a_Roma\" width=\"301\" height=\"448\" \/>PAGINE TRATTE DA: FRANCO MISTRALI-\u201cDA Novara a Roma\u201d Bologna 1871<br \/>\n<\/strong><em>pagg.145-151.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il generale Giuseppe Garibaldi \u00e8 senza dubbio una delle pi\u00f9 spiccate ed originali figure di questo secolo che pur vide tante originalit\u00e0 splendide da Napoleone Bonaparte a Moltke. Molti a cui piace applicare troppo rigorosamente la teoria di Vico delle ricorrenze istoriche, credettero interpretar bene la mente di questo ardito venturiero della libert\u00e0 cercandogli nella antichit\u00e0 uno o pi\u00f9 riscontri: e quando a Napoli, padrone di una corona, non pens\u00f2 neppure a cingerla, e neppure pens\u00f2 a farsi il protettore di uno stato come Oliviero Cromwell, o il fondatore, e il presidente di una repubblica come Giorgio Washington, ai cerc\u00f2 nella galleria degli eroi di Grecia e di Roma, e si trov\u00f2 somigliante il magnanimo generale ai Scipioni ed ai Timoleoni: quando a Caprera fu visto condurre gli aggiogati buoi reggendo il timone dell\u2019aratro con quella mano che resse valorosamente la spada di Marsala, meglio acconcio ricorse sulle labbra di tutti il nome di Cincinnato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi, rendendo tuttavia omaggio alla teoria del grande filosofo napoletano, vediamo in Garibaldi un uomo tutto del suo tempo, e di quella classe sociale a cui appartiene. L\u2019eroe nizzardo rappresenta con linee spiccate e ben definite la democrazia che va prendendo corpo e consistenza in un quarto stato, il quale si va formando tra la borghesia e la plebe. Garibaldi ha le virt\u00f9 e i difetti del suo paese, del suo tempo, e della sua condizione. Venuto su dal proletariato dell\u2019intelligenza, la sua vita comincia da una vigorosa protesta contro un privilegio e una prepotenza invano vestita di liberali parvenze. La coscrizione \u00e8 insieme privilegio e tirannia, poich\u00e8 la nazione armata soltanto rappresenta l\u2019esercito della democrazia. Ora Garibaldi, soldato della marineria regia di Sardegna, entra nel mondo militante della libert\u00e0, disertando la forzata assise, e ribellandosi al coartato giuramento. Soldato eminentemente, per natura direbbesi, egli vuol portare le armi, ma volontario: egli vuol combattere, ma per una causa che il suo cuore comprenda e senta, che la sua ragione approvi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eroe davvero pel coraggio altissimo e per il disinteressato valore che lo spinge con nobile entusiasmo ad abbracciarne qualunque causa generosa, Garibaldi \u00e8 pi\u00f9 che italiano cosmopolita. Anima ardente e poetica, egli non sa piegarsi alle fittizie catene della nazionalit\u00e0 e del particolarismo politico: la patria di un gran cuore \u00e8 il mondo: dovunque suona umana favella, egli trova dei fratelli: dovunque si gode e si soffre umanamente, ivi palpita e sente un atomo di quel gran core collettivo di cui le fibre sono gli individui sparsi sulla terra, e l\u2019insieme \u00e8 la umanit\u00e0 tutta quanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E da questo punto di vista Garibaldi appartiene alla minoranza eletta dei precursori: ai pochi che spingono lo sguardo in grembo alle tenebre dell\u2019avvenire e si beano nella visione della luce che gi\u00e0 indora, alba di un d\u00ec futuro, gli estremi lembi del cielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo la caratteristica di uomini, come il vincitore di tante battaglie, \u00e8 l\u2019irrequieta ansia dell\u2019animo che li sospinge verso un meglio non mai raggiunto: essi sono senza posa incalzati sulla via della vita, da un prepotente fascino di miglioramento politico e sociale: essi non tengono conto di ostacoli e non sono disposti a riconoscere le opportunit\u00e0 che la fredda ragione pesa e discute. Martiri o trionfatori sono sempre credenti: la fede li suscita o li fa forti, e per via della fede dominano e trascinano. Napoleone fu di questi uomini: pi\u00f9 completo perch\u00e8 pi\u00f9 umano, ma anche il gigante corso cadde per l\u2019astrazione che egli facea dal mondo intiero nei concepimenti e nei fatti della sua gran mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le transazioni non sono accettate mai da uomini di tal fatta: essi non piegano, e preferiscano spezzarsi come l\u2019acciaio. Per questo Garilraldi non comprese mai Cavour che pure amava, con pari intensit\u00e0 la patria, e sugli ultimi giorni della vita del grande di Leri forse le amare censure del generale non furono per poco nell\u2019accasciamento a cui il conte ministro soggiacque, quasi schiacciato dall\u2019immensa mole a cui si era sobbarcato. Il conte Cavour a Villafranoa fu dolorosamente colpito, ebbe un\u2019ora di scoramento, e si ritir\u00f2 credendo finita per sempre la sua carriera. Ma pochi giorni di solitudine bastarono a fargli veder meglio la situazione: comprese che si era ingannato, e rientr\u00f2 pieno di fiducia nella vita attiva, riassunse le redini dello stato, e os\u00f2 il primo passo all\u2019unit\u00e0, accettando le annessioni decretate dalle assemblee popolari dell\u2019Italia Centrale. Poi si ferm\u00f2 ancora alla Cattolica, che l\u2019impaziente generale volea varcare, e si prepar\u00f2 in silenzio a passare il Rubicone: quindi si ferm\u00f2 a Gaeta e sul Liri che il generale volea oltrepassare verso Roma, e l\u2019obbiettivo supremo della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Garibaldi, come fu detto, non soffriva indugi: quando a Villafranca venne fermato il volo delle aquile vittoriose egli avrebbe voluto proseguir solo l\u2019impresi di Venezia, e con amarissime parole discinse la spada di generale dell\u2019esercito regio che avea di nuove gemme illustrata a Varese ed a Treponti. Eletto a capitano delle milizie che il Dittatore Farini raccolse nelle provincia dell\u2019Emilia, non sapea stare a contemplar da Rimini le Marche incatenate, e piuttosto che negarsi alla voce di Ancona e di Perugia strapazzate dai mercenari pontifici, si ritraeva un\u2019 altra volta sdegnosamente dall\u2019arringo. Infine quando ebbe compiuta la gloriosa impresa di Sicilia e di Napoli, ci volle lo spettro della guerra civile per fermarlo sul Volturno e vietargli di marciare verso la fatal sua Roma: e anche questa volta parevagli codardia, se non tradimento, quel che era necessit\u00e0 prudente di stato e ossequio all\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa condizione dell\u2019animo di Giuseppe Garibaldi che nelle circostanze salienti enumerate si risolveva con un suo addio alla vita pubblica e un pi\u00f9 o meno energico rimprovero alla indifferenza degli amici e del paese, and\u00f2 man mano innasprendosi, e pel continuo attrito degener\u00f2 in una sorda animosit\u00e0 e in disaccordo palese fra il governo regolare del paese e lui. Fino a Napoli Garibaldi s\u2019era dimostrato non solo amico personale e fidato del re Vittorio, ma anche amico delle istituzioni della monarchia costituzionale. Da quel giorno in poi nel quale il capo dello stato non volle consentirgli la dittatura civile e militare nelle provincia meridionali, il valoroso generale rec\u00f2 a Caprera uno spirito inquieto, diffidente, amareggiato, e quel che \u00e8 pi\u00f9, aperto a tutte le insinuazioni ed a tutti i sospetti che i partiti e gli uomini interessati cercavano di insinuarvi onde far loro pr\u00f2 di una cos\u00ec predominante influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi scrive queste istorie ben ricorda un viaggio fatto all\u2019isola di Caprera nel 1860, quando si riusc\u00ec da alcuni a condurre Garibaldi sul continente, dove poi ebbe a inimicarsi col Cialdini, e a dichiararsi egli nemico del conte di Cavour con una frase pi\u00f9 crudele che giusta. E a Caprera ebbi a udire dalle labbra di Garibaldi in risposta a un non so quale indirizzo di associazioni operaie, parole acerbissime, che poi furono stampate, ma non nel loro integro stato. Anzi, poich\u00e8 il generale fu giunto con noi che si tornava a Genova, e Bellazzi ebbe cognizione del discorso da lui pronunciato, ottenne che nelle frasi pi\u00f9 mordenti fosse modificato e temperato. Ora io che scrivo, ho nelle mani il testo preciso di un tale discorso scritto da Pantaleo, l\u2019ex frate Siciliano, e corretto di mano di Garibaldi nella sua originale lezione: e, come documento inedito per la storia, poich\u00e8 il pubblicarlo non pu\u00f2 pi\u00f9 nuocere, lo affido ai lettori come una prova di pi\u00f9 della verit\u00e0 dei nostri ragionamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1) Ecco il testo del discorso pronunciato da Giuseppe Garibaldi il d\u00ec della Pasqua del 1861 a Caprera. (Documento inedito).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Amici ! \u2013 Io vi ringrazio \u2026.. <\/em><br \/>\n<em>Voi dite il vero, ma forse ci \u00e8 della esagerazione. Sono timori. Per\u00f3 tutto pu\u00f2 succedere. Dobbiamo essere persuasi che s\u2019ingannano altamente coloro che cercano di manomettere il nostro paese: s\u2019ingannano davvero.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Siamo forti \u2013 forti pi\u00f9 di quello che non credono \u2013 Non parlo delle cinquecentomila, n\u00e9 del milione di baionette, che pure l\u2019Italia potrebbe dare \u2013 Ma abbiamo il popolo \u2013 abbiamo la nazione con noi!.. L\u2019 Italia, ad onta dei tristi effetti della politica cavouriana, vassalla non degna del paese, e di quella turba di lacch\u00e9 che la appoggiano , deve essere!\u2026.<\/em><em>Io, poi, ringrazio gli operai ed il popolo italiano , della fiducia che hanno in me: fiducia ch\u2019io non merito, perch\u00e9 come individuo, io non valgo nulla: e se merito la fiducia del popolo, credo di meritarla perch\u00e9 ho la coscienza di non averli ingannati, e possono star sicuri che non li inganner\u00f2 giammai.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per\u00f2 il paese non deve riposare in me solo: che abbia coscienza di s\u00e8, e non creda, che se la provvidenza ha voluto scegliere un uomo, me pover\u2019uomo, a fare un po\u2019 di bene, non ve ne siano altri che possano fare quanto me, e pi\u00f9 di me.\u00a0<\/em><em>Bisogna che sappiano che fra quei prodi che mi hanno seguito (e qui ne vedo alcuni) cento vi sono che possono sostituirmi se mancassi \u2013 Si sa che noi tutti siamo mortali, e che perci\u00f2 da un momento all\u2019 altro posso anch\u2019io andare al diavolo, intendo dire se una palla mi portasse via.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hanno cominciato i mille \u2013 vennero le migliaia \u2013 e ad una nuova chiamata verranno i dieci, i trenta, i centomila\u2026..e cresceranno, persuadetevi, in proporzione geometrica. \u2013 Io non dormo, n\u00e9 ho dormito mai. \u2013 Il bene di questa misera Italia fu sempre l\u2019idolo della mia vita. \u2013 Io ritengo che siamo sempre in istato di guerra. \u2013 Il momento pu\u00f2 essere vicino: ed io, potete crederlo, il desidero pi\u00f9 oggi che domani \u2013 e forse pi\u00f9 di tutti. \u2013 Noi non siamo di quelli che si lasciano comprare da brevetti , pistagne e dorature, come la turba de\u2019 lacch\u00e8 e delle livree.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Credono di dare il coraggio, dando delle spalline. \u2013 Ma noi non ne vogliamo. \u2013 A noi ci basta un fucile ed una giberna.<\/em><br \/>\n<em>Noi non abbiamo un parlamento che risponda alla dignit\u00e0 della nazione. Ma la nazione \u00e8 nel popolo \u2013 nel popolo, che \u00e8 buono dappertutto \u2013 a Marsala come a Torino.<\/em>\u00a0<em>La nazione non ha paura, e i nemici d\u2019Italia, vengano da destra o da sinistra, dovranno pensarci bene. Siamo ventidue milioni di italiani!!!- e non andr\u00e0 molto che Cavour e compagnia bella renderanno strettissimo conto del loro misfatto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non dobbiamo dimenticare che l\u2019Italia deve molta gratitudine a Vittorio Emanuele. Non dimentichiamo che quello fu il perno a cui ci siamo aggruppati , e col quale abbiamo potuto fare quello che si \u00e8 fatto. Egli \u00e8 bens\u00ec circondato da un\u2019 atmosfera corrotta \u2013 ma speriamo di condurlo nella buona via. Egli ha fatto molto, ma pur troppo, non ha fatto tutto quel bene che poteva\u2019 fare. \u2013 Poteva fare di pi\u00f9!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Noi siamo stati trattati male, hanno voluto creare un dualismo fra l\u2019esercito regolare ed i volontarii, che pure si sono battuti da prodi: hanno voluto provocare della discordia. Hanno disfatto l\u2019opera di unificazione da noi incominciata. \u2013 Hanno voluto dividere due elementi tanto preziosi e necessarii nelle attuali circostanze \u2013 Ma lasciamo. Queste sono immondezze da non curare \u2013 Al di sopra di tutto sta l\u2019Italia !!! \u2013 Se qualcuno dovesse chiamarci offeso, voi lo sapete, sarei io.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un\u2019 altra cosa debbo raccomandarvi, che ripeterete ai vostri mandati, e che non potrei raccomandare abbastanza\u2026.la concordia. \u2013 Io non sono oratore \u2013 ma tutto quello che dico viene dal cuore.<\/em><br \/>\n<em>Voi sapete la nostra storia, la quale se non \u00e8 la prima, non \u00e8 seconda ad alcuna.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Roma nella concordia fu potente e grande \u2013 L\u2019Italia sotto le repubbliche del medio evo, bench\u00e9 abbia fatto dalle grandi cose, perch\u00e9 l\u2032Italia far\u00e0 sempre delle grandi cose, pure, perch\u00e8 divisa, fu il ludibrio dello straniero. Quando saremo tutti uniti ci temeranpo. \u2013 Ci temono gi\u00e0 \u2013 Abbiamo le simpatie delle grandi nazioni.<\/em><br \/>\n<em>Siamo dunque concordi, e l\u2019Italia sar\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.pontelandolfonews.com\/storia\/risorgimento-2\/fautori\/garibaldi-2\/discorso-di-giuseppe-garibaldi-il-di-della-pasqua-del-1861-inedito\/\">https:\/\/www.pontelandolfonews.com\/storia\/risorgimento-2\/fautori\/garibaldi-2\/discorso-di-giuseppe-garibaldi-il-di-della-pasqua-del-1861-inedito\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PONTELANDOLFO NEWS PAGINE TRATTE DA: FRANCO MISTRALI-\u201cDA Novara a Roma\u201d Bologna 1871 pagg.145-151. &nbsp; Il generale Giuseppe Garibaldi \u00e8 senza dubbio una delle pi\u00f9 spiccate ed originali figure di questo secolo che pur vide tante originalit\u00e0 splendide da Napoleone Bonaparte a Moltke. 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