{"id":40292,"date":"2018-03-28T11:30:38","date_gmt":"2018-03-28T09:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40292"},"modified":"2018-03-28T11:21:24","modified_gmt":"2018-03-28T09:21:24","slug":"il-conflitto-permanente-come-culla-del-nuovo-mondo-multipolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40292","title":{"rendered":"Il conflitto permanente come culla del nuovo mondo multipolare"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-meta\"><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5738 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg?w=640\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg 259w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg?w=150 150w\" alt=\"\" data-attachment-id=\"5738\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/03\/27\/il-conflitto-permanente-come-culla-del-nuovo-mondo-multipolare\/images-16\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg?w=640\" data-orig-size=\"259,194\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"images\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg?w=640?w=259\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/03\/images.jpg?w=640?w=259\" \/><\/a>Le scienze sociali che usano come unit\u00e0 metodologica lo stato, ovvero le Relazioni Internazionali e la Geopolitica, non potendo fare esperimenti di verificazione delle teorie, si accontentano di sostenere la loro \u201cscientificit\u00e0\u201d verificando quanto una teoria si adatti ad eventi storici pregressi. La \u201cStoria\u201d \u00e8 l\u2019unico dato empirico di validazione delle interpretazioni, fatto gi\u00e0 di per s\u00e9 bizzarro visto che: a) la storia \u00e8 sempre una narrazione stesa su eventi ben pi\u00f9 complessi; b) l\u2019interpretazione ovvero la teoria \u00e8, a sua volta, un riduzione della narrazione storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a queste due sospensive ce ne \u00e8 una ancora pi\u00f9 determinante. Se accettiamo come quadro di riferimento macro-storico, ovvero di lunga durata,\u00a0 il fatto di trovarci in una transizione epocale che ci sta portando dall\u2019epoca moderna ad un\u2019altra che ancora non ha nome sebbene cominci a mostrare una sostanza chiaramente complessa, questo ricorso al passato rischia di basarsi sulle pericolose \u201cfalse analogie\u201d.\u00a0 Il ricorso al conforto di come si sono comportati gli stati nel passato al presentarsi di schemi di ordine di tipo multipolare \u00e8 naturale vanga fatto, ma da quei confronti dovremmo trarre indicazioni molto relative, deboli, indiziali, poco probanti. Non siamo nella linea di uno sviluppo continuo della stessa traiettoria, siamo nella frattura profonda di un modo con un altro e quindi siamo in terra incognita dove la passata esperienza ha valore marginale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta a dover trattare daccapo il concetto di \u201cmultipolare\u201d, prima\u00a0 in astratto, poi in concreto e nel concreto distinguendo i casi in cui applicarlo al passato o allo stato presente\/futuro. Il fine \u00e8 quello di trarne una interpretazione contemporanea ed una luce che tenta di fendere le nebbiosit\u00e0 dell\u2019immediato futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In astratto, il concetto di \u201cmultipolare\u201d dice che in un dato spazio-tempo, si presenta una configurazione d\u2019ordine con pi\u00f9 di due attori statali potenti (poli), legati\u00a0 tra loro da molteplici relazioni di potenziale offesa-difesa o equilibrio, equilibrio che va inteso sempre in modo dinamico. Il concetto s\u2019inscrive nelle premesse del tipico contesto realista ovvero un mondo ritenuto anarchico (non \u201cdisordinato\u201d, ma privo di legge superiore ed entit\u00e0 in grado di applicarla, anche con la forza, a tutti), competizione a somma zero (se un polo assume pi\u00f9 potenza, qualche altro la perde), gli stati si comportano in maniera razionale, le potenze tendono a massimizzare il loro potere (fino ad oggi non si son presentate potenze che s\u2019accontentano), nessuno stato pu\u00f2 esser certo delle intenzioni di un concorrente, la potenza -in ultima istanza- s\u2019intende in senso militare ed infine, il fondo \u201ctragico\u201d cio\u00e8 la constatazione che la guerra \u00e8 un modo della politica ed \u00e8 storicamente una costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria realista in Relazioni Internazionali (la dottrina liberale non la pendiamo neanche in considerazione poich\u00e9 a nostro giudizio infondata e con una componente eccessivamente ideologico-normativa) ha opinioni di giudizio diverse sul sistema multipolare astratto. Per Hans Morghentau (realismo della natura umana) i sistemi multipolari tendono ad auto-stabilizzarsi e sono l\u2019ideale per raggiungere l\u2019equilibrio di potenza. In pi\u00f9, la dinamica di compensazione per la quale se un polo tende ad emergere un po\u2019 troppo o manifesta comportamenti non equilibrati tutti gli altri si alleano per compensarlo, renderebbe questo ordine complesso ma sostanzialmente stabile o forse stabile proprio perch\u00e9 complesso e dinamico. Questo bilanciamento \u00e8 detto \u201cequilibrio di potenza\u201d e se manca, porta disordine in via automatica, cio\u00e8 date le premesse realiste. Kenneth Waltz (realismo difensivo) contestava decisamente questa fiducia di Morghentau, sostenendo che l\u2019unico ordine stabile e stabilizzante \u00e8 il bipolare e quello multipolare \u00e8 prima o poi soggetto a rottura di simmetria, quindi catastrofe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, John Mearshemeir (realismo offensivo), concorda in pratica con Waltz e poi fa una classificazione con il bipolare pi\u00f9 stabile del multipolare ma questo poi distinto in equilibrato che \u00e8 migliore della peggiore configurazione possibile ovvero il multipolare con uno o pi\u00f9 poli superiori a gli altri, il multipolare sbilanciato. L\u2019intera classificazione andrebbe poi dinamicizzata tra ascendenti e discendenti perch\u00e9 se un ordine sembra multipolare in statica ma uno dei poli era l\u2019egemone e uno degli sfidanti sta crescendo velocemente in potenza, le cose certo cambiano. Cos\u00ec cambiano se si d\u00e0 un occhio alle future prospettive di medio periodo. L\u2019ordine pi\u00f9 stabile tipo \u201cpace perpetua\u201d \u00e8 quello unipolare dove c\u2019\u00e8 un solo polo detto \u201cegemone\u201d, ma \u00e8 del tutto teorico in quanto non si \u00e8 mai presentato nella storia del mondo con tassi demografici inferiori, figuriamoci oggi o domani con 7,5 o 10 miliardi di individui e pi\u00f9 di 200 stati con tendenza ad aumentare. L\u2019impero-mondo \u00e8 pi\u00f9 un fantasma metafisico, cosa che la nostra mente pu\u00f2 pensare ma che non per questo pu\u00f2 essere davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dolori pi\u00f9 intensi e seri per il concetto di multipolare, arrivano per\u00f2 quando si passa dall\u2019analitico al sintetico, quando si va ad applicare la teoria alla realt\u00e0 empirica. Tra i casi di multipolare rinvenuti pi\u00f9 spesso nel registro storico, compaiono l\u2019Italia rinascimentale del centro-nord e l\u2019Europa del XIX secolo a 5 \u2013 7 poli (Russia, Austro-Ungheria, Francia, Inghilterra, Impero ottomano e poi Prussia\/Germania ed Italia) ma si sarebbe potuto anche considerare il periodo degli Stati combattenti nella Cina del V-III secolo a.C. \u00a0o la Grecia Antica da cui invece alcuni traggono il concetto bipolare della \u201ctrappola di Tucidide\u201d per dar lustro con tono colto ai commenti sulla competizione odierna USA (potenza di acqua quindi Atene)\u00a0 vs Cina (potenza di terra quindi Sparta). Il riferimento all\u2019Antica Grecia \u00e8 oltretutto doppiamente sbagliato perch\u00e9 per altri versi Atene e Sparta non erano sole e quindi non era un semplice ordine bipolare ma tanto quando si prende di cos\u00ec gran carriera la strada dell\u2019analogia a tutti ci costi, i costi di semplificazione si pagano in imprecisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa c\u2019\u00e8 di cos\u00ec scandalosamente impreciso in questo ricorso al registro storico? La mancanza delle variabili co-essenziali per ogni ricostruzione di fase storica, il contesto e la eterogeneit\u00e0 degli attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all\u2019eterogeneit\u00e0, l\u2019ordine multipolare diventa una costruzione strutturalista nella scuola realista americana che (si tenga conto\u00a0 che tutti i pensatori e le idee che animano la disciplina delle RI, sono sempre e solo americani), come dice Mearsheimer, tratta gli stati o potenze come palle da biliardo, al limite pi\u00f9 o meno grosse a seconda della potenza. Mearsheimer e tutti i realisti hanno buone ragioni per far diventare gli stati scatole nere di cui c\u2019importa solo l\u2019imput e l\u2019output, ed \u00e8 il rifiuto di seguire i liberali nelle loro assurde perorazioni sul fatto che le forme di governo interne a gli stati (democrazie vs varie configurazioni di autoritarismo) farebbero la differenza. Ma se i liberali rendono un po\u2019 assurde le considerazioni sulla struttura a grana fine che distingue gli stati tra loro (struttura che si dovrebbe invece dettagliare per: grandi o piccoli? di terra o di mare? con che tipo di demografia, economia, mentalit\u00e0 e tradizioni, collocazione geografica, tradizione filosofico-religiosa e scientifica? a quale punto del loro ciclo storico? etc.), nondimeno queste strutture a grana fine vanno analizzate per capire la natura degli attori prima di portarli dentro le analogie. Gli stati non sono gli atomi della fisica realista, sono entit\u00e0 intenzionali ed autocoscienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza decisiva \u00e8 per\u00f2 il non considerare il contesto. Tanto per dire una sola, unica e principale, questione che differenzia l\u2019ordine multipolare del mondo di oggi rispetto a qualsivoglia porzione del mondo di ieri, \u00e8 che quelle di ieri erano appunto \u201cporzioni\u201d, quello di oggi \u00e8 un \u201ctutto\u201d che non ha un fuori. Non c\u2019\u00e8 un altro mondo in cui far sfogare le contraddizioni dell\u2019attuale mondo multipolare mentre l\u2019Italia rinascimentale era solo un ritaglio di un frame pi\u00f9 grande in cui c\u2019erano la Francia, la Spagna, lo Stato Pontificio, il Sacro Romano Impero ed il Mediterraneo, mentre nell\u2019Europa del XIX secolo c\u2019era la corsa alle colonie ed a gli imperi fuori d\u2019Europa. Entrambe erano situazioni occorse in ambiente omogeneo (italiano o europeo) mentre oggi abbiamo attori molto pi\u00f9 eterogenei e distanti nello spazio (tra Cina ed USA c\u2019\u00e8 un oceano, ad esempio, nonch\u00e9 pi\u00f9 di due secoli e mezzo di differente longevit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe le situazioni erano a bassa interdipendenza tra gli attori mentre oggi l\u2019interdipendenza \u00e8 alta. Entrambe le situazioni erano a bassa o media demografia mentre oggi il mondo \u00e8 al sua massimo storico di densit\u00e0, cos\u00ec l\u2019economia che con la demografia fornisce le coordinate del potere potenziale ma non ancora effettivo, ha oggi peso e dinamiche non parametrabili a ieri. E sul potere effettivo, quello delle armi, che differenza fa un multipolare atomico che ha almeno due poli legati tra loro dalla fatidica <em>Mutual Assured Distruction<\/em> (MAD) ma con un generico \u201crischio atomico\u201d anche pi\u00f9 ampio e diffuso? O anche solo la potenza annichilente dell\u2019armamento \u201cconvenzionale\u201d attuale rispetto a gli esempi pregressi? O come agisce il fattore reputazionale in epoca di opinioni pubbliche che fan da spettatori, prima che attori, dei giochi politici inter-nazionali ma i cui giudizi condizionano l\u2019azione dei governi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, siamo come detto in terra incognita, l\u00ec dove il ricorso all\u2019esperienza precedente non \u00e8 vietata ma va usata con un molto ampio beneficio d\u2019inventario perch\u00e9 nell\u2019inventario ci sono variabili che rendono falsa l\u2019analogia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dirigiamoci quindi con prudenza ad esaminare la nuova versione di sistema multipolare mondiale a cui stiamo tendendo. C\u2019\u00e8 un\u2019unica super potenza, gli USA e due potenze asimmetriche, una militare -la Russia-, l\u2019altra economica -la Cina-. Chi usa i meccanismi tipici delle tradizioni di pensiero di RI o GP, a questo punto prevede che i poteri potenziali della demografia e della economia cinese, questione di tempo, verranno presto trasformati in potenza militare. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa che potrebbe ostacolare questa predizione, almeno nella sua forma lineare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo, memore della lezioni data dalla guerra fredda, la Cina star\u00e0 ben attenta a non farsi trascinare nell\u2019over-spending militare a scapito del reinvestimento nello sviluppo e nella ridistribuzione. Solo un analista da think tank americano pu\u00f2 sottovalutare il problema delle eccessive diseguaglianze in un sistema di 1,4 mld di persone, errore che nessun cinese che conosca la storia cinese, far\u00e0 mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondariamente, la Cina star\u00e0 ben attenta a non eccitare l\u2019altrui \u201cdilemma della sicurezza\u201d, ovvero quella situazione di incertezza per la quale ogni stato sa che se eccede nella crescita delle dotazioni militari, fossero anche per difesa, non essendo escludibile in alcun modo che ci\u00f2 che oggi si crea per difesa domani possa esser usato per offesa, altro non fa che sollecitare pari riarmo nei vicini. Oltretutto, la Cina ha bisogno a prescindere di pace ed armonia nel suo quadrante strategico perch\u00e9 la sua principale linea strategica \u00e8 sviluppare\u00a0 reti commerciali. Inoltre \u00e8 suo fine specifico proporsi come \u201cpotenza amica\u201d in modalit\u00e0 \u201ccooperazione e reciprocit\u00e0\u201d ad esempio nei confronti dell\u2019Africa, evitando rozze intenzioni coloniali, aggressive o eccessivamente egoiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preoccupazione che poi andrebbe anche allargata poich\u00e9 la Cina tende ad attrarre \u201cclienti\u201d prima nella sfera occidentale e quindi deve dare qualcosa in pi\u00f9 o di meglio. Le dichiarazioni pubbliche di come la Cina vede le interrelazioni estere sono oggi -pi\u00f9 o meno-\u00a0 le stesse dalla Conferenza di Bandung del 1955 e per molti versi sembrano credibili, non per superiorit\u00e0 etica ma per intelligenza strategica di cui i cinesi sono dotati da un paio di millenni prima di von Clausewitz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, stante che la Cina non \u00e8 attaccabile via mare dagli USA (potere frenante del mare) e dal Giappone, ha stretto un sostanziale accordo di cooperazione a largo raggio con la Russia (nel passato l\u2019unico vero nemico potenziale dal punto di vista geografico e qualche volta storico) e sembra intenzionata ad avere relazioni amicali-sospettose ma in sostanziale equilibrio con l\u2019India, la sua dotazione di potenza effettiva pu\u00f2 limitarsi a rinforzare la marina, la presenza nello spazio, l\u2019elettronica ed il digitale, porre qualche avamposto discreto in giro per il mondo, senza mettersi a sfornare carri armati e missili a nastro. Si tenga poi conto che la Cina \u00e8 molto grande e popolosa e credo che l\u2019ultimo desiderio dei suoi governanti sia quello di annettere altri territori e popolazioni, ingigantendo un problema gi\u00e0 difficile di gestione della sua propria massa. Se la terra manca, meglio comprarla come stanno facendo in Africa o favorire una discreta diaspora come in Siberia orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri due attori in che traiettoria stanno? La Russia, potenza di mezzo dell\u2019Eurasia, posizione al contempo comoda e\u00a0 scomoda strategicamente, \u00e8 da ormai settanta anni oggetto di pressione da parte USA per rimanere avviluppata nella escalation di potenza militare che per lei si trasforma in un \u201ca scapito\u201d del progresso economico. Salvata dalla dotazione di energie e molte materie prime e sovrana alimentarmente, la Russia segue questa escalation per via dell\u2019ovvio riflesso di sicurezza. Ma anche per via dell\u2019interesse ad approfittare degli eventuali cedimenti delle vicine ex repubbliche gi\u00e0 interne all\u2019URSS che ha interesse a riportare sotto la sua sfera di influenza, per via del far virt\u00f9 della necessit\u00e0 di produrre armi poich\u00e9 sono anche beni per l\u2019export (export che poi lega a s\u00e9 eventuali partner), per via dell\u2019importanza che storicamente ha all\u2019interno del suo sistema di potere la burocrazia militare ed infine, per via della necessit\u00e0 di supportare alla bisogna alleati periferici a loro volta messi sotto pressione dagli americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fintanto che gli europei rimangono dentro il sistema occidental-atlantico, la Russia difficilmente si svincoler\u00e0 da questa traiettoria. In prospettiva, in Russia si liberer\u00e0 molta terra (per via del riscaldamento globale), il che, in un mondo sempre pi\u00f9 denso ed affollato e stante che la Russia \u00e8 uno dei paesi a pi\u00f9 bassa densit\u00e0 abitativa del mondo (nonch\u00e9 in assoluto il pi\u00f9 grande), non \u00e8 una cattiva prospettiva fatti salvi gli ovvi problemi di gestione, logistica ed integrazione di eventuali migrazioni. Per la stessa ragione, la regione polare prospiciente la costa settentrionale, diventa nuovo quadrante \u201ccaldo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli USA sono in una posizione di potenza effettiva, cio\u00e8 militare, molto lontana dal poter esser insidiata da alcuno. Di contro, la loro pur ragguardevole demografia, \u00e8 ben superata sia dalla Cina che dall\u2019India, ma in prospettiva, insidiata\u00a0 anche dalle crescite dei pi\u00f9 periferici ovvero l\u2019Indonesia, il Brasile, la Nigeria. Una volta che questi paesi, come sta succedendo con Cina ed India, si metteranno a convertire demografia in crescita economica, anche questo secondo aspetto che l\u2019ha vista a lungo leader senza competitor, diventer\u00e0 relativo. Si tenga poi conto di alcune altre variabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una \u00e8 la \u201crendita di cittadinanza\u201d ovvero il contributo del pi\u00f9 ampio sistema di cui si \u00e8 polo, del sistema occidentale complessivo nella storia pregressa, del sistema asiatico e del sistema africano oggi ed in prospettiva. Il \u201ccentro del mondo\u201d si sta gi\u00e0 velocemente spostando verso oriente e questo tender\u00e0 a limitare le condizioni di possibilit\u00e0 per gli USA, a prescindere da quanto questi saranno in grado di puntellare i loro punti di forza e minimizzare quelli di debolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra variabile da tener d\u2019occhio sono\u00a0 le soglie critiche, invisibili punti nei quali i sistemi che si stanno espandendo o contraendo, subiscono una accelerazione non lineare del moto tendenziale. Gli USA possono senz\u2019altro assorbire una riduzione del loro peso di Pil sul totale mondiale ma ci sono appunto soglie oltre le quali gli effetti di contrazione non sono lineari, si pensi, ad esempio, al ruolo mondiale del dollaro ed a gli effetti a cascata che avrebbe anche solo una sua relativa limitazione.\u00a0 Su questa resilienza nella contrazione, agisce poi in forma problematica, la strana configurazione della scala sociale statunitense che ha una \u00e9lite assolutamente fuori norma e quindi idiosincratica ad ogni decrescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi c\u2019\u00e8 il disordine in cui chi \u00e8 abituato a competere entro quadri legali e normativi, di norme visibili o invisibili ed in ambienti che per quanto anarchici hanno comunque infrastrutture ed istituzioni multilaterali, potrebbe faticare ad orizzontarsi in un ambiente molto meno regolato e supportato. Poich\u00e9 -in macro- stiamo transitando da un mondo relativamente pi\u00f9 semplice ad uno relativamente pi\u00f9 complesso, la complessit\u00e0 diventa essa stessa un problema per chi intende garantirsi un potere cos\u00ec sproporzionato come quello a cui sono abituati gli americani. Di contro, si pu\u00f2 anche ipotizzare un interesse ad accompagnare ed anzi, alimentare un certo disordine globale per alzare la domanda di \u201cprotezione\u201d. Ma in questo caso, \u00e8 molto dubbio il poter riuscire a prevedere e quindi governare tutte le dinamiche disordinanti che intenzionalmente si vorrebbero promuovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la vera palla al piede della potenza americana ovvero l\u2019Europa, una Europa testardamente frazionata, bizantina, anziana,\u00a0 viziata, sospesa in una bolla che riflette la sua eccezionale storia specifica ma la isola da un mondo del tutto nuovo che gli europei sembrano non comprendere realisticamente del tutto. A partire dall\u2019ovvia constatazione che in un ordine multipolare cos\u00ec dinamico, l\u2019Europa non \u00e8 una potenza e non \u00e8 neanche un soggetto in termini di politica estera oltrech\u00e9 essere economicamente e demograficamente frazionata, non esser cio\u00e8 un \u201ctotale pi\u00f9 della somma delle parti\u201d. Condizione quest\u2019ultima a cui si ritiene di poter far fronte con il vuoto slogan degli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d che non ha la minima condizione di possibilit\u00e0 di veder mai luce e sopratutto funzionare. Questo far fronte al grande problema adattivo di questa parte di mondo usando slogan che non vanno da nessuna parte, rinforza la diagnosi di disadattamento degli europei ai tempi che vengono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo multipolare che si sta affermando, ha anche molte medie potenze, potenze regionali e qualche significativa piccola potenza locale in grado di ostacolare giochi che una volta i geografi imperiali britannici progettavano al calduccio dei protetti salotti londinesi sorseggiando il loro t\u00e8 rituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per segnare le cartine del mondo, oggi servono cose un po\u2019 pi\u00f9 complesse che non le matite. Pi\u00f9 in generale, questo mondo tende alla convergenza degli indici economici (veniamo dalla grande divergenza ma andiamo verso la grande convergenza tra grandi aree), crea reti regionali pi\u00f9 dense delle reti genericamente globali, tende al pluralismo dei grandi enti internazionali (banche, investimenti, culture, tradizioni, ambiti di cooperazione, piazze finanziarie, forum diplomatici), offre alternative a quello che prima era un monopolio, pone le economie che si emancipano da posizioni primitive in grande vantaggio dinamico rispetto alle economie mature, oltre a tutte le varie e preoccupanti articolazioni del problema ambientale, semplice da citare ma molto complesso da descrivere. Infine, le grandi cornici ideologiche che legavano \u00e9lite e popoli nazionali intenti nell\u2019opera di \u201ccivilizzazione\u201d del colonialismo e dell\u2019 imperialismo europei, l\u2019afflato repubblicano dei napoleonici, il fascismo, il nazismo, il comunismo ed il liberalismo con i loro antagonisti simmetrici che animarono il \u2018900, sono assai depotenziate e non si vede chi altro potrebbe prenderne il posto a parte qualche gruppo di islamisti suicidi finanziati dall\u2019Arabia Saudita. Si pu\u00f2 come senz\u2019altro si sta facendo con la Russia, nazificare il nemico dirigendo le fila del concerto mediatico, ma da qui a poterci far perno per convincere le opinioni pubbliche dell\u2019inevitabilit\u00e0 di una guerra diretta ce ne corre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quale tipo di ordine multipolare ci avviamo, quindi? E come si comporter\u00e0, almeno all\u2019inizio, il sistema multipolare in un mondo denso ed intrecciato, un sistema che per la prima volta \u00e8 multi-atomico e quindi soggetto a pi\u00f9 vincoli di \u201creciproca, distruzione assicurata\u201d (sempre che si voglia continuare a sottostimare il potenziale bellico convenzionale che per molti aspetti non gli \u00e8 secondo)? Il quadro prima disegnato ha sintesi nella definizione di \u201cmultipolare sbilanciato\u201d in cui la superpotenza americana non pu\u00f2 certo sperare di aumentare raggio ed intensit\u00e0 del proprio potere, non pu\u00f2 accontentarsi di uno status quo perch\u00e9 comunque trascinata in basso dalla dinamica tra le parti del sistema mondiale e deve quindi resistere il pi\u00f9 possibile nel mantenere i propri ancora significativi vantaggi, nel mentre tenta di rallentare l\u2019ascesa degli sfidanti. Deve farlo nel quadro problematico dello stato del mondo prima accennato e con una gran proliferare di attori medi e piccoli che seguono ognuno una propria traiettoria. Ancora con una leadership solida nel potere effettivo (militare), il problema americano risiede nel potere potenziale, nel rapporto tra il suo essere meno del 5% della popolazione mondiale con un potere economico che ancora domina il 25% dell\u2019economia mondiale anche sulla scorta di un ancor pi\u00f9 ampio potere finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vincolo della reciproca distruzione assicurata, per gli USA, vale non solo verso i russi ma anche i cinesi poich\u00e9 \u00e8 chiaro che questi due, al di l\u00e0 della loro reciproca competizione per altri versi naturale essendo vicini, avendo punti di forza complementari, hanno ben chiaro il comune interesse, loro e di molti altri, a che si stabilisca un vero quadro multipolare bilanciato. La crescita della loro attuale cooperazione \u00e8 di fatto un\u2019alleanza difensiva non detta. Cina, India, Sud Est asiatico, Pakistan, le due Coree, l\u2019Africa e il Sud America hanno tutti interesse a non imbracciare le armi nel mentre crescono economicamente e socialmente. Anche la Russia, se potesse, \u00a0avrebbe urgenza di dedicarsi di pi\u00f9 al suo sviluppo piuttosto che dissanguarsi nella rincorsa di potenza col gigante americano. Da questo corso, non sarebbero in teoria distanti, se fossero liberi da condizionamenti di altro tipo, neanche i giapponesi e gli europei. Gli unici che davvero hanno interesse a far pesare nel quadro la super potenza di cui sono ancora proprietari sono gli Stati Uniti d\u2019America e qualche potenza locale in Medio Oriente.\u00a0 Si potrebbe leggere l\u2019intero quadro come un film della transizione tra un assetto sbilanciato ad uno pi\u00f9 bilanciato e quindi segnato dalla sfida economica degli ascendenti verso il discendente americano che resister\u00e0 in tutti modi. Ma come, se in ultima istanza il conflitto diretto \u00e8 sconsigliato dal vincolo atomico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello nel quale siamo gi\u00e0 immersi \u00e8 un sistema <strong>multipolare sbilanciato <\/strong>con<strong> conflitto permanente<\/strong>. Potremmo dar nome a questa interpretazione come nuovo \u201crealismo complesso\u201d, un realismo che reinterpreta le costanti storiche all\u2019attualit\u00e0 del mondo di oggi profondamente diverso da quello di ieri. \u201cConflitto\u201d prende qui un nuovo significato che include varie forme di confronto armato ma non \u00e8 riducibile solo a quello, prende il posto della guerra tradizionale dilatando per\u00f2 il fronte ed il tempo della tenzone. Oggi le potenze si muovono in uno scenario multidimensionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fattore demografico, la stazza, la massa di un attore, fattore sempre importante, oggi pu\u00f2 diventare decisivo e non solo pi\u00f9 per alimentare la propria potenza effettiva cio\u00e8 armata, ma anche per il corrispettivo di crescita economica. Diventa anche un\u2019arma nel caso di procurate migrazioni da paesi terzi verso coloro che si vogliono mettere in difficolt\u00e0. Queste migrazioni indotte si creano facilmente con le guerre per procura che oltretutto sono un vivace mercato per la sovrapproduzione dell\u2019industria militare di cui \u00e8 dotata ogni potenza. Ogni produzione ha un mercato e se la prima \u00e8 maggiore del secondo, il secondo va sollecitato ad ampliarsi e\/o intensificarsi. Questo gioco periferico che non riguarda il confronto diretto tra potenze, ha poi il vantaggio di tenere occupato il nemico dietro gli alleati che combattono i nostri amici in quel specifico teatro e quindi rinforza i legami di amicizia e dipendenza interni al polo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo \u00e8 pieno di minoranze, popoli senza stati, confini precari disegnati dai francesi o dagli inglesi nel periodo coloniale, il catalogo delle occasioni di conflitto potenziale \u00e8 molto ampio. I popoli sono molti di pi\u00f9 degli stati e quindi il gioco delle nazioni in cerca di sovranit\u00e0 \u00e8 facile da attivare. \u00a0L\u2019ideologia islamista \u00e8 un potente alleato di questa strategia per chi ha lo stomaco di usarla mentre sbraita nel simularne il contenimento. Incidenti in acqua o in aria possono sempre accendere l\u2019attenzione su qualche quadrante di mondo e mandare messaggi che sfruttano la naturale paranoia da sicurezza di qualsiasi stato, specie se potenza emergente o alleato debole del polo nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli incidenti procurati possono essere ottime scuse per elevare sdegno morale propedeutico a pi\u00f9 prosaiche sanzioni, dazi commerciali, blocchi navali, interdizioni dello spazio aereo. Molto conflitto non \u00e8 pubblico ma si avvale delle consuete reti spionistiche e contro-spionistiche ed oggi c\u2019\u00e8 tutto un campo nuovo in cui giocare a rubarsi segreti e dati, la rete di tutte le reti. C\u2019\u00e8 poi lo spazio, nuova frontiera per novelli capitani Kirk, satelliti che scrutano, lanciano raggi accecanti o distruttori, coordinano l\u2019ingegneria e l\u2019elettronica dei nuovi sistemi militari soprattutto missilistici e navali. Conflitto \u00e8 anche mostrare nuove armi che solleticano i generali della parte avversa che chiedono fondi ulteriori per pareggiare i conti disegnando sciagure e tragedie certe ed altrimenti inevitabili, anche perch\u00e9 potranno far leva politica sull\u2019opinione pubblica in stato perenne di sovreccitata paura. Anche solo nell\u2019accezione puramente armata del \u201cconflitto\u201d, evitando il confronto diretto, ci sono molte occasioni in modalit\u00e0 indiretta. Se la linea strategica obbligata \u00e8 frenare il ribilanciamento tra potenze, cosa meglio di un attrito distribuito ovunque?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 per\u00f2 il conflitto \u00e8 \u201cmultidimensionale\u201d ecco anche la sua versione\u00a0 economica e produttiva ma anche politica e di opinione. I tentativi di monopolio energetico o di materie prime tutte essenziali, anche e soprattutto quelle per lo sviluppo del digitale che ha il fronte commerciale ma anche quello militare ed aerospaziale. Seppellita la globalizzazione semplice 1.0, si va ad una rete di contrattazioni, aperture-chiusure, formazione di blocchi in un sistema dotato di vari sottosistemi, quindi pi\u00f9 complesso. Poi c\u2019\u00e8 il conflitto finanziario, societ\u00e0 di rating, grandi fondi in grado di scuotere il mercato a bacchetta, l\u2019altalena dei cambi valutari, i ricatti su i debiti sovrani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi c\u2019\u00e8 l\u2019egemonia culturale, mostrarsi i migliori, i pi\u00f9 attraenti, i pi\u00f9 benevoli quindi far di tutto per mostrare che il nemico \u00e8 tra i peggiori, fa moralmente ribrezzo, \u00e8 repellente e malevolo, infingardo, non ha legittimit\u00e0. Ci sono i boicottaggi, il rinserrare le fila delle proprie istituzioni multilateriali,\u00a0 i propri fondi monetari, le banche per lo sviluppo, i progetti di cooperazione da cui ostracizzare il nemico ed i suoi amici. Poi c\u2019\u00e8 da far uscire scandali a ripetizione, fondi neri, paradisi fiscali improvvisamente sotto i riflettori per una settimana, uso di armi proibite, leader nemici dai dubbi gusti sessuali, storie di droghe, perversioni, bugie dette, inaffidabilit\u00e0 degli altrui standard, sgarbi diplomatici,\u00a0<em>fake news<\/em> per avvelenare la credibilit\u00e0 generale di tutti indistintamente in modo da paralizzare il discorso pubblico. C\u2019\u00e8 il controllo digitale e il ricatto (quello pubblico ma molti altri di cui neanche abbiamo notizia), il <em>divide et impera<\/em>, il <em>bait and bleed<\/em> (falli scannare tra loro), il dissanguamento economico del nemico stressato in decine di micro-conflitti, il pi\u00f9 composto bilanciamento di potenza e lo scaricabarile in cui si lascia la nemico l\u2019\u00f2nere e l\u2019onore di districare matasse che si sono ben aggrovigliate con le proprie mani e che si disordinano mentre l\u2019altro tenta di metterle in ordine. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019arte di mettere zizzania dentro gli equilibri del nemico, militari contro politici, imprenditori contro militari, societ\u00e0 civile contro \u00e9lite, varie \u00e9lite contro altre \u00e9lite, eccitare i nazionalismi dormienti e poi far chiasso per ogni ingiusta repressione delle minoranze, far confliggere le diverse osservanze religiose. Sovreccitare i vicini del nemico, mettere in dubbio i legami di alleanza dentro un polo, isolarlo, stringergli le condizioni di possibilit\u00e0, acuirne le contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, per palati forti,\u00a0 c\u2019\u00e8 l\u2019angolo si dice ma non ci si crede del Dark Word, innesti uomo-macchina, psicobiologia, manipolazione del clima, agenti tossici selettivi, avvelenamenti alimentari ed epidemie progettate in laboratorio, piani segreti, oscure congreghe, centri di interesse invaginati in centri di interesse, bio-chimica aggressiva e molto molto altro che noi, pur mediamente informati, neanche immaginiamo. Prima di dubitare a priori all\u2019entrata di questo Dark World come se il mondo fosse proprio quello proiettato sullo schermo del cinematografo che scambiamo per realt\u00e0,\u00a0 collegatevi a quella vostra porzione di cervello che \u00e8 inorridita a leggere il sadismo medioevale o la scientifica atrocit\u00e0 dei nazisti o dei khmer cambogiani, i vari stermini dei nativi, storie di schiavi, stupri, impalamenti, sqartamenti, profanazioni, eccidi, massacri, olocausti e tutta la scienza e tecnica che si \u00e8 spremuta per giungere a quel risultato. L\u2019uomo \u00e8 sublime e malvagio da sempre, non c\u2019\u00e8 motivo di escludere a priori l\u2019esistenza di una costante preparazione al conflitto anche nei dungeon del mondo degli inferi. Oltretutto, questa ricerca silenziosa del primato che darebbe qualche vantaggio non calcolato dal nemico, d\u00e0 poi una cascata di benefici secondi di invenzioni sfruttabili civilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">lnsomma il conflitto \u00e8 da intendere in forma multidimensionale e diventa permanente poich\u00e9 non si apre-chiude con una guerra tradizionale, diventa la cifra stessa di un sistema multipolare che alcuni vorranno riportare a bipolare o quantomeno mantenere sbilanciato mentre altri vorranno portarlo a bilanciato per poi farsi venire l\u2019appetito di esser loro la nuova super-potenza che lo sbilancia dandosi un vantaggio di potenza. Il vincolo atomico non porta la pace perpetua ma il conflitto permanente e diffuso a medio-alta intensit\u00e0. Questa \u00e8 la condizione di un pianeta a prossimi 10 miliardi di abitanti in lotta, chi per la sopravvivenza e chi per il primato gerarchico, chi per l\u2019essere e chi per l\u2019avere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il mondo multipolare a cui dovremmo adattarci, in cui ci piaccia o meno, tutte le nostre preoccupazioni ed interessi, personali e collettivi, politici ed economici, ideali e pragmatici, i nostri sogni e le paure, le speranze e le delusioni, saranno tutte per vie che molti non vedono con chiarezza e molti non vedono per niente, determinate da questo che \u00e8 il gioco di tutti i giochi. Noi tutti, dentro i nostri stati, siamo le pedine. Siamo pi\u00f9 in modalit\u00e0, lunga e continua sofferenza e crescente disordine dall\u2019esito imperscrutabile, che morte rapida e violenta da \u201cterza guerra mondiale\u201d. Questo \u00e8 il conflitto permanente che segner\u00e0 il gioco di tutti i giochi di questa prima fase del nuovo mondo multipolare e con questo dovremmo fare realisticamente i conti scegliendo il nostro modo di stare al mondo prima che sia il mondo strattonato dai giochi di potenza, a deciderlo per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bibliografia minima:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">H. Morghentau, Politica tra le nazioni, Il Mulino 1997 (introvabile)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">K. Waltz, Teoria della politica internazionale, il Mulino 1987<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J. Mearsheimer, La logica di potenza, UBE 2003-8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">B. Milanovic, Ingiustizia globale, Luiss 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">G. Arrighi, Caos e governo del mondo, Bruno Mondadori 2006<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C. Kupchan, Nessuno controlla il mondo, il Saggiatore 2013<\/p>\n<p>H. Kissinger, Ordine mondiale, Mondadori 2015<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/03\/27\/il-conflitto-permanente-come-culla-del-nuovo-mondo-multipolare\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/03\/27\/il-conflitto-permanente-come-culla-del-nuovo-mondo-multipolare\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN Le scienze sociali che usano come unit\u00e0 metodologica lo stato, ovvero le Relazioni Internazionali e la Geopolitica, non potendo fare esperimenti di verificazione delle teorie, si accontentano di sostenere la loro \u201cscientificit\u00e0\u201d verificando quanto una teoria si adatti ad eventi storici pregressi. La \u201cStoria\u201d \u00e8 l\u2019unico dato empirico di validazione delle interpretazioni, fatto gi\u00e0 di per s\u00e9 bizzarro visto che: a) la storia \u00e8 sempre una narrazione stesa su eventi ben pi\u00f9&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37690,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pierluigi-fagan-320x320.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-atS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40292"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40292"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40292\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40293,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40292\/revisions\/40293"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}