{"id":40297,"date":"2018-03-28T12:41:01","date_gmt":"2018-03-28T10:41:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40297"},"modified":"2018-03-28T12:41:01","modified_gmt":"2018-03-28T10:41:01","slug":"la-critica-vivente-di-una-societa-in-movimento-lelio-basso-legge-karl-marx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40297","title":{"rendered":"La critica vivente di una societ\u00e0 in movimento Lelio Basso legge Karl Marx"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OPERAVIVA MAGAZINE (Chiara Giorgi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.fondazionebasso.it\/2015\/23-24-marzo-2018-lattualita-del-capitale-nel-bicentenario-della-nascita-di-karl-marx\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L\u2019attualit\u00e0 del Capitale \u2013 Nel bicentenario della nascita di Marx<\/a><em> \u00e8 il titolo del seminario che si terr\u00e0 alla Fondazione Basso di Roma nei giorni di venerd\u00ec 23 e sabato 24 marzo. Alle due giornate, organizzate in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, parteciperanno, tra gli altri,\u00a0\u00c9tienne Balibar, Giacomo Marramao, Claus Offe, Alisa Del Re, Roberto Finelli, Giso Amendola. Qui anticipiamo una parte della relazione presentata da Chiara Giorgi. Scarica il <a href=\"https:\/\/operavivamagazine.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/L-ATTUALITA-DEL-CAPITALE-23-24-MARZO.pdf\">Programma completo<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tre sono i punti essenziali che vanno sottolineati nella lettura condotta da Basso di Marx: 1) il retaggio idealistico della formazione giovanile di Basso; 2) la ripresa di Rosa Luxemburg nello sviluppare i concetti che ruotano attorno al nesso riforme\/rivoluzione, lotta quotidiana\/scopo finale; 3) l\u2019interpretazione del Capitale alla luce del concetto di alienazione, sviluppato nei termini di disumanizzazione, da cui l\u2019approdo al socialismo\/comunismo come <span lang=\"en-GB\">progetti di riumanizzazione<\/span>. In particolare ci\u00f2 avr\u00e0 una serie di implicazioni rispetto al coniugarsi di materialismo storico e materialismo dialettico; rispetto al suo collocarsi tra un marxismo della contraddizione e un marxismo vicino ad una certa versione francofortese (quella legata al <span lang=\"en-GB\">Luk\u00e1cs<\/span> di <i>Storia e coscienza di classe<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interpretazione dell\u2019opera di Marx attraversa il corso di tutta la vicenda intellettuale e politica di Basso, arricchendosi negli ultimi anni della sua biografia e giungendo a un\u2019opera di importante sistematizzazione, pubblicata postuma, dal titolo <i>Socialismo e rivoluzione<\/i> (1980). A partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Sessanta gli studi sul marxismo si fanno infatti pi\u00f9 intensi e raggiungono un certo grado di compiutezza. In questo periodo acquistano maggior peso alcune tematiche gi\u00e0 presenti negli anni della sua formazione giovanile: in particolare relative sia al nesso rivoluzione\/riforme (legato a sua volta alla teoria delle \u00abdue logiche contraddittorie\u00bb); sia all\u2019alienazione e al libero sviluppo umano. Nel riproporre una determinata lettura di Marx, Basso tiene insieme lo spirito rivoluzionario ispirato a una visione processuale del cambiamento, e l\u2019unit\u00e0 dialettica delle due componenti, come le definisce, attive del processo rivoluzionario: la componente soggettiva e le dinamiche oggettive del contesto storico dato, quali fattori decisivi del passaggio dalla societ\u00e0 capitalista a quella socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pi\u00f9 occasioni egli opera una distinzione tra i vari periodi dell\u2019attivit\u00e0 e del pensiero di Marx, mostrandosi senza dubbio pi\u00f9 vicino a quello individuato come terzo e ultimo. Ci\u00f2 che pi\u00f9 egli tende a valorizzare di Marx \u00e8 quella lettura della realt\u00e0 la quale, sola, permette di far nascere la rivoluzione socialista dallo sviluppo capitalistico, e quindi consente di prendere atto delle contraddizioni interne al processo storico e della necessit\u00e0 del loro superamento. In questo orizzonte teorico e pratico la rivoluzione \u00e8 intesa non come uno scontro improvviso, bens\u00ec \u00abun fatto che si colloca all\u2019interno dello sviluppo capitalistico stesso, quando le contraddizioni e le tensioni\u00bb da esso generate giungono al loro acme. Marx arriva, secondo Basso, a questa complessa visione del cambiamento storico attraverso pi\u00f9 passaggi: dopo il cosiddetto volontarismo rivoluzionario iniziale, egli scopre, tramite un attento studio del Quarantotto e nell\u2019approdo in Inghilterra, che la rivoluzione pu\u00f2 nascere solo se esistono le condizioni obiettive, ossia se il regime esistente e la classe dominante entrano in crisi, esaurendo la loro funzione storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa concezione del processo storico \u2013 che infatti si richiama alle celebri frasi della <i>Prefazione<\/i> a <i>Per la critica dell\u2019Economia politica<\/i> \u2013 i presupposti di una nuova societ\u00e0 vengono a porsi oggettivamente quando si crea un conflitto, anzich\u00e9 una corrispondenza, tra le forze produttive in continua crescita e i rapporti sociali esistenti. A questo punto nasce la necessit\u00e0 di nuovi rapporti sociali corrispondenti al nuovo modo di produzione in cui si esprime l\u2019avanzato livello delle forze produttive. La nuova formazione sociale sorge cos\u00ec in seno alla vecchia, rovesciandola, sostituendola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se \u00e8 chiaro che lo sviluppo sociale delle forze produttive entra in conflitto con una determinata natura, \u00abil carattere privatistico\u00bb, dei rapporti di produzione, spingendo oggettivamente verso il cambiamento, l\u2019elemento decisivo \u00e8 l\u2019intervento soggettivo, come la chiama la prassi rivoluzionaria, che dovr\u00e0 poi realizzare lo scopo della conquista del potere politico. A Basso interessa propriamente occuparsi \u2013 pi\u00f9 che dei processi di trasformazione concernenti il terreno della produzione materiale e le sue condizioni, pi\u00f9 che delle \u00aboperazioni del capitale\u00bb \u2013 \u00abdell\u2019atteggiamento soggettivo del movimento operaio, della sua strategia\u00bb. Cos\u00ec come gli interessa esaltare la conquista da parte degli esseri umani \u00abalienati nella societ\u00e0 capitalistica, del dominio sul processo produttivo sociale\u00bb, ossia la loro trasformazione in \u00abliberi, coscienti e responsabili costruttori del futuro comune\u00bb. Tuttavia, proprio rispetto a questo punto, sembrerebbe permanere un retaggio del giovanile idealismo bassiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che era mancata alla generazione a cui Basso appartiene era stata una piena consapevolezza del contenuto nuovo del materialismo di Marx. Ci\u00f2 che era rimasto in sordina nell\u2019orizzonte di questa generazione di marxisti dei primi anni del Novecento \u00e8 quel rovesciamento completo operato da Marx: come ha scritto Balibar, una costituzione del mondo che non \u00e8 \u00abl\u2019opera di un soggetto, ma \u00e8 una genesi della soggettivit\u00e0 (una forma di soggettivit\u00e0 storica determinata) come parte (e contropartita) del mondo sociale dell\u2019oggettivit\u00e0\u00bb. Gli era mancato cio\u00e8 di afferrare il nuovo elemento introdotto da Marx \u00abnella discussione sui rapporti tra soggezione, assoggettamento e soggettivit\u00e0\u00bb, tale per cui \u00abripensando la costituzione dell\u2019oggettivit\u00e0 sociale, Marx aveva nello stesso tempo rivoluzionato virtualmente il concetto di <i>soggetto<\/i>\u00bb<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La loro era stata una lettura dei testi di Marx tesa alla valorizzazione e all\u2019attualizzazione della praxis, capace in modo attivistico di realizzare il mutamento, laddove era il lato soggettivo, di una soggettivit\u00e0 a tratti trascendentalizzata a ergersi sulla comprensione dei processi sociali di sua costituzione e produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questa attenzione prevalente ai processi di soggettivazione \u2013 intesi nei termini della formazione della coscienza di classe, della costruzione di soggettivit\u00e0 e dell\u2019organizzazione della classe operaia \u2013 a incidere sulla stessa lettura bassiana del Marx del <i>Capitale<\/i>. In alcuni passaggi, l\u2019analisi condotta da Basso dei nessi tra rapporti di produzione e forze produttive, sembra trascurare le complesse co-implicazioni e retroazioni tra lo sviluppo capitalistico e le figure soggettive tra cui si determina il rapporto sociale che \u00e8 il capitale. Si tratta cio\u00e8 della problematica della \u00abproduzione di soggettivit\u00e0\u00bb, connessa a quell\u2019analisi del processo di valorizzazione del capitale che produce le figure soggettive del capitalista e dell\u2019operaio salariato, a loro volta necessario presupposto<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2<\/sup>.\u00a0E vedremo come non a caso ci\u00f2 influir\u00e0 sulla lettura del <em>Capitale<\/em>, a partire dalla influenza lukacsiana e del \u00abparadigma soggettocentrico\u00bb<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza dubbio, nell\u2019elaborazione marxista di Basso il riferimento a Luxemburg \u00e8 centrale. Ulteriore tappa delle sue riflessioni \u00e8 quanto iscritto nella nota teoria delle \u00abdue logiche contraddittorie\u00bb, maturata sulla sua scia. La parte pi\u00f9 originale della riflessione marxiana, capace di fornire alla classe subalterna gli strumenti della propria prassi rivoluzionaria, \u00e8 secondo il pensiero di Basso quella che individua il conflitto presente oggettivamente nella societ\u00e0 tra due opposte tendenze. L\u2019una tesa a mettere in moto spinte sempre pi\u00f9 progressive, le quali si muovono sulla \u00ablogica socializzante dello sviluppo delle forze produttive\u00bb; l\u2019altra rispondente alla logica del profitto, intenta a resistere e a bloccare in senso conservatore lo sviluppo delle spinte socializzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta dell\u2019antagonismo tra tendenze e controtendenze di socializzazione. Qui la lotta di classe ha un ruolo decisivo. Qui la politica organizzata gioca un ruolo fondamentale, a partire dal protagonismo delle soggettivit\u00e0 politiche capaci di inserirsi all\u2019interno della logica antagonistica, di prendere atto della \u00abtensione dialettica\u00bb, utilizzando questa spinta oggettiva per realizzare di volta in volta le conquiste che ad essa si agganciano. Da qui deriva peraltro il modo con cui Basso considera la democrazia e i suoi mezzi, il diritto e l\u2019ordinamento istituzionale. Da questa analisi discende una nuova valutazione dello stesso terreno giuridico e istituzionale, che sono considerati da Basso alla luce delle stesse analisi di Marx. Cos\u00ec come ne discende che la stessa conquista della democrazia \u00e8, a suo parere, scopo del socialismo marxista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo sviluppo dei rapporti di forza apre infatti nuove possibilit\u00e0 alle classi subalterne anche sul terreno giuridico-istituzionale. Contro il riformismo e contro il revisionismo, Luxemburg si \u00e8 fatta interprete del \u00abmarxismo rivoluzionario\u00bb, la cui essenza risiede nel vedere le contraddizioni interne del processo storico, prevedendone il necessario superamento \u00abattraverso la vittoria del socialismo\u00bb. Il punto centrale dell\u2019attivit\u00e0 politica di Basso sta dunque in questa interpretazione del marxismo: nell\u2019accento da lui posto sul nesso che deve unire la lotta quotidiana allo scopo finale, affinch\u00e9 la prima non scada nel riformismo. In questa luce egli legge l\u2019annoso rapporto tra <i>rivoluzione-processo<\/i> e <i>rivoluzione-salto<\/i>, assumendo nuovamente come punto di riferimento Luxemburg (sulla scia di un primo Luk\u00e0cs).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Addentrandoci nella lettura bassiana del <i>Capitale<\/i>, il punto di osservazione prescelto \u00e8 quello del libero sviluppo della condizione umana\/delle capacit\u00e0 umane quale fine a s\u00e9 stesso, quello cio\u00e8 della realizzazione dell\u2019infinita potenzialit\u00e0 contenuta in ciascuno\/a. Esso \u00e8 strettamente intrecciato a quello che Basso definisce \u00abil problema capitale\u00bb del pensiero di Marx negli anni della maturit\u00e0, ossia l\u2019alienazione. La scelta \u00e8 sin da subito volta a denominare l\u2019alienazione come \u00abdisumanizzazione\u00bb. Il richiamo generale \u00e8 a tutti quei fenomeni che comportano \u00abun rovesciamento del rapporto produttore-prodotto\u00bb. Ci\u00f2 che pi\u00f9 gli preme evidenziare \u00e8 la dinamica sottesa a questo rovesciamento, a cagione del quale il prodotto non \u00e8 pi\u00f9 sotto il controllo e il dominio del produttore, in quanto sua creazione, bens\u00ec \u00abse ne distacca, si oggettivizza in forma autonoma e gli si contrappone dominandolo e impedendogli la propria piena autorealizzazione, in una parola il processo per cui il prodotto domina il produttore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il capitalismo \u00e8 responsabile di questo capovolgimento, generativo della massima disumanizzazione che soprattutto il Marx del <i>Capitale<\/i> coglie e descrive, assegnando, viceversa, alla rivoluzione lo scopo della riumanizzazione. In tal senso, per Basso il <i>Capitale <\/i>nasce dallo sforzo tanto di indagare la struttura interna e le leggi di movimento del modo di produzione capitalistico, quanto di fornire la prova della possibilit\u00e0 e necessit\u00e0 del grande salto qualitativo destinato a sopprimere l\u2019autoalienazione umana. Ad essere sottolineati sono dunque due aspetti cruciali del <em>Capitale<\/em>: 1) pi\u00f9 che la potenza della realt\u00e0 dell\u2019astrazione (l\u2019astrazione \u00abpraticamente vera nei luoghi della produzione\u00bb<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4<\/sup>) o quella di una analisi delle strutture simboliche, la potenza di una dialettica storica tra \u00abuna forza liberatrice e una chiusura disumanizzante\u00bb. L\u2019altro aspetto valorizzato dalla lettura bassiana sta nel sottolineare la compresenza nel <i>Capitale<\/i> dell\u2019individuazione delle leggi del capitalismo, cos\u00ec come delle tendenze future, dove cio\u00e8 quest\u2019ultimo possa aprire alla rivoluzione. Nel <i>Capitale<\/i> insomma vi \u00e8 non soltanto la critica scientifica del capitalismo, ma \u00e8 altrettanto presente la politica e la lotta di classe (come sono presenti lo Stato, la legislazione, il diritto, mai disgiunti dal terreno del conflitto). Il <i>Capitale<\/i> \u00e8 allora l\u2019opera fondamentale di Marx anche rispetto all\u2019analisi di questo meccanismo di rovesciamento del rapporto soggetto-oggetto; il <i>Capitale<\/i> possiede una impareggiabile forza rivoluzionaria, scrive Basso, nel dimostrare l\u2019origine storica e la natura transitoria del capitalismo, e quindi la necessit\u00e0 storica del suo superamento; il <i>Capitale<\/i> \u00e8 per Basso in primis un\u2019opera \u00abdi sociologia della conoscenza\u00bb, in quanto offre a suo parere una guida per svelare la vera sostanza dei rapporti sociali nascosti dietro alle categorie della scienza borghese, per comprendere in primo luogo gli esseri umani. Basso si concentra allora sui numerosi passaggi \u2013 del <i>Capitale<\/i> e dei <i>Grundrisse<\/i> \u2013 nei quali emergono in modo nitido il processo e i meccanismi propri della disumanizzazione \u00absotto ogni aspetto, dei lavoratori\u00bb. Lavoro sociale e tempo libero sono le condizioni per il passaggio allo stadio successivo, quello comunista, la cui \u00abnota distintiva\u00bb \u00e8 precisamente l\u2019umanizzazione, \u00abconseguita tramite il dominio cosciente sul processo produttivo, sul processo di creazione e autocreazione\u00bb. La riumanizzazione, specifica Basso, corrisponde pertanto al \u00abcontrollo cosciente, condotto secondo un piano\u00bb, alla \u00abrealizzazione del progetto\u00bb, alla \u00abfinalizzazione della prassi\u00bb, alla \u00abreale appropriazione dell\u2019umana essenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei concludere ricordando quali sono per Basso gli elementi di vitalit\u00e0 e di attualit\u00e0 del pensiero di Marx, considerato quale \u00abcritica vivente di una societ\u00e0 in movimento\u00bb (espressione gi\u00e0 in se evocativa nel registrare come ha scritto Harvey a proposito del <i>Capitale<\/i> un Marx che riflette costantemente sul movimento). In primo luogo la grande capacit\u00e0 di fornire un\u2019analisi della realt\u00e0 a lui contemporanea, definendone i processi in atto e antivedendone sviluppi futuri, ma non gi\u00e0 come illuminazione improvvisa di un veggente, bens\u00ec come risultato di uno studio in grado di scorgere all\u2019interno della realt\u00e0 le \u00ablinee del movimento reale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La grande lezione tratta dal metodo di Marx consiste allora nel comprendere \u00abcome egli abbia utilizzato in modo diverso alcune costanti\u00bb desumibili dalla sua riflessione critica. Questa \u00e8 la premessa a una utilizzazione di Marx, la quale \u00e8 soprattutto funzionale alla trasformazione radicale del tempo in cui si vive. Quella che Basso definisce l\u2019analisi concreta della societ\u00e0, l\u2019ancoraggio alla dimensione storica \u00e8 al contempo l\u2019operazione necessaria per comprendere strategia, forme, strumenti di una lotta adeguata \u00abal movimento reale\u00bb. Il pericolo di incrostazioni dogmatiche viene meno a suo parere grazie a una applicazione delle \u00ablinee generali della strategia rivoluzionaria, indicata da Marx\u00bb alla fase storica dello sviluppo capitalistico, laddove il problema centrale resta nel collegamento permanente tra la lotta quotidiana e lo scopo finale rivoluzionario. Mossa rilevante al fine di evitare la cristallizzazione di esperienze particolari in modelli pretesamente universali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mossa necessaria, a mio parere, per rilanciare di Marx \u00abl\u2019idea di pratica, o di liberazione come trasformazione\u00bb, a partire dalla produzione e dalle sue condizioni<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5<\/sup>, in una interpretazione antievoluzionistica, capace di rinviare all\u2019imprevisto, alla molteplicit\u00e0 (ed eterogeneit\u00e0) dei processi, alla stessa rottura rivoluzionaria. Se in Basso il discorso ritorna e si chiude con una forte valorizzazione dell\u2019elemento soggettivo, ci\u00f2 che oggi a me sembra importante valorizzare della stessa concezione marxiana dell\u2019alternativa \u00e8 quella di essere \u00abun bivio (pi\u00f9 che un punto di arrivo)\u00bb<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6<\/sup>, la posta in gioco di un processo non lineare di trasformazione, aperto appunto all\u2019imprevisto della politica, delle lotte.\u00a0<span lang=\"en-GB\">Il<\/span><span lang=\"en-GB\"> tema dell\u2019anticipazione non ha dunque nulla a che vedere con il rinvio a un mondo dei sogni. Al contrario, la <\/span>possibilit\u00e0 di trasformare questo mondo in cui viviamo proviene dalle potenzialit\u00e0 del conflitto, dalla capacit\u00e0 di re-immaginare il nesso tra libert\u00e0\/uguaglianza, di espandere la democrazia, dalla ricerca di una \u00absimmetrica articolazione\u00bb tra comune e individuale\/personal\/singolare<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7<\/sup>; proviene dall\u2019agire stesso dei soggetti immersi nella logica dinamica del cambiamento (avrebbe detto Basso), in un futuro che \u00e8 gi\u00e0 presente.<\/p>\n<div class=\"footnote_container_prepare\">\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/operavivamagazine.org\/la-critica-vivente-di-una-societa-in-movimento\/\">https:\/\/operavivamagazine.org\/la-critica-vivente-di-una-societa-in-movimento\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"footnote_references_container\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OPERAVIVA MAGAZINE (Chiara Giorgi) L\u2019attualit\u00e0 del Capitale \u2013 Nel bicentenario della nascita di Marx \u00e8 il titolo del seminario che si terr\u00e0 alla Fondazione Basso di Roma nei giorni di venerd\u00ec 23 e sabato 24 marzo. 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