{"id":40300,"date":"2018-03-28T12:43:21","date_gmt":"2018-03-28T10:43:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40300"},"modified":"2018-03-28T12:43:21","modified_gmt":"2018-03-28T10:43:21","slug":"compro-tutto-con-un-click","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40300","title":{"rendered":"Compro tutto con un click"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MEGACHIP (Alessandro Magliaro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa mi serve davvero, quanto alimentiamo l\u2019iperconsumismo mentre per salvarci dovremmo, e neanche basterebbe, riciclare tutto il riciclabile che gi\u00e0 possediamo, restano domande che non vogliamo farci. [A. Magliaro]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quell\u2019icona \u2018carrello\u2019 in una ipotetica classifica di immagini top che ci stanno cambiando la vita finirebbe certamente tra le prime 10.<\/strong>\u00a0La pratica \u00e8 nota: accendi il computer o apri le app dello smartphone e ti colleghi ad\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/tecnologia\/tlc\/2018\/03\/05\/amazon-punta-ai-conti-correnti_e0cacf5d-e793-4ae2-b2cb-5a3cc01ed7e7.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amazon<\/a><\/strong>\u00a0\u2013 non \u00e8 l\u2019unico ma \u00e8 solo il simbolo delle nostre nuove dipendenze \u2013 e l\u00ec comincia il gran tour tra la\u00a0<strong>musica<\/strong>, quel disco che proprio proprio ti mancava o quel cantante nuovo di cui non ti importa ma sei curioso di sentire, le\u00a0<strong>scarpe<\/strong>\u00a0con quel tacco decorato stiloso visto sui magazine magari una volta le metterai, la coperta tricottata che tanto da sola non farai mai invece e bella \u00e8 pronta e poi il\u00a0<strong>vino<\/strong>, quell\u2019etichetta di cui hai sentito parlare da amici per un rapporto qualit\u00e0 prezzo da non perdere (per non parlare dei gadget da intenditore come il termometro laser per la temperatura del vino), quella salsa al tartufo prelibata ad un offerta che non teme confronti, quel\u00a0<strong>libro<\/strong>\u00a0novit\u00e0 gi\u00e0 recensito in America e finalmente ora tradotto e pubblicato in Italia.. e gi\u00f9 a riempire il carrello, magari con l\u2019opzione salva coscienza di alert per quando il prezzo scender\u00e0. Metti in cascina tanto prima o poi in quel basket ci finir\u00e0. E magari quando arriva a casa neanche ti ricordi pi\u00f9 cos\u2019era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una piccola storia esemplare della nuova dipendenza, chiamiamola\u00a0<a title=\"amazonite\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dipendenze-shopping-compulsivo-Internet-dazzardo\/dp\/8860080681\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">amazonite<\/a> (che Bezos dall\u2019alto dei suoi miliardi ci comprenda). Non grave quanto il tabagismo o il gioco on line, sia chiaro. Sono lussi innocenti di chi, giovane o neogiovane, \u00e8 diventato smart e poco importa se tutte queste cose, specie se vivi in una grande citt\u00e0, sono assolutamente alla portata e il gran tour potresti farlo a piedi, che poi camminare fa sempre molto bene. L\u00ec dentro c\u2019\u00e8 un circo delle meraviglie, con le slide pubblicitarie che scorrono e tu gli corri dietro per acchiappare l\u2019oggetto, non sia mai un altro te le soffi. Il servizio Prime Now poi pu\u00f2 essere irresistibile perch\u00e9 come un bambino aspetti che non sia la notte di Natale a riempirti di doni ma proprio quello stretto necessario che passa tra il click e la consegna. L\u2019amazonite impigrisce perch\u00e9 il giorno dopo, bello cartonato, arriva l\u2019acquisto alla porta di casa.\u00a0<strong>Il delivery \u2013 la consegna \u2013 \u00e8 un trend mondiale e noi, senza troppo ragionare sulle conseguenze etiche, ci siamo dentro. Quanto pagheranno i deliver? Quanto cartone si usa e quanto si ricicla davvero? Cosa mi serve davvero, quanto alimentiamo l\u2019iperconsumismo mentre per salvarci dovremmo, e neanche basterebbe, riciclare tutto il riciclabile che gi\u00e0 possediamo, restano domande che non vogliamo farci<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"news-txt\" style=\"text-align: justify\">\nNon solo il delivery del food \u2013 era nato negli anni \u201980 con i paninari e le prime consegne a casa di pizza margherita, ora manca poco che arrivi dal Giappone lo chef con i suoi coltelloni di ceramica a farti il sushi davanti avendo optato per una cenetta nippo casalinga \u2013 ma il cosiddetto delivery anything, la consegna di qualunque cosa, impazza, fase due dell\u2019amazonite: metto nel carrello, compro con la carta di credito, aspetto la consegna. Niente di drammatico, non ci si muore di acquisti abbastanza improbabili (quelle scarpe con il tacco decorato poi le avrai usate o sono finite ad inzeppare quegli armadi che\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/canale_lifestyle\/notizie\/design_giardino\/2018\/01\/31\/lasciare-tutto-in-ordine...per-i-posteri_929d3ca4-8b3f-42a6-a846-0d1b2e075c4b.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marie Kondo<\/a><\/strong>, quella del tutto a posto con l\u2019inchino di commiato si rifiuta di sistemare perch\u00e9 sa che quel tacco l\u2019hai solo comprato per impulso ma non lo hai mai veramente amato). Poi certo non tutto \u00e8 collocabile nella variabile categoria dell\u2019inutile, gli acquisti possono essere oltre che gratificanti, mirati e necessari e la consegna a casa una grande comodit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 da demonizzare la tendenza ma solo raccontarla come fatto nuovo della societ\u00e0.e ricerche sul tema sono diverse. Il delivery anything colpirebbe maggiormente le\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/canale_lifestyle\/notizie\/moda\/2017\/05\/08\/shopping-compulsivo-inquina-e-non-da-la-felicita_48c353d2-d4de-11e7-8470-00505695d1bc.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>donne<\/strong>\u00a0<\/a>che dallo smartphone vanno sullo shop virtuale e da l\u00ec acquistano di tutto, dai fiori al cibo, persino alle spedizioni urgenti, con una consegna in mezzora circa. Millennials, nonne, mamme, imprenditrici multitasking alle prese con la scarsit\u00e0 di tempo ma soprattutto ragazze. Tra le pi\u00f9 giovani, le app di delivery hanno rapidamente conquistato popolarit\u00e0 e vengono utilizzate principalmente per la consegna di\u00a0<strong>cibo a domicilio<\/strong>, conquistate dalle opzioni si scelta, un giorno l\u2019indiano, il giorno dopo l\u2019hamburger e poi il sabato \u00e8 sushi bar. Dalle spedizioni urgenti al pranzo consegnato direttamente in ufficio,\u00a0<strong>le app di delivery<\/strong>\u00a0semplificano la quotidianit\u00e0 riducendo i tempi dedicati agli spostamenti e alle lunghe attese, permettendo di fare acquisti in qualsiasi negozio del centro. E c\u2019\u00e8 da dire che per i commercianti dei centri storici italiani, spesso in difficolt\u00e0, sono una occasione di crescita, nonch\u00e9 uno strumento per rimanere al passo con i tempi. Non parliamo solo di supermercati o ristoranti, ma anche di gelaterie, pasticcerie, negozi sportivi, fioristi, farmacie. Si tratta di nuovi canali distributivi che rispondono alle esigenze di chi non pu\u00f2 o non vuole uscire (Glovo \u2013 una delle pi\u00f9 giovani e gi\u00e0 popolari \u2013 \u00e8 una rete che attualmente pu\u00f2 contare su pi\u00f9 di 1000 partner).<\/p>\n<p><strong>I dati del fenomeno<\/strong><\/p>\n<p>Secondo un\u2019analisi di Confesercenti ,\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/lombardia\/notizie\/2017\/12\/21\/shopping-online-per-oltre-meta-italiani_a8257381-019a-43d7-8de8-ba8ea0d458d1.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019e-commerce italiano\u00a0<\/a>\u00e8 in continua crescita<\/strong>: nel 2017 le attivit\u00e0 che si occupano di shopping online sono state quasi 18mila, una cifra pari al +8,4% rispetto al 2016. Se il fronte dell\u2019offerta \u00e8 in rapida evoluzione, quello della domanda influenza e insieme segue il trend, mettendo in atto particolari comportamenti d\u2019acquisto. idealo \u2013 il portale internazionale di<strong>comparazione prezzi<\/strong>\u00a0per gli acquisti online \u2013 ha realizzato un sondaggio e un approfondimento alla ricerca di novit\u00e0 e cambiamenti, rispetto ad un anno fa e rispetto agli altri e-consumer d\u2019Europa. Tra statistiche e informazioni sul profilo dell\u2019utente medio che naviga, si informa e poi compra online, l\u2019indagine riporta dati sulla frequenza, sull\u2019et\u00e0 e sulla provenienza, ma anche sui prodotti pi\u00f9 richiesti e sulle metodologie preferite di pagamento o di consegna. Il dato sulla frequenza di acquisto online fornisce una prima stima dell\u2019entit\u00e0 del fenomeno e delle sue trasformazioni rispetto allo scorso anno. Alla guida del mercato digitale italiano restano i consumatori abituali, ovvero quelli che comprano almeno una volta al mese, ma in numero maggiore (al 56% , in crescita del 4,6% rispetto al 2016); seguono gli intensivi, in azione una o pi\u00f9 volte alla settimana (al 22% ) allo stesso livello degli sporadici, che acquistano una volta ogni trimestre o meno (al 22% ). Sulla base di questi numeri, la percentuale di chi effettua in media almeno un acquisto al mese \u00e8 pari al 78%. Questa segmentazione mostra che un e-consumer italiano su due acquista una volta al mese se non di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Interessanti anche i dati su genere e provenienza, soprattutto se messi a confronto con quelli di altri paesi europei : in Italia gli uomini che acquistano online sono sempre in maggioranza rispetto alle donne (il 61,3% contro il 38,7%). Confrontando il nostro dato con quello di altri paesi, l\u2019Italia risulta la nazione con la minor partecipazione al femminile nello shopping online. Il paese dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 parit\u00e0 di genere rispetto al fenomeno e dove le donne sono pi\u00f9 attive \u00e8 invece la Spagna (uomini al 53,8% e donne al 46,2%). Nella distribuzione geografica, la situazione rimane invariata rispetto allo scorso anno e mostra sempre una correlazione tra frequenza di acquisto e grandezza delle citt\u00e0.\u00a0<strong>Pi\u00f9 grande \u00e8 il centro urbano, maggiore \u00e8 la concentrazione di consumatori digitali intensivi: \u00e8 quanto accade in citt\u00e0 come Milano o Roma<\/strong>. Nei centri pi\u00f9 piccoli (con meno di 10 mila abitanti) sono in maggioranza gli acquirenti sporadici. Osservando le fasce di et\u00e0, si delinea il profilo di un consumatore digitale maschio, tendenzialmente tra i 35 e i 44 anni (per il 26,9%); la fascia di et\u00e0 che va dai 45 ai 54 anni copre il 21,3%. Cresce l\u2019interesse da parte dei giovani dai 25 ai 34 anni (ora al 20,5%). Le fasce pi\u00f9 estreme del campione (dai 18 ai 24 anni e dai 55 anni in su) sono quelle meno coinvolte, probabilmente per minori possibilit\u00e0 economiche o per minore attitudine all\u2019uso di mezzi digitali. Solo in paesi come Austria, Germania e Francia si riscontrano percentuali pi\u00f9 significative per il coinvolgimento dei giovani dai 25 ai 34 anni nel mercato digitale (rispettivamente al 26,1%, al 25,3% e al 24,7%).<\/p>\n<p>La principale motivazione che spinge un consumatore a preferire l\u2019acquisto online \u00e8 legata alla possibilit\u00e0 di trovare prezzi pi\u00f9 vantaggiosi grazie al web. Questa spinta vale sia per gli italiani, sia per gli abitanti degli altri paesi presi in esame. La ricerca di prezzi pi\u00f9 convenienti \u00e8 il motivo principale per ben il 75% degli intervistati (in crescita rispetto al 63% dello scorso anno); tra le altre motivazioni, quelle pi\u00f9 gettonate sono la possibilit\u00e0 di confrontare facilmente i prodotti tra loro (al 41%) e di leggere il parere di altri utenti grazie a commenti e recensioni (40%).ra i mezzi preferiti per confrontare i prezzi resta forte la presenza dei marketplace (dall\u2019indagine Amazon \u00e8 al 56% mentre altri siti di e-commerce al 46%), ma colpisce la crescita dell\u2019uso delle piattaforme di comparazione prezzi. Il 50% degli intervistati dichiara di utilizzare un comparatore online, un dato in aumento del 6% rispetto al 2016, a dimostrazione di un\u2019evoluzione comportamentale e di una preferenza orientata verso canali che sono considerati pi\u00f9 neutrali e trasparenti.<\/p>\n<p>Sappiamo che un consumatore su quattro in Italia utilizza dispositivi mobili per l\u2019e-commerce. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una differenza tra finalizzazione dell\u2019acquisto e ricerca pura. Il dispositivo privilegiato per concludere un acquisto digitale resta ancora il PC (al 91%), ma un buon 29% finalizza direttamente dal proprio smartphone o dal proprio tablet (22%). Parlando di device preferiti quando si tratta di navigare e informarsi, invece, i dati mostrano una segmentazione che va verso la navigazione \u201cin mobilit\u00e0\u201d: se il 46,2% preferisce l\u2019uso del PC, il 43,8% si informa tramite smartphone e il 10% tramite tablet. Nel confronto con le altre nazioni, l\u2019Italia guadagna un primato: \u00e8 il paese dove il mobile \u00e8 lo strumento preferito per l\u2019e-commerce. Nelle altre nazioni c\u2019\u00e8 ancora una maggioranza netta per uso del PC anche dal punto di vista informativo, in Francia (al 55%) e in Germania (54,7%), ad esempio.<\/p>\n<p><strong>Gli articoli per i quali i consumatori digitali italiani spendono con maggiore frequenza sono quelli del settore cultura e intrattenimento<\/strong>\u00a0(al 65%),\u00a0<strong>dell\u2019abbigliamento<\/strong>\u00a0(al 64%)\u00a0<strong>e del comparto elettronica<\/strong>\u00a0(sempre al 65%).<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019indagine fatta lo scorso anno, i settori che richiamano maggior attenzione oggi sono quelli relativi a sport, casa e giardino, valigie e cura degli animali. Sono in ogni caso la tecnologia (con il 66%) e l\u2019abbigliamento (con il 48%) quelli per i quali si usa di pi\u00f9 la comparazione prezzi online: partendo da costi a volte alti, i consumatori si informano di pi\u00f9 potendo spesso contare, online, su possibilit\u00e0 di risparmio pi\u00f9 consistenti.<\/p>\n<p>Anche le scelte del metodo di pagamento e di consegna rivelano particolari abitudini e tendenze: non sono ancora molti i consumatori che pagano online con carta di credito (usata dal 22% degli intervistati, un dato comunque in aumento rispetto al 20% dello scorso anno). Diminuisce la preferenza accordata a PayPal (al 54%, invece del 60% del 2016); seguono le carte prepagate Postepay (al 16%, +2% rispetto all\u2019anno precedente) e i pagamenti in contrassegno e tramite bonifico, in percentuali minori. Bartolini resta il corriere preferito per le consegne nel nostro paese (stabile al 38%); le quote di mercato degli altri operatori si distribuiscono tra le italiane SDA (al 12%) e Poste Italiane (all\u20198%), l\u2019americana Fedex-TNT (al 6%) e le tedesche DHL (al 19%) e GLS (al 13%).<\/p>\n<p>Prezzi e disponibilit\u00e0 di informazioni sui prodotti sono comunque gli elementi che determinano l\u2019orientamento dei consumatori digitali verso il mondo degli acquisti digitali. Dal sondaggio emerge che per il 94% degli intervistati \u00e8 importante leggere test e guide all\u2019acquisto online, il 90% consulta spesso recensioni e opinioni di altri utenti, e addirittura il 74% \u00e8 disposto ad acquistare da uno shop meno conosciuto se propone prodotti a prezzi pi\u00f9 convenienti. Secondo idealo, \u00e8 proprio questa ricerca di risparmio che ha portato ai numeri eccellenti registrati dal Black Friday e dal Cyber Monday del 2017. Dopo l\u2019ultimo \u201cvenerd\u00ec nero\u201d, il portale ha osservato un\u2019impennata delle intenzioni di acquisto pari al +99,1% rispetto allo scorso anno. Valutando che l\u2019attenzione al fenomeno nel 2016 era stata del +99,7% rispetto al 2015, si nota come l\u2019interesse verso gli acquisti in rete in queste giornate raddoppi di anno in anno e come la molla principale per l\u2019acquisto online sia proprio legata al\u00a0<strong>risparmio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/kill-pil\/articolo\/2018\/03\/28\/compro-tutto-con-un-click-2021725.html\">http:\/\/megachip.globalist.it\/kill-pil\/articolo\/2018\/03\/28\/compro-tutto-con-un-click-2021725.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Alessandro Magliaro) Cosa mi serve davvero, quanto alimentiamo l\u2019iperconsumismo mentre per salvarci dovremmo, e neanche basterebbe, riciclare tutto il riciclabile che gi\u00e0 possediamo, restano domande che non vogliamo farci. [A. Magliaro] Quell\u2019icona \u2018carrello\u2019 in una ipotetica classifica di immagini top che ci stanno cambiando la vita finirebbe certamente tra le prime 10.\u00a0La pratica \u00e8 nota: accendi il computer o apri le app dello smartphone e ti colleghi ad\u00a0Amazon\u00a0\u2013 non \u00e8 l\u2019unico ma \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":37705,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/megachip.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-au0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40300"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40300"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40301,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40300\/revisions\/40301"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}