{"id":40342,"date":"2018-03-31T11:45:54","date_gmt":"2018-03-31T09:45:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40342"},"modified":"2018-03-31T11:43:55","modified_gmt":"2018-03-31T09:43:55","slug":"litalia-e-i-nuovi-venti-di-guerra-contro-la-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40342","title":{"rendered":"L&#8217;Italia e i nuovi venti di guerra contro la Russia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione Europea garante di pace? Chi continua a sostenere questa menzogna dopo i bombardamenti sui Balcani, la sponsorizzazione dell\u2019aggressione alle regioni russofone dell\u2019Ucraina da parte del regime parafascista di Kiev, le guerre libiche innescate dall\u2019intervento anglofrancese, le ormai innumerevoli partecipazioni alle \u201cguerre umanitarie\u201d che l\u2019Occidente non cessa di alimentare in tutto il mondo, non pu\u00f2 che essere in malafede o, nella migliore delle ipotesi, un cretino. <span id=\"more-24646\"><\/span>Evidentemente anche i pi\u00f9 zelanti portabandiera del verbo atlantico se sono resi conto, al punto che non provano nemmeno pi\u00f9 a condire il proprio cinismo con appelli a valori e principi universali, ma ricorrono senza tanti giri di parole al linguaggio della pi\u00f9 spudorata realpolitik.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedasi, in proposito, l\u2019articolo di fondo nel quale Franco Venturini, sul \u201cCorriere della Sera\u201d del 27 marzo scorso, affronta il tema della nuova ondata di sanzioni contro la Russia, a seguito del presunto tentativo di liquidare una ex spia passata al nemico da parte del governo di Mosca. Commentando la decisione di 16 dei 27 Paesi membri della UE di espellere un certo numero di diplomatici russi, \u201cin solidariet\u00e0\u201d con l\u2019analogo provvedimento assunto qualche giorno fa dall\u2019Inghilterra, Venturini scrive: \u201cDubitiamo che i 16 siano tutti convinti dalle prove offerte da Teresa May sulla colpevolezza russa, ma una ferma solidariet\u00e0 con Londra era comunque necessaria\u201d. Parlare di dubbi \u00e8 eufemistico, considerato che il governo inglese non ha offerto la minima prova delle proprie accuse, ma soprattutto considerato il \u201cvizietto\u201d dell\u2019ex grande potenza coloniale (ricordate le balle di Tony Blair sulle \u201carmi di distruzione di massa\u201d in mano a Saddam Hussein?) di ricorrere alla menzogna per giustificare le proprie aggressioni (la parabola del lupo e dell\u2019agnello).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, ci fa capire Venturini, poco importa se le accuse siano vere, ci\u00f2 che conta \u00e8 che sono un ottimo pretesto per rilanciare la tensione con la Russia, \u201ccolpevole\u201d di opporsi a una politica atlantica che, in barba a tutti gli accordi pregressi, sta cercando con ogni mezzo di dislocare le proprie forze a contatto diretto con i confini dell\u2019ex impero sovietico. Ma non si era detto che l\u2019Europa ha assai meno interesse degli Stati Uniti a tendere troppo la corda con il \u201cnemico\u201d di sempre (che evidentemente resta tale anche se il comunismo \u00e8 morto da un pezzo). Vero, ma, come spiega Francesco Verderami in un altro articolo, si conta sul fatto che \u201cla linea dura contro Mosca pu\u00f2 consolidare la linea morbida di Washington sui dazi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il processo di ri nazionalizzazione della politica (e dell\u2019economia) ridisegna a ritmo accelerato lo scenario dei conflitti fra grandi potenze, rischiando di mettere in crisi equilibri consolidati, gli Stati Uniti devono assolutamente blindare l\u2019Europa (sempre in funzione subordinata) nel proprio blocco politico militare. Cos\u00ec Trump prende due piccioni con una fava: allontana i sospetti dell\u2019opinione pubblica americana in merito alla sua presunta \u201ccollusione\u201d con Putin e riconduce all\u2019ovile le europecorelle minacciandole con il bastone dei dazi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019Italietta che fa? Da, come da antichi costumi, un colpo al cerchio e un colpo alla botte: si allinea al coro europeo ma lo fa espellendo solo due diplomatici russi (come dire: scusate noi non vorremmo farlo, ma ci obbligano\u2026). Una decisione non solo ambigua ma anche altamente opinabile, in quanto presa da un governo in carica solo per gli affari correnti che dovr\u00e0 presto lasciare il posto a forze politiche che, sul piano della politica internazionale, sembrano orientate in modo assai diverso da quello che ha finora ispirato la coppia Renzi\/Gentiloni. Ma Verderami non perde la speranza: Salvini e Di Maio nutrono un po\u2019 troppa simpatia per Putin? Ma cos\u00ec come hanno smorzato le loro smanie antieuropeiste in vista dell\u2019entrata nella camera dei bottoni, si spera che possano rientrare senza troppe scosse nei ranghi atlantici. Con buona pace di un interesse nazionale che \u2013 in tempi di crisi della globalizzazione \u2013 dovrebbe indurci a rimettere in discussione la nostra collocazione geopolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=24646\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=24646<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI L\u2019Unione Europea garante di pace? 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