{"id":40348,"date":"2018-03-31T10:30:16","date_gmt":"2018-03-31T08:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40348"},"modified":"2018-03-31T10:10:14","modified_gmt":"2018-03-31T08:10:14","slug":"non-esiste-siria-senza-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40348","title":{"rendered":"Non esiste Siria senza Assad?"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> ALDO GIANNULI (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da diverse settimane la guerra in Siria \u00e8 entrata nella sua seconda fase. Guerra civile, guerra per procura tra potenze, \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d per usare le parole di Papa Francesco, quella che ha sconvolto la Siria \u00e8 una tempesta che rappresenta in maniera completa il conflitto dell\u2019era della globalizzazione: devastante nonostante la completa asimmetria e liquidit\u00e0 che porta a una difficile definizione degli schieramenti in campo. Lo smantellamento dell\u2019entit\u00e0 parastatale dell\u2019ISIS ha di fatto liberato il genio intrappolato nella lampadata, dato che il disarticolamento del Califfato ha portato con s\u00e9 la fine dell\u2019alibi che numerose parti in causa usavano per legittimare il loro coinvolgimento (<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/paesi-bombardano-siria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sono state sedici, come riporta Fulvio Scaglione, le potenze straniere che hanno operato militarmente in suolo siriano dal 2011 ad oggi<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra in Siria, ora, conosce una svolta cruciale e repentina dovuta proprio alla fine della minaccia portata dall\u2019ISIS sul terreno all\u2019unit\u00e0 del Paese: venuto meno il sedicente Stato Islamico, prende campo la vera partita e, soprattutto, vengono al pettine i nodi accumulatisi dal 2011 a oggi. Primo fra tutti, il nodo dell\u2019ipocrisia dei governi occidentali e dei sistemi mediatici nostrani che hanno costruito la narrazione dei cosiddetti \u201cribelli moderati\u201d per giustificare l\u2019insurrezione dei gruppi del cosiddetto Esercito Siriano Libero, in larga parte egemonizzati da formazioni jihadiste quali quelle che hanno portato avanti il \u201clavoro sporco\u201d per la Turchia di Erdogan nel cantone curdo di Afrin, ipocrisia smascherata da Tim Anderson <a href=\"http:\/\/www.mangialibri.com\/libri\/la-sporca-guerra-contro-la-siria\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel suo magistrale saggio La sporca guerra contro la Siria.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, la stessa questione dei curdi del Rojava, trovatisi a ricoprire, al tempo stesso, il ruolo di baluardo anti-ISIS e \u201c<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/assad-giornale-leuropa-sta-aiutando-lisis-colpirla-1346864.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fanteria<\/a>\u201d della coalizioe occidentale ma, al tempo stesso, destinati per necessit\u00e0 a trovare un modus vivendi con il governo centrale di Damasco, la cui sovranit\u00e0 non \u00e8 stata da questi mai disconosciuta. Terzo, e pi\u00f9 importante, punto \u00e8 la discussione sul futuro assetto del Paese, del quale si pu\u00f2 e si deve necessariamente discutere anche in una fase in cui, con gli intensi combattimenti ad Afrin e nella Ghuouta ancora in corso, la pace per il martoriato Paese mediorientale appare quanto mai lontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa discussione, appare oggi pi\u00f9 che mai centrale un dato di fatto innegabile: nel futuro della Siria Bashar al-Assad sar\u00e0 chiamato a ricoprire un ruolo fondamentale e, anzi, allo stato attuale delle cose non si pu\u00f2 pensare ad una Siria senza Assad. Quel che proponiamo \u00e8 un ragionamento frutto di una decisa consapevolezza sui fatti siriani e, soprattutto, sull\u2019andamento delle dinamiche sociali e politiche di un Paese che nei prossimi anni sar\u00e0 costretto a ricostruire s\u00e9 stesso, dato che l\u2019entit\u00e0 incalcolabile dei danni subiti sul piano materiale \u00e8 solo una frazione delle enormi macerie morali che gravano su una popolazione in larga misura costretta a diventare esule, sia all\u2019interno che all\u2019esterno del suo Stato. Assad ha saputo dare sul campo la risposta pi\u00f9 netta e decisa alla brutale deviazione delle proteste del 2011, degenerate da rivendicazioni legittime in manifestazioni eversive dopo l\u2019intervento di Paesi esterni come Turchia, Arabia Saudita e Qatar, e mandato a pi\u00f9 riprese messaggi non indifferenti di unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significative ed emblematiche restano le parole di Assad in un\u2019intervista a Matteo Carnieletto de Il Giornale del dicembre 2016: parlando dei migranti siriani che stavano raggiungendo in massa l\u2019Europa, il leader del legittimo governo di Damasco ha dichiarato che essi \u201cvogliono tornare nella loro nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti quanti vogliono tornare, ma poi pensano che cercano anche stabilit\u00e0 e sicurezza e che hanno anche bisogni di prima necessit\u00e0. In questo caso non posso dire che li inviter\u00f2 a tornare in Siria, perch\u00e9 questa \u00e8 la loro terra e non hanno bisogno di un invito per ritornare. Ma quello che vorrei dire loro, in questo caso, \u00e8 che i rappresentanti europei hanno creato questo problema supportando il terrorismo direttamente o indirettamente nella nostra nazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 sotto le bandiere di Al Nusra o Ansar al-Sharia che si sono potute ammirare le immagini meravigliose di speranza richiamanti una nazione normale e unita nella convivenza, come le celebrazioni del Natale ad Aleppo poco dopo la fine della durissima battaglia nella citt\u00e0. Il regime di Damasco ha avuto nel clientelismo e nell\u2019inefficienza amministrativa una grande debolezza nel periodo pre-bellico, ma non si pu\u00f2 negare che il governo baathista ha sempre avallato l\u2019idea di una Siria multiconfessionale, laica e abitata da una popolazione coesa etnicamente e che ad Assad bisogna riconoscere il merito di aver saputo evitare una deriva settaria del conflitto che avrebbe finito per vedere la sua minoranza alawita in netta minoranza e la comunit\u00e0 cristiana stritolata come vaso di coccio tra i vasi di ferro <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/non-ce-pace-cristiani-iraq-tutti-rischi-del-lo-islamico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in maniera simile a quanto successo in Iraq.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al governo di Assad, vincitore sul campo della contesa con l\u2019ISIS e di buona parte delle sfide con i ribelli degli ultimi anni grazie al decisivo supporto russo-iraniano, bisogna dunque riconoscere la capacit\u00e0 di difendere un\u2019idea di Siria, un\u2019idea di Paese nella tempesta della guerra civile: le vicissitudini professionali e umane di combattenti come il generale druso Zahreddine, difensore di Deir-ez-Zor morto nello scorso mese di ottobre, testimoniano al tempo stesso come buona parte delle comunit\u00e0 etnico-religiose del Paese mediorientale riconoscano nell\u2019attuale governo il futuro della Siria. Riconoscere questo dato fondamentale \u00e8 una premessa necessaria per comprendere le future dinamiche siriane: lungi dall\u2019essere il bene assoluto, il governo guidato da Bashar al-Assad \u00e8 tuttavia l\u2019unica garanzia che la Siria ha per poter continuare, in futuro, ad essere un Paese sovrano e unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/non-esiste-siria-senza-assad\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/non-esiste-siria-senza-assad\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI (Andrea Muratore) &nbsp; Da diverse settimane la guerra in Siria \u00e8 entrata nella sua seconda fase. 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