{"id":40414,"date":"2018-04-05T09:00:13","date_gmt":"2018-04-05T07:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40414"},"modified":"2018-04-04T20:24:33","modified_gmt":"2018-04-04T18:24:33","slug":"siria-ecco-cosa-si-e-deciso-al-vertice-trilaterale-di-ankara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40414","title":{"rendered":"Siria, ecco cosa si \u00e8 deciso al vertice trilaterale di Ankara"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vertice di <strong>Ankara<\/strong> fra Iran, Russia e Turchia si \u00e8 concluso. E il documento rilasciato da<strong> Vladimir Putin<\/strong>, <strong>Hassan Rohani<\/strong> e <strong>Recep Tayyp Erdogan<\/strong>, conferma le linee guida gi\u00e0 espresse ad Astana e a Sochi.<span id=\"more-46208\"><\/span> Il blocco composto dai tre Paesi sembra reggere, nonostante le divergenze. Ci\u00f2 che li unisce \u00e8 ancora pi\u00f9 importante da ci\u00f2 che li divide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da quello che si evince dalle dichiarazioni, <strong>la priorit\u00e0<\/strong> scaturita dal summit \u00e8 quella di proseguire nel dialogo. Le tre potenze coinvolte in Siria si riconoscono ormai nel <strong>gruppo di Astana<\/strong>. E per tutti e tre i leader \u00e8 fondamentale non creare frizioni in questa sinergia delicata quanto fondamentale. L\u2019asse che unisce Ankara, Teheran e Mosca rappresenta per ognuno dei leader presenti al vertice la garanzia di un blocco che possa contrapporsi alle logiche degli alleati degli <strong>Stati Uniti<\/strong> in Medio Oriente. Ognuno con diverse vedute, ma tutti uniti da questo comune obiettivo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Sconfiggere il terrorismo<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Obiettivo dichiarato nell\u2019incontro \u00e8 stato quello di continuare nella <strong>lotta al terrorismo<\/strong>. Terrorismo che non ha una definizione univoca per i leader presenti al vertice, ma che ha un comune denominatore che trova tutti d\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interessante, in questo senso, la precisazione che \u00e8 stata scritta nel documento. Come si legge nel testo, pubblicato dal sito ufficiale della presidenza iraniana, i tre leader \u201channo riaffermato la propria determinazione a continuare la cooperazione per <strong>eliminare definitivamente Daesh \/ Isis, Fronte al Nusra<\/strong> e tutti gli altri individui, gruppi, imprese e entit\u00e0 associati ad Al-Qaeda o Daesh come\u00a0designati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in Siria e hanno sottolineato il successo dei loro sforzi collettivi nella lotta contro il terrorismo internazionale\u201d. Terrorismo dunque che non comprende le milizie curde, come voluto da Erdogan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro. Nel testo, si sottolinea che nella lotta contro il terrorismo, \u201c<strong>la separazione dei gruppi terroristici sopra menzionati dai gruppi di opposizione armat<\/strong>a che si erano uniti e avrebbero aderito al regime di cessate il fuoco rivestiva la massima importanza per quanto riguarda la prevenzione delle vittime civili\u201d. Un segnale di una differenza di vedute sul ruolo di alcuni gruppi ribelli, che non vengono pi\u00f9 inclusi automaticamente nel terrorismo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Rispettare l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Putin, Erdogan e Rohani si sono impegnati pubblicamente al <strong>mantenimento dell\u2019unit\u00e0 territoriale siriana<\/strong>. La Siria deve rimanere uno Stato unitario e indipendente. Una dichiarazione esplicita che serve e marcare i limiti dell\u2019intervento armato della Turchia nel nord della Siria e le minacce di Erdogan sul non consegnare <strong>Afrin<\/strong> al legittimo governo di Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella dichiarazione si legge che i presidenti dei tre Stati \u201channo\u00a0sottolineato il loro forte e continuo<strong> impegno per la sovranit\u00e0, l\u2019indipendenza, l\u2019unit\u00e0, l\u2019integrit\u00e0 territoriale e il carattere non settario della Siria<\/strong>\u201c, Ed si sottolinea anche che \u201cnessuna delle azioni, indipendentemente da chi siano state intraprese, dovrebbe minare questi principi\u201d. Nel documento, si legge che i tre Stati \u201channo respinto tutti i tentativi di creare nuove realt\u00e0 sul terreno con il pretesto di combattere il terrorismo e hanno espresso la loro determinazione a <strong>schierarsi contro le agende separatiste<\/strong> volte a minare la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria, nonch\u00e9 la sicurezza nazionale dei Paesi vicini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Messaggi che sono collegati alle dichiarazioni di questa mattina di Rohani, il quale ha accusato <strong>Israele<\/strong> e Stati Uniti di voler dividere la Siria. Ma che servono anche come \u201catto pubblico\u201d con cui Erdogan si impegna, in sostanza, a rivedere i suoi piani di invasione. E il presidente turco ha infatti detto, in conferenza stampa, che \u201ctutti i nostri sforzi sono stati in questo senso: l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria passa attraverso l\u2019eliminazione di tutte le organizzazioni terroristiche\u201d. Un chiaro riferimento ai curdi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Le prossime tappe<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">I presidenti si sono impegnati a <strong>non considerare possibile una soluzione militare al conflitto siriano<\/strong>. Per tutti e tre, adesso, \u00e8 necessario giungere a una soluzione politica. E adesso l\u2019idea \u00e8 che parallelamente all\u2019impegno di questo blocco, ci debba essere un coinvolgimento sempre pi\u00f9 ampio delle organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impegno \u00e8 nel mantenere la <strong>tregua<\/strong> pi\u00f9 a lungo possibile e si spera nell\u2019intervento di agenzie internazionali che aiutino la ricostruzione siriana e il ritorno dei profughi nelle loro case. Obiettivo fondamentale ma difficile. La situazione, in molte aree, \u00e8 ancora estremamente complessa. La guerra \u00e8 entrata una una fase diversa, ma non \u00e8 finita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tre leader \u201channo espresso la convinzione che il <strong>Congresso nazionale di dialogo siriano<\/strong>, che \u00e8 stato convocato a Sochi il 30 gennaio 2018, ha costituito un importante traguardo per spianare la strada al processo politico, e hanno ribadito il loro impegno a seguire sui risultati del Congresso, che riflette la volont\u00e0 dei rappresentanti di tutti i segmenti della societ\u00e0 siriana, in particolare l\u2019accordo per formare un <strong>Comitato costituzionale<\/strong>, sostenuto dal Segretario generale delle <strong>Nazioni Unite<\/strong> e dalla comunit\u00e0 internazionale\u201d. L\u2019idea \u00e8 che sia arrivato il momento di mettere la parola \u201cfine\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti presto fuori dalla Siria<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente al vertice di Ankara, arrivano le dichiarazioni dalla <strong>Casa Bianca<\/strong> sul fatto che l\u2019impegno in Siria per sradicare l\u2019Isis \u201c<strong>sta arrivando rapidamente a conclusione<\/strong>\u201c. Si confermano quindi le indiscrezioni sul presunto ritiro delle forze americane dalla Siria, anche se non c\u2019\u00e8 una data specifica sul ritiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La linea espressa da Donald Trump e che aveva sorpreso i militari e i diplomatici Usa \u00e8 stata confermata nell\u2019incontro del gabinetto di sicurezza nazionale. In quell\u2019occasione, il presidente si era detto <strong>pronto a tenere i soldati in Siria nel breve termine<\/strong> ma di volerli presto fuori dal Paese. Non solo, Trump aveva anche chiesto che i costi fossero addossati alle potenze regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/national-security\/trump-instructs-military-to-begin-planning-for-withdrawal-from-syria\/2018\/04\/04\/1039f420-3811-11e8-8fd2-49fe3c675a89_story.html?utm_term=.b4b835250b76\">Secondo il <em>Washington Post<\/em><\/a>,\u00a0Trump si aspetta che in particolare le nazioni arabe che hanno soffiato sulla guerra in Siria e che sono dotate delle necessarie risorse, si assumano la responsabilit\u00e0 di finanziare la ricostruzione delle aree. Ma si \u00e8 anche detto favorevole all\u2019invio di istruttori americani e di truppe delle potenze regionali.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/siria-ankara\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/siria-ankara\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Il vertice di Ankara fra Iran, Russia e Turchia si \u00e8 concluso. E il documento rilasciato da Vladimir Putin, Hassan Rohani e Recep Tayyp Erdogan, conferma le linee guida gi\u00e0 espresse ad Astana e a Sochi. Il blocco composto dai tre Paesi sembra reggere, nonostante le divergenze. Ci\u00f2 che li unisce \u00e8 ancora pi\u00f9 importante da ci\u00f2 che li divide. 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