{"id":40433,"date":"2018-04-06T10:00:36","date_gmt":"2018-04-06T08:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40433"},"modified":"2018-04-06T09:36:39","modified_gmt":"2018-04-06T07:36:39","slug":"la-strada-smarrita-delle-elites-globaliste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40433","title":{"rendered":"La strada smarrita delle \u00e8lites globaliste"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-meta postmeta clearfix\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Games-with-Gold-I-giochi-di-Marzo-RUBRICA-3-2-860x280.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ormai si pu\u00f2 affermare con ragionevole certezza che la modalit\u00e0 multipolare attraverso la quale si stanno delineando le relazioni tra i vari stati e i vari centri strategici all\u2019opera si stia affermando definitivamente<\/strong>. Siamo ancora ad un confronto nel corso del quale i punti di attrito tra le forze principali emergono in maniera pi\u00f9 o meno casuale, legati come sono al manifestarsi di ambizioni variamente vellicate di potenze locali e regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada per arrivare alla definizione di pi\u00f9 aree di influenza stabilizzate attorno alle potenze emerse \u00e8 ancora lunga e non \u00e8 detto che alla fine ci si arrivi. La questione \u00e8 tutt\u2019altro che definita sia all\u2019interno degli USA che tra i vari centri in competizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema policentrico \u00e8 quindi ancora lungi da affermarsi; una incertezza ed una laboriosit\u00e0 che lascer\u00e0 spazi sempre pi\u00f9 ampi ad una conflittualit\u00e0 endemica e asimmetrica ancora per diverso tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono i pur numerosi focolai di tensione a rendere palpabile questo cambiamento, quanto piuttosto l\u2019atteggiamento psicologico, impensabile sino a pochi anni fa, di quelle \u00e9lites globaliste solo un attimo fa sicure di essere prossime alla meta di un Nuovo Ordine Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo del CFR (Conseil on Foreign Relations), l\u2019ultimo di una serie apparsa sul sito e sulla rivista di emanazione \u201cForeign Affairs\u201d, pubblicato nel post precedente di Italia e il mondo, da questo punto di vista \u00e8 illuminante.\u00a0<a class=\"vglnk\" href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/04\/02\/lordine-mondiale-liberale_r-i-p-a-cura-di-gianfranco-campa\/\" rel=\"nofollow\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/04\/02\/lordine-mondiale-liberale_r-i-p-a-cura-di-gianfranco-campa\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA RECRIMINAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019impulso che informa il testo \u00e8 la recriminazione, <\/strong>un sentimento assolutamente incompatibile con la dichiarata volont\u00e0 di dominio e di potenza di una \u00e9lite e di una classe dirigente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di primo acchito colpiscono la rozzezza e la strumentalit\u00e0 degli esempi addotti a sostenere le proprie tesi, in gran parte smentiti fragorosamente dalle stesse fonti ufficiali di riferimento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il florilegio inizia<\/strong> con la constatazione della mancata reazione all\u2019utilizzo dei gas nella guerra civile in Siria ad opera delle forze leali ad Assad, episodio formalmente smentito dai rapporti dell\u2019ONU; prosegue con la denuncia della violazione da parte russa del principio di intangibilit\u00e0 dei confini, riferito all\u2019intervento in Georgia e soprattutto in Ucraina, glissando elegantemente sul precedente del Kossovo, apertamente sostenuto da Stati Uniti e NATO. Glissa con disinvoltura sull\u2019impegno disatteso a non estendere l\u2019ombrello atlantico sino a qualche decina di chilometri da Pietroburgo e centinaio da Mosca nonch\u00e9 sulla discriminazione sempre pi\u00f9 scoperta delle popolazioni russe rimaste intrappolate all\u2019esterno dei nuovi confini post-guerra fredda; insiste a coprire la sistematica opera di destabilizzazione delle primavere arabe e delle rivoluzioni colorate, anche esse ormai ampiamente documentate, con la difesa e l\u2019imposizione discrezionale del rispetto dei diritti umani; si ostina penosamente a condannare l\u2019azione di infiltrazione russa negli States, ancora tutta da dimostrare, sorvolando sulle analoghe attenzioni, queste s\u00ec documentate, riservate in egual misura ad amici e nemici del costruendo Nuovo Ordine Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un campionario di affermazioni che fa giustizia delle pretese di seriet\u00e0 e di autorevolezza odierne di tale associazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il CFR americano<\/strong>, al pari del suo omologo simbiotico gemello britannico RIIA (Royal Institute of International Affairs) ormai declinante, \u00e8 un gruppo di influenza sorto nel primo dopoguerra con lo scopo di assumere un ruolo chiave nella determinazione della politica estera e nella selezione della classe dirigente. Un compito assolto egregiamente soprattutto nel secondo dopoguerra e che sembrava aver raggiunto l\u2019apoteosi e la consacrazione definitiva con l\u2019implosione del blocco sovietico. Non che all\u2019azione e alle analisi fossero estranee forzature, macchinazioni e trame prosaiche; tutt\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano tuttavia rese credibili ed accettabili dalla incontrastata, almeno all\u2019interno dell\u2019area di influenza, forza militare di supporto, dalla forza persuasiva del softpower e del modello di vita proposto, dal successo complessivo delle strategie e dall\u2019esistenza di un valente avversario sufficientemente definito e perimetrato da inibire le altrui conflittualit\u00e0 interne pi\u00f9 perniciose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estensore dell\u2019articolo in effetti riconosce la funzione della formazione dominante, in particolare della sua forza militare, nell\u2019assicurare \u201cun mondo globalizzato di pace\u201d, salvo poi confessarne inconsapevolmente l\u2019attuale impotenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019implosione del blocco sovietico, dietro la parvenza di acquisizione del dominio assoluto<\/strong> ha sconvolto in realt\u00e0 rapidamente gli equilibri interni di questo assetto, in particolare nella casa madre e ha rivelato l\u2019impossibilit\u00e0 e incapacit\u00e0 di gestire o quantomeno orientare l\u2019insieme delle dinamiche politiche del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ILLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quegli anni, a partire da met\u00e0 anni \u201980, ripresero piede particolari teorie,<\/strong> tuttora largamente influenti le quali vedevano il mondo governato da una infinitesima minoranza, espressione per lo pi\u00f9 di \u00e9lites finanziarie (il famoso 1%), raccolte in associazioni potentissime (appunto Bilderberg, CFR e poche altre) alle quali contrapporre nelle interpretazioni pi\u00f9 semplicistiche l\u2019azione del 99% delle masse restanti, in quelle un po\u2019 pi\u00f9 articolate anche quella degli stati nazionali, anch\u2019essi minacciati dai malintesi processi di globalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dei tribuni e dei demagoghi che si sono avvicendati ad alimentare e gestire le orde magmatiche ed erranti di protestatari, gli appartenenti a questi gruppi, per lo meno gli elementi pi\u00f9 influenti, hanno tenuto sempre presente la funzione politica indispensabile degli strumenti coercitivi, l\u2019attualit\u00e0 e comunque il mantenimento delle proprie radici originarie nella formazione egemone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell\u2019illusione di poter gestire la complessit\u00e0 delle relazioni nell\u2019agone mondiale sono per\u00f2 in buona parte e in qualche maniera caduti, a loro modo, nella trappola di quelle teorie<\/strong>, forse ingannati dalla parvenza di onnipotenza e dalla estrema mobilit\u00e0 di alcune loro funzioni, in particolare finanziarie. Hanno, in particolare, ribaltato i pesi e gli equilibri tra le varie funzioni e strutture di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dando per scontato il successo del multilateralismo, il funzionamento reticolare quindi delle relazioni politico-economiche sotto la supervisione di una potenza egemone, hanno sottovalutato l\u2019importanza della forza militare, specie di terra e sopravvalutato la capacit\u00e0 di governo e di coesione delle varie forze sparse nei paesi, interessate alla mondializzazione dei flussi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se in Europa tali forze hanno mantenuto ancora il predominio, in Russia sono state messe sotto stretto controllo politico. La Cina ha saputo addirittura fare di meglio e ha sfruttato l\u2019altrui apertura dei mercati e l\u2019ingresso controllato nel proprio territorio di imprese straniere per acquisire tecnologie, capacit\u00e0 imprenditoriali e risorse necessarie ad edificare una formazione ed uno stato sempre pi\u00f9 potenti ed autorevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il softpower, la capacit\u00e0 di persuasione e di controllo degli strumenti di informazione, la capacit\u00e0 di costrizione, orientamento e controllo degli stessi strumenti economici e soprattutto finanziari sembravano assumere, secondo gli influenti teorici americani di quel momento, una importanza assoluta e una capacit\u00e0 di autoregolazione sufficiente rispetto al resto dell\u2019armamentario imperiale. In sovrappi\u00f9 hanno sottovalutato l\u2019entit\u00e0 dei processi di destabilizzazione interna delle proprie formazioni sociali, innescati dalla digitalizzazione e robotizzazione dei processi industriali e resi ingestibili dal trasferimento massiccio di interi comparti produttivi e di servizi all\u2019estero. Un processo in gran parte compensato dai flussi finanziari i quali hanno consentito i massicci investimenti in tecnologie e le crescenti spese militari ed assistenziali, compromettendo seriamente l\u2019equilibrio socioeconomico e il patrimonio di infrastrutture costruito in decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La crisi dei ceti medi \u00e8 tutta segnata in questi squilibri e in questi processi<\/strong> e con essa la solidit\u00e0 della formazione sociale americana e l\u2019estensione del potere interno delle sue \u00e9lites. Una precariet\u00e0 accentuata dalla fragilit\u00e0 strategica di un paese che ha perso il pieno controllo delle filiere industriali con l\u2019importante eccezione del settore energetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CECITA\u2019 E LA VENDETTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al riguardo la cecit\u00e0 dell\u2019estensore dell\u2019articolo, probabilmente espressione della cecit\u00e0 e dello smarrimento, forse dell\u2019arroccamento disperato, delle stesse \u00e9lites a capo del CFR, \u00e8 impressionante. <strong>Finisce cos\u00ec per attribuire la responsabilit\u00e0 del processo caotico in corso alla volont\u00e0 di reazione delle \u00e9lites dominanti dei paesi emergenti<\/strong>, in particolare la Cina e la Russia senza voler vedere la famelica volont\u00e0 predatoria dei centri strategici americani protagonisti della destabilizzazione in Russia e in interi continenti, compresi il loro \u201ccortile di casa\u201d. Una famelicit\u00e0 che ha costretto alcune \u00e9lites e centri locali ad una vera e propria reazione di sopravvivenza, accentuando vorticosamente un naturale processo competitivo all\u2019esterno e riducendo se stesse ad una cittadella assediata all\u2019interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche incertezza deve aver incrinato la sicumera di alcune di esse. Tant\u2019\u00e8 che Obama ha dovuto rinunciare, volente o nolente, ad un intervento massiccio diretto in Siria; con discrezione ha avviato la costruzione di quel muro ai confini del Messico che Trump ha solo deciso di completare e rafforzare; nel silenzio ha organizzato pi\u00f9 rientri di immigrati clandestini del chiassoso Trump; ha promosso la stesura di trattati commerciali collettivi, sostitutivi di impraticabili accordi generalisti, ma con l\u2019esclusione certosina della Cina e della Russia, a dispetto della sua conclamata vocazione universalistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo. La sconfitta della Clinton, a dispetto del totale controllo mediatico e della sfacciata partigianeria delle testate, deve in parte aver risvegliato dal delirio di onnipotenza. Tant\u2019\u00e8 che il politicamente corretto \u00e8 disposto a sacrificare i propri figli prediletti, Weinstein, gran mecenate di Hollywood e del Partito Democratico e Zuckerberg, gestore di Facebook, per conto dei servizi e del Washington Post, pur di chiudere i possibili canali abilmente sfruttati dallo staff di Trump. Del resto Soros lo aveva apertamente preannunciato. La soddisfazione di Trump nel vedere in difficolt\u00e0 tre dei suoi pi\u00f9 acerrimi nemici rischia di essere magra e di breve durata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le crociate, si sa, accecano, per\u00f2 e soprattutto, gli adepti alla causa e i loro profeti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo! Hanno bisogno di additare al ludibrio il reo infedele. Individuano cos\u00ec in Trump il nemico interno responsabile in ultima istanza di aver interrotto il processo di globalizzazione a guida unipolare americana. Lo accusano di collusione col nemico principale, la Russia e di compromettere i rapporti con la Cina, partner trattabile a loro detta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello che doveva essere un confronto aspro tra centri guidati da punti di vista diversi si \u00e8 trasformata in una caccia all\u2019uomo e ai \u201ctraditori\u201d di inaudita violenza<\/strong>; il rischio di spaccare una seconda volta il paese in maniera distruttiva e senza essere in grado di offrire ad esso una qualsiasi prospettiva agibile in un contesto ormai multipolare \u00e8 concreto. Un contesto nel quale i colpi di mano e l\u2019avventurismo possono trovare ampi spazi e far correre pericoli estremi, ben maggiori di quelli attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un conflitto, per altro, che impedisce l\u2019individuazione dell\u2019avversario principale e l\u2019adozione di una strategia coerente<\/strong>, ma che sta costringendo paradossalmente al sodalizio i due principali competitori, Cina e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piuttosto che un realistico dibattito sulle reali possibilit\u00e0 di tentare il rapido ripristino di una condizione unipolare o sulla necessit\u00e0 di accettare la pari dignit\u00e0 di altri concorrenti, ci si affida alle crociate. Segno che la posta in palio, in territorio americano, non \u00e8 solo una redistribuzione di poteri e benefit tra le varie \u00e9lites e centri strategici, ma la stessa sopravvivenza di alcuni di essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piuttosto che discutere della valenza geopolitica dell\u2019uso delle leve economiche, in particolare i dazi, nel ricollocare le alleanze, nel ripristinare il controllo sui flussi di tecnologie, nel riequilibrare l\u2019economia e la coesione sociale interna, si trascina ancora una volta il paese nella solita crociata sul libero mercato propedeutico alla pace, a dispetto delle guerre e dei sommovimenti degli ultimi trent\u2019anni di globalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL SODALIZIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019eventuale significativa incrinatura del sodalizio sancito in queste associazioni tra centri legati allo hard-power e quelli finanziari e mediatici saranno la cartina di tornasole e il punto di svolta in grado di innescare un rovesciamento degli equilibri<\/strong>. Qualche segnale \u00e8 visibile, ma certamente insufficiente. \u00c8 la prova, comunque, che le \u00e9lites dominanti e i centri strategici decisionali non possono ridursi a risicate \u00e9lites cosmopolite. Queste ultime, sebbene a malincuore, devono appoggiarsi comunque alle altre, ben radicate nei confini dei propri territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una totale restaurazione in un contesto multipolare pressoch\u00e9 innescato potr\u00e0 altrimenti dare spazio a processi ancora pi\u00f9 incontrollabili e tragici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo l\u2019estensore non pare minimamente preoccupato, salvo recriminare e addossare ad altri le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo noi a doverci preoccupare e ad agire di conseguenza al loro posto.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/04\/03\/la-strada-smarrita-delle-elites-globaliste-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/04\/03\/la-strada-smarrita-delle-elites-globaliste-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario) &nbsp; Ormai si pu\u00f2 affermare con ragionevole certezza che la modalit\u00e0 multipolare attraverso la quale si stanno delineando le relazioni tra i vari stati e i vari centri strategici all\u2019opera si stia affermando definitivamente. Siamo ancora ad un confronto nel corso del quale i punti di attrito tra le forze principali emergono in maniera pi\u00f9 o meno casuale, legati come sono al manifestarsi di ambizioni variamente vellicate di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Unknown-320x320-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aw9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40433"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40433"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40434,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40433\/revisions\/40434"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}