{"id":40435,"date":"2018-04-11T00:39:35","date_gmt":"2018-04-10T22:39:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40435"},"modified":"2018-04-11T09:06:18","modified_gmt":"2018-04-11T07:06:18","slug":"non-chiamatelo-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40435","title":{"rendered":"Non chiamatelo debito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>IACOPO BIONDI BARTOLINI (FSI Firenze)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si racconta una storia, anche ai nostri figli, abbiamo un determinato modo di raccontarla. Ogni storia ha il suo modo. Il motivo sta principalmente nel fatto che vogliamo che la storia faccia riflettere su determinate cose, muova certi angoli dell\u2019anima, lasci una determinata impressione, buona su certi aspetti, fatti o personaggi, meno su altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 diverso per le storie che ci raccontano in televisione e sui giornali: chi racconta la storia vuole esattamente le stesse cose. Non c\u2019\u00e8 bisogno di pensare a complotti o chiss\u00e0 cosa; dal momento che chi racconta la storia sono alcuni e non altri, la storia esce in un certo modo e non in un altro. E dal momento che questi rappresentano tutti i medesimi interessi, la storia esce identica, sempre la stessa, con minime sfumature, come se a raccontarla fosse lo stesso genitore allo stesso figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia che ho in mente adesso \u00e8 quella che narra del credito al consumo e del debito pubblico.\u00a0Gi\u00e0 i personaggi sono tratteggiati in modo perfetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credito \u00e8 attivo di bilancio (attivo, azione, efficienza), parte buona, dimostrazione di sana e robusta costituzione economica, \u00e8 parola che puoi pronunciare con sicurezza, col sorriso sulle labbra, senza paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il credito \u00e8 al consumo l\u2019immagine si arricchisce moltiplicando il suo contenuto positivo. Il credito al consumo ti fa vivere appieno la nuova natura di consumatore che la societ\u00e0 ti ha assegnato. Potrai comprare quel televisore 4K 65 pollici, godere di quella vacanza ai Caraibi o del SUV che hai sempre sognato. Il credito al consumo \u00e8 di per s\u00e9 bello, in questa storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Debito \u00e8 passivo di bilancio (passivo, stasi, blocco, impotenza), cosa di cui vergognarsi, da non far sapere in giro, peccato da espiare. Pubblico, poi diventa poi sinonimo di inefficienza, burocrazia, lentezza; pare quasi che la parola stessa lo generi, il debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se proviamo a guardarli meglio, questi personaggi, saltano subito all\u2019occhio un po\u2019 di contraddizioni e di forzature nella narrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il credito al consumo. S\u00ec, il credito; ma se il credito \u00e8 al consumo, il debito \u00e8 il tuo. Il tuo come individuo singolo, con un lavoro probabilmente precario e una famiglia da mantenere; il credito invece, \u00e8 di una banca. Hai poi mai letto che devi rispettare un rapporto debito\/reddito? O che devi stare attento a non vivere sopra le tue possibilit\u00e0? Che il debito che contrai, tu, verso una banca, ricadr\u00e0 sui tuoi figli? Che devi essere virtuoso? No? Nemmeno io l\u2019ho mai letto. Eppure \u00e8 vero, per te. Pensa, non sei neanche uno Stato. Che tu ci creda o no, non hai una banca centrale che in teoria potrebbe crearti i soldi con cui pagare i debiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non essendo uno Stato, non puoi neanche dotarti di quegli istituti normativi tali da rendere il tasso di interesse sul tuo debito, completamente sostenibile. Eppure nessuno dice niente, a te. Pensa, i tassi di interesse che paghi sono multipli dell\u2019inflazione, ma non pare che qualcuno si preoccupi di avvisarti o ammonirti. Mi pare invece, perch\u00e9 a me arrivano, che ti arrivino a casa dei volantini in cui i soldi te li offrono a tassi agevolati (agevolati? imperdibili!) del 6-7% annui. Tassi sicuramente convenienti, non \u00e8 vero? Per loro che li riscuotono sicuramente. Ti avvertono? Ti fanno sermoni? No, non te li fanno. Chiss\u00e0 perch\u00e9&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo avidi di questo credito, lo vogliamo, ci adontiamo se non ci viene concesso. Lo cerchiamo in tutti i modi. Non sempre \u00e8 una ricerca voluttuaria, perch\u00e9 il bisogno \u00e8 reale. Il loro credito, privato, che \u00e8 il tuo debito, \u00e8 in fin dei conti l\u2019unico modo con cui puoi andare avanti in questa societ\u00e0 fatta di svalutazione dei salari, povert\u00e0 dei lavoratori, precariet\u00e0. La lotta per la sopravvivenza contempla giornate passate a cercare di abbassare un interesse su un mutuo dello 0,1%. Le tue giornate, il tuo tempo, la tua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il debito pubblico? Quello non serve per te come consumatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve invece per te, cittadino, lavoratore, uomo, donna, padre o madre di famiglia. Con quello puoi avere un ospedale vicino a casa, mantenere un punto nascita. Puoi avere una giustizia dotata di organici e mezzi per garantirla in tempi idonei. Puoi mettere in sicurezza il territorio da eventi catastrofici. Puoi avere scuole dignitose con organici di docenti preparati. Puoi pagare la pensione ai lavoratori ad un\u2019et\u00e0 che consenta loro di vivere serenamente e dignitosamente la vecchiaia. Puoi comprare alle madri (e ai padri) il tempo necessario per prendersi cura dei figli. Sostenere i settori economici strategici della nazione, aziende, figuriamoci, che pagano le tasse in italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E pensa: contrariamente al SUV, al televisore o al tagliaerba, che con quasi assoluta certezza vanno a pagare e creare lavoro cinese o coreano o tedesco, tutte quelle cose elencate sopra, creano lavoro italiano e pagano lavoratori italiani ; magari consentono di tenere in Italia tanti giovani oggi costretti a emigrare dopo l\u2019universit\u00e0; probabilmente permettono alle famiglie di avere figli, tanti figli e non allo scopo di \u201cpagarci le pensioni\u201d. In una parola, il debito pubblico, crea ricchezza privata e la crea in modo ben distribuito, diminuendo le disuguaglianze economiche e sociali. Con quella ricchezza, che \u00e8 risparmio e sicurezza del futuro, potresti anche comprarti un televisore, ma col tuo salario e col tuo risparmio, non con i debiti verso le banche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure la storia che ci raccontano dice questo: che il debito pubblico \u00e8 brutto; che il debito pubblico deve essere ridotto, e non negli interessi pagati su di esso, ma facendo in modo che le spese dello stato siano al di sotto delle entrate. Penso che capiate cosa significa questo. Significa un ospedale in meno, una scuola inagibile in pi\u00f9, uomini e donne costrette a lavorare fino alla soglia dei 70 anni, strade fatiscenti e pericolose, fiumi che esondano e boschi che bruciano, giovani che fuggono, figli che non nascono\u2026 Ma continuano a dire che \u00e8 brutto e va ridotto, annientato, spazzato via, temuto come la peste. Come mai? Come mai, riflettete su questo, quando ci dicono che lo Stato deve comportarsi come una famiglia, attribuiscono alla famiglia quel comportamento economicamente virtuoso che poi non chiedono alle famiglie stesse, esortandole a fare esattamente l\u2019opposto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come mai dimenticano di dire che lo Stato, contrariamente alle famiglie, in tutto il mondo, \u00e8 dotato di una Banca Centrale che fornisce al governo il fabbisogno di denaro per fare tutte quelle belle cose utili, acquistando titoli emessi dal governo nella stessa valuta? Perch\u00e9 si dimenticano di ricordare che anche da noi funzionava cos\u00ec? Che eravamo dotati di istituti e leggi che consentivano di finanziare le spese dello stato in questo modo a tassi di interesse reali negativi? Perch\u00e9 non ci rammentano che uno Stato che emette debito nella valuta che controlla non pu\u00f2 fare mai default?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9? Gi\u00e0, perch\u00e9&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come un usuraio ricerca prede vulnerabili o, mediante i suoi ambienti, si garantisce la sua vulnerabilit\u00e0, portandogli via i mezzi di sussistenza, cos\u00ec il capitale e i gruppi finanziari si assicurano che lo stesso accada agli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Togliendo allo Stato la sovranit\u00e0 monetaria (che \u00e8 la possibilit\u00e0 di emettere debito sempre solvibile perch\u00e9 emesso nella propria valuta) riducendolo a preda, gli usurai della finanza internazionale, complice una classe politica connivente o incompetente, hanno stretto la corda al suo collo, al tuo collo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corda degli interessi sul debito, diventato improvvisamente rischioso, perch\u00e9 emesso in una moneta estera, ha innescato il ricatto, trasformando l\u2019economia dello Stato in quella di una famiglia. L\u2019usuraio vuole sempre i suoi interessi, quindi l\u2019unica cosa da fare \u00e8 ridurre le spese correnti. Ho gi\u00e0 scritto cosa significa ridurre le spese dello Stato nella parte corrente, in termini di distruzione dei servizi e dello Stato sociale. A cosa \u00e8 servito, a loro?\u00a0\u00c8 abbastanza semplice: a prendersi tutto, con la garanzia che tu facessi il tifo per loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima le imprese pubbliche, \u201cpoco produttive\u201d, \u201cincapaci di stare al passo con le sfide della modernit\u00e0\u201d, \u201ccorrotte e colluse con la partitocrazia\u201d. Poi, ed \u00e8 la seconda fase, ancora in corso, \u00e8 la volta dei servizi pubblici, sanit\u00e0, scuola, previdenza; ridotti i finanziamenti, lasciati andare alla deriva, spolpati, malfunzionanti, carenti di personale e mezzi, sono i cittadini a invocare la mano privata. Ma privato vuol dire che chi ha i soldi pu\u00f2 avere quello che vuole, pagando. Chi non li ha, perde tutto. Oppure, si indebita, lui, personalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo partiti da l\u00ec, mi pare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo \u00e8 il secondo obiettivo. Il primo era spogliare lo Stato dei suoi beni, delle sue aziende e sostituirlo come fornitore di servizi essenziali per poterci lucrare sopra. Il secondo sei tu. Il tuo risparmio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per perseguire questo secondo obiettivo entra in scena un altro attore della storia narrata: le tasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 in uno Stato la cui economia \u00e8 ridotta ad essere economia domestica, le tasse servono a finanziare il fabbisogno di spesa. Invece, in uno Stato dotato di sovranit\u00e0 monetaria, le tasse non servono a questo: servono a realizzare politiche redistributive (con le aliquote) e a controllare l\u2019inflazione (con il livello complessivo). Pare impossibile anche pensare che non servano a finanziare le spese, visto cosa raccontano le televisioni o gli esperti dagli articoli delle pi\u00f9 grandi testate nazionali. Invece \u00e8 proprio cos\u00ec. Se avete seguito il ragionamento, sapete anche il motivo, ma lo ripeto: i soldi per la spesa pubblica vengono dalla sovranit\u00e0 monetaria e dagli istituti che la regolano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma una volta che il cappio \u00e8 stato stretto, la cessione della sovranit\u00e0 monetaria, il debito emesso in moneta estera, le tasse invece servono proprio per finanziare le spese e sono ovviamente alte, molto alte, talmente alte che non ce la devi fare pi\u00f9 a pagarle. Allora ti indebiti, con le banche o verso il fisco, convinto che non ce l\u2019hai fatta perch\u00e9 non sei stato abbastanza bravo e competitivo, maledicendo lo Stato ladro. Perdi tutto, invocando la fine dello Stato. Il cerchio si chiude; secondo obiettivo raggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo accade da quarant\u2019anni, in tutto il mondo, in ogni paese la cui ricchezza pubblica o il risparmi dei cittadini, vengono messi nel mirino del capitale privato e della finanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono chiesto allora cosa succederebbe se la storia, con questi pochi elementi che abbiamo, provassimo a raccontarcela da soli, o semplicemente a prendere il libro e leggerlo, senza permetter loro di intonare le solite cantilene, usare le stesse espressioni, tratteggiare le stesse immagini, sempre le solite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 facile, perch\u00e9 anni di favole ci hanno condizionato pensieri e riflessi. Proviamo a fare allora questo esercizio. Smettiamo di parlare di debito pubblico.\u00a0\u00c8 inutile e dannoso. Ci fa male anche il suono dell\u2019espressione; non ci riesce smettere di odiare una cosa del genere. Proviamo a chiamarlo \u201ccredito alla societ\u00e0\u201d, indipendentemente dalla correttezza tecnica dell\u2019espressione. Pensiamo a questo credito come qualcosa che potremmo avere, noi tutti, nella nostra vita di ogni giorno, senza troppa fatica e ricatti di alcun genere, se solo ritrovassimo la sovranit\u00e0 perduta. Se non riusciamo a non odiare il \u201cdebito pubblico\u201d, riusciremo invece ad amare il credito alla societ\u00e0. Amare il credito alla societ\u00e0 significa amare la sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci libereremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IACOPO BIONDI BARTOLINI (FSI Firenze) Quando si racconta una storia, anche ai nostri figli, abbiamo un determinato modo di raccontarla. Ogni storia ha il suo modo. 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