{"id":40487,"date":"2018-04-07T13:17:20","date_gmt":"2018-04-07T11:17:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40487"},"modified":"2018-04-07T13:17:20","modified_gmt":"2018-04-07T11:17:20","slug":"il-debito-pubblico-e-crescita-aboliamo-il-pareggio-di-bilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40487","title":{"rendered":"Il debito pubblico \u00e8 crescita: aboliamo il pareggio di bilancio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-320\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/03\/austeritc3a0-disordine.jpg?w=700\" alt=\"austerit\u00e0 disordine\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 difficile trovare nel dibattito politico-economico nostrano e internazionale un tema pi\u00f9 discusso di quello relativo al contenimento del debito pubblico. Sappiamo bene, infatti, come la diminuzione del rapporto tra debito pubblico e PIL sia tra le stelle polari di ogni politica suggerita da Bruxelles in merito alla governance economica dell\u2019Eurozona. Storicamente questa preoccupazione \u00e8 sfociata nella firma di trattati internazionali quali <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/un-quarto-di-secolo-con-maastricht-liberiamocene-o-sara-fascismo\/\">Trattato di Maastricht, Fiscal Compact, Six Pack<\/a>, tutti incentrati sul contenimento di questo rapporto, che come da prescrizioni non pu\u00f2 superare la soglia del 60%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diverse questioni potrebbero essere sollevate parlando di questa tematica. Tuttavia, in questo contributo ci\u00f2 che ci preme \u00e8 provare a rispondere ad una semplice domanda: \u00e8 vero che le misure di austerit\u00e0 \u2013 propugnate dalle istituzioni internazionali come rimedio perfetto per questo \u201c<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/03\/oltre-il-mito-del-debito-pubblico-non-ci-sono-i-soldi-o-non-ce-li-fanno-toccare\/\">problema<\/a>\u201d \u2013 portano ad una riduzione del rapporto debito pubblico\/PIL?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per stabilire quale sia la risposta corretta, abbiamo bisogno di due valori, ossia sapere di che entit\u00e0 siano il rapporto PIL\/debito (non debito\/PIL, questa volta) e del moltiplicatore fiscale dell\u2019 economia di nostro interesse. Per quanto concerne il primo indicatore, notiamo come a un alto rapporto debito\/PIL corrisponde un basso valore del corrispettivo PIL\/debito; ci\u00f2 \u00e8 intuitivo, visto che la seconda misura \u00e8 semplicemente l\u2019inverso della prima. L\u2019Italia, ad esempio, ha un rapporto debito\/PIL di circa il 130%, il che significa un rapporto PIL\/debito del 77% (1\/1.3 = 0.77). Il moltiplicatore fiscale invece ci dice quanto reddito si genera a fronte di una spesa pubblica indicativa di 1 Euro. Se la spesa pubblica \u00e8 molto efficace nel generare reddito aggiuntivo, allora avremo valori del moltiplicatore superiori a 1. Tradotto: per ogni Euro di spesa pubblica, otteniamo pi\u00f9 di un Euro di PIL. Intuitivamente, questo succede perch\u00e9 un Euro di spesa pubblica genera un Euro di reddito. Una frazione (ipotizziamo il 50%) di questo nuovo reddito verr\u00e0 consumata, generando 50 centesimi di nuova domanda e quindi ulteriore nuovo reddito. Il 50% di questi 50 centesimi di reddito verranno consumati a loro volta, e cos\u00ec via, con aumenti di volta in volta pi\u00f9 piccoli. Agli effetti sui consumi, si deve poi aggiungere anche lo stimolo creato a favore degli investimenti: per soddisfare la nuova domanda, gli imprenditori dovranno dotarsi di nuovi macchinari (l\u2019acquisto di macchinari \u00e8 ci\u00f2 che in economia si definisce investimento), per poter produrre i nuovi beni che vengono loro richiesti. Dopo questa breve digressione, procediamo per piccoli passi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Immaginiamo di studiare le finanze pubbliche del Paese Bengodi. Questo Paese ha nel 2017 un debito pubblico di 1000 miliardi, e un PIL di 1250 miliardi (in che valuta non ci interessa). Il suo rapporto debito\/PIL \u00e8 quindi pari a 0.80 (80%), quello PIL\/debito \u00e8 pari a 1.25 (125%);<\/li>\n<li>Supponiamo che il Bengodi tassi i cittadini per 150 miliardi e spenda 150 miliardi per investimenti e consumi pubblici. Se il Governo di Bengodi decidesse di applicare una misura di austerit\u00e0, ci aspetteremmo un taglio della spesa pubblica, in modo tale da renderla minore delle tasse raccolte. In questa maniera, ci troveremmo in una situazione di avanzo di bilancio pubblico. Bengodi taglia la spesa pubblica a 100: l\u2019avanzo, differenza tasse e spesa pubblica, sar\u00e0 pari a 50. Questo significa, <em>en passim<\/em>, che lo Stato sta sottraendo risorse all\u2019economia;<\/li>\n<li>Il conseguimento di un avanzo, nel caso in cui esso venga usato per ripagare una quota del debito pubblico esistente, consente l\u2019abbassamento del livello del debito pubblico. Usandolo per ripagare parte del debito, quest\u2019ultimo scender\u00e0 nel 2018 a 950 miliardi (1000 \u2013 50). La misura di austerit\u00e0 \u00e8 quindi servita a far scendere il<em> livello <\/em>del debito pubblico;<\/li>\n<li>Cosa \u00e8 successo nel frattempo al PIL del Bengodi? Per capirlo, abbiamo bisogno del valore del moltiplicatore fiscale prima menzionato. Siamo sicuri di una cosa: l\u2019effetto secco iniziale della misura di austerit\u00e0 \u00e8 di tagliare 50 miliardi di PIL. Il PIL passa quindi a primo impatto da 1250 a 1200 miliardi. Vediamo quindi i due possibili successivi scenari:\n<ul>\n<li>La spesa pubblica del Paese \u00e8 poco efficace, il moltiplicatore \u00e8 pari a 0.5. In questo caso l\u2019impatto finale sull\u2019economia sar\u00e0 un calo di soli 50\u00d70.5 = 25 miliardi di PIL, che perci\u00f2 si attesta sui 1225 miliardi. Questo vuol dire che anche a fronte di un taglio di reddito immediato, l\u2019economia recuperare in parte la perdita e il danno \u00e8 piuttosto contenuto: un altro modo per dire che il moltiplicatore \u00e8 basso. Il rapporto debito\/PIL \u00e8 ora dello 0.77 (77%): la misura di austerit\u00e0 ha causato s\u00ec una perdita di PIL, ma essa \u00e8 contenuta (causa basso moltiplicatore) e il <em>rapporto tra debito e PIL \u00e8 diminuito<\/em>;<\/li>\n<li>La spesa pubblica del Paese \u00e8 molto efficace, il moltiplicatore \u00e8 pari a 1.5. Il lato oscuro di questa situazione \u00e8 che anche <em>tagli<\/em> della spesa pubblica saranno molto \u201cefficaci\u201d, una efficacia che si tradurr\u00e0 in una sostanziale diminuzione del prodotto e del reddito del Paese in questione. Come dicevamo, questa volta l\u2019impatto sull\u2019 economia \u00e8 elevato: dopo il taglio di 50 miliardi di spesa, si ha una perdita complessiva di 50\u00d71.5 = 75 miliardi di PIL, che passa a 1175 miliardi. Questa volta quindi il rapporto debito\/PIL si attesta sullo 0.81 (81 per cento). La misura di austerit\u00e0 ha fatto s\u00ec scendere il <em>livello<\/em> del <em>debito pubblico<\/em>, ma ha anche causato una caduta pi\u00f9 che proporzionale del <em>livello<\/em> del <em>PIL<\/em>. Di conseguenza, <em>il rapporto debito\/PIL \u00e8 aumentato<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo esserci un po\u2019 inerpicati per questi conti, cerchiamo di capire di cosa stiamo concretamente parlando. La sostanza \u00e8 cos\u00ec riassumibile: se la misura di austerit\u00e0 \u00e8 effettuata in un Paese dove il <em>moltiplicatore fiscale<\/em> \u00e8 <em>alto<\/em>, essa \u00e8 molto probabile che si riveli controproducente in termini del nostro supposto obiettivo, cio\u00e8 la riduzione del rapporto debito\/PIL. Questo perch\u00e9 il debito pubblico diminuisce, ma a costo di una caduta del PIL di entit\u00e0 maggiore; <em>il loro rapporto quindi sale<\/em>. Se il <em>moltiplicatore<\/em> \u00e8 <em>molto<\/em> <em>basso<\/em> invece, il PIL cade meno in proporzione al debito, quindi <em>il loro rapporto scende<\/em>. Notiamo anche, di passaggio, come anche le misure che risultano efficaci nel far scendere il rapporto debito\/PIL <em>causino comunque una perdita di produzione per l\u2019economia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La condizione strettamente <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-effetti-perversi-del-consolidamento-fiscale-20423\/\">matematica<\/a> ci dice che possiamo affermare ci\u00f2 quando <em>il moltiplicatore \u00e8 pi\u00f9 elevato del rapporto PIL\/debito<\/em> (di nuovo, da non confondere col rapporto debito\/PIL). Fuor di astrazione, cosa significa questo? Qui la questione si fa interessante: se un Paese ha un rapporto debito\/PIL molto alto (per esempio la Grecia, il Belgio, l\u2019Italia) sappiamo che di converso ha un rapporto PIL\/debito piuttosto basso. Dall\u2019altro lato, le stime pi\u00f9 recenti sui <a href=\"http:\/\/ojs.uniroma1.it\/index.php\/monetaecredito\/article\/viewFile\/10418\/10302\">moltiplicatori fiscali<\/a> ci danno risultati con valori elevati (superiori a 1, e in diversi casi superiori anche a 2): in sostanza, gli <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/9b591f98-4997-11e4-8d68-00144feab7de\">studi<\/a> segnalano come la spesa pubblica sia molto efficace nel creare reddito all\u2019interno di una economia. In termini del nostro discorso, queste due considerazioni sommate ci dicono una cosa: <em>sono proprio i Paesi con elevato debito pubblico a non dover fare politiche di austerit\u00e0, pena l\u2019aumento del rapporto debito PIL. <\/em>Questo perch\u00e9 da un lato i moltiplicatori elevati ci dicono che a un taglio della spesa corrisponderebbe una grande caduta del PIL, e dall\u2019altro perch\u00e9 con un alto livello del rapporto debito\/PIL (e basso PIL\/debito quindi) siamo sicuri di cadere nella casistica in cui il rapporto debito\/PIL cresce dopo degli interventi di austerit\u00e0 (che, come visto, si verifica quando il moltiplicatore \u00e8 pi\u00f9 alto del rapporto PIL\/debito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una ulteriore considerazione riguarda il fatto che, con i livelli dei moltiplicatori stimati attualmente, anche i Paesi con rapporto debito\/PIL pi\u00f9 basso (e PIL\/debito pi\u00f9 alto) non beneficerebbero dal fare manovre di austerit\u00e0. Supponiamo infatti che Teutonia, un immaginario Paese virtuoso, abbia un rapporto debito\/PIL del 75% (in accordo col Trattato di Maastricht), al quale corrisponde un rapporto PIL\/debito del 133% (1\/0.75 = 1.33). Se il moltiplicatore stimato per Teutonia ha valore per esempio pari a 1.4 (molto plausibile, quindi), ecco che la famosa condizione di confronto ci dice che <em>anche in Teutonia l\u2019austerit\u00e0 farebbe salire il rapporto debito\/PIL <\/em>(dato che 1.4 &gt; 1.33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, ribadiamo come la questione della gestione del rapporto debito\/PIL possa essere affrontata da una miriade di sfaccettature diverse. Per amor di discussione e turandoci il naso, possiamo per un momento fingere di credere che una politica economica \u201csana\u201d debba avere come obiettivo principe la riduzione di questo famigerato indicatore. Rimane comunque un dato di fatto: le politiche di austerit\u00e0 suggerite (o, quando i suggerimenti non erano sufficientemente convincenti, imposte) dalle istituzioni internazionali, secondo le quali il contenimento del debito pubblico deve passare da un taglio drastico della spesa pubblica, hanno <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/affari-e-finanza\/2017\/06\/19\/news\/debito_pubblico_i_numeri_della_crisi_cos_lausterity_ha_frenato_lo_sviluppo-168617019\/\">clamorosamente fallito<\/a>, contribuendo piuttosto ad aggravare il problema che si proponevano di risolvere. La cosa drammatica \u00e8 che niente di tutto questo pu\u00f2 sorprendere chiunque abbia un minimo di consapevolezza su come funzionano le economie reali. Il perch\u00e9 queste misure siano comunque state <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2018\/03\/22\/il-financial-times-ci-deride-perche-facciamo-poco-debito-pubblico-0102107\">applicate<\/a> \u00e8 un tema che pu\u00f2 essere dibattuto a lungo; \u00e8 tuttavia difficile non pensare che il desiderio delle classi dominanti di disciplinare i lavoratori attraverso crescente disoccupazione e salari stagnanti abbia giocato un ruolo fondamentale. Fatte passare per misure di salute economica pubblica, tali politiche aiutano in maniera spesso decisiva la classe dominante nell\u2019indebolire il mondo del lavoro. D\u2019altra parte, le crisi economiche colpiscono sempre in maniera asimmetrica: <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/24\/lexport-italiano-lo-dimostra-la-crisi-e-una-lotta-e-solo-i-vinti-piangono\/\">ci sono i vinti e ci sono i vincitori<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella giusta direzione va la <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/documenti\/2018\/03\/29\/art-81-rompere-la-gabbia-del-pareggio-di-bilancio-0102334\">campagna promossa da Eurostop<\/a> per <a href=\"http:\/\/www.eurostop.info\/referendum-contro-i-trattati-europei-e-abrogazione-art-81-si-parte\/\">l\u2019abolizione del pareggio di bilancio in Costituzione<\/a>: combattere i vincoli alla crescita imposti dall\u2019Europa \u00e8 la pi\u00f9 efficace traduzione politica del ragionamento teorico qui svolto.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/29\/il-debito-pubblico-e-crescita-aboliamo-il-pareggio-di-bilancio\/\">https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/29\/il-debito-pubblico-e-crescita-aboliamo-il-pareggio-di-bilancio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA \u00c8 difficile trovare nel dibattito politico-economico nostrano e internazionale un tema pi\u00f9 discusso di quello relativo al contenimento del debito pubblico. 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