{"id":40493,"date":"2018-04-10T10:30:55","date_gmt":"2018-04-10T08:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40493"},"modified":"2018-04-10T15:10:23","modified_gmt":"2018-04-10T13:10:23","slug":"bardonecchia-niger-e-tunisia-i-tre-calci-negli-stinchi-di-macron-allitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40493","title":{"rendered":"Bardonecchia, Niger e Tunisia. I tre calci negli stinchi di Macron all&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Alberto Negri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" title=\"Bardonecchia, Niger e Tunisia. I tre calci negli stinchi di Macron all'Italia\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/5455261.jpg\/700x350c50.jpg\" alt=\"Bardonecchia, Niger e Tunisia. I tre calci negli stinchi di Macron all'Italia\" width=\"700\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia ci assesta, dopo l\u2019incursione dei suoi doganieri armati a Bardonecchia, un altro calcio negli stinchi. Lo fa attraverso le autorit\u00e0 del Niger che costringono l\u2019Italia ad annullare la missione militare nel Paese africano dopo che era stata approvata in gennaio dal Parlamento sulla scorta degli accordi intercorsi tra Roma e Niamey. E come se non bastasse \u00e8 cancellato anche l\u2019invio di soldati in italiani per il contingente Nato in Tunisia: i nostri dirimpettai della Sponda Sud reclamano la collaborazione italiana in campo economico ma non hanno nessuna intenzione che ficchiamo il naso in casa loro per arginare l\u2019immigrazione clandestina e il terrorismo jihadista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 una situazione cos\u00ec nuova. Ogni volta che l\u2019Italia \u00e8 coinvolta in una missione militare ricordiamoci dell\u2019Iraq, della Somalia e dell\u2019Afghanistan. Non siamo autonomi. In Somalia nel\u201992 gli americani non ci davano neppure il permesso di atterrare a Mogadiscio. Come ex potenza coloniale non eravamo graditi. Francesi, americani e britannici nel 2011 hanno bombardato Gheddafi senza farci neppure una telefonata. I nostri alleati, che sono anche dei concorrenti, ci ricordano sempre che abbiamo perso la guerra. Se \u00e8 vero che sulla marcia indietro del Niger hanno influito le critiche interne alla crescente presenza militare straniera (americana e francese), hanno pesato ancora di pi\u00f9 le resistenze della Francia all\u2019arrivo degli italiani _ che non avrebbero svolto missioni di combattimento _ non solo perch\u00e9 Roma \u201csconfina\u201d nell\u2019area africana sotto influenza di Parigi ma anche perch\u00e9 i nostri militari avevano pianificato di realizzare la loro base a Niamey accanto a quella statunitense, non a quella francese o a quella tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poche parole i francesi volevano che gli italiani rispondessero ai loro comandi per combattere i jihadisti alle loro dipendenze nell\u2019Operazione Barkhane insieme ai Paesi del G-5 (Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un sistema militare e di sicurezza che ha preso le mosse dall\u2019intervento francese in Mali del 2013 contro Al Qaeda, Parigi ha organizzato un ritorno in forze di &#8220;Francafrique&#8221;, nel continente dove nell\u2019ultimo mezzo secolo ha compiuto una cinquantina di missioni militari senza contare le operazioni segrete e clandestine. La Francia oggi ha settemila militari in Africa e oltre a Gibuti ha una presenza importante in Senegal, Gabon, Costa d\u2019Avorio e un ruolo decisivo tra il Mali, il Niger il Ciad e il Centrafrica. Insomma i nostri 470 militari in Niger erano un discreto contingente ma in posizione del tutto ancillare rispetto alla Francia: questo avremmo dovuto capirlo subito, come si era gi\u00e0 detto e scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Francia non si tratta soltanto della lotta al terrorismo jihadista o ai flussi migratori clandestini ma soprattutto del mantenimento dei rapporti di dipendenza delle ex colonie e del controllo su un\u2019area in cui Parigi ha profondi interessi economici, legati alle materie prime e alle commesse delle aziende francesi. La Total, per esempio, mette a bilancio in Africa un terzo della sua produzione mondiale di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soltanto in Niger la societ\u00e0 francese Areva estrae il 30% del fabbisogno di uranio per le centrali nucleari. Il controllo dell\u2019uranio e del petrolio del Sahel sono pilastri della geopolitica francese in Africa. Poi ci sono le armi e la finanza. La Francia nel 2016 \u00e8 il secondo esportatore di armi nel mondo dopo gli Usa e il Sahel, insieme all&#8217;Africa occidentale e centrale, \u00e8 uno dei suoi clienti di riguardo, anche se meno redditizio delle monarchie del Golfo. Si impongono adesso alcune serie considerazioni sul rapporto tra la Francia e l\u2019Italia e una valutazione sul ruolo di Parigi ostile all\u2019Italia in Africa e nel Mediterraneo, a cominciare dalla Libia fin dalla guerra del 2011. I finanziamenti di Gheddafi per la campagna elettorale 2008 all\u2019ex presidente Nicolas Sarkozy hanno riacceso i riflettori sui veri motivi che spinsero Parigi ad attaccare Gheddafi trascinando Gran Bretagna e Stati Uniti nella disgregazione del maggiore alleato dell\u2019Italia nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>E\u2019 stata questa la peggiore sconfitta italiana dal secondo dopoguerra che \u00e8 costata miliardi, centinaia di migliaia di profughi e rivoluzionato con l\u2019argomento immigrazione e sicurezza, dominante in campagna elettorale, il quadro politico interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dovrebbe riflettere anche sulle intese bilaterali in ballo, dal cosiddetto \u201cTrattato del Quirinale\u201d _ che in gennaio doveva sancire la cooperazione Francia-Italia _ all\u2019accordo sulla cantieristica e l\u2019industria della difesa fino alla cessione di aree marittime del Tirreno alla sovranit\u00e0 francese. Non \u00e8 un caso che le tensioni con la Francia si siano riaccese in contemporanea con la decisione del governo italiano di far acquistare alla Cassa depositi e prestiti il 5% della Tim in alleanza con il Fondo Elliot nella partita finanziaria contro la Vivendi francese. In una ventina d\u2019anni francesi hanno fatto acquisizioni in Italia per oltre 100 miliardi di euro contro la met\u00e0 delle aziende italiane in quelle transalpine: da Bnl, Cariparma, Edison, Parmalat, alla fusione Luxottica Essilor. La Francia \u00e8 insomma un nostro partner ma anche un concorrente che approfitta della nostra storica vulnerabilit\u00e0 in politica estera e, ovviamente, anche di quella economica.<\/p>\n<p><em>*Pubblichiamo su gentile concessione dell&#8217;Autore<\/em><\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-bardonecchia_niger_e_tunisia_i_tre_calci_negli_stinchi_di_macron_allitalia\/82_23615\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-bardonecchia_niger_e_tunisia_i_tre_calci_negli_stinchi_di_macron_allitalia\/82_23615\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Alberto Negri) La Francia ci assesta, dopo l\u2019incursione dei suoi doganieri armati a Bardonecchia, un altro calcio negli stinchi. 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