{"id":40506,"date":"2018-04-08T10:39:52","date_gmt":"2018-04-08T08:39:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40506"},"modified":"2018-04-08T10:39:52","modified_gmt":"2018-04-08T08:39:52","slug":"todo-modo-genesi-del-film-che-anticipo-lassassinio-di-aldo-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40506","title":{"rendered":"Todo modo: genesi del film che \u201canticip\u00f2\u201d l\u2019assassinio di Aldo Moro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>Di Federico Dezzani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Quarant\u2019anni fa si consumava il delitto cardine dell\u2019Italia repubblicana: il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e la sua esecuzione da parte delle Brigate Rosse. Con la morte di Moro fu definitivamente stroncato il disegno di portare il PCI al governo, il \u201ccompromesso storico\u201d che Moro aveva meticolosamente intessuto e che nel marzo del 1978 era sul punto di concretizzarsi. L\u2019ipotesi di un governo DC-PCI era da scongiurare ad ogni costo, non soltanto perch\u00e9 avrebbe messo in forse la permanenza dell\u2019Italia della NATO ma anche, e forse sopratutto, perch\u00e9 avrebbe rafforzato il suo ruolo nel quadrante mediterraneo, ponendo su basi pi\u00f9 solide la politica estera di Moro. Contro questa eventualit\u00e0 si scagli\u00f2, nel corso degli anni \u201870, il mondo culturale liberal e anglofilo: con \u201cTodo Modo\u201d, uscito nelle sale in vista delle elezioni del 1976, si inscen\u00f2 persino l\u2019esecuzione del presidente della DC.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il compromesso storico ucciso al cinema<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Perseguire\u00a0<b>l\u2019interesse nazionale<\/b>\u00a0\u00e8, per qualsiasi classe dirigente, un\u2019impresa storicamente difficile: significava e tuttora significa, il pi\u00f9 delle volte, schierarsi contro\u00a0<b>quei poteri anglofoni e finanziari<\/b>\u00a0che controllano l\u2019Occidente.\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/maggio-1968-rovesciare-de-gaulle-per-sabotare-lasse-parigi-mosca\/\">Fu un impresa ardua e complessa per la Francia del generale\u00a0<b>De Gaulle<\/b><\/a>, che pure poteva vantarsi di figurare (formalmente) tra le potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale ed era dotata di una robusta ossatura militare-burocratica. Fu un\u2019impresa ancora pi\u00f9 difficile<b>\u00a0per l\u2019Italia,<\/b>uscita sconfitta dalla guerra: eppure, grazie alla tenacia, all\u2019inventiva e all\u2019intraprendenza dei uomini, il nostro Paese riusc\u00ec tra,\u00a0<b>gli anni \u201850 e la fine degli anni \u201880<\/b>, a riconquistare una potenza economica e una proiezione internazionale impensabili nell\u2019immediato dopoguerra. \u00c8 la fase interrotta nel 1992\u00a0<b>con Tangentopoli<\/b>, fase cui subentra il lungo periodo di decadenza che sta toccando<b>\u00a0lo zenit in questi ultimi anni.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Enrico Mattei, Ezio Vanoni, Amintore Fanfani<\/b>furono gli artefici del primo decollo dell\u2019Italia, basato sulla sostanziale continuazione (bench\u00e9 fossero formalmente abiurate) delle politiche fasciste:<b>\u00a0intervento dello Stato nell\u2019economia, focus sul Mediterraneo, filo-arabismo<\/b>. Non aveva poi cos\u00ec torto<b>\u00a0Pier Paolo Pasolini\u00a0<\/b>nel definire il<i>\u00a0\u201cregime democristiano come la pura e semplice continuazione del regime fascista\u201d<\/i>: suo torto, al massimo, era di non accorgersi che quel regime cos\u00ec denigrato stava riducendo, anno dopo anno,<b>il divario tra l\u2019Italia e le altre potenze europee.\u00a0<\/b>Era\u00a0<i>\u201cil circuito perverso DC-aziende di Stato-governo\u201d\u00a0<\/i>contro cui si scagliavano, quasi contemporaneamente,\u00a0<b>i liberals di Eugenio Scalfari.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una figura chiave della rinascita italiana fu anche\u00a0<b>Aldo Moro<\/b>, sebbene il suo attivismo in politica estera sia stato a lungo misconosciuto, prima perch\u00e9\u00a0<b>argomento \u201c<\/b><b>riservato\u201d<\/b><b>\u00a0<\/b>e poi perch\u00e9\u00a0<b>elemento chiave\u00a0<\/b>per decifrarne l\u2019omicidio: soltanto negli ultimi anni, qui e l\u00e0 (si pensi ai lavori di Giovanni Fasanella), si comincia a parlare dell\u2019<b>Aldo Moro \u201cgeopolitico\u201d<\/b>, del democristiano che aveva\u00a0<b>una chiara visione dell\u2019Italia nel bacino mediterraneo<\/b>. Aldo Moro, infatti, era noto ai pi\u00f9\u00a0<em>\u201cper parlare a lungo senza dire nulla\u201d<\/em>, per lo sguardo eternamente spento e annoiato, per l\u2019aspetto esangue al limite del malato. Pochi coglievano che dietro all\u2019impassibilit\u00e0 di Moro, ai suoi discorsi indecifrabili, all\u2019assenza di emozioni, si nascondesse un\u2019esigenza:<b>mantenere\u00a0<\/b><b>l\u2019assoluto riserbo<\/b><b>,<\/b>\u00a0alzando un muro invalicabile tra s\u00e9 ed il mondo, ostile, che lo circondava. Fare, ma<b>\u00a0<\/b><b>nascondere quel fare in un labirinto inestricabile di parole.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 Aldo Moro, definito in una nota del Dipartimento di Stato del 1964 come\u00a0<i>\u201cuno dei pi\u00f9 intelligenti e abili politici che sono apparsi sulla scena italiana dopo la morte di De Gasperi\u201d<\/i>, faceva. Eccome se faceva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la sua permanenza alla Farnesina (1969-l974), si consuma il golpe con cui\u00a0<b>il colonnello Muammur Gheddafi\u00a0<\/b>detronizza il filo-britannico re Idris (settembre 1969), si svolge il colpo di Stato con cui l\u2019ex-carabinier<b>e Siad Barre<\/b>\u00a0sale ai vertici della Somalia (ottobre 1969), si sventa il piano anglo-francese\u00a0<b>\u201cHilton Assignment\u201d\u00a0<\/b>per rovesciare Gheddafi (1971),\u00a0<a href=\"http:\/\/malta\/\">si fornisce aiuto al premier maltese\u00a0<b>Dom Mintoff\u00a0<\/b>nel suo burrascoso divorzio del Regno Unito (1971)<\/a>.\u00a0\u00c8 lo stesso Moro che comprende appieno l\u2019importanza dei\u00a0<b>servizi segreti\u00a0<\/b>(\u00e8 nota la sua vicinanza al direttore del SID, il generale Vito Miceli, e allo 007 italiano pi\u00f9 famoso del Levante, il colonnello Stefano Giovannone), che afferra<b>\u00a0il nesso imprescindibile tra politica estera e industria degli armamenti<\/b><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/todo-modo-la-genesi-del-film-che-anticipo-lassassinio-di-aldo-moro\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, che \u00e8 tanto<b>\u00a0filo-palestinese<\/b>\u00a0quanto insofferente\u00a0<b>a<\/b><b>lle ingerenze angloamericane<\/b>. Cavalcando il\u00a0<b>\u201cterzomondismo\u201d\u00a0<\/b>gi\u00e0 tracciato da Enrico Mattei, Aldo Moro proietta cos\u00ec l\u2019influenza italiana non soltanto sul Mediterraneo,\u00a0<b>ma sul Medio Oriente allargato.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La progressiva erosione alle urne del centro-sinistra e l\u2019ostilit\u00e0 di molti esponenti della DC ad un terzomondismo dall\u2019inconfondibile sapore anti-atlantico (si pensi al filobritannico Francesco Cossiga, al filoamericano Paolo Emilio Taviani, al \u201cdestrorso\u201d Giulio Andreotti), convince Aldo Moro che l\u2019ingresso del PCI al governo sia inevitabile: non soltanto, infatti, si annullerebbe un\u2019anomalia tutta italiana che impedisce al secondo partito di accedere al governo, ma allargando a sinistra la compagine di governo,\u00a0<b>si regalerebbe all\u2019Italia una stabilit\u00e0 tale da affrancarsi definitivamente dal giogo angloamericano e d<\/b><b>a<\/b><b>\u00a0condurre una politica mediterranea in piena autonomia.\u00a0<\/b>Affondare il \u201ccompresso storico\u201d non significa, visto da Londra e Washington, soltanto mantenere l\u2019Italia nell\u2019orbita atlantica, ma anche ribadire\u00a0<strong>l<\/strong><b>a sua subalternit\u00e0 alle potenze uscite vincitrici dall\u2019ultima guerra.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il \u201ccompromesso storico\u201d \u00e8 il fattore per stabilizzare l\u2019Italia e rafforzare il suo peso geopolitico, le cancellerie straniere non possono che rispondere\u00a0<b>con una destabilizzazione\u00a0<\/b><b>violenta<\/b><b>\u00a0dell\u2019Italia<\/b>: le bombe, il terrorismo, le gambizzazioni, quelle \u201cstragi di Stato\u201d che si avvalgono di complicit\u00e0 italiane ma hanno sempre regia straniera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si comincia con la strage di\u00a0<b>Piazza Fontana del 12 dicembre 1969<\/b>, in risposta all\u2019attivismo \u201clibico e somalo\u201d di Aldo Moro e ai primi progetti di un ingresso del PCI nella compagine di governo, e si termina<b>\u00a0il 16 marzo 1978, con la strage di Via Fani ed il rapimento dello stesso Aldo Moro.\u00a0<\/b>Gi\u00e0, perch\u00e9 se il presidente della DC non fosse stato giustiziato dopo 55 giorni di prigionia, avrebbe quasi certamente vinto\u00a0<strong>l\u2019imminente corsa per il Quirinale<\/strong>\u00a0(dopo averla mancata per un soffio nel 1971) e, sedendo al Colle, avrebbe finalmente condotto in porto il suo ambizioso piano: un governo esteso anche al PCI di Enrico Berlinguer. Tra questi due estremi, 1969 e 1978, si assiste ad\u00a0<b>un\u2019escalation di terrorismo<\/b>\u00a0che si intensifica quando il \u201ccompromesso storico\u201d sembra concretizzarsi e si raffredda quando sembra allontanarsi: i due anni precedenti al rapimento di Moro,\u00a0<b>il 1976 ed il 1977<\/b>, quando l\u2019ingresso del PCI nel governo \u00e8 ormai nell\u2019aria,\u00a0<b>sono i pi\u00f9 terribili.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 scritto molto degli \u201canni di piombo\u201d, delle responsabilit\u00e0 dei servizi nelle stragi, della connivenza del SISMI nel rapimento dello stesso Moro, delle pressioni atlantiche esercite sul governo italiano (e sul Vaticano)\u00a0<strong>perch\u00e9 nessuna trattativa fosse intavolata con i brigatisti<\/strong>\u00a0e Moro fosse, di conseguenza, giustiziato: \u00e8 un Moro, quello detenuto nella \u201cprigione del popolo\u201d, che prende progressivamente coscienza di\u00a0<b>essere stato tradito e abbandonato da tutti\u00a0<\/b>e, perci\u00f2, d\u00e0 precise disposizioni perch\u00e9 ai suoi funerali partecipino esclusivamente i famigliari. Il rito funebre nella basilica di San Giovanni in Laterano,\u00a0<b>presieduto da Paolo VI e\u00a0<\/b><b>presenziato da tutto il mondo politico, sar\u00e0 infatti disertato dalla moglie e dai figli del defunto Moro.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un aspetto secondario, forse un po\u2019 effimero, ma sicuramente interessante \u00e8, invece,<b>l\u2019assassinio \u201cculturale\u201d del compromesso storico e della DC impersonificata da Aldo Moro<\/b>. La temutissima convergenza tra DC e PCI non doveva essere soltanto stroncata con le pressioni politiche, le intimidazioni e persino il terrorismo, ma doveva essere demolita\u00a0<b>anche a livello di\u00a0<\/b><b>intellighenzia<\/b><b>\u00a0e\u00a0<\/b><b>di opinione pubblica:<\/b>\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-repubblica-crisi-breve-storia-non-ortodossa-del-giornale-partito-liberal\/\">i \u201cliberals\u201d dell\u2019Espresso e della Repubblica (fondata nel 1976), gli anglofili riuniti attorno a Eugenio Scalfari, furono tra i pi\u00f9 severi detrattori di Aldo Moro e del suo \u201ccompromesso storico\u201d e per affermarsi dovettero sgomitare in un mondo culturale ancora dominato dal PCI.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la carta stampata \u00e8, si sa, un bene di lusso; il piccolo schermo, poi, era in quegli anni monopolio della RAI, lottizzata da democristiani e comunisti. Restava\u00a0<b>il grande schermo,\u00a0<\/b><b>una delle armi psicologiche preferite dagli angloamericani<\/b>: demolire il \u201ccompromesso storico\u201d al cinema, ecco cosa bisognava fare. Anzi, meglio ancora: inscenare in anteprima\u00a0<b>un\u2019esecuzione di Aldo Moro\u00a0<\/b><b>sul grande schermo<\/b>. Chiss\u00e0 che l\u2019ex-ministro degli Esteri, vedendo il film, non si fosse ravveduto\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019assassinio di Moro \u00e8 consumato cinematograficamente<strong>\u00a0due anni prima<\/strong>\u00a0che il cadavere del presidente della DC sia ritrovato\u00a0<strong>i<\/strong><b>n Via Caetani<\/b>, nel bagaglio della Renault 4 (probabilmente non distante dal luogo in cui Moro era stato tenuto prigioniero, come evidenziato nel libro<i>\u00a0\u201cLa storia di Igor Markevic: Il direttore d\u2019orchestra nel caso Moro\u201d)<\/i>. L\u2019esecuzione di Moro (cinque colpi di pistola alla schiena, anzich\u00e9 la decina in pieno petto sparati dalla Skorpion usata nella realt\u00e0) appare nelle sale nella\u00a0<b>primavera del 1976,\u00a0<\/b><b>in vista delle imminenti elezioni politiche<\/b>:\u00a0<strong>\u00e8 la scena saliente di<\/strong>\u00a0<i><b>\u201cTodo Modo\u201d<\/b><\/i><b>,\u00a0<\/b>tratto dall\u2019omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, diretto da Elio Petri, prodotto da Daniele Senatore e dalla Warner Brothers, interpretato da Gian Maria Volont\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8<b>\u00a0una pellicola piuttosto rara<\/b>, che merita per\u00f2 di essere cercata e vista perch\u00e9 rappresenta il punto pi\u00f9 alto della<b>\u00a0campagna mediatico-culturale contro Aldo Moro ed il compromesso storico<\/b>. Tutto di questo film merita di essere analizzato, partendo, ovviamente, dal testo di\u00a0<b>Leonardo Sciascia<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scrittore di Racalmuto (1921-1989) \u00e8 una personalit\u00e0 complessa, senza dubbio pi\u00f9 profonda di Eugenio Scalfari e dei \u201cliberals\u201d che ruotano attorno a\u00a0<b>Il\u00a0<\/b><b>Mondo, l\u2019Espresso e la Repubblica:<\/b>\u00a0ci\u00f2 non toglie che anche Sciascia abbia abbracciato, forse in buona fede, gli stessi ideali cari<b>\u00a0<\/b><b>a quei\u00a0<\/b><b>circoli anglofili (e massonici).<\/b>\u00a0Non \u00e8 certo casuale se l\u2019opera omnia di Sciascia sia attualmente pubblicata da una casa editrice \u201cesoterica\u201d<b>\u00a0come Adelphi.<\/b>\u00a0L\u2019opposizione al compromesso storico, la tesi che l\u2019assassinio Moro sia \u201cuna strage di Stato\u201d tutta interna all\u2019Italia (\u201c<i>L\u2019Affaire<\/i>\u00a0<em>Moro\u201d,\u00a0<\/em>\u00a0edito nel 1978), l\u2019ingresso nel Partito Radicale, l\u2019avversione al generale Dalla Chiesa e al magistrato Borsellino, il sostegno alle battaglie di Amnesty International, compongono<b>\u00a0l\u2019identikit di un intellettuale\u00a0<\/b><b>che gravita nell\u2019orbita liberal-anglofila<\/b>. In particolare, intraprendo un percorso che lo allontaner\u00e0 dal PCI sino alla rottura definitiva (1977),\u00a0<strong>Sciascia si schiera apertamente contro<\/strong>\u00a0<b>la convergenza PCI-DC<\/b>, da lui presentata come una sorta di corruzione del Partito Comunista: opporsi alla degenerata Democrazia Cristiana \u00e8 la funzione di Botteghe Oscure, non unirsi a lei. Posizioni, ovviamente,<strong>\u00a0gradite a Londra e Washington e che lasciano interdetti i comunisti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso degli anni \u201870, quando l\u2019ipotesi di un PCI \u201cgovernativo\u201d cresce e matura, Sciascia pubblica due romanzi che suonano come<b>\u00a0una severa condanna al compromesso storico<\/b>:\u00a0<b>\u201c<\/b><i><b>Il contesto\u201d<\/b><\/i><b>\u00a0<\/b>(1971) e, appunto,<i>\u00a0\u201c<\/i><i><b>Todo Modo\u201d<\/b><\/i>\u00a0(1974). Nel primo lavoro, un giallo\u00a0<i>sui generis,<\/i>\u00a0il Partito Comunista \u00e8 presentato cos\u00ec organico al potere da insabbiare persino, per ragioni di Stato, la verit\u00e0 sull\u2019omicidio del proprio segretario. Nel secondo libro, il protagonista, un pittore disilluso e agnostico, soggiorna nel misterioso eremo Zafer, dove il luciferino padre Gaetano ospita cardinali, ministri e boiardi di Stato per gli annuali esercizi spirituali: due indecifrabili omicidi culminano con l\u2019assassinio dello stesso don Gaetano per mano del pittore, che compie cos\u00ec una sorta di redenzione. Il \u201cgiallo\u201d \u00e8 un\u00a0<b>durissimo attacco alla Democrazia Cristiana,\u00a0<\/b>dipinta come un nido di serpi, un informe ammasso di ladri e bigotti, devoti soltanto al potere e all\u2019arricchimento personale. Il pittore-protagonista sogna\u00a0<i>\u201cdi vederli tutti annaspare dentro una frana di cibi in decomposizione\u201d:\u00a0<\/i>\u00e8 lo stesso sogno che coltivano gli ambienti anglofili e liberal, sogno poi avveratosi nei primi anni \u201890 con<b>\u00a0la stagione di Tangentopoli\u00a0<\/b><b>eterodiretta da Washington e Londra.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Passa qualche anno e, in vista delle<b>\u00a0elezioni del\u00a0<\/b><b>giugno\u00a0<\/b><b>1976<\/b>\u00a0(dove il PCI raggiunge il massimo storico, toccando il 34% dei consensi), crescono i timori che il compromesso storico si inveri: insediatosi il nuovo Parlamento, formato un governo con l\u2019appoggio esterno dei comunisti, eletto Aldo Moro al Quirinale, il PCI potr\u00e0 finalmente entrare a pieno titolo nella compagine governativa, dando all\u2019Italia<b>\u00a0una stabilit\u00e0 (ed un peso geopolitico) senza precedenti.<\/b>\u00a0La macchina propagandistica si mette perci\u00f2 prepotentemente in moto:\u00a0<b>i due romanzi di Sciascia sono un\u2019ottima base per produrre altrettanti film<\/b>, destinanti al grande pubblico, per denigrare il PCI, la DC ed il temutissimo compromesso storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201c<i>Il contesto\u201d<\/i>\u00a0<\/strong>\u00e8 riproposto abbastanza fedelmente nel film\u00a0<strong><i>\u201cCadaveri Eccellenti\u201d<\/i><\/strong>diretto da\u00a0<strong>Francesco Rosi<\/strong>\u00a0e uscito nella sale nel novembre 1976: la frase di chiusura,\u00a0<i>\u201cla verit\u00e0 non \u00e8 sempre rivoluzionaria\u201d<\/i>, \u00e8 fedele allo spirito del libro e, messa in bocca ad un dirigente comunista, tratteggia un PCI totalmente\u00a0<strong>succube degli intrighi e delle logiche di potere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201c<i>Todo modo\u201d<\/i><\/strong>\u00a0esce nella sale nell\u2019aprile del 1976, nonostante alcuni dirigenti della DC facciano pressione sulla<b>\u00a0Warner Brothers<\/b>, attraverso Dino Laurentiis, per bloccarne o, perlomeno ritardarne, l\u2019uscita. La trama subisce per\u00f2\u00a0<b>profondi e significativi cambiamenti<\/b>, per adattare il film alla precisa situazione politica del 1976: scompare il pittore-protagonista ed appare una misteriosa epidemia di peste che affligge il mondo esterno (una probabile allusione al terrorismo dilagante), permane la figura di don Gaetano (interpretato da Marcello Mastroianni) e sopratutto compare\u00a0<b>la figura di Aldo Moro, in<\/b><b>terpretato da Gian Maria Volont\u00e9<\/b>. La scia degli omicidi consumati nell\u2019eremo si allunga e culmina con\u00a0<b>la plateale e brutale esecuzione di Aldo Moro<\/b>: inginocchiato a terra, piagnucolante, Moro \u00e8 giustiziato dal suo autista con una raffica di colpi alla schiena. Due anni prima dell\u2019effettiva esecuzione nella \u201cprigione del popolo\u201d, Aldo Moro muore cos\u00ec sul grande schermo: taluni la definiscono una \u201cprofezia\u201d<b>, ma fu piuttosto un avvertimento mafioso.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regista del film \u00e8<b>\u00a0Elio Petri<\/b>, divenuto celebre nel 1970 con\u00a0<i><strong>\u201cIndagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto\u201d<\/strong>,<\/i>\u00a0una corrosiva rappresentazione delle forze dell\u2019ordine, rozze e prevaricatrici, che si colloca nell\u2019incandescente clima di Piazza Fontana e dell\u2019omicidio Pinelli. I produttori di<i>\u00a0<\/i><i>\u201cIndagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto\u201d<\/i>furono\u00a0<b>Marina Cicogna e Daniele Senatore.<\/b>La prima, all\u2019anagrafe\u00a0<b>Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata<\/b>, \u00e8 la titolare della casa Euro International Film, nonch\u00e9 nipote di\u00a0<b>Giuseppe Volpi, Conte di Misurata:<\/b>\u00a0\u00e8 la rampolla di una ricca e potente famiglia, da sempre\u00a0<b>legata all\u2019Inghilterra per ragioni economiche e di obbedienza massonica<\/b>. Il secondo, Daniele Senatore, \u00e8 anche il produttore, assieme alla Warner Brothers, di\u00a0<i>\u201cTodo Modo\u201d<\/i>: fondatore della \u201cVera Film\u201d, con cui produce insieme\u00a0<b>alla Universal Pictures e alla Vic Films di Londra<\/b>, la prima coproduzione anglo-italiana (In search of Gregory)<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/todo-modo-la-genesi-del-film-che-anticipo-lassassinio-di-aldo-moro\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, produttore di una lunga serie di film di denuncia sociale (<i>\u201cLa classe operaia va in paradiso\u201d, \u201cMim\u00ec metallurgico\u201d, etc.)<\/i>\u00a0lascia l\u2019Italia dopo l\u2019uscita di<i>\u00a0\u201cTodo Modo\u201d<\/i>\u00a0per vivere\u00a0<b>tra gli Stati Uniti e l\u2019Inghilterra<\/b>. Torner\u00e0 in Italia nei primi anni \u201890, assumendo la carica di consulente di Telecom per le tecnologie avanzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un film, \u201cTodo Modo\u201d, concepito, scritto e prodotto dagli\u00a0<b>ambienti liberal e anglofoni<\/b>: gli stessi che, a distanza di due anni dall\u2019uscita dal film,<strong>\u00a0diressero poi l\u2019effettivo rapimento di Aldo Moro e ne decretarono la morte,<\/strong>seppellendo insieme al suo corpo il compromesso storico e la nascita di una nuova Italia, poggiante\u00a0<b>su basi pi\u00f9 forti e stabili<\/b>. Vedendo la pellicola, Aldo Moro avr\u00e0 senza dubbio colto il messaggio, neppure troppo subliminale, inviatogli dagli angloamericani: and\u00f2 comunque avanti,<b>\u00a0non pensando forse che tutti lo avrebbero tradito.<\/b><\/p>\n<p><!--more--><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/todo-modo-la-genesi-del-film-che-anticipo-lassassinio-di-aldo-moro\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/todo-modo-la-genesi-del-film-che-anticipo-lassassinio-di-aldo-moro\/<\/a>\u00a0<!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Federico Dezzani Quarant\u2019anni fa si consumava il delitto cardine dell\u2019Italia repubblicana: il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e la sua esecuzione da parte delle Brigate Rosse. Con la morte di Moro fu definitivamente stroncato il disegno di portare il PCI al governo, il \u201ccompromesso storico\u201d che Moro aveva meticolosamente intessuto e che nel marzo del 1978 era sul punto di concretizzarsi. L\u2019ipotesi di un governo DC-PCI era da scongiurare ad ogni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":88,"featured_media":39666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/F.Dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-axk","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40506"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/88"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40507,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40506\/revisions\/40507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}