{"id":40564,"date":"2018-04-09T09:58:12","date_gmt":"2018-04-09T07:58:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40564"},"modified":"2018-04-09T13:59:02","modified_gmt":"2018-04-09T11:59:02","slug":"marx-il-capitalismo-e-la-globalizzazione-170-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40564","title":{"rendered":"Marx, il capitalismo e la globalizzazione, 170 anni fa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di KEYNES BLOG<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il 21 febbraio 1848 veniva pubblicato a Londra il\u00a0<strong>Manifesto del Partito Comunista<\/strong>\u00a0di Marx ed Engels. Pubblichiamo alcuni passi del primo capitolo nei quali si analizza lo sviluppo della globalizzazione capitalistica che gi\u00e0 170 anni fa risultava estremamente chiara al filosofo di Treviri. Il testo \u00e8 un vero e proprio elogio della borghesia nella sua fase \u201crivoluzionaria\u201d che non ha pari neppure nella stessa letteratura borghese<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai servi della gleba del medioevo sorse il popolo minuto delle prime citt\u00e0; da questo popolo minuto si svilupparono i primi elementi della\u00a0<strong>borghesia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta dell\u2019America, la circumnavigazione dell\u2019Africa, crearono alla sorgente borghesia un nuovo terreno. Il mercato delle Indie orientali e della Cina, la colonizzazione dell\u2019America, gli scambi con le colonie, l\u2019aumento dei mezzi di scambio e delle merci in genere diedero al commercio, alla navigazione, all\u2019industria uno slancio fino allora mai conosciuto, e con ci\u00f2 impressero un rapido sviluppo all\u2019elemento rivoluzionario entro la societ\u00e0 feudale in disgregazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esercizio dell\u2019industria, feudale o corporativo, in uso fino allora non bastava pi\u00f9 al fabbisogno che aumentava con i nuovi mercati.<\/strong>\u00a0Al suo posto subentr\u00f2 la\u00a0<strong>manifattura<\/strong>. Il medio ceto industriale soppiant\u00f2 i maestri artigiani; la divisione del lavoro fra le diverse corporazioni scomparve davanti alla\u00a0<strong>divisione del lavoro<\/strong>nella singola officina stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma i mercati crescevano sempre, il fabbisogno saliva sempre.<\/strong>\u00a0Neppure la manifattura era pi\u00f9 sufficiente. Allora\u00a0<strong>il vapore e le macchine rivoluzionarono la produzione industriale.<\/strong>\u00a0All\u2019industria manifatturiera subentr\u00f2 la grande industria moderna; al ceto medio industriale subentrarono i milionari dell\u2019industria, i capi di interi eserciti industriali, i borghesi moderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La grande industria ha creato quel mercato mondiale<\/strong>\u00a0ch\u2019era stato preparato dalla scoperta dell\u2019America. Il mercato mondiale ha dato uno sviluppo immenso al commercio, alla navigazione, alle comunicazioni per via di terra. Questo sviluppo ha reagito a sua volta sull\u2019espansione dell\u2019industria, e\u00a0<strong>nella stessa misura in cui si estendevano industria, commercio, navigazione, ferrovie, si \u00e8 sviluppata la borghesia<\/strong>, ha accresciuto i suoi capitali e ha respinto nel retroscena tutte le classi tramandate dal medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo dunque come la borghesia moderna \u00e8 essa stessa il prodotto d\u2019un lungo processo di sviluppo, d\u2019una serie di rivolgimenti nei modi di produzione e di traffico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ognuno di questi stadi di sviluppo della borghesia era accompagnato da un corrispondente progresso politico.<\/strong>\u00a0Ceto oppresso sotto il dominio dei signori feudali, insieme di associazioni armate ed autonome nel Comune, talvolta sotto la forma di repubblica municipale indipendente, talvolta di terzo stato tributario della monarchia, poi all\u2019epoca dell\u2019industria manifatturiera, nella monarchia controllata dagli stati come in quella assoluta, contrappeso alla nobilt\u00e0, e fondamento principale delle grandi monarchie in genere, la borghesia, infine, dopo la creazione della grande industria e del mercato mondiale, si \u00e8 conquistata il dominio politico esclusivo dello Stato rappresentativo moderno. Il potere statale moderno non \u00e8 che un comitato che amministra gli affari comuni di tutta la classe borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria. [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La borghesia non pu\u00f2 esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione<\/strong>, i rapporti di produzione, dunque tutti i rapporti sociali. Prima condizione di esistenza di tutte le classi industriali precedenti era invece l\u2019immutato mantenimento del vecchio sistema di produzione. Il continuo rivoluzionamento della produzione, l\u2019ininterrotto scuotimento di tutte le situazioni sociali, l\u2019incertezza e il movimento eterni contraddistinguono l\u2019epoca dei borghesi fra tutte le epoche precedenti.\u00a0<strong>Si dissolvono tutti i rapporti stabili e irrigiditi, con il loro seguito di idee e di concetti antichi e venerandi<\/strong>, e tutte le idee e i concetti nuovi invecchiano prima di potersi fissare. Si volatilizza tutto ci\u00f2 che vi era di corporativo e di stabile, \u00e8 profanata ogni cosa sacra, e gli uomini sono finalmente costretti a guardare con occhio disincantato la propria posizione e i propri reciproci rapporti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il bisogno di uno smercio sempre pi\u00f9 esteso per i suoi prodotti sospinge la borghesia a percorrere tutto il globo terrestre<\/strong>. Dappertutto deve annidarsi, dappertutto deve costruire le sue basi, dappertutto deve creare relazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con lo sfruttamento del mercato mondiale la borghesia ha dato un\u2019impronta cosmopolitica alla produzione e al consumo di tutti i paesi.<\/strong>\u00a0Ha tolto di sotto i piedi dell\u2019industria il suo terreno nazionale, con gran rammarico dei reazionari.\u00a0<strong>Le antichissime industrie nazionali sono state distrutte<\/strong>, e ancora adesso vengono distrutte ogni giorno. Vengono soppiantate da industrie nuove, la cui introduzione diventa questione di vita o di morte per tutte le nazioni civili,\u00a0<strong>da industrie che non lavorano pi\u00f9 soltanto le materie prime del luogo, ma delle zone pi\u00f9 remote, e i cui prodotti non vengono consumati solo dal paese stesso, ma anche in tutte le parti del mondo.<\/strong>\u00a0Ai vecchi bisogni, soddisfatti con i prodotti del paese, subentrano bisogni nuovi, che per essere soddisfatti esigono i prodotti dei paesi e dei climi pi\u00f9 lontani.<strong>\u00a0All\u2019antica autosufficienza e all\u2019antico isolamento locali e nazionali subentra uno scambio universale, una interdipendenza universale fra le nazioni.<\/strong>\u00a0E come per la produzione materiale, cos\u00ec per quella intellettuale. I prodotti intellettuali delle singole nazioni divengono bene comune.\u00a0<strong>L\u2019unilateralit\u00e0 e la ristrettezza nazionali divengono sempre pi\u00f9 impossibili<\/strong>, e dalle molte letterature nazionali e locali si forma una letteratura mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con il rapido miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, con le comunicazioni infinitamente agevolate, la borghesia trascina nella civilt\u00e0 tutte le nazioni, anche le pi\u00f9 barbare.<\/strong>\u00a0I bassi prezzi delle sue merci sono l\u2019artiglieria pesante con la quale spiana tutte le muraglie cinesi, c<strong>on la quale costringe alla capitolazione la pi\u00f9 tenace xenofobia dei barbari.<\/strong>Costringe tutte le nazioni ad adottare il sistema di produzione della borghesia, se non vogliono andare in rovina, le costringe ad introdurre in casa loro la cosiddetta civilt\u00e0, cio\u00e8 a diventare borghesi. In una parola: essa si crea un mondo a propria immagine e somiglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La borghesia ha assoggettato la campagna al dominio della citt\u00e0<\/strong>. Ha creato citt\u00e0 enormi, ha accresciuto su grande scala la cifra della popolazione urbana in confronto di quella rurale,\u00a0<strong>strappando in tal modo una parte notevole della popolazione all\u2019idiotismo della vita rurale.<\/strong>\u00a0Come ha reso la campagna dipendente dalla citt\u00e0, la borghesia ha reso i paesi barbari e semibarbari dipendenti da quelli inciviliti, i popoli di contadini da quelli di borghesi, l\u2019Oriente dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La borghesia elimina sempre pi\u00f9 la dispersione dei mezzi di produzione, della propriet\u00e0 e della popolazione. Ha agglomerato la popolazione, ha centralizzato i mezzi di produzione, e ha concentrato in poche mani la propriet\u00e0.\u00a0<strong>Ne \u00e8 stata conseguenza necessaria la centralizzazione politica. Province indipendenti, legate quasi solo da vincoli federali, con interessi, leggi, governi e dazi differenti, vennero strette in una sola nazione, sotto un solo governo, una sola legge, un solo interesse nazionale di classe, entro una sola barriera doganale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il suo dominio di classe appena secolare la borghesia ha creato forze produttive in massa molto maggiore e pi\u00f9 colossali che non avessero mai fatto tutte insieme le altre generazioni del passato.\u00a0<strong>Il soggiogamento delle forze naturali, le macchine, l\u2019applicazione della chimica all\u2019industria e all\u2019agricoltura, la navigazione a vapore, le ferrovie, i telegrafi elettrici, il dissodamento d\u2019interi continenti, la navigabilit\u00e0 dei fiumi<\/strong>,\u00a0<strong>popolazioni intere sorte quasi per incanto dal suolo<\/strong>\u00a0\u2013 quale dei secoli antecedenti immaginava che nel grembo del lavoro sociale stessero sopite tali forze produttive?<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ma abbiamo visto che i mezzi di produzione e di scambio sulla cui base si era venuta costituendo la borghesia erano stati prodotti entro la societ\u00e0 feudale. A un certo grado dello sviluppo di quei mezzi di produzione e di scambio, le condizioni nelle quali la societ\u00e0 feudale produceva e scambiava, l\u2019organizzazione feudale dell\u2019agricoltura e della manifattura, in una parola i rapporti feudali della propriet\u00e0, non corrisposero pi\u00f9 alle forze produttive ormai sviluppate. Essi inceppavano la produzione invece di promuoverla. Si trasformarono in altrettante catene. Dovevano essere spezzate e furono spezzate<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/keynesblog.com\/2018\/02\/21\/marx-il-capitalismo-e-la-globalizzazione-170-anni-fa\/\">https:\/\/keynesblog.com\/2018\/02\/21\/marx-il-capitalismo-e-la-globalizzazione-170-anni-fa\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KEYNES BLOG Il 21 febbraio 1848 veniva pubblicato a Londra il\u00a0Manifesto del Partito Comunista\u00a0di Marx ed Engels. 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