{"id":40570,"date":"2018-04-13T01:01:43","date_gmt":"2018-04-12T23:01:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40570"},"modified":"2019-08-28T17:23:13","modified_gmt":"2019-08-28T15:23:13","slug":"nietzsche-a-wall-street-e-un-libro-che-parla-a-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40570","title":{"rendered":"&#8220;Nietzsche a Wall Street&#8221; \u00e8 un libro che parla a Noi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>di JACOPO D&#8217;ALESSIO (FSI Siena)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-40657\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Unknown.jpeg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Pu\u00f2 essere interessante a questo punto porsi una serie di domande. Che tipo di contiguit\u00e0 si pu\u00f2 stabilire fra l\u2019enigmatica realt\u00e0 simbolica che chiamiamo Italia \u2013 e che si presenta nel mondo soprattutto in una forma\u00a0godibilmente\u00a0fisica, materiale e sensibile \u2013 e la storia moderna del suo Stato? In che modo queste due realt\u00e0 si influenzano tuttora reciprocamente?\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Daniele Balicco<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Nietzsche a Wall Street<\/em><\/strong>, di Daniele Balicco, si inserisce all&#8217;interno di una costellazione di opere che in questi anni ci stanno aiutando a decifrare la condizione del presente stravolto da una crisi senza fine, non solo economica, ma anche legata al dissolvimento della nostra identit\u00e0 di italiani <a href=\"#_edn1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>. L&#8217;autore ad un certo punto, recuperando <strong>Ernesto<\/strong>\u00a0<strong>De Martino<\/strong>, definisce tale circostanza uno smarrimento della propria stessa presenza:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Una crisi cio\u00e8 che non colpisce solo alcuni aspetti della nostra societ\u00e0 (l&#8217;economia, il governo dello Stato, la cultura, l&#8217;istruzione di massa, l&#8217;ambiente, il riconoscimento internazionale), ma le forme elementari che regolano il senso di appartenenza di una popolazione al suo territorio; e alla sua storia&#8221;<\/em>\u00a0<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref1\">[ii]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">A mio avviso, Balicco ha il merito di allargare il quadro economico e giuridico istituzionale grazie ad una complessa analisi antropologica che ci mancava per investigare gli esiti tragici del\u00a0<em>Trentennio pietoso <\/em><a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[iii]<\/a>. Inoltre, suggerisce alcuni spunti sulla possibilit\u00e0 di uscire da questo scacco invitandoci a guardare il presente attraverso una lettura diversa del passato.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>La cornice storica di Giovanni Arrighi<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40668\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/image002-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/image002-300x192.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/image002.jpg 649w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il libro, composto di tematiche eterogenee, modelli di autori italiani e stranieri, appare come un mosaico tenuto insieme da una compagine concettuale volta ad indagare le forme estetiche nell&#8217;ambito del mercato e del loro rapporto con la politica. Durante la lettura \u00e8 bene inoltre considerare una periodizzazione storica che unisce la proposta di <strong>Ernest Mandel<\/strong>, di cui si serve il teorico della letteratura <strong>Frederic Jameson<\/strong> <a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iv]<\/a>, con quella dell&#8217;antropologo marxista <strong>Giovanni Arrighi<\/strong> <a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[v]<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Mandel sostiene che i periodi storici debbano essere identificati attraverso le rivoluzioni tecnologiche che l&#8217;hanno segnati. Perci\u00f2 il carbone sta alla base della Rivoluzione industriale; il motore a scoppio e l&#8217;energia elettrica divengono la ragione materiale del Fordismo; l&#8217;energia nucleare e la chimica costituiscono il presupposto delle economie avanzate durante la Guerra fredda; mentre l&#8217;informatica e la cibernetica lo sono per il Tardo capitalismo. Arrighi invece narra la storia di uno schema che ripete se stesso nonostante cambino le epoche e gli spazi geografici in cui si manifesta e progredisce. Tutto comincia nel &#8216;400, quando la Spagna, ormai sicura della sua forza militare, \u00e8 obbligata tuttavia a realizzare degli accordi politici con Genova la quale, di contro, \u00e8 solo un piccolo centro ma ricco di una vivace attivit\u00e0 bancaria indispensabile a finanziare i viaggi di esplorazione. Si passa poi per il sistema mercantile autosufficiente olandese; quindi, si giunge all&#8217;Inghilterra che ha saputo incorporare entro il proprio orizzonte commerciale anche la manifattura tessile. La vicenda si conclude nel dopo guerra con il dominio della nazione-continente USA insieme ad alcune previsioni su un&#8217;imminente espansione di questo disegno verso oriente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel passaggio da un&#8217;epoca all&#8217;altra la potenza egemone si ingrandisce ma lo schema si dispiega attraverso una dialettica che vede sempre legati insieme lo spazio produttivo con quello finanziario. Ed \u00e8 il secondo che a conclusione di ogni ciclo prevale sull&#8217;intera dinamica rilevando come la moneta tenda a creare altra moneta a scapito del lavoro vivo.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Quando Nietzsche fece visita a Wall Street<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40667\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images-300x115.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"115\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images-300x115.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images-1320x500.jpeg 1320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images.jpeg 363w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Sapevamo che in cima alla parabola di Arrighi si trovasse la riproposizione di un liberalismo di stampo ottocentesco per mano del quale sono state rovesciate regole che, malgrado tutto, erano state capaci di tenere a freno il capitale per almeno trenta anni <a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[vi]<\/a>. Mentre con questo scritto veniamo a conoscenza di come l&#8217;ideologia nietzschiana, resuscitata in Francia con la scuola decostruzionista, si fosse insediata durante gli anni &#8217;70 a <em>Wall Street <\/em><a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[vii]<\/a>. Balicco svela cio\u00e8 quando ha inizio il processo egemonico delle \u00e9lite, che ad un certo punto \u00e8 riuscito a compattare insieme gli interessi di classe di gruppi sociali apparentemente estranei fra loro: il ceto medio e alto borghese della <em>East Coast<\/em>, composto da artisti e liberi professionisti; l&#8217;<em>intelligencija<\/em> cosmopolita dei campus universitari; e la nomenclatura dell&#8217;alta finanza.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Quello che offre, infatti, l&#8217;esperienza del pittore contemporaneo al mondo dell&#8217;alta finanza neoliberista \u00e8 una sorta di duplicato, per quanto spontaneo del dominio dell&#8217;estetico, della sua medesima attivit\u00e0 lavorativa: in nessun altro settore artistico come nella pittura contemporanea, infatti, il soggetto espressivo \u00e8 stato liberato da vincoli e tradizioni culturali e reso sovrano assoluto in un regno senza legge, perch\u00e9 alleggerito dalla referenza e plasmato da un potere auto-conferito. Ed \u00e8 in questa particolare condizione, ambientale e soggettiva, che il \u201csurrealismo nietzschiano\u201d si innesta offrendo un approdo teorico provvidenziale perch\u00e9 capace di nobilitare, e ammantare di trasgressione, perfino politica, una pratica estetica di fatto alla deriva&#8221;<\/em><strong>\u00a0<\/strong><a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[viii]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La galleria di quadri allestita in una delle stravaganti palazzine che si trovano nel quartiere <em>radical chic<\/em>\u00a0a Soho diventa l&#8217;occasione mondana per stringere relazioni sociali, intrecciare destini, rapporti di mecenatismo, \u00e8 il punto di incontro tra universi remoti eppure paralleli.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Non dovrebbe essere difficile riconoscere, a questo punto, che la medesima idea di soggettivit\u00e0 creativa, gioiosamente distruttrice, ribelle e irresponsabile (anche perch\u00e9 operante in uno spazio \u2013 quale il mondo finanziario della produzione di moneta astratta \u2013 solo simbolico e dominato da significanti puri) trova la pi\u00f9 congruente incarnazione storica proprio nei rappresentati della classe capitalistica transnazionale di questi ultimi quaranta anni &#8220;<\/em>\u00a0<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[ix]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Da questo ritratto affiora la convergenza tra l&#8217;universo estetico e quello economico cos\u00ec come viene descritto anche da altri lavori contemporanei quali ad esempio <\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8<\/em> <em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">possibile evitare un&#8217;altra crisi?<\/em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"> di <\/span><strong style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Steve Keen<\/strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">. Secondo l&#8217;autore australiano la crescita incontrollata del debito privato corrisponde infatti ad un&#8217;operazione speculativa condotta dal sistema bancario commerciale che ha molto a che spartire con il mercato delle opere d&#8217;arte scambiate alle aste di Manhattan. Inoltre, aspetti affini e complementari emergono anche in altri testi citati dallo stesso Balicco come <\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Finanzcapitalismo<\/em><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0<\/em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">di <\/span><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Luciano<\/span><\/strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong> Gallino<\/strong>, che inquadra<\/span><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0<\/span><\/strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">i<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">l\u00a0capitalismo casin\u00f2,\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">e <\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La crisi della modernit\u00e0<\/em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"> di <\/span><strong style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">David Harvey<\/strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">, che ha individuato per primo le connessioni tra arte, spazi urbani, e liberalismo economico.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Franco Fortini e il surrealismo di massa<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-40664\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Unknown-3.jpeg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"190\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma questo \u00e8 solo il punto di partenza dell&#8217;analisi perch\u00e9 <em>Nietzsche a Wall Street<\/em>, alla stregua di una\u00a0matriosca,<i>\u00a0<\/i>si organizza intorno a digressioni particolari che ruotano intorno alla Storia. Dunque, qual \u00e8 la ragione di un <em>pastiche <\/em>che, di primo acchito, potrebbe lasciare il lettore piuttosto disorientato? Il saggio si realizza, da una parte, con un movimento dispersivo, nella misura in cui descrive la saga del capitalismo nel suo procedere episodico. Dall&#8217;altra, con uno sforzo inverso, prova a riallacciarne le fila mediante una forma organica ma non definitiva. Spetta al lettore il compito di assemblare gli eventi per attribuire loro un significato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Cos\u00ec, l&#8217;attenzione dell&#8217;autore si sposta nel tempo rivelando come l&#8217;inclinazione trasgressiva dell&#8217;\u00e9lite newyorkese risalga addirittura all&#8217;avanguardia francese degli anni &#8217;30 del secolo scorso\u00a0<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[x]<\/a>. Balicco si serve delle analisi di <strong>Franco Fortini <\/strong>per spiegarci\u00a0come il surrealismo rappresenti un movimento di artisti che prova ad emanciparsi dalla prima globalizzazione tramite per\u00f2 una strategia che tradisce i suoi presupposti iniziali.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Se il sogno dei surrealisti era quello di conquistare una nuova forma di vita &#8216;absolutament modern&#8217; e antiborghese, quel sogno \u00e8 diventato realt\u00e0; ma si \u00e8 realizzato attraverso, e &#8216;non in antitesi&#8217;, l&#8217;intensificazione dello sviluppo del capitale. [\u2026] L&#8217;idea di una soggettivit\u00e0 libertaria che sovranamente goda dell&#8217;assenza di vincoli, limiti e costrizioni \u00e8 un progetto in opposizione alle forme della societ\u00e0 borghese liberale, ma non certo a quelle sognate e conquistate dal capitalismo avanzato&#8221;<\/em>\u00a0<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[xi]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Le contraddizioni dell&#8217;avanguardia storica vengono usate per rivolgere un&#8217;accusa contro la posizione irrazionale di molti intellettuali progressisti nel presente, come ad esempio quella dei <em>Novissimi<\/em>\u00a0negli anni del <em>boom<\/em>. Questo perch\u00e9 la loro scrittura, nel gesto emancipato assoluto di demolire la sintassi comune, crea uno spazio espressivo anonimo e in balia di meccanismi automatici che finiscono per rimuovere anche il punto di vista critico del soggetto. Perci\u00f2, senza rendersene conto, sostiene Fortini, la forma letteraria finisce per simulare lo stesso meccanismo alla base dei rapporti di produzione e, insieme a quello, la logica di sfruttamento contro la quale ci si era illusi di entrare in conflitto. Eppure, il surrealismo si incarna di nuovo a partire dal 1977 nella contestazione degli <em>autonomi<\/em> cui seguono movimenti di protesta generici legati alla musica punk, alle arti visive, ai murales, che si limitano a toccare tematiche civili e puramente estetiche:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>tutte le ipotesi di liberazione dalla realt\u00e0 borghese, che erano state formulate dai militanti surrealisti mezzo secolo fa, sono diventate pratica di massa (questa la vittoria del surrealismo) ma, in definitiva, strumenti di schiavit\u00f9 per le masse: dalla abolizione dei nessi spazio-temporali all&#8217;automatismo verbale, dall&#8217;uso della droga dell&#8217;erotismo in funzione di perdita dell&#8217;identit\u00e0 e di estasi fino alla scomparsa \u2013 almeno apparente \u2013 di ogni distinzione tra arte e non arte&#8221;\u00a0<\/em><a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[xii]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Siamo di fronte ad un snodo importante perch\u00e9 \u00e8 a questo punto che il surrealismo, passando attraverso l&#8217;industria culturale e il consumismo, da mera\u00a0<em>performance\u00a0<\/em>artistica\u00a0si tramuta in fenomeno di massa, tale da metabolizzare entro di s\u00e9 la vita quotidiana.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>La mutazione<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40719\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/punk-77-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/punk-77-226x300.jpg 226w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/punk-77.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Secondo Fortini la mutazione coinvolge un periodo di circa venti anni testimoniato anche da una poesia di certo emblematica come <em>Italia 1977-1993<\/em>,<em>\u00a0<\/em>in cui\u00a0l&#8217;autore prende le distanze dai valori delle nuove generazioni\u00a0<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[xiii]<\/a>. Non sono parole sue, ma questa rivoluzione antropologica corrisponde in ultima analisi alla trasmigrazione del &#8216;cittadino lavoratore&#8217; nelle rispettive figure del &#8216;precario terrorizzato&#8217; e del &#8216;consumatore indebitato&#8217; <a href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[xiv]<\/a>. Le due date per noi sono molto significative in quanto il 1978 corrisponde all&#8217;ingresso del nostro paese nello SME (Sistema Monetario Europeo), mentre il 1993 coincide con la ratifica del Trattato di Maastricht.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Lo SME segna il primo colpo inflitto al modello costituzionale, ideato per raggiungere la piena occupazione, col fine di adeguarsi a quello liberista, i cui obiettivi divengono, al contrario, la stabilit\u00e0 dei prezzi a scapito del lavoro. Il trattato di Maastricht, invece, d\u00e0 il via ad una serie di governi tecnici (in ordine di tempo: Amato, Ciampi, Dini) i quali, mentre da una parte, esautorano la democrazia, dall&#8217;altra, impediranno progressivamente allo Stato di intervenire nell&#8217;economia. Se a ci\u00f2 aggiungiamo che l&#8217;Italia \u00e8 il secondo paese manifatturiero d&#8217;Europa, la moneta unica, introdotta nel 1999, sembra completare un altro ciclo di Arrighi, che consiste stavolta nello spostamento del processo di accumulazione a vantaggio dell&#8217;egemonia tedesca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;ultima sezione del libro viene riservata all&#8217;Italia. Si, perch\u00e9, fin dai primi anni &#8217;90, l&#8217;atteggiamento del nostro paese diverr\u00e0 sempre pi\u00f9 quello tipico delle colonie che mai aveva esibito prima, nemmeno quando eravamo usciti sconfitti dalla Guerra Mondiale. Venuta meno l&#8217;URSS, la subordinazione all&#8217;Europa e agli Stati Uniti sar\u00e0 tale per cui la classe dirigente della Seconda Repubblica potrebbe essere benissimo paragonata a quella di Arafat al cospetto dello Stato di Israele, cos\u00ec come ci viene descritta da <strong>Edward Said<\/strong>, ennesimo personaggio chiave che compare fra gli autori modello di Balicco <a href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[xv]<\/a>.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>La bellezza dell&#8217;Italia<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-40666\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Unknown-4.jpeg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"178\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Sulla base di questo copione, nei decenni scorsi l&#8217;Italia \u00e8 stato il paese che ha promosso pi\u00f9 riforme di tutti gli altri, tali da sconvolgere radicalmente gli aspetti del nostro vivere associato cos\u00ec come era stato faticosamente costruito dal dopo guerra in avanti. In nome di una modernit\u00e0 che ci avrebbe fatto avvicinare ai regolamenti economici e civili dei paesi pi\u00f9 avanzati, gli italiani hanno interrotto un loro percorso, e sembrano ormai essersi abituati a ragionare solo in virt\u00f9 di desideri altrui.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Il sintomo pi\u00f9 evidente di questa autoaggressione simbolica \u00e8 riscontrabile in un doppio movimento conoscitivo, sempre pi\u00f9 comune nella rappresentazione che giornali, media, cinema, letteratura e &#8216;pamphlet&#8217; vari danno del nostro paese. Da un lato, una feroce attitudine auto-demolitoria, al limite dell&#8217;autorazzismo; dall&#8217;altro, un&#8217;esterofilia sempre pi\u00f9 cieca&#8221;<\/em>\u00a0<a href=\"#_edn15\" name=\"_ednref15\">[xvi]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Allora, desta stupore che <em>La grande bellezza<\/em> del regista <strong>Paolo Sorrentino<\/strong>, sfoggiando la corruzione dei costumi romani, calati tuttavia in immagini e atmosfere meravigliose, possa raccogliere all&#8217;estero lo stesso successo de\u00a0<em>La dolce vita\u00a0<\/em>al quale la pellicola si ispira. Cos&#8217;\u00e8 che mantiene acceso l&#8217;interesse di quel pubblico, si domanda Balicco? In realt\u00e0, l&#8217;ossessione per la vita dissoluta rappresenta un feticcio proiettato dall&#8217;esterno, incapace di cogliere la serie di conflitti che hanno caratterizzato una storia tormentata e complessa. E il film, sebbene descriva con verosimiglianza quella parte di societ\u00e0 allo sbando che ognuno si aspetta di conoscere, elabora tuttavia una sua forma estetica. Quest&#8217;ultima, come pretende la <em>Teoria critica<\/em> di Jameson, ha la funzione di risolvere le contraddizioni reali almeno nell&#8217;immanenza dell&#8217;opera d&#8217;arte.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>La produzione di una forma estetica o narrativa dev&#8217;essere vista come un atto ideologico, la cui funzione \u00e8 di inventare soluzione immaginarie o formali a contraddizioni sociali insolubili&#8221;\u00a0<\/em><a href=\"#_edn16\" name=\"_ednref16\">[xvii]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La soluzione di Sorrentino per Balicco risiede nel recupero dell&#8217;ambivalenza di Fellini, il cui scopo, oggi come allora, consiste nel sabotare il tradizionale dispositivo narrativo cos\u00ec da inibire il tentativo di proporne un \u00a0giudizio\u00a0<a href=\"#_edn17\" name=\"_ednref17\">[xviii]<\/a>. Se l&#8217;arte, dunque, non si riduce a mera imitazione del presente ma a creazione di uno spazio simbolico che permette di immaginare come il presente potrebbe essere altrimenti, la magica atmosfera felliniana suggerisce di cercare il sublime quale &#8216;contro-forza morale&#8217; e difesa dall&#8217;auto denigrazione <a href=\"#_edn18\" name=\"_ednref18\">[xix]<\/a>. In uno stato di contemplazione, sospesa a met\u00e0 tra la rassegnazione e l&#8217;incanto, lo spettatore \u00e8 costretto a riflettere per scovare una bellezza che sia davvero autentica di contro all&#8217;ovvia quanto mai banale decadenza.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Gramsci, Said e la controegemonia<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40660\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cropped-TOLOMEO_MICRO_INCANDESCENZA_BLU___2889-1-300x95-1-300x95.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"95\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Da parte sua Balicco rintraccia tale bellezza in ci\u00f2 che ha chiamato\u00a0<em><strong>Modernit\u00e0 godibile<\/strong>\u00a0<\/em><a href=\"#_edn19\" name=\"_ednref19\">[x<\/a><a href=\"#_edn19\" name=\"_ednref19\">x]<\/a>: una cultura del gusto e di peculiari stili di vita che hanno agito alla stregua di un&#8217;egemonia gramsciana, al punto di educare le aspettative degli interlocutori stranieri e ritagliarci una posizione di spicco nell&#8217;ambito della seconda globalizzazione.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Nella competizione capitalistica mondiale, il nostro Paese \u00e8 riuscito infatti ad esprimere, quasi &#8216;naturaliter&#8217; perch\u00e9 senza alcuna reale pianificazione, un&#8217;idea di modernit\u00e0 alternativa, tanto alla standardizzazione consumistica statunitense, quanto all&#8217;idea di modernit\u00e0 come severa razionalizzazione e governo della vita di massa, propria delle due precedenti potenze coloniali: l&#8217;Inghilterra e la Francia&#8221;<\/em>\u00a0<a href=\"#_edn20\" name=\"_ednref20\">[xxi]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ebbene, di fronte al fallimento del PCI, che avrebbe voluto completare il processo risorgimentale per dare vita ad una storia della nazione, \u00e8 stata invece la sapienza manufatturiera del <em>boom<\/em> economico a fornire la compagine ideologica che occorreva\u00a0<a href=\"#_edn21\" name=\"_ednref21\">[xxii]<\/a>. In altre parole, quando con l&#8217;avvento di Nietzsche a <em>Wall Street<\/em>\u00a0la classe dirigente italiana tradisce le istituzioni del paese per abbracciare le leggi del mercato internazionale, l&#8217;identit\u00e0 moderna si \u00e8 gi\u00e0 innescata a prescindere per mezzo del <strong><em>Made in Italy<\/em><\/strong>\u00a0quale precipitato storico della tradizione rinascimentale. Entro questa visione del mondo l&#8217;italiano medio riesce a rispecchiarsi immediatamente, ed \u00e8 in forza di una\u00a0<strong><em>controegemonia\u00a0<\/em><\/strong>fondata su merci intelligenti e pervasive della vita quotidiana (design e oggettistica industriale, cibo, abitazioni, calzature e moda), che si sono tenute insieme classi sociali molto eterogenee, passando perfino attraverso la tempesta finanziaria del 2011:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>&#8216;Per un nuovo rinascimento italiano&#8217;\u00a0<\/em><em>\u00e8 una risposta a questo generale clima catastrofico. Gabriele Centazzo si rivolge solennemente alla nazione intera (nel manifesto ci si appella perfino al Presidente della Repubblica) perch\u00e9 ha paura che l\u2019Italia fallisca. Nel suo manifesto, che \u00e8 ricco di proposte intelligenti e di buon senso, il problema principale \u00e8 individuato nell\u2019organizzazione dello Stato che va trasformata radicalmente e portata all\u2019altezza della tradizione millenaria di cui l\u2019Italia sarebbe erede. Tradizione, gi\u00e0. Ma quale? Quello che \u00e8 interessante notare \u00e8 che Gabriele Centazzo si sente personalmente investito di questa responsabilit\u00e0 politica in quanto\u00a0designer\u00a0e in quanto presidente di una azienda di cucine di alta gamma. In altre parole, in quanto attore protagonista di quella \u00abcomunit\u00e0 immaginata\u00bb\u00a0<\/em><em>d\u2019esportazione che \u00e8 il\u00a0Made in Italy&#8221;\u00a0<\/em><a href=\"#_edn22\" name=\"_ednref22\">[xxiii]<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Integrando quest&#8217;ultima analisi con il precedente capitolo su Said <a href=\"#_edn23\" name=\"_ednref23\">[xiv]<\/a>, diventa chiaro come sia stata assente finora una classe politica illuminata che abbia avuto la volont\u00e0 di oggettivare il comune sentire popolare con l&#8217;obiettivo di rendere moralmente illegittimo il punto di vista delle \u00e9lite transnazionali. Tale vuoto, che <em>La grande bellezza<\/em> prova a colmare per mezzo del sublime, era cominciato a causa della mutazione e la rivoluzione liberale che ne \u00e8 conseguita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>\u00a0<\/em><strong><em>Una possibile risposta<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Io credo che il libro di Balicco vada letto come una mappa storica e insieme geografica, disseminata di numerosi crocevia che a volte si sovrappongono, altre volte si aggiungono alle nostre cognizioni sugli ultimi quaranta anni, e ci pone degli interrogativi ai quali abbiamo il dovere di rispondere. Se nel 1987, si chiede l&#8217;autore, l&#8217;Italia diventa la quarta potenza industriale del mondo, superando per la prima volta il PIL dell&#8217;Inghilterra<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Non \u00e8 forse arrivato il momento di scardinare l&#8217;interpretazione teorica pi\u00f9 tradizionale che semplicemente oppone alla politicizzazione di massa degli anni Sessanta Settanta i terribili anni Ottanta come anni di catastrofe antropologica, di riflusso nel privato, anni di semplice gestazione del ventennio berlusconiano?&#8221;<\/em>\u00a0<a href=\"#_edn24\" name=\"_ednref24\">[xxv]<\/a><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Balicco parla, in termini psiconalitici, di una scissione tra il successo storicamente perseguito dagli italiani nel realizzare un loro racconto, anche nel periodo di massima depolicitizzazione, e la fatica di porlo come oggetto di consapevolezza <a href=\"#_edn25\" name=\"_ednref25\">[xxvi]<\/a>.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Pu\u00f2 essere interessante a questo punto porsi una serie di domande. Che tipo di contiguit\u00e0 si pu\u00f2 stabilire fra l\u2019enigmatica realt\u00e0 simbolica che chiamiamo Italia \u2013 e che si presenta nel mondo soprattutto in una forma\u00a0godibilmente\u00a0fisica, materiale e sensibile \u2013 e la storia moderna del suo Stato? In che modo queste due realt\u00e0 si influenzano tuttora reciprocamente?&#8221;\u00a0<\/em><a href=\"#_edn26\" name=\"_ednref26\">[xxvii]<\/a><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La domanda di Balicco si fa pertinente nella misura in cui \u00e8 emersa anche una storia moderna di Stato che non si \u00e8 esaurita soltanto nell&#8217;istanza romantica del PCI, n\u00e9 si era limitata all&#8217;esperienza fascista, e neppure alla repressione degli anni di piombo. Ma si \u00e8 fondata, sia pure in modo contraddittorio, sulla prospettiva sensibile e ideologica della Prima Repubblica. Quest&#8217;ultima fu il risultato di una tradizione socialista che divenne patrimonio trasversale a tutti i partiti popolari del dopo guerra, e si manifest\u00f2 nel tentativo di realizzare una societ\u00e0 coesa e pluriclasse. D&#8217;altronde, lo stesso\u00a0<em>boom<\/em> economico non sarebbe stato possibile senza il contributo dell&#8217;impresa pubblica il cui processo di demolizione \u00e8 stato portato a termine solo con la destituzione dell&#8217;IRI nel 2002 <a href=\"#_edn27\" name=\"_ednref27\">[xxviii]<\/a>. In un paese come il nostro nel quale, diversamente da quelli anglosassoni, \u00e8 sempre venuta a mancare la presenza strutturale di capitali privati da investire sulla ricerca e l&#8217;innovazione, lo stato ha ricoperto il ruolo di grande imprenditore\u00a0che favoriva un&#8217;alchimia vincente tra settore pubblico e privato\u00a0<a href=\"#_edn28\" name=\"_ednref28\">[xxix]<\/a>.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>E soprattutto: non \u00e8 forse arrivato il momento di riconoscere nella sovrapposizione di questi quattro elementi (Italia ideale umanistica, Italia immaginaria straniera, diaspora mondiale e storia dello Stato) il nostro modo specifico di essere moderni, piuttosto che continuare a pensarsi esclusivamente come un frutto tardivo e mal riuscito di un unico modello di modernit\u00e0 europea a dominante franco-anglosassone?&#8221;<\/em><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ad un certo punto l&#8217;Italia \u00e8 riuscita in questo modo a proporre <em>il suo modo specifico di essere moderna\u00a0<\/em>grazie ad un&#8217;economia mista che si \u00e8 collocata\u00a0tra socialismo reale e capitalismo. Se un risultato del genere tuttavia \u00e8 stato deliberatamente compromesso, l&#8217;immagine umanistica che gli \u00e8 sopravvissuta rischia d&#8217;altra parte di rimanere prigioniera a sua volta nel mito del &#8216;piccolo \u00e8 bello&#8217;\u00a0<\/span><a style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\" href=\"#_edn29\" name=\"_ednref29\">[xxx]<\/a><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">. Ovvero, oscilla tra la capacit\u00e0 di tenere insieme la<\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0realt\u00e0 simbolica <\/em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">che ancora informa la nostra presenza nel mondo, e l&#8217;inadeguatezza ad affrontare una crisi sistemica<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">, pena la resa ad un capitale apolide e fuori controllo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Di conseguenza, una possibile risposta ad alcune domande poste da Balicco c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 principalmente politica. Si tratta di organizzare una classe dirigente, la cui difficile sfida consister\u00e0 nel ricomporre insieme le diverse immagini di questo paese cos\u00ec da riappropriarci del loro reale oggetto storico il quale, nel corso di questa lunga vicenda, \u00e8 stato in parte snaturato, in parte abbandonato al proprio destino.\u00a0\u00c8 necessario ricucire la scissione originaria affinch\u00e9 si dia luogo ad una presa di coscienza che ponga la bellezza dell&#8217;Italia come fondamento morale di un&#8217;emancipazione collettiva.<\/span><\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WAqnvGzZ7y4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a>\u00a0 Mi riferisco almeno a questo spettro di testi essenziali per comprendere il panorama economico giuridico istituzionale italiano contemporaneo: Alberto Bagnai, <em>Il tramonto dell&#8217;euro<\/em>; Aldo Barba e Massimo Pivetti, <em>La scomparsa della sinistra in Europa<\/em>; Luciano Gallino, <em>Il colpo di stato di banche e governi<\/em>; Luciano Barra Caracciolo, <em>Euro e (o?) democrazia costituzionale<\/em>; Giovanni Fasanella, <em>Il puzzle Moro<\/em>; Luciano Canfora, <em>La trappola. Il vero volto del maggioritario<\/em>; Vladimiro Giacch\u00e9, <em>Aushluss<\/em>; Andrea Del Monaco, <em>Sud colonia tedesca<\/em>; \u00a0Thoams Fazi, <em>Sovranit\u00e0 o barbarie<\/em>; Domenico Losurdo, <em>La seconda Repubblica<\/em>;\u00a0Carlo Formenti, <em>La variante populista<\/em>; Domenico Moro, <em>La gabbia dell&#8217;euro<\/em>; e Costanzo Preve, <em>Elementi di politicamente corretto<\/em>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[ii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Daniele Balicco<\/strong>, <em>Nietzsche a Wall Street,<\/em> Quodlibet Studio, Macerata, cit. pp. 156.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[iii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Aldo Barba e Massimo Pivetti<\/strong>, <em>La scomparsa della sinistra in Europa<\/em>, Imprimatur, Reggio Emilia, 2016.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iv]<\/a>\u00a0\u00a0 <strong>D. Balicco<\/strong>, <em>Nietzsche a Wall Street,<\/em>\u00a0pp. 108 -110.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[v]<\/a>\u00a0\u00a0 Id, 123 &#8211; 127.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[vi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>A. Barba e M. Pivetti<\/strong>, <em>La scomparsa della sinistra in Europa<\/em>, Imprimatur, Reggio Emilia, 2016.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[vii]<\/a>\u00a0\u00a0 <strong>D. Balicco<\/strong>, <em>Nietzsche a Wall Street,<\/em> cit. pp. 17.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[viii]<\/a>\u00a0 Id, cit. 23.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[ix]<\/a> Id.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[x]<\/a>\u00a0\u00a0 Id, cit. 28.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[xi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Id, cit. 38.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[xii]<\/a>\u00a0\u00a0 <strong>Franco Fortini<\/strong>, <em>Il surrealismo di massa<\/em>, Garzanti Libri, 1992, pp. 7-28.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[xiii]<\/a>\u00a0 La &#8216;mutazione&#8217; \u00e8 termine che Fortini recupera dagli <em>Scritti corsari<\/em> di Pier Paolo Pasolini, in\u00a0<strong>F. Fortini<\/strong>, <em>Extrema ratio<\/em>, Garzanti Libri, Milano, 1990; <em>Insistenze<\/em>, Garzanti Libri, Milano, 1985; e <em>Italia 1977-1993<\/em>, da <em>Paesaggio con serpente<\/em>,<em>\u00a0<\/em>Einaudi, Torino, 1990; in\u00a0<strong>D. Balicco<\/strong>, <em>Nietzsche a Wall Street<\/em>, pp. 46.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[xiv]<\/a> <strong>Riccardo Bellofiore<\/strong>, <em>La\u00a0 crisi capitalistica, le barbarie che avanza<\/em>, Asterios Editore, Trieste, 2012.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[xv]<\/a> <strong>D. Balicco<\/strong>, <em>Nietzsche a Wall Street,<\/em> cit. pp. 89.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref15\" name=\"_edn15\">[xvi]<\/a>\u00a0 Id, cit. 156.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref16\" name=\"_edn16\">[xvii]<\/a> <strong>Frederic Jameson<\/strong>, <em>The Political Unconscius<\/em>, cit. pp. 86.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref17\" name=\"_edn17\">[xviii]<\/a>\u00a0 <strong>D.Balicco<\/strong>, <em>Nietzsche a Wall Street<\/em>, Quodlibet Studio, pp.143.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref18\" name=\"_edn18\">[xix]<\/a>\u00a0Id, 146. Said, spiega Balicco, \u00e8 consapevole che la Palestina non sar\u00e0 mai in grado di uscire vincitrice nel conflitto arabo-israeliano attraverso la forza militare. E perci\u00f2 si convince che l&#8217;unica possibilit\u00e0 di resistenza, in vista anche di una possibile riconciliazione, debba passare prima di tutto per una &#8216;delegittimazione morale&#8217; del suo oppressore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref19\" name=\"_edn19\">[xx]<\/a>\u00a0 Id, <a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=31768#more-31768\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=31768#more-31768<\/a>, in <em>Le parole e le cose<\/em>,\u00a0 04.04.2018.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref20\" name=\"_edn20\">[xxi]<\/a>\u00a0 \u00a0Id, cit.157.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref21\" name=\"_edn21\">[xxii]<\/a>\u00a0 Id, 154.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref22\" name=\"_edn22\">[xxiii]<\/a>\u00a0 Id, cit. 151.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref23\" name=\"_edn23\">[xxiv]<\/a>\u00a0 Id, 93.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref24\" name=\"_edn24\">[xxv]<\/a>\u00a0 \u00a0Id, cit.162.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref25\" name=\"_edn25\">[xxvi]<\/a>\u00a0 \u00a0 Id, 161.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref26\" name=\"_edn26\">[xxvii]<\/a>\u00a0 \u00a0Id, 155.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref27\" name=\"_edn27\">[xxviii]<\/a>\u00a0 <strong>Franco Amatori<\/strong>, <em>Storia dell&#8217;IRI 1949-1972,<\/em> Laterza, Bari, 2013.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref28\" name=\"_edn28\">[xix]<\/a>\u00a0L&#8217;idea di stato imprenditore (o &#8216;innovatore&#8217;, come \u00e8 stato tradotto in italiano) \u00e8 la categoria chiave proposta da Mariana Mazzucato, la quale per\u00f2 non affronta in modo specifico la questione italiana. Nel presente discorso serve piuttosto per fornire un punto di riferimento teorico nel quale \u00a0possiamo incastonare il racconto di Amatori sullo sviluppo italiano dell&#8217;impresa pubblica a partire dal <em>boom<\/em> economico, in <strong>Mariana Mazzucato<\/strong>, <em>Lo stato innovatore<\/em>, Laterza, Roma, 2014.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref29\" name=\"_edn29\">[xxx]<\/a>\u00a0 <strong>Marcello De Cecco<\/strong>, <em>Ma cos&#8217;\u00e8 questa crisi?<\/em>, Donzelli Editore, Roma, 2013.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOPO D&#8217;ALESSIO (FSI Siena) Pu\u00f2 essere interessante a questo punto porsi una serie di domande. Che tipo di contiguit\u00e0 si pu\u00f2 stabilire fra l\u2019enigmatica realt\u00e0 simbolica che chiamiamo Italia \u2013 e che si presenta nel mondo soprattutto in una forma\u00a0godibilmente\u00a0fisica, materiale e sensibile \u2013 e la storia moderna del suo Stato? In che modo queste due realt\u00e0 si influenzano tuttora reciprocamente?\u00a0 Daniele Balicco \u00a0 Nietzsche a Wall Street, di Daniele Balicco, si inserisce all&#8217;interno&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":40979,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[18,6],"tags":[3023,187,6037,5801,5964,6041,5333,5963,4786,6035,6042,6040,6039,6038],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bali.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aym","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40570"}],"version-history":[{"count":296,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52540,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40570\/revisions\/52540"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}