{"id":40752,"date":"2018-04-11T09:00:55","date_gmt":"2018-04-11T07:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40752"},"modified":"2018-04-10T21:20:57","modified_gmt":"2018-04-10T19:20:57","slug":"l-taglio-ai-vitalizi-non-serve-a-nulla-se-non-a-fare-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40752","title":{"rendered":"l taglio ai vitalizi non serve a nulla se non a fare propaganda"},"content":{"rendered":"<p><strong>di THE VISION (Paolo Mossetti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Presentandosi all\u2019istituzione principe del potere repubblicano, Palazzo Montecitorio, scendendo dal modesto autobus della linea 85 dell\u2019Atac, il neoeletto presidente della Camera Roberto Fico ha voluto rinnovare il patto spirituale con i suoi elettori. L\u2019idea che un ruolo pubblico debba essere svolto senza sprechi e ostentazioni di lusso, con sobriet\u00e0 quasi gandhiana, lontano dai privilegi e dalle corsie preferenziali, \u00e8 uno dei <i>refrain<\/i> storici del Movimento Cinque Stelle.\u00a0<span class=\" author-d-iz88z86z86za0dz67zz78zz78zz74zz68zjz80zz71z9iz90z9pjez84zviuz65zz79zz71zz74zz67zz89zfz82z0z85zz88zz81zvz80zbz84zz67zoz68z9z80zs2\">Ed \u00e8 proprio in questi giorni, infatti, che l\u2019esponente di spicco dei Cinque Stelle ha avviato una <\/span><span class=\"attrlink url author-d-iz88z86z86za0dz67zz78zz78zz74zz68zjz80zz71z9iz90z9pjez84zviuz65zz79zz71zz74zz67zz89zfz82z0z85zz88zz81zvz80zbz84zz67zoz68z9z80zs2\"><a class=\"attrlink\" href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2018\/04\/09\/fico-avvia-istruttoria-su-vitalizi_573eaf5a-75ba-4484-ba50-b781cf495d4f.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">istruttoria<\/a><\/span><span class=\" author-d-iz88z86z86za0dz67zz78zz78zz74zz68zjz80zz71z9iz90z9pjez84zviuz65zz79zz71zz74zz67zz89zfz82z0z85zz88zz81zvz80zbz84zz67zoz68z9z80zs2\"> sui vitalizi degli ex parlamentari.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordo Fico <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/03\/15\/italia\/speciali\/elezioni-politiche-2013\/fico-dal-lavoro-nel-call-center-alle-proteste-contro-la-iervolino-t2hI3ko02hl2doHiJ2i5OJ\/pagina.html\"><span class=\"s1\">distribuire volantini<\/span><\/a> in sandali francescani davanti al Comune di Napoli. Pur non condividendo le linee guida del movimento che lui si \u00e8 scelto per partito, non me la sento di chiamarlo ipocrita. Il punto \u00e8 che quando la \u201cdemocrazia della gente comune\u201d viene esibita con pose <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/primopiano\/politica\/fico_fotografo_bus-3633156.html\"><span class=\"s1\">da Rosa Parks su quel bus di Montgomery<\/span><\/a>, suona un po\u2019 posticcia. Tant\u2019\u00e8 che la foto del Fico a bordo ha scatenato, per tutta la settimana successiva,<a href=\"http:\/\/www.rollingstone.it\/rolling-affairs\/news-affairs\/roberto-fico-e-gia-un-meme\/2018-03-28\/\"><span class=\"s1\"> meme d\u2019ogni genere<\/span><\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22415\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22415 size-full\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Imagoeconomica_1066910.jpg\" alt=\"\" width=\"3792\" height=\"2524\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Roberto Fico \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Si dice che la dimora istituzionale pi\u00f9 famosa di sempre \u2013 la reggia di Versailles \u2013 fosse in realt\u00e0<a href=\"https:\/\/housesandbooks.wordpress.com\/2013\/02\/02\/the-grandeur-and-squalor-of-old-versailles\/\"><span class=\"s1\"> un enorme condominio piuttosto rumoroso<\/span><\/a>, in cui coabitavano centinaia di nobili decaduti e miserandi, scialacquatori cronici e scrocconi imperituri. In effetti Re Sole e consorte preferivano sovvenzionare questa aristocrazia ingombrante di tasca propria, piuttosto che lasciarle depredare lo Stato. Purtroppo, la Corte reale avrebbe funzionato come strumento di controllo della nobilt\u00e0 soltanto dal 1789. Negli anni Trenta dell\u2019Ottocento, il giornalista<a href=\"https:\/\/www.jstor.org\/stable\/27704976\"><span class=\"s1\"> William Cobbett tuon\u00f2 contro il \u201csacro debito\u201d<\/span><\/a> accumulato dalla Corona britannica per vincere le guerre napoleoniche, auspicando che con l\u2019allargamento del diritto di voto si potessero colpire quei \u201cmangiatasse\u201d rappresentati dai detentori dei titoli obbligazionari, che strozzavano gli agricoltori e i piccoli imprenditori. Il Parlamento inglese avrebbe cos\u00ec evitato una rivoluzione come quella andata in scena in Francia; in pratica, per\u00f2, i Lord inglesi avrebbero accumulato nuovi debiti nel corso di tutto il XIX secolo, per tenersi buono oppure ricompensare il proprio elettorato, e gli obbligazionisti onnipotenti sarebbero aumentati, invece di diminuire. La morale \u00e8 che in un sistema parlamentare non sono tanto le \u201ccaste\u201d a mandare in malora le finanze di un Paese, ma soprattutto gli squilibri delle politiche elettorali, orientate a mantenere un certo consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, a voler studiare pi\u00f9 seriamente il gesto di Fico, tutto sembra tranne che una mossa sciocca o inusitata. \u201cQualsiasi manuale di psicologia della percezione spiega come l\u2019elaborazione di contenuti visivi sia pi\u00f9 semplice per il cervello,\u201d spiega <a href=\"http:\/\/contropiede.blogautore.repubblica.it\/2018\/03\/27\/politica-foto-e-psicologia-della-percezione\/\"><span class=\"s1\">Dino Amenduni<\/span><\/a>, comunicatore politico dell\u2019agenzia Proforma. Utilizzo delle foto nello <i>storytelling<\/i> politico: di questo si tratta. Amenduni ammette: \u201cBisogna mantenere la calma e pensare che la mossa di Fico in autobus \u00e8 stata sofisticata ma non innovativa: \u00e8 propaganda esattamente come lo erano le immagini di Renzi in bici o di Berlusconi con la bandana.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22188 size-full\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Roberto-Fico-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"666\" \/><\/p>\n<form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-13249\" method=\"post\">\n<div class=\"mc4wp-form-fields\">\n<div>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto \u00e8 che i costi della politica sono, da sempre, uno dei cavalli di battaglia del partito fondato da Beppe Grillo. Concetto che \u00e8 stato ribadito anche a 48 ore dalle elezioni, il 2 marzo. In una piazza gremita, Di Maio aveva presentato il \u201c<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/03\/02\/m5s-la-chiusura-della-campagna-a-roma-sul-palco-grillo-casaleggio-e-di-maio\/4198940\/\"><span class=\"s1\">primo decreto legge<\/span><\/a> del primo Cdm, se domenica ci darete la maggioranza. Un decreto in tre punti: al primo c\u2019\u00e8 il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, al secondo l\u2019abolizione dei vitalizi e al terzo il taglio di 30 miliardi di sprechi.\u201d La magia \u00e8 riuscita \u00e8 col botto, e col 33% circa di consensi per entrambe le Camere il Movimento sembra in una posizione privilegiata per poter rivoluzionare la spesa pubblica in Italia. Ma allora perch\u00e9 questo insistere <a href=\"https:\/\/www.giornalettismo.com\/archives\/2655236\/m5s-tagli-vitalizi-indennita\"><span class=\"s1\">sul taglio dei 2.600 vitalizi agli ex parlamentari<\/span><\/a>, proprio nei giorni convulsi delle consultazioni, quando le disgrazie che incombono sul Paese sembrano ben altre, a cominciare dal rapporto incrinato con la <a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/politica\/2018\/03\/31\/non-siamo-toilette-della-francia-polemica-dopo-blitz_ELMqzgM2Ot6Rw4mxS66wsL.html\"><span class=\"s1\">polizia francese<\/span><\/a>?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/form>\n<div class=\"article-text\">\n<figure id=\"attachment_22377\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-22377\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Imagoeconomica_1067606-1538x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"559\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Luigi Di Maio \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Bisogna, forse, guardare al futuro. \u201cQuella dell\u2019accetta sui costi del palazzo \u00e8 pressoch\u00e9 l\u2019unica bandiera del Movimento delle origini che potr\u00e0 essere sventolata e cavalcata se i Cinque Stelle arriveranno a Palazzo Chigi,\u201d scrive <a href=\"https:\/\/www.msn.com\/it-it\/notizie\/other\/taglio-ai-vitalizi-l%E2%80%99unica-bandiera-m5s-che-pu%C3%B2-restare-a-sventolare\/ar-AAvuyRe\"><span class=\"s1\">Manuela Perrone<\/span><\/a> su <i>Il Sole24Ore<\/i>. \u201cTutte le altre, a partire dal reddito di cittadinanza, dovranno essere ammainate: trattate, riviste, se non addirittura abbandonate. In nome della <i>Realpolitik<\/i> e soprattutto della tenuta dei conti pubblici.\u201d In effetti, cos\u00ec repentina \u00e8 stata la giravolta di Luigi Di Maio in senso pro-Euro, pro-Europa e pro-Nato, che l\u2019ex guru cinquestelle Claudio Messora si \u00e8 messo a fare lo Steve Bannon del Movimento, rinfacciando al candidato premier di aver <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/informatiecontenti\/photos\/a.246020118959.140179.73465013959\/10156387280718960\/?type=3&amp;hc_ref=ARSw8GBY1GUmx23ZBKVFhcwnaT2m_H5OczrbFD0gIdvjy_3Nbtb4c2TNFY5AryLqjis\"><span class=\"s1\">abbandonato le sue radici populiste<\/span><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cosa curiosa \u00e8 che quando Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella pubblicarono<a href=\"http:\/\/www.rizzoli.eu\/libri\/la-casta\/\"><span class=\"s1\"> <i>La Casta<\/i><\/span><\/a>, l\u2019ormai proverbiale libro sugli sprechi della classe politica italiana, il M5S non esisteva ancora. Fu allora che il taglio dei costi dei bramini nazionale divenne mainstream, ma sembrava davvero una prerogativa della borghesia illuminata. Oggi, invece, il giornalismo <i>liberal<\/i> e i suoi lettori si dividono tra chi vuole ridicolizzare la battaglia anti-casta<i> in toto<\/i>, solo perch\u00e9 sostenuta da una forza eversiva nella forma e democristiana nella sostanza, e chi invece sembra dargli credito, forse con un tocco di ipocrisia. Ma il rischio non \u00e8 quello di buttare il bambino con l\u2019acqua sporca? Una volta identificato il dispositivo retorico messo in campo dai Cinque Stelle, cosa va detto di questi tagli alla politica? Sono veramente necessari e, soprattutto, opportuni?<\/p>\n<figure id=\"attachment_22378\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-22378\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fds.jpg\" alt=\"\" width=\"950\" height=\"580\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Per rispondere a queste domande bisognerebbe innanzitutto valutare il peso effettivo dei costi della politica nell\u2019economia italiana. Nel 2014 <a href=\"https:\/\/abceconomics.com\/2014\/02\/24\/reportage-sui-costi-della-politica-italiana\/\"><span class=\"s1\">l\u2019Istituto Bruno Leoni<\/span><\/a>, di solida fede liberista, ha svolto un\u2019indagine che lasciava poco spazio ai dubbi: \u201cCon l\u2019eccezione di Paesi di piccoli dimensioni o con basso reddito pro capite, l\u2019Italia spende la pi\u00f9 alta frazione rispetto al Pil, quasi un punto in pi\u00f9 rispetto alla Germania, la Francia, la Gran Bretagna e la Spagna,\u201d scriveva il relatore. Pesando per il 2,5 per cento sul Pil, i costi fissi della politica italiana posizionavano il Paese al sesto posto in Europa dopo Portogallo (5%), Cipro (4,5%), Ungheria (3,4%), Polonia (2,7%) e Austria (2,6%). L\u2019Italia era poi seconda come spesa in valore assoluto, pari a 39 miliardi di euro, molto vicina alla Germania (42 miliardi), che ha per\u00f2 una popolazione e un Pil superiori, e molto lontana da Francia (25), Gran Bretagna (24) e Spagna (18). <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-12-11\/uil-costi-politica-quota-3-miliardi-+2percento-063708.shtml?uuid=AB9Up9OC\"><span class=\"s1\">Un altro studio<\/span><\/a>, commissionato dalla Uil nel 2013, faceva ammontare i costi della politica a circa 23,2 miliardi di euro, cio\u00e8 757 medi annui per contribuente, con 1,1 milioni di persone che vivevano direttamente di politica. Mentre <a href=\"https:\/\/twitter.com\/ThManfredi\/status\/974652078785204224\"><span class=\"s1\">Thomas Manfredi<\/span><\/a>, Data Analyst dell\u2019Oecd, ha scoperto come lo stipendio medio dei parlamentari italiani, confrontato col reddito medio nazionale, sia molto pi\u00f9 alto di quello dei colleghi dei principali Paesi europei. Da qualsiasi punto la si guardi, l\u2019Italia appare decisamente generosa con i tenutari di cariche pubbliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la forza propagandistica del taglio ai costi della politica deriva soprattutto dal \u201csentire italico\u201d: sono gli italiani ad aver messo i costi della politica in cima alle loro priorit\u00e0. Un sondaggio,<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2016-05-27\/primo-costi-politica-182107.shtml?uuid=AD8X89O\"><span class=\"s1\"> realizzato dall\u2019Ipsos<\/span><\/a> nel 2015, per verificare quale sarebbe stata la decisione prioritaria adottata dai cittadini se avessero potuto scegliere tra la riduzione del numero dei parlamentari, la privatizzazione di molte delle imprese pubbliche, l\u2019abolizione delle province e la vendita di parte dei beni demaniali, ha mostrato che secondo gli italiani, tra le quattro soluzioni, quella che secondo loro avrebbe portato pi\u00f9 risparmi per la finanza pubblica era la prima, la riduzione dei parlamentari. <a href=\"http:\/\/open.luiss.it\/2018\/02\/14\/ecco-le-priorita-dei-cittadini-e-le-strategia-dei-partiti-in-vista-delle-elezioni-italiane\/\"><span class=\"s1\">Una rilevazione pi\u00f9 recente<\/span><\/a>, del febbraio di quest\u2019anno, il \u201ctaglio della casta\u201d risultava il quarto tema indicato dall\u2019elettorato come priorit\u00e0, dopo la lotta alla disoccupazione, la sanit\u00e0 pubblica e la corruzione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22424\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22424 size-full\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Imagoeconomica_1066903.jpg\" alt=\"\" width=\"4272\" height=\"2844\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Luigi Di Maio \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Probabilmente non si cade in errore se si pensa che i grillini hanno tanto insistito per questa crociata perch\u00e9 sapevano che sarebbe servita loro a recuperare lo svantaggio col Pd, che nel 2015 era di oltre 10 punti, e che nessuno meglio di loro avrebbe potuto guidarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 sono quasi 40 anni che l\u2019Italia prova a parametrare pi\u00f9 ragionevolmente i compensi di chi si occupa della cosa pubblica. I successi sono piuttosto scarsi. La parola d\u2019ordine \u00e8 sempre stata <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-04-03\/spendere-meno-e-meglio-investire-063609.shtml?uuid=ABCf5v7\"><span class=\"s1\">\u201cspendere meno e meglio\u201d<\/span><\/a>, ma i legislatori non riuscirono a far molto n\u00e9 nel 1983, poco prima che il socialismo craxiano facesse esplodere il debito pubblico (grazie anche a operazioni discutibili di investimenti pubblici al Sud), n\u00e9 nel 1997, quando per la Bicamerale e il tentativo di ridurre i parlamentari Massimo D\u2019Alema si sarebbe stampato addosso il marchio dell\u2019\u201cinciucio\u201d. Persino Mario Monti, l\u2019incarnazione dell\u2019austerit\u00e0, tra il 2011 e il 2013 si concentr\u00f2 perlopi\u00f9 sulle pensioni lasciando quasi intatta la burocrazia politica. Infine arriv\u00f2 Matteo Renzi, col suo \u201cpiano Cottarelli\u201d, dal nome del suo estensore, che prometteva di far risparmiare allo Stato 34 miliardi nel triennio 2014-2016 senza intaccare il <i>welfare<\/i>. Nient\u2019altro che <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/16_settembre_03\/spesa-pubblica-perotti-dalle-partecipate-troppi-sussidi-ecco-perche-riforme-hanno-fallito-7998c5de-7217-11e6-a5ab-6335286216cb.shtml\"><span class=\"s1\">un trucco di cosmesi<\/span><\/a>, a sentire l\u2019ex commissario, dimissionario, della <i>spending review<\/i> Roberto Perotti: \u201cTagliati 25 miliardi, ma sono state aumentate altre spese per la stessa cifra. E i costi della politica non sono scesi.\u201d<\/p>\n<figure id=\"attachment_22382\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-22382\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Imagoeconomica_444690-1542x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"558\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Roberto Perotti \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">La bravura della comunicazione Cinque Stelle \u00e8 stata quella di ergersi a unici proprietari della Excalibur dei tagli alla politica. A questo stadio del dibattito, scrive sempre <a href=\"https:\/\/www.google.it\/search?q=dino+amenduni+vitalizi&amp;oq=dino+amenduni+vitalizi&amp;aqs=chrome..69i57.3639j0j4&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8\"><span class=\"s1\">Dino Amenduni<\/span><\/a>, \u201cTentare di inseguire i M5S sulla questione dei costi della politica non porta assolutamente a nulla in termini di consenso. \u00c8 una loro battaglia e nessuno \u00e8 pi\u00f9 credibile di loro nell\u2019affrontarla.\u201d Del resto, contribuire all\u2019abolizione del finanziamento pubblico ai partiti nel 2012 non ha risparmiato il Pd dalla batosta del 4 marzo. I vitalizi per i nuovi deputati e senatori <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/fact-checking\/sui_vitalizi_brunetta_ha_ragione_a_met-1987357\/news\/2017-07-27\/\"><span class=\"s1\">sono stati aboliti da Monti a fine 2011<\/span><\/a>, ma ci\u00f2 non ha impedito in questi giorni al deputato M5S <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/riccardofraccaroM5S\/photos\/a.376403065802205.1073741829.373914752717703\/1532284563547377\/?type=3&amp;theater\"><span class=\"s1\">Riccardo Fraccaro<\/span><\/a> di invocare l\u2019abolizione del vitalizio per gli ex membri del Parlamento: quelli cio\u00e8 che lo hanno maturato prima che intervenisse l\u2019abolizione. Si tratta di circa 190 milioni di euro, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/fact-checking\/vitalizi_abolizione_fraccaro_m5s-3730303\/news\/2018-04-04\/\"><span class=\"s1\">circa lo 0.2 per mille della spesa pubblica<\/span><\/a>, e avendo un eventuale taglio effetti retroattivi, rischia di essere dichiarato inammissibile pure dalla Corte Costituzionale. Ma che importa? Anche in questo caso il meccanismo narrativo impone di calcare la mano sulla pazienza abusata dei cittadini e sull\u2019urgenza dell\u2019intervento moralizzatore. Questo succede perch\u00e9 soltanto in pochi, negli anni precedenti, hanno tentato di intervenire sul problema con reale trasparenza e rigore etico. Il sistema non ha saputo, o voluto, riformarsi da solo, ed eccoci alla deriva populista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al popolo per\u00f2 andrebbe fatto comprendere che questa casta \u00e8 una fonte di sperpero piuttosto ridicola a confronto di altri voci di spesa nazionale. Anche le stime pi\u00f9 preoccupanti sui costi della politica impallidiscono a confronto del conto da pagare per il Meccanismo europeo di stabilizzazione, comunemente noto come <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/fact-checking\/salvini_lega_fondo_salva_stati-3287817\/news\/2017-12-19\/\"><span class=\"s1\">\u201cfondo salva-Stati\u201d<\/span><\/a> (quota italiana: 14,3 miliardi di euro) e dal <a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/Cosa-e-fiscal-compact-e-come-funziona-c11daf5e-b539-4c2d-9bdf-2fac6d546481.html\"><span class=\"s1\"><i>fiscal compact<\/i><\/span><\/a> (40-50 miliardi di euro di manovra l\u2019anno per raggiungere il pareggio di bilancio).<\/p>\n<figure id=\"attachment_22383\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-22383\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Imagoeconomica_853748-1538x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"559\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Riccardo Fraccaro \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma persino la zavorra di cui sopra \u2013 che potremmo etichettare come \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d \u2013 \u00e8 poca cosa a confronto degli interessi sul debito che paghiamo annualmente: <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-02-12\/interessi-debito-calo-record-17-miliardi-2012--104112.shtml?uuid=AEMRLTU\"><span class=\"s1\">66,4 miliardi solo nel 2016<\/span><\/a> (nel 2012 erano oltre 80). E va detto che, grazie all\u2019ingresso nell\u2019Ue, l\u2019Italia ha beneficiato a partire dal 1995 di un notevole calo di interessi sul debito pubblico. A cosa poteva servire questo calo se non a finanziare misure espansive nell\u2019economia? Abbattere il costo del lavoro, rilanciare l\u2019occupazione e i consumi, stimolare investimenti innovativi. Tutto inutile: chi si \u00e8 succeduto dalla met\u00e0 degli anni Novanta in poi ha buttato questo piccolo tesoro al vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 lo stesso ceto politico, del resto, che parla di auto blu e scontrini dei sindaci, mentre lo Stato perde ogni anno, secondo il <i>Corriere della Sera,<\/i> 27 miliardi di gettito fiscale<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/18_marzo_25\/fisco-contante-gettito-perso-27-miliardi-ee16a66c-300a-11e8-95a5-089b7e9581a1.shtml\"><span class=\"s1\"> a causa dell\u2019uso del contante<\/span><\/a>; tiene in vita municipalizzate insanabili come Atac e compagnie zombie<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/17_febbraio_06\/alitalia-sprechi-ultimi-2-anni-protesta-dipendenti-fc7949f8-ec86-11e6-b0dc-72bd53481b5d.shtml\"><span class=\"s1\"> come Alitalia,<\/span><\/a> che sprecano centinaia di milioni l\u2019anno; sta facendo espandere sempre di pi\u00f9 la Cassa Depositi e Prestiti con investimenti dai quali difficilmente vedr\u00e0 grandi remunerazioni (<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2018\/04\/06\/tim-cassa-depositi-prestiti\/\"><span class=\"s1\">vedi il caso di Tim<\/span><\/a>), resuscitando in pratica la vecchia Iri: nient\u2019altro che la vecchia politica dell\u2019intervento statale diretto, e degli aiuti alle imprese che non lo meritano. Che andrebbe anche bene se oggi ci fosse una classe politica responsabile e non l\u2019ideologia dei dilettanti allo sbaraglio. Verr\u00e0 forse il momento in cui i grillini si renderanno conto che col taglio dei costi della politica si potranno pagare giusto un mese di permanenza nell\u2019Unione Europea, sempre che la situazione economica non peggiori nel frattempo. Ma, in fondo,<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/politica\/2018\/04\/07\/di-maio-al-pd-sotterriamo-ascia-guerra-diamo-governo-paese_ef7bdced-30a9-47a6-a061-ea35b8c8e09d.html\"><span class=\"s1\"> l\u2019<i>appeasement<\/i><\/span><\/a><i> <\/i>di Di Maio con i nemici di un tempo e le dichiarazioni \u201cdemocristiane\u201d del potenziale ministro all\u2019Economia Cinque Stelle<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2018-02-28\/il-candidato-m5s-all-economia-ecco-come-ridurro-debito-200921.shtml?uuid=AECOOp8D&amp;refresh_ce=1\"><span class=\"s1\"> Andrea Roventini<\/span><\/a>, fanno pensare sempre pi\u00f9 a un Movimento interessato a resuscitare le pratiche confusamente dirigiste del passato, pi\u00f9 che a cambiare realmente il famoso \u201csistema-paese\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22192\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-22192\" src=\"http:\/\/thevision.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Imagoeconomica_1056343-1539x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"559\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Andrea Roventini \u00a9 Imagoeconomica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cifre in gioco non sono piccole, ma \u201cI costi sono il frutto di molteplici voci di spesa, nessuna delle quali di per s\u00e9 ingente,\u201d conclude l\u2019Istituto Bruno Leoni. Con qualche taglio \u201csi potrebbe finanziare l\u2019abolizione dell\u2019IRAP, con benefici effetti sulla competitivit\u00e0 delle imprese e l\u2019occupazione,\u201d ma non bisogna aspettarsi miracoli. \u00a0La ragione pi\u00f9 importante per cui di questi tempi la sobriet\u00e0 va presa sul serio, dunque, non \u00e8 tanto economica quanto etica. Sono rimasti davvero in pochi ormai a negare che l\u2019<i>austerity<\/i> sia stata<a href=\"https:\/\/voxeu.org\/article\/austerity-and-stupidity\"><span class=\"s1\"> la causa primaria della bassa crescita dello scorso lustro<\/span><\/a>: il colmo \u00e8 che, in Paesi come l\u2019Italia, \u00e8 stata anche la conseguenza di una crescita fiacca e sbilanciata nei trent\u2019anni precedenti alla crisi. Colpe su colpe, dunque, di una classe dirigente incapace di riformarsi. A questo punto, nel momento in cui persino i grillini fanno capire che chiederanno sacrifici al Paese, \u00e8 giusto che le classi dirigenti diano il buon esempio. I numeri da circo non servono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 che riformare le istituzioni, non solo politiche ma economiche, \u00e8 complicato, soprattutto nelle democrazie parlamentari. \u201cOgni riforma \u00e8 prigioniera di un paradosso,\u201d scrive il politologo <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2014-03-16\/la-prigionia-paradosso-riformista-142952.shtml?uuid=ABU2gQ3\"><span class=\"s1\">Sergio Fabbrini<\/span><\/a>. \u201cDeve essere fatta da chi ha tutto o molto da perdere dalla riforma stessa. [\u00c8] poco ragionevole aspettarsi che i tacchini vogliano anticipare il pranzo di Natale. [\u2026] Intorno a istituzioni consolidate si sono formati interessi, aspettative, abitudini che necessariamente ostacoleranno il cambiamento di quelle istituzioni.\u201d Stessa storia ogni volta: con la riforma del mercato del lavoro, della scuola, o del welfare. In pi\u00f9 c\u2019\u00e8 il problema dell\u2019economia elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando agli autobus di Fico: il dramma \u00e8 che anche quando la spesa pubblica viene impiegata per mantenere il consenso nei modi pi\u00f9 abietti \u2013 clientele e corruzione \u2013 spesso non vede come protagonisti loschi manager in doppiopetto che intascano mazzette, ma povera gente rimasta indietro rispetto alla globalizzazione: gli ultimi della societ\u00e0, che vengono tenuti a galla da un sistema reticolare di prebende ora in crisi. L\u2019accellerazione paurosa della spesa delle amministrazioni pubbliche, iniziata negli anni Settanta e proseguita per tutto il corso dei Novanta, in un Paese sempre pi\u00f9 in declino economico e con democristiani e comunisti che fronteggiavano la loro crisi identitaria, ora \u00e8 un vago ricordo. Ma resta una forma di <i>welfare<\/i> \u201cin nero\u201d, non conteggiata da alcuna burocrazia statale, difficilissima da tagliare e impossibile da ignorare. Ci si potr\u00e0 mai attendere, oggi, dal M5S, che ha conquistato il 50% di consensi in un sud arretrato in ogni settore della vita economica e civile misure draconiane di ristabilimento dell\u2019efficienza? C\u2019\u00e8 da essere scettici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esistono di certo misure preferibili al taglio del <i>welfare<\/i> puro e semplice, se si vuole evitare la rivolta di un Paese stagnante e al tempo stesso fare qualcosa davvero in pi\u00f9, oltre all\u2019eliminazione delle auto blu: tagliare la spesa improduttiva in quei settori che rallentano il Paese e non hanno pi\u00f9 speranze di ripresa; razionalizzare e mettere in comune con l\u2019Europa le spese militari; rendere pi\u00f9 indipendente il servizio televisivo nazionale \u2013 che \u00e8 un <i>unicum <\/i>in Europa occidentale in termini di condizionamento e malcelata adulazione nei confronti dei politici; evitare investimenti dubbi come quello su TIM, che sembrano pi\u00f9 dettati dalla volont\u00e0 ambigua del governo di assicurarsi una partecipazione strategica, piuttosto che dalla convenienza economica. C\u2019\u00e8 poi chi ha suggerito una <a href=\"http:\/\/noisefromamerika.org\/articolo\/tassiamo-fondazioni-bancarie\"><span class=\"s1\">patrimoniale sulle fondazioni bancarie<\/span><\/a>, nonostante non brillino per efficienza, e che costringerebbe il settore a internazionalizzarsi sul serio. Ma non si capisce davvero perch\u00e9 tutto ci\u00f2 dovrebbe essere intrapreso da una corrente populista che ha conquistato il 50% dei voti promettendo la luna nel pozzo agli elettori, e che dalle prime avvisaglie ha gi\u00e0 fatto capire di voler governare in modo non dissimile dal vecchio governo Rumor.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attacco alla casta \u00e8 insomma fatto quasi interamente di propaganda di scarsa consistenza, ma al tempo stesso \u00e8 diventato inevitabile. Per quanto poco rilevante nel determinare le sorti del Paese, il peso simbolico della politica nel discorso pubblico ha raggiunto un livello tale da non poter essere pi\u00f9 trascurato. I pentastellati hanno bisogno di portarlo avanti come carta jolly, per dimostrare all\u2019elettorato di aver conservato almeno parte della loro essenza. Ancor pi\u00f9 necessario se dovessero tornare al voto a mani vuote, e con lo sdoganamento definitivo dell\u2019odiato Pd ormai avvenuto. \u00c8 il loro legame profondo con ci\u00f2 che sono stati, pi\u00f9 che con ci\u00f2 che saranno. \u00c8 anche probabile che sar\u00e0 una rivoluzione piuttosto garbata, che non intaccher\u00e0 i privilegi fondamentali, e che servir\u00e0 a occultare compromessi ben pi\u00f9 ingombranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Centrosinistra e centrodestra potranno forse solo stare a guardare: solo i Cinque Stelle sembrano apparire al pubblico con un\u2019immagine che al resto dei partiti sembra ormai negata. La domanda da farsi \u00e8 fino a che punto la Terza Repubblica potr\u00e0 ricorrere al dispendio di risorse pubbliche per andare incontro ai bisogni dell\u2019elettorato: il candidato M5S al ministero dell\u2019Economia, addirittura, vorrebbe attualizzare <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/03\/01\/elezioni-2018-di-maio-andrea-roventini-sara-ministro-delleconomia-del-m5s\/4195009\/\"><span class=\"s1\">la <i>spending review<\/i> renziana<\/span><\/a>. E se l\u2019obiettivo del populismo fosse la creazione di un nuovo patto sociale, su una strada che prosegua s\u00ec verso i sacrifici, ma con un ricambio di volti e di linguaggi, l\u2019ennesima illusione di rinnovamento, che plachi gli animi per qualche anno?<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/thevision.com\/politica\/tagli-costi-politica\/\">http:\/\/thevision.com\/politica\/tagli-costi-politica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE VISION (Paolo Mossetti) Presentandosi all\u2019istituzione principe del potere repubblicano, Palazzo Montecitorio, scendendo dal modesto autobus della linea 85 dell\u2019Atac, il neoeletto presidente della Camera Roberto Fico ha voluto rinnovare il patto spirituale con i suoi elettori. L\u2019idea che un ruolo pubblico debba essere svolto senza sprechi e ostentazioni di lusso, con sobriet\u00e0 quasi gandhiana, lontano dai privilegi e dalle corsie preferenziali, \u00e8 uno dei refrain storici del Movimento Cinque Stelle.\u00a0Ed \u00e8 proprio in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":38442,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/logo_TV_blk.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aBi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40752"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40752"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40752\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40753,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40752\/revisions\/40753"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38442"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}