{"id":40914,"date":"2018-04-12T10:00:40","date_gmt":"2018-04-12T08:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40914"},"modified":"2018-04-12T09:48:38","modified_gmt":"2018-04-12T07:48:38","slug":"ideologia-ed-opportunismo-due-parole-usate-a-sproposito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40914","title":{"rendered":"Ideologia ed Opportunismo: due parole usate a sproposito."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole sono spesso tradite dall\u2019uso e, a lungo andare, perdono il loro significato originario per acquisirne uno ambiguo e spesso deteriore. E\u2019 il caso di due termini come \u201cOpportunismo\u201d ed \u201cIdeologia\u201d. Chi consultasse il dizionario Treccani, proverebbe questa definizione per opportunismo:<\/p>\n<blockquote><p>&lt;&lt;Comportamento per cui, nella vita privata o pubblica, o nell\u2019azione politica, si ritiene conveniente rinunciare a princip\u00ee o ideali, e si scende spregiudicatamente a compromessi per tornaconto o comunque per trarre il massimo vantaggio dalle condizioni e dalle opportunit\u00e0 del momento\u2026 Con sign. meno negativo, la capacit\u00e0 di saper cogliere e sfruttare il momento opportuno, la buona occasione, anche se con danno dell\u2019avversario (per es., in competizioni sportive).&gt;&gt;<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, in politica, il termine ha il significato solo negativo e riconduce sempre ad un comportamento dettato dal vantaggio individuale sostanzialmente amorale, mentre, nel calcio si dice \u201c\u00e8 un grande opportunista\u201d di un giocatore che, senza particolare schema di gioco sia pronto a cogliere l\u2019occasione per segnare una rete e, quindi, con giudizio positivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 sfumata e polisemica \u00e8 la definizione del termine ideologia: lo stesso dizionario, dopo aver fornito la sua definizione etimologica ( scienza del pensiero antimetafisica) e quella data dal marxismo o dalle scienze sociali (complesso di credenze filosofiche, religiose, culturali di una classe o di una societ\u00e0 particolari) ne aggiunge una in senso spregiativo:<\/p>\n<blockquote><p>&lt;&lt; complesso di idee astratte, senza riscontro nella realt\u00e0, o mistificatorie e propagandistiche, cui viene opposta una visione obiettiva e pragmatica della realt\u00e0 politica, economica e sociale&gt;&gt;<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">ma nell\u2019uso corrente ormai il termine ha solo questa valenza negativa ed \u00e8 una sorta di equivalente di \u201cpregiudizio\u201d e, per alcuni, una sorta di edizione temporale delle credenze religiose. Ma in questo modo di confonde il termine con un suo particolare uso. Entriamo nel merito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opportunismo: non \u00e8 detto che una condotta che prescinda pi\u00f9 o meno totalmente da considerazioni di ordine morale, e che sfrutti le occasioni che si aprono, debba necessariamente essere dettata da interessi puramente personali, pu\u00f2 anche essere un modo di intendere la lotta politica come lotta per il potere e senza vincoli di carattere morale. In questo senso il Principe di Machiavelli \u00e8 il primo esempio di politico \u201copportunista\u201d il cui scopo \u00e8 la conquista ed il mantenimento del potere. In questo senso sia Napoleone che Stalin o Mussolini furono grandi opportunisti. Napoleone port\u00f2 nella politica il suo senso istintivo per la tattica, ed ebbe una percezione piuttosto vaga dei valori politici: fu giacobino oltranzista sino ad un certo momento, poi sostenne il termidoro per poi operare una sostanziale restaurazione monarchica. Similmente Mussolini non fu mai realmente convinto del corporativismo o della socializzazione, ed ebbe come suo punto di riferimento centrale un\u2019idea di politica di grande potenza dell\u2019imperialismo italiano, con frequenti mutamenti di strategia e di alleanze. Di Stalin non ho bisogno di ripetere quanto ho gi\u00e0 scritto in altre sedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un caso particolare \u00e8 rappresentato da Lenin che fu insieme politico di corte ispirazione ideologica radicata in un marxismo con decise influenze populiste e lassaliane, ma fu anche un politico decisamente opportunista che mut\u00f2, anche in tempi brevissimo, le sue convinzioni (si pensi alle sue \u201ctesi d\u2019aprile\u201d, alla posizione sui Soviet, alla pace di Brest Litowsk ecc.) man mano che la situazione oggettiva andava mutando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019esempio di Lenin ci fa capire che non sempre \u201ccogliere l\u2019opportunit\u00e0\u201d (\u00e8 questo il senso vero del termine) \u00e8 incompatibile con una politica ideologica e la coesistenza fra i due termini \u00e8 poi definita dall\u2019uso di ciascuno di essi nella definizione della strategia e Lenin fu insieme grande stratega e grande tattico. In realt\u00e0, nell\u2019azione di ogni politico c\u2019\u00e8 un aspetto ideologico ed un aspetto opportunista, il problema \u00e8 sino a che punto si sia una cosa e sino a che punto un\u2019altra e molto dipende dal livello culturale del personaggio o del movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E veniamo al termine ideologia che noi assumiamo semplicemente ed avalutativamente come \u201cvisione organica del mondo che tende a rendere coerenti le sue parti\u201d, In questo senso esistono anche \u201cideologie non politiche\u201d: anche nelle scienze logico-matematiche e naturali esistono scuole di pensiero che altro non sono che ideologie nel proprio campo: i paradigmi scientifici sono esattamente questo. Dunque non c\u2019\u00e8 neppure alcuna incompatibilit\u00e0 fra ideologie e pensiero scientifico. Ancora una volta esiste un uso laico e scientifico dell\u2019ideologia ed un uso dogmatico di tipo para religioso: quello che separa l\u2019uno dall\u2019altro \u00e8 la capacit\u00e0 di imparare dall\u2019esperienza. Un uso laico presuppone che non esistano verit\u00e0 definitive ed immutabili ma che ogni convinzione possa resistere sino a quando l\u2019esperienza concreta non la falsifichi. Vice versa, la convinzione di verit\u00e0 immutabili conduce all\u2019integralismo o, peggio ancora, al fondamentalismo. Ed anche quei non si tratta di una esclusiva del pensiero religioso o politico: il neo liberismo (che si ritiene conoscenza scientifica e matematicamente fondata dell\u2019economia) non \u00e8 meno fondamentalista della Jihad islamica e lo dimostra l\u2019incapacit\u00e0 di rimettere in discussione i fondamenti del proprio pensiero alla luce dell\u2019esperienza della crisi ancora in atto.<br \/>\nLa confusione che spesso si fa sull\u2019uso di questi termini ha l\u2019effetto di peggiorare notevolmente le cose: la \u201ccritica dell\u2019ideologia\u201d di cui parl\u00f2 Daniel Bell nei primissimi anni sessanta ha dato il via ad una processo di ricadute a catena con esiti finali disastrosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bell partiva dal tradizionale impianto empirista della cultura anglo americana (e l\u2019empirismo, piaccia o no, \u00e8 a sua volta una ideologia) e criticava, nelle ideologie politiche novecentesche, l\u2019infondato giudizio a priori e il carattere totalizzante. \u201cQuale \u00e8 il problema? Ho qui la soluzione!\u201d scriveva, per ridicolizzare la posizione degli \u201cideologici\u201d, che pretenderebbero d\u2019avere una pietra filosofale in grado di risolvere ogni problema, prima ancora che sia posto. In una certa misura la critica di Bell coglieva nel segno, perch\u00e9 si manifestava nel punto pi\u00f9 aspro della guerra fredda che fu eminentemente guerra ideologica segnata dall\u2019ossificazione reciproca dei due schieramenti. In particolare il marxismo ufficiale aveva subito un processo di irrigidimento del tutto patologico e, in qualche modo, l\u2019emergere del marxismo eretico intorno al sessantotto, con le sue commistioni con la sociologia, l\u2019antropologia, la psicanalisi, ecc. dette indirettamente ragione a Bell. Ma la critica all\u2019ideologia divenne per presto la liquidazione di ogni strategia, poi di qualsiasi cultura politica, di qualsiasi identit\u00e0 in favore di uno pseudo riformismo che non aveva modello di societ\u00e0 in testa, non aveva cultura politica, no, aveva strategia n\u00e9 disegno politico alcuno, ma si risolveva in pura empiria del giorno per giorno. Quello che, da un lato si adattava alla dittatura finanziaria, accettata senza alcuna resistenza, dall\u2019altro rimuoveva l\u2019idea di futuro dal dibattito politico, piegandosi totalmente alla dittatura dell\u2019esistente. Il che, a sua volta ha generato l\u2019idea della centralit\u00e0 del leader e, dunque, dei partiti personali privi di ogni dialettica interna.<br \/>\nTutto questo ha distrutto ogni classe dirigente di ricambio ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: puro opportunismo, ma nel solo senso deteriore del termine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/ideologia-ed-opportunismo\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/ideologia-ed-opportunismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; Le parole sono spesso tradite dall\u2019uso e, a lungo andare, perdono il loro significato originario per acquisirne uno ambiguo e spesso deteriore. E\u2019 il caso di due termini come \u201cOpportunismo\u201d ed \u201cIdeologia\u201d. 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