{"id":40928,"date":"2018-04-12T12:57:47","date_gmt":"2018-04-12T10:57:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40928"},"modified":"2018-04-12T12:57:47","modified_gmt":"2018-04-12T10:57:47","slug":"piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=40928","title":{"rendered":"Piero Calamandrei e la chiarezza nella costituzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di IL PONTE (Silvia Calamandrei)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/resizer\/940\/315\/true\/1483618659527_1483618681.jpg--tullio_de_mauro.jpg?1483618682000\" alt=\"Tullio De Mauro\" width=\"940\" height=\"315\" \/><\/p>\n<div id=\"wrap\">\n<div id=\"main\">\n<div id=\"content\">\n<article id=\"post-2818\" class=\"post-2818 post type-post status-publish format-standard hentry category-memoria category-politica tag-anna-maria-enriques tag-antonio-baldini tag-antonio-gramsci tag-benedetto-croce tag-cesare-beccaria tag-chiarezza-nella-costituzione tag-concetto-marchesi tag-costantino-mortati tag-giacomo-matteotti tag-giorgio-amendola tag-giuseppe-mazzini tag-jana-mrazkova tag-nello-rosselli tag-nino-criscenti tag-palmiro-togliatti tag-piero-calamandrei tag-pietro-pancrazi tag-silvia-calamandrei tag-tina-lorenzoni tag-tomaso-montanari tag-tullio-de-mauro\">\n<div class=\"single-entry-content\">\n<div class=\"pf-content\">\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">[Intervento al Festival della lingua italiana sul linguaggio della Costituzione, Siena, 8 aprile 2018.]<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Il grande linguista e pedagogo democratico <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tullio_De_Mauro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tullio De Mauro<\/a> sottolineava \u00abl\u2019eccezionalit\u00e0 linguistica della Costituzione rispetto alla frustrante illeggibilit\u00e0 del corpus legislativo italiano\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>: rispetto all\u2019oscurit\u00e0 di tanti testi di legge (il <em>latinorum<\/em> di Renzo), il patto sottoscritto dagli italiani all\u2019indomani della Liberazione si contraddistingue per chiarezza, qualit\u00e0 raccomandata da Piero Calamandrei nel discorso del 4 marzo 1947: \u00abOra, vedete, colleghi, io credo che in questo nostro lavoro soprattutto ad una meta noi dobbiamo, in questo spirito di familiarit\u00e0 e di collaborazione, cercare di ispirarci e di avvicinarci. [\u2026] Il nostro motto dovrebbe esser questo: \u201cchiarezza nella Costituzione\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Sempre in quell\u2019intervento Calamandrei sostiene che a scrivere la Costituzione non sono stati loro, i Costituenti, uomini effimeri di cui i nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato tutto un popolo di morti, di quei morti, che noi conosciamo a uno a uno, caduti nelle nostre file, nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti, da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci, fino ai giovinetti partigiani, fino al sacrificio di Anna Maria Enriques e di Tina Lorenzoni, nelle quali l\u2019eroismo \u00e8 giunto alla soglia della santit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicit\u00e0, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all\u2019Italia libert\u00e0 e dignit\u00e0. Di questo lavoro si sono riservata la parte pi\u00f9 dura e pi\u00f9 difficile: quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi \u00e8 rimasto un compito cento volte pi\u00f9 agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno: di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e pi\u00f9 umana, di una solidariet\u00e0 di tutti gli uomini, alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verit\u00e0, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">La Costituzione, patto tra uomini liberi, e testamento dei caduti, doveva essere chiara e comprensibile, utilizzare il linguaggio quotidiano, per consentire quella partecipazione alla cosa pubblica che tanto premeva a Calamandrei e ai costituenti, uno strumentario in mano ai cittadini, discusso lungamente, nei dettagli, per poi essere affidato alla cura e alla revisione del consulente linguistico Pietro Pancrazi, grande amico di Piero, critico letterario del \u00abCorriere della sera\u00bb e compagno delle passeggiate degli anni trenta con Russo, Nello Rosselli, Benedetto Croce e altri, recentemente rievocate in uno spettacolo teatrale di Tomaso Montanari e Nino Criscenti.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">La versione finale venne poi sottoposta a una Commissione composta da Pancrazi, Concetto Marchesi e Antonio Baldini, e ne scatur\u00ec un testo composto essenzialmente di periodi brevi, con una frase principale che precede le subordinate (poche), assenza di incisi e di rimandi, indicativo presente con valore prescrittivo, raro uso del congiuntivo e del gerundio.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Come ha scritto De Mauro, uno dei massimi studiosi dell\u2019argomento, il testo \u00e8 \u00ablungo 9.369 parole, che sono le repliche, le occorrenze di 1.357 lemmi. Di questi 1.002 appartengono al vocabolario di base italiano\u00bb. Ogni frase, con una media di 19,6 parole, contro le 120-180 di cui solitamente si compongono i periodi dei nostri legislatori, doveva essere capita anche da quel 59,2% di cittadini ultraquattordicenni analfabeti dell\u2019immediato dopoguerra.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Va ricordato infatti che all\u2019epoca in Italia solo il 30% dei cittadini aveva il diploma elementare, il 5,9% quello di media inferiore, il 3,3% di scuola superiore, e l\u20191% la laurea<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Quando all\u2019articolo 3 si scriveva: \u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u00bb occorreva pensare anche alle competenze linguistiche di coloro che si volevano cittadini attivi e partecipi.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\"><em>Chiarezza nella Costituzione<\/em> \u00e8 il titolo che Calamandrei d\u00e0 al suo intervento, che ovviamente non ha solo un approccio linguistico, di preoccupazione stilistica ed espressiva, ma schiettamente enuncia la complessit\u00e0 del compromesso raggiunto, e il carattere propositivo di tanti enunciati, in particolare quelli di ordine sociale, travestiti in norme giuridiche ma non immediatamente attuabili: queste norme di carattere programmatico, secondo Costantino Mortati, rappresentavano impegni che il legislatore prendeva per l\u2019avvenire: non erano dunque disposizioni giuridiche irrilevanti, perch\u00e9 anche esse avevano la loro efficacia giuridica.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Calamandrei, non completamente convinto da Mortati, si era lasciato poi conquistare dalla citazione dantesca di Togliatti sul lume che illumina la strada a coloro che seguono: \u00abilluminare la strada a quelli che verranno\u00bb. Eppure era perplesso perch\u00e9 tanti enunciati non corrispondevano a verit\u00e0 e avrebbero potuto minare la credibilit\u00e0 della Costituzione.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Per questo, per evitarne il discredito, insistette perch\u00e9 le dichiarazioni programmatiche (salute, istruzione, lavoro garantiti a tutti) fossero raccolte in un preambolo, \u00abcon una dichiarazione esplicita del loro carattere non attuale, ma preparatore del futuro; in modo che anche l\u2019uomo semplice che legger\u00e0, avverta che non si tratta di concessione di diritti attuali, che si tratta di propositi, di programmi e che bisogna tutti duramente lavorare per riuscire a far s\u00ec che questi programmi si trasformino in realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Evitare il discredito delle leggi, invalso con le falsificazioni del fascismo (<em>Il fascismo come regime della menzogna<\/em> \u00e8 il titolo di un suo scritto), \u00e8 uno degli obiettivi principali del Calamandrei costituzionalista, divenuto tale dopo l\u2019attraversamento degli anni pi\u00f9 bui nei quali il diritto sembrava irrevocabilmente calpestato e violato.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Al primo segnale di crollo del regime mussoliniano, in quella breve pausa che va dal 25 luglio all\u20198 settembre, Calamandrei aveva creduto di poter finalmente respirare quell\u2019aria della libert\u00e0 che era andato cercando nelle passeggiate tra i borghi e i paesaggi dell\u2019Italia centrale con gli amici letterati e filosofi e aveva annotato nel <em>Diario<\/em> la sensazione di aver ritrovato la patria: \u00abla patria come senso di cordialit\u00e0 e di comprensione umana esistente tra nati nello stesso paese, che si intendono con uno sguardo, con un sorriso, con un\u2019allusione: la patria, questo senso di vicinanza e intimit\u00e0 che permette in certi momenti la confidenza ed il tono di amicizia tra persone che non si conoscono, di educazione e di professione diverse, e che pure si riconoscono per qualcosa di comune e di solidale che \u00e8 pi\u00f9 dentro. Ah, che respiro! Ci si pu\u00f2 parlare, si pu\u00f2 dire il nostro pensiero chiaro, per la strada, in ferrovia, al contadino che lavora nel campo, all\u2019operaio che passa in bicicletta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di nascondersi in un linguaggio allusivo, quale quello adottato in tanta letteratura sotto il fascismo e dallo stesso Calamandrei quando diceva che il suo pensiero andava cercato \u00abtra le righe\u00bb, in opere come l\u2019<em>Elogio dei giudici<\/em>. Un linguaggio dell\u2019epoca della \u00abresilienza\u00bb, nel quale gli antifascisti si incontrano e scambiano battute allusive, ma non possono parlar chiaro.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Si tratta di un nuovo inizio, in cui bisogna reimparare a usare lo stesso linguaggio, come scrive in un saggio dell\u2019agosto 1943, che non vedr\u00e0 mai la luce, intitolato <em>La politica non \u00e8 una professione<\/em>, tema su cui avr\u00e0 occasione di ritornare: \u00abBisogner\u00e0 ricominciare da capo a imparare una quantit\u00e0 di nozioni elementari, che di solito si imparavano una volta per sempre da bambini: come si fa a camminare, come si fa a salutare, come si fa a vestirsi, come si fa a parlare. Il galateo \u00e8 tutto da ristudiare: la grammatica, e forse l\u2019abbecedario, con esso. Bisogner\u00e0 ricominciare a distinguere nel vocabolario le parole pulite da quelle sporche, le parole genuine da quelle adulterate: inequivocabile, sagra, cameratesco rancio, ferreo clima, raduno totalitario, anzi oceanico, com\u2019ebbi a leggere su un giornale di Roma che descriveva l\u2019adunata coatta di quel povero popolo acclamante ai discorsi in cui fu rivelato al mondo il mal d\u2019Africa o il bagnasciuga\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">In verit\u00e0 questa breve pausa di libert\u00e0 viene bruscamente interrotta dall\u2019armistizio e dall\u2019occupazione tedesca, e il nuovo linguaggio della libert\u00e0, della resistenza al nazifascismo, potr\u00e0 essere sperimentato solo dopo la vittoria della Resistenza, passando per la tragedia della guerra nella penisola e l\u2019esilio nel paese umbro di Colcello. Ma Calamandrei lo ha incubato a lungo, come sostiene la studiosa ceca Jana Mr\u00e1zkova, che al linguaggio di Calamandrei e dell\u2019antifascismo ha dedicato un saggio pregnante, pubblicato sulla rivista \u00abIl Ponte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Quando mi \u00e8 stato chiesto di parlare di Calamandrei e della lingua della Costituzione, ho pensato non solo alla lettera della Costituzione, e agli articoli a cui egli ha maggiormente contribuito, ma ai tanti discorsi e commenti celebrativi che Calamandrei dedic\u00f2 al patto sottoscritto tra uomini liberi e all\u2019eredit\u00e0 della Resistenza. Ed ho riletto il saggio della Mr\u00e1zkova perch\u00e9 \u00e8 stata la prima a interrogarsi sulle origini del linguaggio con cui Calamandrei costruisce e celebra il mito della Resistenza, un linguaggio politico che \u00e8 al contempo letterario e poetico, vibrante di sentimento e di <em>pathos<\/em>, e che continua a circolare e a essere efficace anche per le nuove generazioni. Una nuova oratoria, che mutua espressioni anche dalla tradizione letteraria, e che stabilisce un nuovo codice comunicativo.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Il primo esempio di tale oratoria \u00e8 il discorso inaugurale che tiene come rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze a poche settimane dalla liberazione della citt\u00e0, nel 1944, che comparve nella pubblicazione del Ctnl con il titolo <em>L\u2019Universit\u00e0 fiorentina parla il linguaggio della libert\u00e0<\/em><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>. Successivamente, con la liberazione dell\u2019intera Italia, Calamandrei sviluppa ulteriormente il suo \u201clinguaggio della libert\u00e0\u201d: il suo linguaggio politico, ricco di figure poetiche, un linguaggio del mito, continua a evolversi nella rivista \u00abIl Ponte\u00bb e a compendiarsi incisivamente nelle tante epigrafi alla memoria.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">La Mr\u00e1zkova si interroga: che cosa diede vita, in un giurista cinquantenne, a questo linguaggio appassionato, vivo, giovanile, messo al servizio di un movimento di portata storica come la Resistenza? Perch\u00e9 un uomo che, pur essendo un fervente antifascista fin dalla prima ora, non partecip\u00f2 alla lotta armata contro il fascismo ma divent\u00f2 un cos\u00ec eloquente celebratore di quel movimento, il \u201ccantore\u201d della Resistenza? E in che modo un mito creato da uno \u201cscrittore politico\u201d e nato in un particolare e unico momento di liberazione pot\u00e9 perpetuarsi con tanto vigore contro la logica della realt\u00e0 politica degli anni successivi, quando la situazione cambi\u00f2 precipitosamente, negli anni della Guerra fredda e della \u201cdesistenza\u201d? Da dove provenivano quella forza di linguaggio e quel brillante stile letterario? Quale segreto, quale mistero mantenne vivo il linguaggio politico di Calamandrei?<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Secondo la studiosa ceca alle spalle c\u2019\u00e8 la logica giuridica di Calamandrei, la limpidezza delle sue argomentazioni di avvocato, ma anche la sua esperienza letteraria e poetica, in opere elegiache come l\u2019<em>Inventario della casa di campagna<\/em> e l\u2019appassionato <em>Diario<\/em> che tiene dal 1939 al 1945.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">La difesa e la divulgazione della Costituzione diventano il suo fronte di impegno principale, in Parlamento, sulla rivista \u00abIl Ponte\u00bb, in tanti discorsi, come quello ai giovani del 1955, e in famose arringhe come quella per Danilo Dolci, una vera e propria orazione.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi linguistica della sua oratoria e delle ricorrenze sarebbe estremamente interessante, anche per meglio comprenderne la perdurante efficacia comunicativa. In un saggio del 1955, <em>La Costituzione e le leggi per attuarla<\/em>, dice che dagli articoli della Costituzione parlano a noi le voci, \u00abauguste e venerande\u00bb del nostro Risorgimento: Mazzini, Garibaldi, Cavour, Beccaria, Cattaneo, e altre voci pi\u00f9 recenti, come Rosselli, Gramsci e Gobetti, ma soprattutto quelle dei fratelli caduti nelle battaglie della Resistenza. \u00c8 il messaggio che trasmette anche ai giovani studenti milanesi, in quel discorso che possiamo ancora riascoltare dalla sua viva voce, che parla del \u00abtestamento spirituale di centomila morti, che indicano ai vivi i doveri dell\u2019avvenire\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">E il suo appello ai giovani a non trascurare la politica, a non tirarsi indietro dall\u2019impegno politico e civile per far s\u00ec che la Costituzione non rimanga una carta morta, sembra ormai fondersi con quelle voci auguste e venerande.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una forte vena pedagogica, che De Mauro aveva saputo cogliere nella prefazione alla raccolta di discorsi di Calamandrei per la scuola<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>, quella scuola che considerava organo principale della Costituzione, fucina della classe dirigente e luogo di formazione di una cittadinanza consapevole.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify\">Nella prefazione ai <em>Dei delitti e delle pene <\/em>di Beccaria, rivisitata nel dicembre del 1944 a Firenze, Calamandrei sottolineava cha la patria era anche l\u2019appartenenza a una tradizione artistica, linguistica e letteraria: \u00abbasta ora rimuovere appena le macerie per vedere riapparire tra la polvere la nitida stampa<b> <\/b>un po\u2019 antiquata di questi vecchi libri fidati, ai quali si pu\u00f2 chiedere ancora, senza il timore di rimanere delusi, la parola che valga a farci ritrovare la fede. [\u2026] Di questi libri \u00e8 fatta la patria; la quale \u00e8, s\u00ec, queste montagne e questo mare dati da Dio, ma \u00e8 anche queste cupole e queste torri e queste statue create dagli uomini, che non si posson vedere sfregiate senza sentirci ad uno ad uno sanguinanti nella nostra carne, noi che da quando siamo nati siamo cresciuti in quest\u2019ombra; ed \u00e8 anche in questi breviari di saggia bont\u00e0, nei quali di generazione in generazione si tramanda, nella grande polifonia della nostra letteratura, l\u2019accento inconfondibile in cui ci riconosciamo italiani: questo tono di umana cordialit\u00e0, questo senso di virile dolcezza e di universalit\u00e0 religiosa che va dallo<em> ius gentium<\/em> ai <em>Doveri dell\u2019uomo<\/em> di Giuseppe Mazzini\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Questa tradizione si rispecchia nella carta costituzionale, \u00abpatto giurato fra uomini liberi\u00bb che nella orazione del 1956 per Danilo Dolci verr\u00e0 equiparata alle leggi di Antigone.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"textjustify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup><\/sup> T. De Mauro, <em>Il linguaggio della Costituzione<\/em>, Senato della Repubblica, Palazzo della Minerva, Roma,16 giugno 2008, p. XXV.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup><\/sup> T. De Mauro, <em>Storia linguistica dell\u2019Italia repubblicana<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 2014<sup>2<\/sup>, p. 24.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"textjustify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><sup><\/sup> \u00abArgomenti\u00bb, anno II, agosto 1943.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><sup><\/sup> \u00abRitorno dell\u2019Universit\u00e0 fiorentina alla libert\u00e0\u00bb, in <em>Uomini e citt\u00e0 della Resistenza, <\/em>Bari, Laterza, 1955.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><sup><\/sup> P. Calamandrei, <em>Per la scuola<\/em>, introduzione di T. De Mauro, Palermo, Sellerio, 2008.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/\">http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/04\/10\/piero-calamandrei-e-la-chiarezza-nella-costituzione\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Silvia Calamandrei) [Intervento al Festival della lingua italiana sul linguaggio della Costituzione, Siena, 8 aprile 2018.] Il grande linguista e pedagogo democratico Tullio De Mauro sottolineava \u00abl\u2019eccezionalit\u00e0 linguistica della Costituzione rispetto alla frustrante illeggibilit\u00e0 del corpus legislativo italiano\u00bb1: rispetto all\u2019oscurit\u00e0 di tanti testi di legge (il latinorum di Renzo), il patto sottoscritto dagli italiani all\u2019indomani della Liberazione si contraddistingue per chiarezza, qualit\u00e0 raccomandata da Piero Calamandrei nel discorso del 4 marzo 1947:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":17739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IL-PONTE-e1474101326963.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aE8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40928"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40928"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40929,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40928\/revisions\/40929"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}