{"id":4107,"date":"2011-08-03T12:41:27","date_gmt":"2011-08-03T12:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=4107"},"modified":"2011-08-03T12:41:27","modified_gmt":"2011-08-03T12:41:27","slug":"la-storia-e-finita-andate-in-pace-cronaca-delle-eminenze-grigie-che-hanno-scioccato-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=4107","title":{"rendered":"La storia \u00e8 finita, andate in pace!&#8230; Cronache delle &quot;eminenze grigie&quot; che hanno scioccato il mondo"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">di A.D.G. <a href=\"http:\/\/www.lavocedelcorsaro.myblog.it\">La voce del corsaro<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">&lt;&lt;<i> La democrazia liberale costituisce il punto di arrivo dell&rsquo;evoluzione ideologica dell&rsquo;umanit&agrave; e la definitiva forma di governo tra gli uomini. La sua affermazione costituisce in un certo senso <b>la fine della storia <\/b><\/i>&gt;&gt;<i>.<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Queste sono le parole del professor <i>Francis Fukuyama,<\/i> contenute nel suo libro del 1992 &ldquo;<i>La fine della storia<\/i>&rdquo;. Secondo Fukuyama, con la caduta del muro di Berlino nel 1989, la storia &egrave; finita, poich&eacute; in tutto il mondo si &egrave; affermato il miglior modello di societ&agrave;, e cio&egrave; quello <i>liberalcapitalistico<\/i>. Dopo lo scontro della &ldquo;<i>guerra fredda&rdquo;, <\/i>il confronto internazionale in questo nuovo mondo, avverr&agrave; sui campi di battaglia del <i>mercato <\/i>e della competitivit&agrave; economica, secondo i &ldquo;prosperi&rdquo; principi del <i>liberalismo<\/i>. Questo &egrave; il modello di societ&agrave; illustratoci da Fukuyama, ma per capire come si &egrave; arrivati alla cosiddetta &ldquo;fine della storia&rdquo;, bisognerebbe partire da molto lontano, e precisamente dagli anni &rsquo;20 del &lsquo;900.<a href=\"http:\/\/www.carloporta.it\/cultura\/didattica\/globalizzazione\/politica\/fukuyam-fine-storia.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[1]<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">E&rsquo; il 1929, anno della grave crisi economica che colp&igrave; tutto il mondo. La fiducia nel &ldquo;<i>liberoscambismo<\/i>&rdquo; che aveva contraddistinto tutta l&rsquo;economia degli inizi del &lsquo;900, deflagr&ograve; sotto i colpi della &ldquo;grande depressione&rdquo;. Come rimedio a questa crisi, nel 1933, il Presidente degli Stati Uniti Roosvelt var&ograve; il <i>New Deal,<\/i> e cio&egrave; il &ldquo;nuovo corso&rdquo;; con questa misura lo Stato si impegnava in prima linea nei settori strategici dell&rsquo;economia, al fine di incentivare la crescita e la ripresa. Tramite il New Deal lo Stato finanzi&ograve; importanti opere pubbliche, mise appunto piani di assistenza sociale e svilupp&ograve; politiche economiche orientate al progresso dell&rsquo;intera popolazione.<a href=\"http:\/\/www.storiacontemporanea.eu\/globalizzazione\/il-neoliberismo\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[2]<\/span><\/a> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Questi, furono anche gli anni della ribalta per un economista britannico: John Maynard Keynes. Nella sua opera pi&ugrave; importante &ldquo;<i>Teoria generale dell&#39;occupazione, dell&#39;interesse e della moneta&rdquo; <\/i>del 1936, Keynes critica i fondamenti dell&rsquo;economia &ldquo;classica&rdquo;, in particolare l&rsquo;idea che il <i>mercato <\/i>tenderebbe spontaneamente a creare l&rsquo;equilibrio fra domanda e offerta e a raggiungere la piena occupazione delle unit&agrave; di lavoro disponibili. Keynes, invece, attribu&igrave; allo <i>Stato<\/i> il compito di accrescere il volume della domanda effettiva e inoltre, attribu&igrave; anche allo Stato il compito di creare la piena occupazione tramite l&rsquo;aumento della spesa pubblica. La condizione preliminare di queste manovre era l&rsquo;abbandono del mito del bilancio in pareggio: la spesa pubblica poteva essere finanziata anche col ricorso ai deficit di bilancio (politica del <i>deficit spending<\/i>) e con l&rsquo;aumento di moneta in circolazione. Gli effetti inflazionistici di queste procedure sarebbero stati compensati dai benefici che le spese statali avrebbero arrecato al reddito e alla produzione.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Proprio secondo i modelli economici di Keyenes, l&rsquo;economia occidentale venne riorganizzata dopo la seconda guerra mondiale per la ricostruzione. Negli anni &rsquo;50 e &rsquo;60 del &rsquo;900, l&rsquo;economia dei paesi industrializzati attravers&ograve; un periodo di sviluppo senza precedenti anche grazie alle politiche statali in sostegno della crescita. Esempio eclatante delle nuove politiche economiche fu la Gran Bretagna, dove nel dopoguerra, il governo <i>laburista<\/i> nazionalizz&ograve; la <i>Banca d&rsquo;Inghilterra,<\/i> le industrie elettriche e carbonifere, la siderurgia e i trasporti; introdusse il salario minimo e il <i>Servizio sanitario nazionale<\/i>, che prevedeva la completa gratuit&agrave; delle prestazioni mediche. Questo genere di politica si svilupp&ograve; in maniera pi&ugrave; o meno simile in tutta Europa.<a href=\"http:\/\/lavocedelcorsaro.myblog.it\/#_ftn2\" title=\"\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[3]<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Proprio durante questo periodo, specialmente negli anni &rsquo;70, nascono correnti di pensiero e &ldquo;pensatori&rdquo; radicalmente contrari all&rsquo;economia <i>mista <\/i>Keynesiana e all&rsquo;economia <i>collettivista<\/i> delle societ&agrave; comuniste, e cio&egrave; a tutti quei tipi di economia che prevedevano l&rsquo;impegno dello Stato. I maggiori pensatori di questa nuova corrente economica nascono nell&rsquo;Universit&agrave; di Chicago sotto l&rsquo;egida guida di due economisti: Friederich von Hayek e Milton Friedman. Essi si fanno portavoce della corrente economica del &ldquo;<i>neoliberismo&rdquo;, <\/i>che si pu&ograve; riassumere brevemente tramite le idee di Milton Friedman esposte nel suo &ldquo;<i>Capitalismo e libert&agrave;&rdquo;,<\/i> dove afferma che il profitto costituisce l&rsquo;essenza della democrazia, e che i governi che perseguono politiche in contrasto con il mercato sono antidemocratici. Sempre secondo Friedman, la miglior politica che i governi possono adottare &egrave; quella di limitarsi a tutelare la propriet&agrave; privata e a far rispettare i contratti, restringendo il dibattito politico a questioni di secondaria importanza. Le questioni che costituiscono il vero oggetto della politica, come la produzione e la distribuzione delle risorse nonch&eacute; l&rsquo;organizzazione della societ&agrave;, vanno lasciate alle forze del <b><i>mercato<\/i><\/b>.<a href=\"http:\/\/lavocedelcorsaro.myblog.it\/#_ftn1\" title=\"\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[4]<\/span><\/a> In ambito pratico, le idee neoliberiste di Hayek e Friedman si basavano su tre capisaldi, e precisamente:<\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><b><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">1)&nbsp;Deregulation: <\/span><\/b><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">viene auspicata l&rsquo;abolizione di tutte quelle regole e norme che possano limitare il profitto, come i dazi doganali e le misure protezionistiche.<\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><b><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">2)&nbsp;Privatizzazioni:<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"> nasce dall&rsquo;idea della maggiore efficienza del privato rispetto al pubblico, e si auspica la sostituzione dei servizi pubblici con servizi privati e privatizzati. L&rsquo;idea di Friedman &egrave; quella di privatizzare la sanit&agrave;, la scuola, il sistema pensionistico e le poste.<\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><b><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">3)&nbsp;Riduzione della spesa pubblica:<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"> per ridurre l&rsquo;onere delle tasse, secondo Friedman, bisognava tagliare drasticamente la spesa sociale, quindi assistenza sanitaria, sussidi di disoccupazione, sistema pensionistico ecc. <a href=\"http:\/\/lavocedelcorsaro.myblog.it\/#_ftn1\" title=\"\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[5]<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Queste &ldquo;<i>idee<\/i>&rdquo; vennero subito accettate con gioia dal mondo accademico e dalla grande finanza internazionale, che vedeva finalmente realizzata, almeno idealmente, la &ldquo;<i>democrazia del mercato&rdquo;. <\/i>Friedman e i suoi &ldquo;<i>Chicago boys<\/i>&rdquo; sostenevano inoltre, che la paura, il disordine, e il conseguente <i>shock <\/i>provocati da questi elementi, in un qualsiasi paese, erano i migliori ingredienti per poter effettuare le riforme economiche e sociali da loro propugnate. Questo poteva accadere poich&eacute; questi <i>fattori<\/i> erano i migliori deterrenti per far accettare qualsiasi nuova dottrina, anche impopolare, alle popolazioni e ai loro governi. Questa era la logica di fondo della dottrina di <i>Chicago,<\/i> che con i suoi collateralismi con i grandi capitali internazionali e le fondazioni americane, sosterr&agrave; le prove tecniche di questo <i>sistema<\/i> durante tutti gli anni &rsquo;70 e &rsquo;80.<a href=\"http:\/\/lavocedelcorsaro.myblog.it\/#_ftn1\" title=\"\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[6]<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">E&rsquo; il 1970, in Cile a capo del governo arriva il <i>socialista <\/i>Salvador Allende, che da subito attua un programma di nazionalizzazioni e ampie riforme sociali. Subito queste politiche entrarono in contrasto con gli Stati Uniti che vedevano messi in pericolo i privilegi di alcune grandi <i>corporations. <\/i>La propaganda statunitense si fece martellante sul &ldquo;<i>pericolo comunista<\/i>&rdquo;, e non mancarono spinte ideologiche e aiuti di &ldquo;<i>altro genere&rdquo;<\/i> all&rsquo;esercito cileno, che nel 1973 con il generale <i>Augusto Pinochet,<\/i> rovescer&agrave; tramite un <i>golpe <\/i>il governo democraticamente eletto di Allende, instaurando cos&igrave; un regime militare. Il governo di Pinochet, col suo ministro Jos&egrave; Pinera e i suoi <i>consulenti<\/i> formatisi all&rsquo;Universit&agrave; di Chicago (vedi Chicago boys), attuarono una politica di liberismo selvaggio basata su deregulation, liberalizzazioni, privatizzazioni e ingenti tagli alle spese sociali. Fu questo il primo esempio di <i>shockterapia <\/i>e piena attuazione delle idee Friedmaniane. Al Cile seguiranno l&rsquo;Argentina, il Brasile e l&rsquo;Uruguay, con altri Chicago boys che si insedieranno &nbsp;nei posti chiave dell&rsquo;economia e della finanza di quei paesi.<a href=\"http:\/\/lavocedelcorsaro.myblog.it\/#_ftn1\" title=\"\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[<\/span><\/a>7] Come affermer&agrave; pi&ugrave; tardi in uno studio accademico il professore di Harvard Sanford Lakoff, il principale ostacolo alla realizzazione della democrazia nei paesi dell&rsquo;America Latina era la loro volont&agrave; di proteggere i &ldquo;mercati interni&rdquo;, cio&egrave; di impedire alle imprese straniere (soprattutto statunitensi) di acquisire un controllo ancora maggiore su quei mercati. A quanto pare, secondo Lakoff, gli ostacoli alla democrazia non furono i regimi autoritari e militari, ma le chiusure dei governi come quello di Allende rispetto ai capitali esteri. Per questo, secondo questa visione, le politiche alla Pinochet erano necessarie per riportare l&rsquo;equilibrio in quei paesi.<a href=\"http:\/\/lavocedelcorsaro.myblog.it\/#_ftn2\" title=\"\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[8]<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Fatto sta che dopo gli esperimenti sudamericani, era arrivato il momento di portare la &ldquo;rivoluzione liberista&rdquo; sia negli States che in Europa. Gli alfieri politici di questa operazione furono Ronald Reagan e Margaret Tharcher. La &ldquo;lady di ferro&rdquo; venne eletta primo ministro inglese nel 1979, e da l&igrave; in poi coordin&ograve; per pi&ugrave; di dieci anni la svendita generale del paese ai grandi capitali. Sotto la &ldquo;rivoluzione liberista&rdquo; imposta dalla Thatcher sono state messe all&rsquo;asta le migliori imprese dell&rsquo;Inghilterra, dalla British Petroleum alle compagnie del gas e dell&rsquo;acqua, fino all&rsquo;industria militare. L&rsquo;essenza del liberismo thatcheriano fu quella di dare assoluta priorit&agrave; alla finanza, a scapito dello sviluppo industriale dell&rsquo;economia nazionale. Questa degenerazione tocc&ograve; il fondo nel 1986, quando il governo decret&ograve; la completa deregolamentazione finanziaria della &ldquo;City&rdquo; di Londra, che fu chiamata &ldquo;Big Bang&rdquo;. Poco meno di un anno dopo, la borsa di Londra croll&ograve; sotto una spirale di speculazione che la colp&igrave; dopo aver adottato queste misure. L&rsquo;alfiere statunitense di queste politiche, invece, fu Ronald Reagan, che venne eletto presidente nel 1981, e prest&ograve; subito ascolto alle linee guida dettategli da Milton Friedman, applicando innumerevoli deregulation. Negli otto anni di governo Reagan, saranno deregolamentate attivit&agrave; particolarmente importanti come quelle delle compagnie aeree e degli autotrasporti per non parlare dell&rsquo;economia in generale. Le leggi che furono approvate durante la &ldquo;Grande depressione&rdquo; per proteggere i piccoli risparmiatori furono abrogate per lasciar spazio al &ldquo;far west&rdquo; del radicalismo del mercato. Fu durante questi anni che i grandi istituti finanziari di Londra e New York, come <i>la Barclays, Citicorp, Chase Manhattan Bank, Goldman Sachs e Merril Lynch<\/i> lanciarono la &ldquo;<i>globalizzazione dei mercati<\/i>&rdquo;. Il presupposto di partenza era l&rsquo;abolizione da parte di tutti i paesi, dei meccanismi di controllo sui flussi dei capitali, in modo che la grande finanza anglo-americana avrebbe potuto accedere con tranquillit&agrave; a nuovi grandi spazi economici.<a href=\"http:\/\/www.movisol.org\/draghi3.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[9]<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Con la rivoluzione liberista che a poco a poco si afferm&ograve; in tutti i paesi industrializzati occidentali, l&rsquo;unica alternativa a questo sistema rimase l&rsquo;Unione Sovietica, col suo modello collettivistico di societ&agrave;. Ma negli anni &rsquo;90 l&rsquo;impensabile &ldquo;trasformazione&rdquo; accadde. Nel 1991, dopo la fallimentare politica riformatrice di Michail Gorbacev, l&rsquo;Unione Sovietica si dissolse. Tutti i governi che si susseguirono in quelle aree verranno costretti dal <i>Fondo Monetario Internazionale<\/i> e dalla <i>Banca Mondiale <\/i>ad attuare drastiche misure neoliberiste.<a href=\"http:\/\/www.bottegascriptamanent.it\/?modulo=Articolo&amp;id=164&amp;idedizione=10\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[10]<\/span><\/a> Sempre nel &rsquo;91, a sostituire Gorbecev alla guida della Russia fu <i>Boris Eltsin<\/i>, che diede subito ascolto a giovani economisti, poco pi&ugrave; che trentenni, neo-Chicago boys, maturati nei dipartimenti universitari e nelle redazioni di giornali. Essi ricevono da Eltsin compiti e posti chiave, assieme ai loro consulenti: tra cui anche economisti americani (dell&rsquo;FMI e di Harvard) come <i>Jeffrey Sachs<\/i>. Inizia cos&igrave; la grande privatizzazione della propriet&agrave; statale, dove broker e societ&agrave; finanziare riusciranno a rastrellare a basso prezzo molti beni pubblici. Nel &lsquo;95-&rsquo;96 sar&agrave; la volta dei &ldquo;nuovi ricchi&rdquo;, che si impadroniranno delle aziende dei settori pi&ugrave; redditizi della propriet&agrave; statale: energia, siderurgia, materie prime. Uno degli esempi pi&ugrave; eclatanti fu la cessione dell&rsquo;azienda petrolifera <i>Yukos<\/i> al colosso <i>Menatep<\/i>, che venne svenduta per 350 milioni di dollari, quando il suo valore reale era almeno di 2 miliardi. Con queste politiche in Russia, si cre&ograve; una vera e propria economia oligarchica, in cui la diffusione delle disuguaglianze sociali fu immane.<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Attualita%20ed%20Esteri\/Esteri\/2007\/04\/Sinatti-Eltsin-Russia.shtml?uuid=fa5ba1ac-f236-11db-830a-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[11]<\/span><\/a> Una sorte simile tocc&ograve; anche alla Polonia, dove sempre il &ldquo;consulente&rdquo; Jeffrey Sachs guider&agrave; una politica volta a bloccare la spesa pubblica e a incentivare privatizzazioni selvagge.<a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2006\/marzo\/17\/Sotto_assedio_Varsavia_banchiere_liberista_co_9_060317046.shtml\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[12]<\/span><\/a> Secondo uno studio effettuato dall&rsquo;universit&agrave; di Oxford, pubblicato dalla pi&ugrave; autorevole rivista medica internazionale &ldquo;<i>Lancet&rdquo;<\/i>, le privatizzazioni degli anni &rsquo;90 nell&rsquo;ex Unione Sovietica portarono a circa <i>un milione<\/i> di morti. Questo perch&eacute; fra il 1991 e il 1994 le privatizzazioni portarono ad un aumento del 56% del numero di disoccupati; ma all&rsquo;interno del quadro complessivo, paesi come la Russia, l&rsquo;Estonia e la Lituania ebbero un aumento della disoccupazione che sfior&ograve; addirittura il 300%!<a href=\"http:\/\/www.dimensionidiverse.it\/dblog\/articolo.asp?articolo=1869\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">[13]<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Ecco in che modo si &egrave; arrivati alla &ldquo;<i>fine della storia&rdquo;<\/i>. L&rsquo;affermazione di questo modello ci ha portati di fronte alla pi&ugrave; grave crisi economica dal &rsquo;29 ad oggi, anche se il parallelismo tra il &rsquo;29 e la situazione odierna sembra quasi impossibile, poich&eacute; da quella crisi si usc&igrave; col New Deal e con le politiche di Keynes. Oggi queste misure sembrano impensabili, infatti, si cerca di risolvere il problema con pi&ugrave; liberismo e maggiore &ldquo;austerity&rdquo; da parte dei governi, defraudandoli della loro principale funzione: spendere per i propri cittadini. Se &egrave; questo il migliore modello di societ&agrave;, l&rsquo;unica speranza &egrave; che la &ldquo;<i>storia&rdquo;<\/i> ricominci a correre.<\/span><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">note:<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[1]<a href=\"http:\/\/www.carloporta.it\/cultura\/didattica\/globalizzazione\/politica\/fukuyam-fine-storia.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.carloporta.it\/cultura\/didattica\/globalizzazion&#8230;<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[2]&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.storiacontemporanea.eu\/globalizzazione\/il-neoliberismo\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.storiacontemporanea.eu\/globalizzazione\/il-neol&#8230;<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[3] <i>Il Novecento,<\/i>G.Sabbatucci-V.Vidotto, Roma,Laterza,2010<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[4] <i>Sulla nostra pelle<\/i>,Noam Chomsky, Milano,Net,2006<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[5] vedi nota 2<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[6]<a href=\"http:\/\/www.brianzapopolare.it\/sezioni\/downloads\/20081224_shock_economy_no_img.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.brianzapopolare.it\/sezioni\/downloads\/20081224_&#8230;<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-background-themecolor: background1; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[7] vedi nota 6<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[8] vedi nota 4<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[9]&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.movisol.org\/draghi3.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.movisol.org\/draghi3.htm<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[10] <a href=\"http:\/\/www.bottegascriptamanent.it\/?modulo=Articolo&amp;id=164&amp;idedizione=10\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.bottegascriptamanent.it\/?modulo=Articolo&amp;i&#8230;<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[11]<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Attualita%20ed%20Esteri\/Esteri\/2007\/04\/Sinatti-Eltsin-Russia.shtml?uuid=fa5ba1ac-f236-11db-830a-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero\" target=\"_blank\"><sup><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Attualita ed Esteri\/Esteri\/2007\/04\/Sinatti-Eltsin-Russia.shtml?uuid=fa5ba1ac-f236-11db-830a-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero<\/span><\/sup><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[12]<a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2006\/marzo\/17\/Sotto_assedio_Varsavia_banchiere_liberista_co_9_060317046.shtml\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2006\/marzo\/17\/Sotto_as&#8230;<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"font-family: 'georgia', 'serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: 'lucida sans unicode'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">[13] <a href=\"http:\/\/www.dimensionidiverse.it\/dblog\/articolo.asp?articolo=1869\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #981c00; text-decoration: none; text-underline: none\">http:\/\/www.dimensionidiverse.it\/dblog\/articolo.asp?artico&#8230;<\/span><\/a><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-background-themecolor: background1\"><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'georgia', 'serif'; font-size: 12pt\"><o:p><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di A.D.G. La voce del corsaro &lt;&lt; La democrazia liberale costituisce il punto di arrivo dell&rsquo;evoluzione ideologica dell&rsquo;umanit&agrave; e la definitiva forma di governo tra gli uomini. La sua affermazione costituisce in un certo senso la fine della storia &gt;&gt;. Queste sono le parole del professor Francis Fukuyama, contenute nel suo libro del 1992 &ldquo;La fine della storia&rdquo;. 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