{"id":41102,"date":"2018-04-16T09:00:06","date_gmt":"2018-04-16T07:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41102"},"modified":"2018-04-15T22:03:17","modified_gmt":"2018-04-15T20:03:17","slug":"xi-calma-trump-ma-non-fa-concessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41102","title":{"rendered":"Xi calma Trump ma non fa concessioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LIMESONLINE.COM (di Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/sezione-rubrica\/bollettino-imperiale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BOLLETTINO IMPERIALE<\/a> Al vertice di Boao, la Davos d\u2019Asia, il presidente della Cina annuncia aperture economiche in linea con il programma di riforma, ma non promette nulla agli Usa sul fronte commerciale.<\/p>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\">\n<p><em>Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio settimanale di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bollettinoimperiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/DibaoLimes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Twitter<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><strong>La maggiore apertura della Repubblica Popolare<\/strong> agli investimenti stranieri <a href=\"http:\/\/politics.people.com.cn\/n1\/2018\/0410\/c1024-29917151.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">annunciata<\/a> da <a class=\"internal-tag-link\" href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/protagonisti\/xi-jinping\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Xi Jinping<\/a> al Forum economico di Boao (Hainan, 8-11 aprile) \u00e8 dipesa da due obiettivi.<\/p>\n<p><strong>Primo: esaltare agli occhi della popolazione cinese<\/strong> <strong>e del resto del mondo il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/sfide-e-potere-di-xi-jinping-dopo-il-19-congresso-in-cina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">percorso di riforme<\/a><\/strong> di lungo periodo che Pechino ha tracciato per modernizzare l\u2019economia del paese da qui al 2050.<\/p>\n<p><strong>Secondo: placare gli Usa senza concedere loro nulla sul fronte commerciale<\/strong> che non sia in linea con gli interessi della Repubblica Popolare. A giudicare dagli <a href=\"https:\/\/twitter.com\/realDonaldTrump\/status\/983774270886236161\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">apprezzamenti di Donald Trump<\/a> via Twitter, questo scopo pu\u00f2 dirsi raggiunto.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 non toglie che prima o poi Washington e Pechino si confronteranno per evitare la guerra commerciale.<\/strong> I dazi annunciati dagli Usa alle importazioni cinesi (valore complessivo potenziale 150 miliardi di dollari) potrebbero entrare in vigore a giugno. La Cina adotter\u00e0 i propri (valore 50 miliardi di dollari), solo se Trump far\u00e0 la prima mossa.<\/p>\n<p><strong>I negoziati che Washington e Seoul avranno con la Corea del Nord e la questione di Taiwan<\/strong> incideranno su questa dinamica.<\/p>\n<p><em>Le parole di Xi, gli obiettivi di Pechino<\/em><\/p>\n<p><strong>Il discorso di Xi \u00e8 stato molto simile a quello pronunciato\u00a0lo scorso anno al Forum economico di Davos<\/strong>, tempio del liberalismo occidentale. Di nuovo c\u2019\u00e8 stata l\u2019enfasi sul ciclo di cambiamenti che Pechino vuole adottare a quarant\u2019anni esatti dal lancio della politica di \u201criforma e apertura\u201d voluta da Deng Xiaoping nel 1978.<\/p>\n<p><strong>La maggiore convinzione di Xi<\/strong> potrebbe essere dovuta a due risultati ottenuti durante la recente sessione dell\u2019Assemblea nazionale del popolo. Primo, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/xi-jinping-lega-il-suo-futuro-al-risorgimento-della-cina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 riuscito a consolidare il suo potere<\/a> eliminando il limite dei due mandati presidenziali. Secondo, ha riorganizzato l\u2019esecutivo cinese per operare in maniera efficiente. Per queste ragioni, potrebbe riuscire ad attuare nei prossimi anni le riforme che non sono decollate durante il suo primo mandato da capo di Stato.<\/p>\n<p><strong>Senza fornire un calendario preciso di questo percorso<\/strong>, il presidente cinese ha confermato che il paese si allineer\u00e0 con le regole economiche e commerciali mondiali, aumenter\u00e0 il grado di trasparenza, rafforzer\u00e0 la tutela della propriet\u00e0 intellettuale, lo Stato di diritto, incoragger\u00e0 la competizione e si opporr\u00e0 al monopolio.<\/p>\n<p><strong>La Repubblica Popolare aprir\u00e0 l\u2019industria assicurativa e il settore manifatturiero.<\/strong> Con particolare riferimento all\u2019industria automobilistica (preso di mira da Trump la scorsa domenica), navale e degli aeromobili.<\/p>\n<p><strong>L\u2019allentamento delle restrizioni alla creazione di istituti finanziari stranieri<\/strong> e la maggiore collaborazione con i mercati finanziari stranieri accennata da Xi \u00e8 stata confermata da Yi Gang, nuovo governatore della Banca del popolo cinese. Secondo Yi, gli investitori di altri paesi potranno detenere fino al 51% in societ\u00e0 di brokeraggio, gestione di fondi e trust. I limiti saranno totalmente aboliti nei prossimi tre anni.<\/p>\n<p><strong>Probabilmente non \u00e8 un caso che le prime misure saranno adottate a fine giugno<\/strong>, quando i dazi annunciati da Trump dovrebbero entrare in vigore.<\/p>\n<p><strong>Sarebbe un errore pensare che l\u2019apertura del mercato cinese implichi l\u2019inizio di un vero e proprio percorso di liberalizzazione.<\/strong> Pechino prevede piuttosto di accogliere in maniera selettiva e graduale maggiori investimenti in settori dove la Cina deve elevare la qualit\u00e0 dei suoi prodotti, preservando il controllo del Partito comunista sull\u2019economia. Questo abbinamento \u00e8 alla base del \u201csocialismo con caratteristiche cinesi\u201d professato da Pechino.<\/p>\n<p><strong>In tale ambito, il progetto <em>Made in China 2025<\/em> ha un ruolo essenziale.<\/strong> Questo prevede la trasformazione del paese in una superpotenza manifatturiera tramite la valorizzazione delle industrie ad alta tecnologia (vedi automotive, aviazione, macchinari, robotica, logistica ferroviaria e marittima avanzata, dispositivi medici,\u00a0tecnologia dell\u2019informazione eccetera).<\/p>\n<p><strong>Lo scopo finale \u00e8 sostituire gradualmente i prodotti stranieri con quelli cinesi<\/strong>. Considerata l\u2019intensit\u00e0 con cui Xi ha proposto nell\u2019ultimo anno l<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cina-prospera-forze-armate-potenti-lascesa-militare-secondo-xi-jinping\/96782\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u2019integrazione tra industria civile e militare<\/a>, il salto di qualit\u00e0 della prima \u00e8 evidentemente propedeutica per la crescita dell\u2019Esercito popolare di liberazione, attualmente impegnato a colmare il divario con le Forze armate Usa.<\/p>\n<p><strong>Questa dinamica spiega perch\u00e9 la lista dei 1,300 prodotti che potrebbero essere soggetti<\/strong> alle tariffe statunitensi ne include diversi che fanno parte del progetto <em>Made in China 2025<\/em>, quali componenti di aerei, equipaggiamento per le telecomunicazioni e robot.<\/p>\n<p><strong>In pi\u00f9 occasioni Pechino ha invitato le aziende tecnologiche straniere<\/strong> (statunitensi <em>in primis<\/em>) a operare in Cina. Allo stesso tempo <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/sovranita-e-privacy-cosa-prevede-la-legge-sulla-cibersicurezza-in-cina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha adottato una legge piuttosto rigida<\/a> sulle modalit\u00e0 di accesso alla sua economia digitale, che ha suscitato all\u2019estero preoccupazioni relative alla tutela delle propriet\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p><strong>Compagnie statunitensi quali Facebook, Apple e Google <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-sovranita-cibernetica-della-cina-prevale-su-facebook-apple-e-google-internet\">hanno gi\u00e0 dato segnale<\/a> <\/strong>di essere disposte a trovare un compromesso con Pechino pur di accedere al fiorente mercato digitale cinese, popolato da circa 750 milioni di utenti.<\/p>\n<p><strong>Nel suo discorso, Xi non si \u00e8 mai riferito direttamente agli Stati Uniti<\/strong>, ma ha sottolineato che Pechino \u201cnon cerca il surplus commerciale\u201d (fattore che lega le prime due potenze al mondo) e che bisogna evitare la \u201cmentalit\u00e0 da guerra fredda\u201d. In questo modo, ha esaltato l\u2019apertura della Repubblica Popolare verso la coesistenza con gli Usa in un mondo multipolare. Il leader cinese ha fatto capire allo stesso tempo che gli altri paesi non devono adottare un assetto protezionistico.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pechino non sembra intenzionata ad accelerare il complessivo processo di riforma<\/strong> per accontentare Washington, ma non \u00e8 escluso che faccia qualche concessione per scongiurare la guerra commerciale.<\/p>\n<p><strong>Quest\u2019ultima del resto danneggerebbe <em>in primis<\/em> l\u2019economia cinese.<\/strong> Non solo perch\u00e9 nel 2017 la Repubblica Popolare <a href=\"https:\/\/www.census.gov\/foreign-trade\/balance\/c5700.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha esportato<\/a> verso gli Usa beni per 506 miliardi di dollari e ne ha importati per circa 130 miliardi. Ma anche perch\u00e9, le tensioni tra le due prime potenze al mondo hanno determinato nel 2017 una diminuzione del 28% del <a href=\"https:\/\/www.ncuscr.org\/fdi\">flusso complessivo<\/a> degli investimenti sinostatunitensi. Questi sono attestati intorno ai 43 miliardi di dollari, di cui quelli statunitensi in Cina sono stati 29 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><strong>I dazi statunitensi potrebbero entrare in vigore fra circa due mesi<\/strong>, quindi c\u2019\u00e8 tempo per negoziare. Pechino \u00e8 pronta ad applicare le proprie tariffe ai prodotti Usa solo se e quando Washington metter\u00e0 in pratica le sue.<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo, la campagna mediatica cinese contro la postura protezionistica di The Donald<\/strong> proseguir\u00e0 per alimentare il sentimento di appartenenza nazionale cinese, mostrare la risolutezza di Pechino e attirare consenso all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>Inoltre, Pechino incoragger\u00e0 ulteriormente gli investimenti stranieri<\/strong> in attesa del suo primo Expo internazionale, che il prossimo novembre a Shanghai celebrer\u00e0 l\u2019apertura economica della Cina al resto del mondo.<\/p>\n<p><em>I dossier Corea del Nord e Taiwan<\/em><\/p>\n<p><strong>Due fattori potrebbero ripercuotersi sulle tensioni commerciali sino-statunitensi da qui a giugno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Primo, il dossier coreano.<\/strong> \u00c8 probabile che le pressioni reciproche tra Pechino e Washington si acuiscano in prossimit\u00e0 dei negoziati che quest\u2019ultima e Seoul avranno con P\u2019yongyang riguardo la denuclearizzazione.<\/p>\n<p><strong>La Repubblica Popolare non vuole essere tagliata fuori dalla faccenda<\/strong>, come evidenziato dal viaggio di Kim Jong-un nella capitale cinese a fine marzo. Venerd\u00ec 13 aprile Song Tao, ministro del dipartimento Internazionale del comitato centrale del Pcc, si recher\u00e0 in Corea del Nord per monitorare il comportamento di P\u2019yongyang, governo <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-corea-del-nord-non-e-amica-della-cina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sempre meno alleato di Pechino.<\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\"><strong>Secondo, il dossier Taiwan.<\/strong> A giugno, il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale Usa John Bolton potrebbe recarsi a Taipei per celebrare l\u2019apertura della nuova sede dell\u2019Istituto americano, di fatto l\u2019ambasciata statunitense sull\u2019isola.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\"><strong>La Repubblica Popolare <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-cina-di-xi-vuole-riprendersi-taiwan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intende ottenere la riunificazione<\/a> con Taiwan entro il 2050 <\/strong>e l\u2019uso della forza non \u00e8 escluso. Come <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/trump-taiwan-una-cina-intervista-fox-notizie-mondo-oggi\/95799\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">avvenuto nel dicembre 2016<\/a>, Trump potrebbe brandire il riconoscimento della sovranit\u00e0 di Taipei come leva negoziale contro Pechino. Ci\u00f2 non solo complicherebbe il dialogo sul fronte commerciale, ma accelererebbe la collisione tra le due potenze sul piano strategico.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"detail\">\n<div id=\"attachment_105213\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/il-sole-sorgera-ancora\/print-25\" rel=\"attachment wp-att-105213\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-105213\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Lo_strangolamento_della_Cina_218.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali, 2018\" width=\"2600\" height=\"1732\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali, 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/al-boao-forum-cina-xi-calma-trump-ma-non-fa-concessioni-agli-usa\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/al-boao-forum-cina-xi-calma-trump-ma-non-fa-concessioni-agli-usa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMESONLINE.COM (di Giorgio Cuscito) BOLLETTINO IMPERIALE Al vertice di Boao, la Davos d\u2019Asia, il presidente della Cina annuncia aperture economiche in linea con il programma di riforma, ma non promette nulla agli Usa sul fronte commerciale. 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