{"id":41156,"date":"2018-04-19T08:00:32","date_gmt":"2018-04-19T06:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41156"},"modified":"2018-04-18T17:04:47","modified_gmt":"2018-04-18T15:04:47","slug":"perche-i-professori-difendono-la-bocciatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41156","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i professori difendono la bocciatura"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Francesco Rocchi)<\/strong><\/p>\n<p>***********************<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bocciatura va a costruire un principio di realt\u00e0 indispensabile ai fini educativi. Quando si toglie il voto di condotta, la bocciatura, e si progetta un\u2019intera nuova pedagogia focalizzata sul &#8216;personalismo&#8217; a totale scapito di contenuti e nozioni didattiche oggettive, il principio di realt\u00e0 viene meno, e insieme a quello anche il senso del limite, cos\u00ec da produrre analfabeti che sono contemporaneamente anche psicotici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne consegue che le nuove generazioni cresceranno con l&#8217;idea che tutto viene loro concesso mentre, al contrario, li aspetta un mondo del lavoro precario e violento, privo di libert\u00e0 alcuna tranne quella individuale. Appunto, si tratter\u00e0 di una libert\u00e0 del tutto personale che di solito si manifesta nelle questioni sessuali, oppure di consumo, ma che non permetter\u00e0 pi\u00f9 di procurarsi un&#8217;assistenza sanitaria gratuita n\u00e9 diritti al lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studenti delle epoche precedenti avevano un&#8217;impostazione organica, ed ebbene si, anche nozionistica, nel senso di una conoscenza disciplinare che li rendeva capaci di criticare la societ\u00e0 oltre che di migliorarla.\u00a0Queste ultime generazioni, viceversa, saranno solo in grado di gestire i loro conflitti nell&#8217;ambito del\u00a0<em>cooperative learning<\/em> degli ambienti lavorativi delle multinazionali e dei grandi franchising come MacDonald&#8217;s. Saranno di carattere fragile e privi sia della sapienza professionale sia di quella umanistica.<\/p>\n<p>Li lasceremo indifesi in nome di una falsa coscienza che si era illusa di garantire maggiori libert\u00e0. Il liberalismo \u00e8 radicale ed \u00e8 penetrato anche nella pedagogia.<\/p>\n<p>Rimando anche a questo articolo di <strong>ADNRKONOS<\/strong> che descrive una tendenza, a nostro avviso, rilevante in un contesto dove la scuola e la figura dei docenti continuano ad essere in questo modo esautorati:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/cronaca\/2018\/04\/18\/metta-prof-bullizzato_EdNL1RGsTOy0iZWvhDpQJP.html\">http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/cronaca\/2018\/04\/18\/metta-prof-bullizzato_EdNL1RGsTOy0iZWvhDpQJP.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*********************<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non molto tempo fa la raccomandazione di un gruppo di esperti al Miur di abolire le bocciature, anche solo per una moratoria, \u00e8 stata accolta con l\u2019usuale <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/dispersione-scuola-ministero-propongono-ridurre-bocciature-1489397.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">levata<\/a> di scudi massiccia e trasversale. E tra quelli che hanno espresso maggior stupore ci sono stati tanti docenti: ai loro occhi la proposta \u00e8 stata poco meno di una pugnalata alle spalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure ci sono fior di studi, e l\u2019esperienza sul campo, a dimostrare che le bocciature servono a poco o nulla. Perch\u00e9 allora i docenti rimangono cos\u00ec affezionati ad un istituto cui in ogni caso non ricorrono con leggerezza e pur sempre con sincero rammarico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondere a questa domanda \u00e8 necessario, se si vuole che un\u2019innovazione cos\u00ec radicale possa diventare realt\u00e0. Non si tratta di blandire gli insegnanti, ma di capire cosa del complesso meccanismo scolastico porti i docenti a dire: \u201cNo, questo studente nella classe successiva non ce lo voglio\u201d. Si potrebbe anche scoprire, andando un po\u2019 oltre le apparenze, che l\u2019esasperazione dei prof. non \u00e8 proprio del tutto immotivata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elemento fondamentale per capire la scuola dal lato degli insegnanti \u00e8 la rigida routine burocratica della vita scolastica quotidiana. E\u2019 questa che d\u00e0 il tono e la misura a tutto il resto, e non le esigenze didattiche. Essa influenza negativamente un po\u2019 tutto, ma qui ci concentreremo sul ruolo che gioca nel mantenimento della disciplina, nella valutazione e negli scrutini.<span id=\"more-31989\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idealmente lo schema di base \u00e8 abbastanza trasparente: il professore spiega, la classe impara e alla infine, con interrogazioni e compiti, si vede cosa ha fruttato agli studenti lo sforzo di imparare qualcosa. Su questa impalcatura sono state aggiunte mille innovazioni, anche molto importanti, ma l\u2019insieme rimane invariato, soprattutto nella sua conclusione: lo scrutinio che decide la promozione o la bocciatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il difetto di questo processo \u00e8 che non \u00e8 elastico: nel momento in cui capita qualcosa al di fuori dello schema, il sistema entra immediatamente in affanno, e con lui il docente che \u00e8 materialmente in classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il lavoro proceda, infatti, il gruppo classe deve muoversi in maniera pi\u00f9 o meno coordinata e senza strappi eccessivi, dal momento che un professore, per quanto innovativo e impegnato, pu\u00f2 tenere in classe solo <em>una<\/em> lezione alla volta, non tante quante sono gli studenti. Dovr\u00e0 tarare le proprie lezioni su un livello \u201cmedio\u201d di preparazione anche se, per il principio del pollo di Trilussa, ci\u00f2 potrebbe non corrispondere al profilo reale di nessuno dei suoi studenti -soprattutto nel primo biennio delle superiori, dove l\u2019eterogeneit\u00e0 degli studenti appena paracadutati dalle medie \u00e8 massima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il professore si barcamena con queste difficolt\u00e0, gli studenti non rimangono inerti: ognuno di loro reagisce alle novit\u00e0 e alle difficolt\u00e0 nella maniera sua propria. E non \u00e8 una novit\u00e0 per nessuno che gli studenti adolescenti aggiungano alle difficolt\u00e0 propriamente scolastiche quelle familiari, sociali e relazionali, con effetti spesso gravi sia sulla resa scolastica individuale, sia sull\u2019andamento delle lezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si capisce che non \u00e8 una problema astratto o lontano, ma solo chi \u00e8 stato in classe con adolescenti in carne e ossa pu\u00f2 sapere quanto \u00e8 acuto il senso di frustrazione che viene dal vedere una lezione mandata all\u2019aria da uno studente rumoroso, importuno o impertinente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La professionalit\u00e0 di un docente gli impone di non essere emotivo e di non reagire come farebbe con un estraneo o un adulto, ma quando i comportamenti sbagliati riguardano numerosi studenti e sono frequentemente ripetuti \u2013 come spesso accade nelle classi difficili \u2013 l\u2019impatto sul docente rischia di essere pesante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare di essere travolto, i docenti devono essere in grado di gestire la classe e di ricondurla non solo all\u2019ordine, ma anche a un buon clima di apprendimento. Ci\u00f2 ha a che fare con il temperamento di ogni insegnante, ma sarebbe sbagliato pensare che il carisma o le doti di mediazione debbano essere gli unici strumenti in campo. In primo luogo perch\u00e9 ci possono essere docenti preparatissimi ma non molto carismatici (e non \u00e8 un crimine), in secondo perch\u00e9 quand\u2019anche il docente fosse un Napoleone della didattica, ci sono comunque giornate in cui le battaglie, senza adeguato supporto, si perdono e basta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono gli strumenti a disposizione dei docenti? Non molti, e non particolarmente efficaci. Lo strumento principale \u00e8 la sanzione: la nota, la sospensione o, pi\u00f9 blandi ma spesso teatrali, i rimproveri. Un\u2019altra possibilit\u00e0 \u00e8 data dai compiti a casa punitivi, che per\u00f2 andrebbero banditi: utilizzare gli strumenti di apprendimento come sanzione fanno passare l\u2019idea che l\u2019apprendimento sia di per s\u00e9 stesso una punizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali effetti sortiscono questi provvedimenti? Di solito nessuno. Una punizione che non serve a niente, per\u00f2, non ha potere deterrente. Ecco allora che i regolamenti di istituto costruiscono quasi invariabilmente un ricettario di ulteriori pene, pi\u00f9 serie, che vanno applicate quando uno studente prende troppe note o tiene comportamenti particolarmente gravi: le gi\u00e0 menzionate sospensioni, il cinque in condotta o l\u2019esclusione dalle gite (che per\u00f2 sono attivit\u00e0 didattiche, non premi o balocchi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, la scuola cerca di disciplinare l\u2019<em>escalation<\/em> sanzionatoria, in modo da riuscire, prima o poi, a intimorire uno studente quanto basta perch\u00e9 modifichi il proprio comportamento. L\u2019arma finale, ovviamente, \u00e8 la bocciatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un sistema, questo, che ha una sua logica interna, ma ha tutti i difetti tipici delle minacce: se ad esse non si d\u00e0 seguito, si perde la faccia e chi doveva essere intimorito si ritrova ancora pi\u00f9 baldanzoso. E sono numerosi i casi cui alle minacce non si pu\u00f2 o non si vuole dare seguito: per evitare un altro caso di abbandono scolastico, per non gettare via quel che un ragazzo pu\u00f2 in ogni caso aver fatto di buono, o per dare fiducia a qualche segno di ravvedimento (per quanto si abbia sempre il ragionevole sospetto che questo sia puramente strumentale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I docenti li vedono i limiti del sistema minatorio-sanzionatorio? S\u00ec, li vedono benissimo. Siccome per\u00f2 non hanno altri strumenti, si tengono stretti questi, nella speranza, per quanto fioca, che il loro lavoro non finisca tutto quanto buttato a mare. Questa \u00e8 la ragione per cui, quando il ministero interviene dicendo: \u201cNon bocciate!\u201d, un professore si sente tradito e lasciato in braghe di tela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministero ha un bel dire ai docenti che non devono arrivare allo scontro frontale con gli studenti, ma anche questa osservazione ha un sapore agro: difficilmente un insegnante ha voglia o gusto nel mettersi a litigare con uno studente, e se lo ha fatto \u00e8 perch\u00e9 non gli rimanevano alternative, pur capendo benissimo che spesso uno studente \u00e8 vittima di se stesso e di problemi pi\u00f9 grandi di lui: immaturit\u00e0, disagio familiare, background sociale impoverito, difficolt\u00e0 di inserimento, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa si pu\u00f2 riassumere brevemente in questi termini: se un docente che vuole insegnare e una classe che non vuole imparare vengono chiusi in un aula e legati ben bene con attivit\u00e0 e orari rigidamente predeterminati, quel che si otterr\u00e0 sar\u00e0 quasi sempre un manicomio in cui la punizione \u00e8 \u2013 o almeno sembra \u2013 l\u2019unico velo tra la possibilit\u00e0 di fare qualcosa ed il caos totale. Questo \u00e8 tanto pi\u00f9 vero nelle scuole che la classista societ\u00e0 italiana destina alla funzione di ghetto \u2013 quali sono oggi alcuni tecnici e professionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abolire la bocciatura e lasciare tutto invariato quindi potrebbe s\u00ec essere un miglioramento (perch\u00e9 senza la paura della bocciatura molte tensioni degli studenti sarebbero automaticamente alleviate), ma un docente vivrebbe questa cosa con il terrore di perdere il poco controllo che gli rimane sulle classi pi\u00f9 riottose \u2013 terrore ampiamente visibile nelle levate di scudi che menzionavamo all\u2019inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 soltanto questo. Le ragioni pi\u00f9 profonde che portano a difendere la bocciatura sono altre ancora. Oggi molte tensioni nascono dall\u2019esito rigidamente binario dello scrutinio (promosso o bocciato, con la dilazione della rimandatura a settembre che cambia ben poco la cosa). Ci\u00f2 costringe a buttare sui piatti della bilancia materie diversissime tra loro, portando ad annullare i buoni risultati in alcune per colpa di quelli cattivi in altre (\u00e8 l\u2019effetto della bocciatura), oppure a nascondere le difficolt\u00e0 in alcune poche materie per non disperdere i buoni livelli raggiunti nelle restanti (sono le famose insufficienze che passano a sei). Questo stato di cose ha due conseguenze fatali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 che in questo continuo \u201cmercanteggiamento\u201d gli studenti finiscono per tenere comportamenti opportunistici, calcolando quali materie \u00e8 necessario studiare e quali si possono invece lasciare andare (a dispetto degli sforzi del docente, che con un\u2019ulteriore massiccia dose di frustrazione si trova a dover avallare voti in cui non crede \u201cper decisione di Consiglio\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda \u00e8 che se un diploma deve attestare il raggiungimento di certi livelli di istruzione, promuovere chi si \u00e8 comportato male, non si \u00e8 impegnato abbastanza o non ha una preparazione sufficiente sembra una vera e propria truffa, alla quale un docente scrupoloso non si vuole prestare. \u00c8 un\u2019obiezione fortissima, inoppugnabile, profondamente avvertita e vissuta: \u201cQuello non ha fatto nulla tutto l\u2019anno, ha disturbato, risposto male, mandato all\u2019aria il lavoro di tutti, e gli devo dire pure \u00abBravo, sei promosso\u00bb, mettendolo sullo stesso piano di chi ha lavorato davvero?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non si supera questa obiezione, non si va da nessuna parte. Finch\u00e9 esisteranno un premio e una punizione impropri, quali sono promozione e bocciatura, qualsiasi altra considerazione sar\u00e0 spazzata via da questo semplice ragionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si fa, allora? La soluzione pi\u00f9 semplice e immediata \u00e8 quella di abolire non solo la bocciatura, ma anche lo scrutinio collegiale che ha luogo nel Consiglio di classe di giugno. Ogni professore indica il proprio voto, e quello rimane, senza chiacchiere inutili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto la \u201cretribuzione\u201d non \u00e8 pi\u00f9 decisa da promozione o bocciatura, ma dal voto finale, che \u00e8 la somma di tutti i voti senza correttivi impropri (i sei \u201cregalati\u201d): chi ha studiato prende un bel voto, chi non si \u00e8 dato da fare ne prende uno che ne denuncia il mancato impegno. Tutte le materie contribuiscono, nessuna fa da cenerentola, quel che uno studente semina poi raccoglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si pensa che ci\u00f2 dia troppo potere agli insegnanti, basta inserire dei correttivi, nemmeno troppo difficili da implementare. Nel corso del quinquennio si lascerebbe ai docenti la piena libert\u00e0 di decidere i voti secondo scienza e coscienza (non collegialmente), mentre per l\u2019esame alla fine del quinquennio si istituirebbe una commissione di valutazione interna, costituita da professori della scuola che conoscono la didattica impiegata durante i cinque anni e possono quindi preparare le prove di valutazione per ogni classe. Tali prove sarebbero corrette anonimamente non dal docente di classe, ma dai suoi colleghi, evitando cos\u00ec che possibili aspetti \u201cpersonali\u201d possano incidere sull\u2019obiettivit\u00e0 della valutazione. In questo modo, l\u2019unica cosa a contare davvero sarebbe la reale preparazione di ogni singolo studente. Lo schema \u00e8 replicabile, se si vuole, alla fine di ogni anno scolastico o anche alla fine di ogni quadrimestre, se si vuole avere un monitoraggio costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I professori sarebbero cos\u00ec sgravati dal rito ormai vuoto dello scrutinio collegiale e dai continui mercanteggiamenti per il voto, gli studenti invece da quella sciocca ragioneria delle medie e dei crediti che oggi \u2013 non \u00e8 un\u2019iperbole \u2013 li ossessiona. Ancora, senza la paura della bocciatura e delle sue pessime conseguenze verrebbero meno tantissimi dei comportamenti infantili e oppositivi che oggi caratterizzano i nostri studenti. Per i residui comportamenti sbagliati ovviamente bisognerebbe pensare a nuove forme di sanzione, ma neanche questo \u00e8 un problema. Si potrebbe introdurre la <em>detention<\/em> tipicamente anglosassone, in virt\u00f9 della quale chi si comporta male rimane a scuola pi\u00f9 a lungo e si dedica ad attivit\u00e0 socialmente utili. Dare al voto di condotta lo stesso valore di quello di una materia, come gi\u00e0 si fa, troverebbe in questo quadro un significato reale. Ma sarebbe facile immaginare anche altre punizioni senza troppi problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, non basterebbe soltanto questa semplice riforma: nel momento in cui si crea un sistema in cui \u00e8 solo la preparazione reale a contare davvero, alle scuole viene chiesto di essere davvero efficaci e ai professori davvero pronti, preparati e motivati. Ma non sarebbe una bella sfida?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31986\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?resize=620%2C291\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?w=990 990w, https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?resize=300%2C141 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?resize=768%2C361 768w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"291\" data-attachment-id=\"31986\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=31986\" data-orig-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?fit=990%2C465\" data-orig-size=\"990,465\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?fit=300%2C141\" data-large-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/121629288-a5954a36-ea42-4ad8-9985-1101f78ca5a7.jpg?fit=620%2C291\" \/><\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=31989#more-31989\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=31989#more-31989<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Francesco Rocchi) *********************** Premessa La bocciatura va a costruire un principio di realt\u00e0 indispensabile ai fini educativi. 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