{"id":41185,"date":"2018-04-19T11:00:34","date_gmt":"2018-04-19T09:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41185"},"modified":"2018-04-19T10:20:09","modified_gmt":"2018-04-19T08:20:09","slug":"crediti-deteriorati-ecco-perche-le-nuove-regole-europee-possono-compromettere-la-ripresa-economica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41185","title":{"rendered":"Crediti deteriorati, ecco perch\u00e9 le nuove regole europee possono compromettere la ripresa economica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Francesca Parodi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2017\/10\/tapering_bce-619x368.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla radice delle crisi bancarie di questi ultimi anni ci sono <strong>gli npl, i crediti deteriorati,<\/strong> da anni al centro dell\u2019attenzione della finanza e dei regolatori europei. Si tratta di una problematica complessa, che impatta in maniera diretta sull\u2019intera economia e sui risparmiatori: basti considerare che in Italia il credito bancario \u00e8 di gran lunga la prima fonte di finanziamento per le imprese. In Italia, in termini lordi, gli\u00a0npl sono passati da circa 40 miliardi di euro nel 2008 a circa 170 miliardi nel 2017, con valori superiori ai 200 miliardi negli anni intermedi. In questi ultimi mesi il dibattito si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 acceso in prossimit\u00e0 della pubblicazione delle nuove indicazioni sul tema delle sofferenze bancarie da parte della Commissione europea e della Bce. Ma per capire esattamente di che cosa si sta parlando occorre fare un passo indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Npl sta per \u201cnon performing loans\u201d, cio\u00e8 \u201cprestiti deteriorati\u201d, la cui categoria pi\u00f9 rischiosa \u00e8 rappresentata dalle sofferenze. In pratica, si tratta di quei crediti, concessi dalle banche, che risultano essere difficilmente esigibili e che\u00a0nella peggiore delle ipotesi non verranno\u00a0onorati (in tutto o anche solo in parte). Le banche hanno cominciato ad accumulare in maniera sempre pi\u00f9 consistente queste sofferenze da quando, complice la crisi economica, molte imprese sono entrate in difficolt\u00e0 (o peggio ancora fallite) e non sono pi\u00f9 riuscite ad onorare i propri debiti con le banche. A causa dell\u2019aumento di questi crediti inesigibili, le banche hanno registrato, anno dopo anno, ingenti perdite, e la loro redditivit\u00e0 si \u00e8 ridotta, cos\u00ec come la loro dotazione patrimoniale. Di conseguenza, anche la propensione a concedere credito si \u00e8 ridotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 stato particolarmente vero nei confronti delle piccole e medie imprese (che costituiscono circa il 90-95% del tessuto imprenditoriale italiano) per le quali <strong>il venir meno del supporto della finanza<\/strong> ha avuto un impatto tale da comprometterne, nei casi pi\u00f9 gravi, addirittura la sopravvivenza. Gli\u00a0npl quindi sono un effetto prodotto dalla crisi economica (ma anche di episodi di <em>mala gestio<\/em> bancaria), ma a loro volta diventano una causa in un circolo vizioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per liberare le banche da questo impasse, si \u00e8 perci\u00f2 pensato di creare una <em>bad bank<\/em> (\u201ccattiva banca\u201d) di sistema o una <em>bad bank<\/em> per ciascuna banca in difficolt\u00e0. La bad bank \u00e8 una specie di contenitore alla quale la banca tradizionale passer\u00e0 i \u201ccrediti tossici\u201d, cio\u00e8 in sofferenza. In questo modo, dalla banca vengono scorporate le attivit\u00e0 \u201cin sofferenza\u201d per lasciare solo la parte sana del bilancio e consentire alla banca di continuare il proprio lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leggi anche:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/intesa-sanpaolo-messina-contro-le-banche-tedesche-e-francesi-ingiustamente-avvantaggiate-dalla-bce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messina (Intesa Sanpaolo) si scaglia contro le banche tedesche e francesi: \u2018Ingiustamente avvantaggiate dalla Bce\u2019<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trasferimento degli\u00a0npl \u00e8 oneroso e funziona in questo modo: un\u2019apposita societ\u00e0 (Spv, Special purpose vehicle) acquista i crediti deteriorati dalla banca tradizionale e li \u201cimpacchetta\u201d creando delle obbligazioni di diversa qualit\u00e0 e livello di rischio. Queste vengono poi vendute e valorizzate sul mercato. Il ricavato derivante dalla cessione di queste ultime permette alla <em>bad bank<\/em> di pagare alla banca \u201csana\u201d il valore convenuto degli npl. Per evitare che queste obbligazioni siano davvero troppo rischiose per gli investitori, sono state previste anche delle apposite garanzie statali (le cosiddette \u201cGacs\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le garanzie per\u00f2 riguardano <strong>solo i crediti pi\u00f9 sicuri<\/strong> (le tranche \u201cSenior\u201d), e di conseguenza, hanno fatto notare alcuni esperti, lo strumento della <em>bad bank<\/em> ha un impatto limitato. Inoltre la <em>bad bank<\/em> (utilizzata anche nel caso delle Banche venete) risolve solo il problema delle sofferenze gi\u00e0 accumulate, ma non offre una soluzione definitiva per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato allora creato il fondo Atlante, un fondo d\u2019investimento prevalentemente privato, avente due scopi: garantire gli aumenti di capitale delle banche in difficolt\u00e0 e rilevare i crediti deteriorati (npl) degli istituti di credito. La dotazione del fondo per\u00f2 si \u00e8 rilevata insufficiente rispetto alla totalit\u00e0 delle sofferenze e anche questo strumento si \u00e8 rivelato inefficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A marzo sono state pubblicate dalla Commissione europea e dalla Bce nuove regole, in vigore dal 1 aprile 2018, per tentare di risolvere il problema degli npl, con un duplice scopo: ridurre il rischio per un istituto di credito legato all\u2019accumularsi delle sofferenze e, allo stesso tempo, uniformare la politica di copertura di tali crediti tra i Paesi dell\u2019Unione europea. Queste nuove misure, che riguardano soprattutto la tempistica relativa agli accantonamenti sulle sofferenze, hanno per\u00f2 suscitato qualche perplessit\u00e0 tra gli analisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/veneto-bad-bank-per-recuperare-i-soldi-pubblici-dovra-imitare-la-sga-del-banco-di-napoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Banche venete, per recuperare i soldi pubblici bisogner\u00e0 fare come il Banco di Napoli. Non sar\u00e0 facile<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFacciamo un esempio per meglio comprendere le dinamiche relative ai crediti deteriorati. Una piccola impresa chiede un prestito e la banca glielo concede. Ad un certo punto, per\u00f2, l\u2019impresa entra in difficolt\u00e0 e la banca valuta che soltanto l\u201980% di quel prestito sar\u00e0 restituito. Il prestito sar\u00e0 classificato come deteriorato e, a fini prudenziali, <strong>la banca effettuer\u00e0 un accantonamento<\/strong> a fronte della perdita attesa stimata (in questo caso del 20%) sul suo bilancio. Tale perdita andr\u00e0 ad erodere parte del capitale della banca\u201d, spiega a <em>Business Insider<\/em> Rodolfo Pambianco, esperto del settore di Investment Banking a cui abbiamo chiesto di illustrarci le nuove misure introdotte dalla Commissione europea e dalla Bce. \u201cFino ad oggi, l\u2019ammontare degli accantonamenti a copertura dei crediti deteriorati era arbitrario e ogni banca si autoregolava in base alle proprie stime interne, alle indicazioni informali ricevute dai regolatori e ai livelli di copertura medi di mercato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove regole pubblicate lo scorso marzo forniscono alle banche delle tempistiche e dei livelli ben precisi di coperture su crediti deteriorati. \u201cIn particolare\u201d, prosegue Pambianco, \u201cper i crediti deteriorati garantiti (ad esempio, un mutuo con la garanzia sulla casa) \u00e8 prevista una copertura graduale fino al 100% in otto o sette anni, rispettivamente in base a quanto pubblicato dalla Commissione europea e dalla Bce. Per i crediti non garantiti (quindi pi\u00f9 rischiosi per le banche) invece, la copertura totale dovr\u00e0 avvenire, in base ad entrambe le pubblicazioni, in due anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 un\u2019altra differenza tra quanto stabilito dalla Commissione europea (la cui decisione \u00e8 quella vincolante) e il parere della Bce. \u201cPer la prima\u201d, dice Pambianco, \u201cqueste misure vanno applicate solo ai crediti deteriorati riferibili a <strong>prestiti erogati successivamente<\/strong> all\u2019entrata in vigore delle nuove disposizioni; per la Bce invece a tutti gli impieghi che diventano deteriorati a partire dalla data del primo aprile 2018, anche se riferibili a prestiti erogati precedentemente\u201d. Le banche si troveranno dunque nella situazione di fatto di dover seguire le linee guida, pi\u00f9 stringenti, dettate dalla Bce, perch\u00e9 rimane comunque il loro supervisore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto che pi\u00f9 preoccupa gli esperti \u00e8 che, come \u00e8 stato fatto notare durante un\u2019audizione al Parlamento europeo, non \u00e8 stato valutato approfonditamente quale sar\u00e0 l\u2019impatto di queste misure sul sistema del credito, cio\u00e8 sull\u2019economia reale. \u201cLa preoccupazione emersa nel corso dell\u2019audizione al Parlamento europeo \u00e8 che, a fronte di queste misure, le banche potrebbero essere ancora pi\u00f9 prudenti nel concedere prestiti non garantiti, preferendo grandi aziende o applicando tassi pi\u00f9 alti\u201d conclude Pambianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il danno all\u2019economia italiana rischia di essere significativo, dal momento che le piccole e medie imprese ricorrono spesso al credito bancario non garantito come fonte di finanziamento primario. In una fase di timida ripresa economica, come quella attuale, tali iniziative potrebbero frenare inesorabilmente il trend positivo di crescita.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/crediti-deteriorati-ecco-perche-le-nuove-regole-europee-possono-compromettere-la-ripresa-economica\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/crediti-deteriorati-ecco-perche-le-nuove-regole-europee-possono-compromettere-la-ripresa-economica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Francesca Parodi) &nbsp; Alla radice delle crisi bancarie di questi ultimi anni ci sono gli npl, i crediti deteriorati, da anni al centro dell\u2019attenzione della finanza e dei regolatori europei. 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