{"id":4124,"date":"2011-08-07T04:33:42","date_gmt":"2011-08-07T04:33:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=4124"},"modified":"2011-08-07T04:33:42","modified_gmt":"2011-08-07T04:33:42","slug":"cosa-ci-attende-se-non-optiamo-per-il-default-e-luscita-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=4124","title":{"rendered":"Cosa ci attende se non optiamo per il default e l&#039;uscita dall&#039;euro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><em><font face=\"Verdana\">Mentre la Grecia &egrave; al tracollo finanziario ed &egrave; scossa dalle proteste, esaminiamo il crescente movimento di disobbedienza civile. La situazione greca suggerisce agli italiani di rifiutare il debito pubblico (non in mano a persone fisiche italiane) e di uscire dall&#39;euro (SD&#39;A).<\/font><\/em><\/strong><\/p>\n<p><font face=\"Verdana\"><font size=\"3\">di <strong>Angelique Chrisafis<\/strong> <\/font><font size=\"3\">Guardian.co.uk traduzione per <a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\">Comedonchisciotte<\/a>&nbsp;di Micaela Marri titolo originale <strong><em>Crisi del debito greco: la rivolta anti auesterit&agrave; &quot;noi non paghiamo&quot;<\/em><\/strong><\/font><\/font><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">C<\/font>Crisi del debito grec&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Tra i lussuosi bar sullo storico lungomare di Salonicco, spicca un ristorante in particolare. Dalla terrazza del ristorante a buon mercato in stile <i>diner &amp; grill<\/i> americano penzola lo striscione &quot;Vogliamo i nostri soldi!&quot;. All&#39;interno dodici membri del personale hanno cambiato le serrature, stanno servendo lattine di birra del supermercato ai sostenitori e fanno a turno a dormire sul pavimento del ristorante la notte in segno di protesta per i mesi di stipendi non pagati e per l&#39;improvvisa chiusura del ristorante. Questo &egrave; il nuovo simbolo della spirale della crisi del debito della Grecia: un <i>sit-in<\/i> di camerieri.<\/font> <\/p>\n<p>\t<font face=\"Verdana\" size=\"3\">Margarita Koutalaki, 37 anni, una cameriera gentile, divorziata, con una figlia di undici anni, ha lavorato qui <i>part-time<\/i> per otto anni, guadagnando circa &euro; 6,50 l&#39;ora. Adesso a turno dorme su un materasso gonfiabile in una stanza al piano superiore, facendo da guardia agli occupanti, mentre i suoi genitori fanno da <i>baby sitter<\/i> alla figlia.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">&quot;Mi spettano circa &euro; 3000 di stipendi non pagati&quot;, dice, avvertendo che la sua situazione &egrave; la stessa per legioni di lavoratori in tutta la Grecia che stanno aspettando mesi di stipendi non versati da parte di aziende in difficolt&agrave;. &quot;All&#39;inizio ci hanno detto che saremmo stati pagati il mese successivo, poi il pagamento &egrave; stato interrotto completamente e ci &egrave; stato detto al telefono che il ristorante chiudeva. Stiamo ancora lavorando, stiamo mandando avanti il locale, fornendo cibo e bevande ai nostri sostenitori. Abbiamo pi&ugrave; clienti di prima. Questa protesta &egrave; tutto ci&ograve; che possiamo fare. Ci viene spontaneo farla&quot;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">I camerieri servono bevande a buon mercato e pietanze a prezzo ridotto a una nuova clientela di persone di sinistra e dai protestanti del movimento degli &quot;indignati&quot; di quattro mesi fa, che non avrebbero altrimenti mai messo piede in questo bastione dell&#39;imperialismo, la <i>franchise<\/i> greca del gigante americano Applebee&#39;s. Un&#39;insegna in inglese tenta i turisti con <i>souvlaki<\/i> e polpette a buon mercato &quot;a sostegno dei lavoratori&quot;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">&Egrave; passato un mese da quando la Grecia &egrave; stata paralizzata da uno sciopero generale contro le dure misure di <i>austerity<\/i>, con dimostrazioni in massa sulle strade e battaglie tra la polizia e i protestanti a Piazza Syntagma ad Atene.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">I greci sono pi&ugrave; diffidenti che mai nei confronti della loro classe politica e la sua [supposta] abilit&agrave; di portarli fuori dalla paralizzante crisi finanziaria. I sondaggi mostrano un sempre pi&ugrave; alto disprezzo per tutti i partiti e per il sistema politico screditato. La disoccupazione &egrave; arrivata al livello record del 16 per cento, molto pi&ugrave; alto per i giovani. Quelli abbastanza fortunati da aver conservato il posto hanno subito drastiche riduzioni dello stipendio e aumenti delle tasse.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Medici e infermiere hanno recentemente scioperato per i tagli alla sanit&agrave;. I tassisti hanno paralizzato la Grecia con i loro scioperi nelle ultime due settimane contro i piani del governo di liberalizzare l&#39;industria. La loro tattica ha compreso il blocco dei porti e l&#39;apertura della biglietteria dell&#39;Acropoli per fare entrare i turisti gratis.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Cosa fondamentale, il lungo movimento di &quot;disobbedienza civile&quot; della Grecia, dove i comuni cittadini si rifiutano di pagare per qualunque cosa, dai pedaggi stradali e i biglietti dell&#39;autobus alle parcelle extra dei medici, non si &egrave; concluso durante le vacanze estive. L&#39;offensiva &quot;Noi non pagheremo&quot; &egrave; presentata come la forma pi&ugrave; pura del &quot;potere della gente&quot;. Gli organizzatori hanno avvertito che potrebbe prendere pi&ugrave; vigore a settembre, quando il governo lancer&agrave; una nuova ondata di restrizioni finanziarie.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Sulla strada principale tra Atene e Salonicco, mentre gli automobilisti rientrano a Salonicco dopo una domenica al mare, una folla di civili con indosso giacchetti fluorescenti arancioni fanno la guardia alle barriere del principale casello stradale in direzione della seconda citt&agrave; greca. Sui loro giacchetti c&#39;&egrave; scritto &quot;Disobbedienza Totale&quot;. Aprono le barriere bianche e rosse e fanno cenno agli automobilisti di passare senza pagare il pedaggio di &euro; 2,80. Sugli striscioni si legge: &quot;Noi non pagheremo&quot; e &quot;Non daremo soldi ai banchieri esteri&quot;. Gli automobilisti, grati, passano; qualcuno fa cenni di approvazione.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">&quot;Vedremo un aumento della disobbedienza civile il prossimo autunno&quot;, dice Nikos Noulas, un ingegnere civile di Salonicco, in un bar del centro mentre srotola una serie di poster che incitano al rifiuto di pagare.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Vivendo a quaranta minuti dal centro cittadino, si sposta in motocicletta per lo scarso lavoro che rimane, ma evita di pagare i biglietti dell&#39;autobus e i pedaggi stradali. Tende anche agguati ai supermercati, distribuendo ai clienti grossi adesivi di protesta da attaccare sugli articoli che considerano esageratamente costosi. Il latte &egrave; un classico. Noulas e il suo gruppo riempiono i carrelli di articoli e chiedono al direttore uno sconto del 30%. Se gli viene rifiutato, abbandonano i carrelli pieni alle casse.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Ammette che un recente aumento dei controlli da parte della polizia ha reso le cose pi&ugrave; difficili: &quot;Se un poliziotto sta guardando, non c&#39;&egrave; altra scelta che pagare il pedaggio stradale.&quot; Ma dice che infrangere la legge non pagando piccoli pedaggi o biglietti dell&#39;autobus &egrave; molto meno serio della corruzione dei politici e dei cartelli che, sostiene, hanno governato la Grecia per decenni con impunit&agrave;: &quot;Questo ci ha insegnato che il popolo greco pu&ograve; resistere. Ha acceso il sentimento pubblico.&quot;<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Il movimento di protesta contro i pedaggi autostradali &egrave; iniziato pi&ugrave; di due anni fa fuori da Atene per contrastare un sistema considerato esorbitante e corrotto, che prevede che gli automobilisti paghino per tratti stradali che devono ancora essere costruiti. Alcuni residenti si trovano a pagare pi&ugrave; di 1500 euro l&#39;anno di pedaggi per spostamenti nelle loro vicinanze.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Dall&#39;inizio dell&#39;anno, il movimento era consolidato e ha compreso il rifiuto di pagare i biglietti della metropolitana di Atene, con i protestanti che coprivano le biglietterie automatiche con buste di plastica, nonch&eacute; un lungo boicottaggio dei biglietti degli autobus a Salonicco dopo l&#39;aumento dei prezzi da parte di societ&agrave; private sovvenzionate dallo stato. Altri si rifiutano di pagare l&#39;abbonamento alla televisione.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">I partiti di sinistra sono stati coinvolti, aumentando la visibilit&agrave; della campagna. A partire da marzo, oltre la met&agrave; della popolazione greca sosteneva la nozione del &quot;Noi non pagheremo&quot;. Il governo ha riversato una pioggia di critiche su quella che considerava una mentalit&agrave; da &quot;scrocconi&quot;, avvertendo che gli inadempienti avrebbero portato una cattiva reputazione al paese e che stavano privando lo stato del reddito vitale dei servizi di trasporto. Sono state introdotte nuove leggi contro l&#39;evasione del pagamento dei biglietti e la polizia ha intensificato le misure di controllo.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">George Bakagiannis, un direttore informatico della zona di Atene, non paga i pedaggi stradali da due anni, semplicemente scendendo dall&#39;auto e spingendo le sbarre al casello. Il suo gruppo occupa i caselli stradali per due o tre ore svariate volte nella settimana, facendo passare gli automobilisti senza pagare.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Si &egrave; inoltre impegnato nelle dimostrazioni contro il ticket di 5 euro per i controlli medici. Dice: &quot;Andiamo in ospedale e chiudiamo la stanza del cassiere, dicendo alla gente, Non pagate, ci siamo noi qui&#39;. Questa non &egrave; la nostra crisi, &egrave; la crisi del governo. Rubano i nostri soldi, ci rubano la vita. Adesso vogliono farci credere che i nostri risparmi non sono sicuri in banca. Questo movimento crescer&agrave; in autunno perch&eacute; la situazione adesso &egrave; cos&igrave; tragica che la gente non ha davvero i soldi per pagare.&quot;<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Lo scrittore e commentatore sociale Nikos Dimou afferma: &quot;&Egrave; l&#39;inizio di un divorzio tra i greci e i loro politici. Tutti i movimenti hanno questo in comune: tutti disprezzano e provano orrore per la classe politica.&quot;<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">A Salonicco, la seconda citt&agrave; greca, le tensioni si fanno sentire. Le tende degli &quot;indignati&quot; sono state sgombrate con la forza lo scorso fine settimana da Piazza Syntagma ad Atene, ma l&#39;antica fortezza sul mare di Salonicco, la Torre Bianca, &egrave; ancora circondata dalle tende dei protestanti e drappeggiata di striscioni su cui si legge &quot;In vendita&quot; e &quot;Non in vendita&quot;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Il nord della Grecia &egrave; stato colpito duramente dalla crisi. Le aziende hanno iniziato a chiudere molto prima della massima forza del tracollo finanziario. Cos&igrave; tante persone sono troppo povere per poter usare regolarmente la macchina e cos&igrave; tante aziende hanno chiuso i battenti, tanto che la municipalit&agrave; di Salonicco ha riscontrato un sostanziale miglioramento della qualit&agrave; dell&#39;aria della citt&agrave; notoriamente congestionata. Il 10 settembre prossimo, quando il Primo Ministro greco George Papandreou sar&agrave; presente alla famosa fiera internazionale di Salonicco per svelare le sue nuove misure economiche, sar&agrave; accolto dalle dimostrazioni.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">I protestanti di Salonicco usano il &quot;<i>flash mobbing<\/i>&quot;, dove si formano le folle inaspettatamente per picchettare le banche e gli edifici pubblici. Il loro ultimo bersaglio &egrave; stato il Consolato tedesco, dove decine di dimostranti hanno urlato i loro <i>slogan<\/i> e hanno sporcato con bombolette <i>spray<\/i> il marciapiede, chiedendo che l&#39;Unione Europea facesse di pi&ugrave; per la Grecia, mentre i poliziotti in borghese sono stati a guardare.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Durante la dimostrazione del 20 luglio Barbara, 30 anni, un&#39;insegnante di Greco, che non ha voluto dire il suo cognome, ha detto che serviva il caff&egrave; in un bar per 30 euro al nero per ogni turno di nove ore. Vive con suo padre, un pensionato, e con sua madre, che ha un negozio ed &egrave; piena di debiti: &quot;Nessuno assume, non riesco a trovare un lavoro come insegnante n&eacute; lezioni private. Non c&#39;&egrave; speranza di una vita decente. La met&agrave; delle persone che conosco sono disoccupate; le altre sono sull&#39;orlo della disoccupazione. Chiunque ha le possibilit&agrave; di andare all&#39;estero parte.&quot;<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\" size=\"3\">Alla Torre Bianca, Antonis Gazakis, un insegnante di lingua e storia, dice di essere colpito da come adesso i novizi stiano aderendo alle proteste, da una miriade di diverse posizioni politiche dalla sinistra alla destra, molti dei quali senza legami con i partiti o pregressi di proteste. Tutti si stavano lanciando nel dibattito su come cambiare ci&ograve; che vedono come un sistema parlamentare e politico corrotto: &quot;In Grecia si sta facendo storia politica. Ecco perch&eacute; sono qui quest&#39;estate. L&#39;ultima volta che la gente si &egrave; radunata in una piazza per chiedere un cambiamento costituzionale &egrave; stato nel 1909. Questa &egrave; un&#39;opportunit&agrave; d&#39;oro, un cambiamento paradigmatico. La Grecia si &egrave; svegliata.&quot;<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la Grecia &egrave; al tracollo finanziario ed &egrave; scossa dalle proteste, esaminiamo il crescente movimento di disobbedienza civile. 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