{"id":41301,"date":"2018-04-25T11:00:27","date_gmt":"2018-04-25T09:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41301"},"modified":"2018-04-23T13:00:02","modified_gmt":"2018-04-23T11:00:02","slug":"olivetti-ha-inventato-il-modello-di-impresa-internazionale-moderna-chiunque-vada-al-governo-dovrebbe-ripartire-da-li","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41301","title":{"rendered":"Olivetti ha inventato il modello di impresa internazionale moderna. Chiunque vada al governo dovrebbe ripartire da l\u00ec"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Giuseppe Rao)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/GettyImages-3242662-619x368.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Adriano Olivetti (1901 &#8211; 1960) nel 1958<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troppo spesso in Italia dimentichiamo che <strong>il modello internazionale di impresa moderna<\/strong> \u2013\u00a0 attenta alla contaminazione dei saperi scientifici e umanistici, ai valori etici e costantemente protesa verso il futuro \u2013\u00a0 <strong>\u00e8 nato alla Olivetti di Ivrea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera e il pensiero di Adriano Olivetti (e del figlio Roberto) costituiscono un patrimonio preziosissimo, ancora oggi fonte di ispirazione per i cittadini e per chi \u00e8 impegnato nelle attivit\u00e0 destinate a creare impresa, conoscenza, benessere e giustizia sociale.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/01-Roberto-Olivetti-Mario-Tchou-1024x733.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Roberto Olivetti con l\u2019ingegnere informatico Mario Tchou.<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizziamo, in rapida sintesi, i <strong>pilastri del modello olivettiano.<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La Olivetti \u00e8 stata innanzitutto un\u2019azienda leader mondiale nelle tecnologie<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le produzioni dell\u2019azienda \u2013 macchine per scrivere e da calcolo, calcolatori elettronici, meccatronica (<em>Olivetti Controllo Numerico<\/em>) e persino mobili per ufficio \u2013 hanno conquistato tutti i mercati del mondo. Rimane il rammarico che, a partire dal 1960, insipienze e persino boicottaggi della politica e dell\u2019establishment nazionale, e non solo, abbiano impedito all\u2019azienda di conseguire successi in settori d\u2019avanguardia (si pensi all\u2019occasione perduta con il <strong>primo calcolatore elettronico da tavolo nel mondo, la \u201cP101\u201d<\/strong> di Piergiorgio Perotto).<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/1965OlivettiP101Bellini651022Time-e1524237172267-767x1024.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Il \u201cP101\u201d Olivetti<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Leadership, vision, e investimenti nel capitale umano e nei giovani<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello Olivetti nasce dalla lungimiranza dell\u2019ing. Adriano e dalla sua scelta di investire nei talenti e nei giovani laureati \u2013 capaci di garantire creativit\u00e0, nuove energie e persino quella ventata di incoscienza necessaria per la costruzione di progetti di natura sperimentale (citiamo per tutti Mario Tchou, che aveva 30 anni quando gli fu chiesto di tornare dagli Stati Uniti per avviare le attivit\u00e0 nel settore elettronico). Le attivit\u00e0 di formazione consentivano ai dipendenti pi\u00f9 meritevoli di progredire nella carriera interna. E senza dimenticare che Olivetti, assieme ad ENI, \u00e8 stata la pi\u00f9 grande scuola di management in Italia. Poi accadde che un geniale operaio, Natale Capellaro, invent\u00f2 la \u201cDivisumma 24\u201d, calcolatrice rivoluzionaria, capace di conquistare il mondo e assicurare i profitti necessari per finanziare le diverse attivit\u00e0 dell\u2019azienda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La contaminazione dei saperi e la ricerca della bellezza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<strong>l sapere scientifico e tecnologico, nella visione di Adriano Olivetti, richiedeva il sostegno di altre discipline<\/strong>, che avrebbero<strong> migliorato la funzionalit\u00e0 e l\u2019estetica<\/strong> dei prodotti e dei luoghi di lavoro, nonch\u00e9<strong> le condizioni di vita dei lavoratori<\/strong>: design, architettura, grafica, logistica, sociologia, medicina del lavoro, cultura in senso esteso. L\u2019azienda \u00a0pubblicava libri (<em>Edizioni di Comunit\u00e0 <\/em>\u2013 e qui il ricordo va a Renzo Zorzi) e riviste scientifiche e culturali di alto valore (<em>Tecnica e Organizzazione<\/em> e <em>Zodiac<\/em> su tutte), finanziava periodici culturali (<em>Metron<\/em>, <em>Urbanistica<\/em>, <em>Sele arte<\/em>), ospitava dibattiti e mostre d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scriver\u00e0 Franco Fortini: \u201cLa Olivetti \u00e8 stata ed \u00e8 anche questo: il luogo dove \u00e8 possibile attribuire alla scelta di un colore per una copertina, di un aggettivo per uno slogan, di un profilato per uno stand o di una linea per una carrozzeria di una\u00a0 macchina, un\u2019importanza non troppo diversa di quella che si d\u00e0 alla scelta di una soluzione meccanica, di un acciaio, di un procedimento di fusione.\u201d<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La strategia \u201clocal\u2192global\u201d<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Olivetti \u00e8 stata una multinazionale \u2013 l\u2019unica italiana ad aver conquistato tutti i mercati \u2013 con una visione \u201clocal\u2192global\u201d: <strong>radicata nel territorio<\/strong> e nella comunit\u00e0 (concetto fondamentale per l\u2019ing. Adriano) canavesana, sin dagli anni \u201930 ha <strong>costruito stabilimenti e centri di ricerca in Italia e all\u2019estero<\/strong> \u2013 Argentina, Brasile, Spagna, Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone, Messico, Singapore, Cina (anche in questi casi la progettazione degli edifici era affidata ad architetti del livello di Kanh, Stirling, Tange). Le produzioni venivano esportate in tutti i continenti, dove l\u2019azienda era presente con proprie filiali ed una autonoma rete di distribuzione.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/1970OlivettiJapanTangebintecommunicationsJapan2.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Lo stabilimento Olivetti a Yokohama in Giappone progettato da Kenzo Tange, 1970. L\u2019edificio ospita magazzini, scuole per meccanici, mensa e biblioteca (Associazione archivio storico Olivetti, Societ\u00e0 Olivetti)<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019attenzione maniacale al marchio, alla reputazione e alla comunicazione<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Olivetti \u00e8 diventata il simbolo nel mondo di un\u2019azienda che<strong> investe nella comunicazione d\u2019impresa per promuovere il proprio marchio<\/strong> e la propria reputazione. A Ivrea hanno lavorato \u2013 la lista \u00e8 impressionante, qui ci limitiamo a qualche citazione \u2013 i migliori architetti (Figini e Pollini, Vittoria, <strong>Zanuso<\/strong>), grafici (Pintori, Ballmer, Bassi), designer (Nizzoli, <strong>Sottsass<\/strong>, Bellini), registi e musicisti (N. Risi, Ragghianti, <strong>Berio<\/strong>), scrittori (Sinisgalli, Pampaloni, <strong>Ottieri<\/strong>), sociologi (Pizzorno, <strong>Ferrarotti<\/strong>, Novara), fotografi (<strong>Berengo Gardin<\/strong>, Mulas, Cartier-Bresson) che si sono impegnati a dare forma e immagine alla bellezza creata ogni giorno ad Ivrea e nei diversi stabilimenti italiani e stranieri. I<strong> negozi Olivetti<\/strong>, progettati da grandi architetti e designer (Gae Aulenti, Nivola, <strong>Scarpa<\/strong>) sono diventati luoghi di culto \u2013 antesignani degli Apple Store, ma con la differenza che ciascun negozio Olivetti era un unicum<strong>.<\/strong><\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/619px-Olivetti_Negozio_1966.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Un negozio monomarca Olivetti nel 1966 circa. Wikipedia<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019uso delle informazioni, la capacit\u00e0 di misurarsi con i casi di successo internazionali, la curiosit\u00e0 per tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello organizzativo Olivetti era costruito su metodologie organizzative particolarmente innovative: la ricerca continua di <strong>condivisione delle informazioni<\/strong> fra le diverse strutture interne (documentate nel libro del 1960 di Luciano Gallino \u201cProgresso tecnologico ed evoluzione organizzativa negli stabilimenti Olivetti, 1946-1959. Ricerca sui fattori interni di espansione di un\u2019impresa\u201d); lo studio dei casi di successo internazionali, e quindi la <strong>curiosit\u00e0 per la diversit\u00e0<\/strong>, ai fini del perfezionamento della qualit\u00e0 delle attivit\u00e0 \u2013 a Ivrea era in funzione la migliore emeroteca d\u2019Italia. Vi \u00e8 poi una pagina poco conosciuta della storia della \u201cDitta\u201d (mio padre, uscendo da casa la mattina diceva \u201cvado in Ditta\u201d, come se questa fosse una seconda casa). <strong>Roberto Olivetti<\/strong> \u2013 entusiasta sostenitore delle attivit\u00e0 nel settore elettronico \u2013 all\u2019inizio degli anni \u201970 aveva <strong>intuito l\u2019avvento della Societ\u00e0 dell\u2019Informazione<\/strong>, come testimoniano gli investimenti nell\u2019informatica distribuita, gli scritti e le campagne pubblicitarie.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il rispetto per i lavoratori e la loro partecipazione alla vita dell\u2019impresa<\/strong><\/h3>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/1955CircaColoniaOlivettiMarinadiMassa-1024x483.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Colonia Olivetti a Marina di Massa (1955 circa)<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Olivetti \u2013 come \u00e8 noto \u2013 \u00e8 stato il <strong>simbolo dell\u2019azienda sensibile ai diritti dei lavoratori (e dei loro figli),<\/strong> a cui venivano offerti ambienti di lavoro, salari, servizi sociali \u2013 asili nido, colonie e borse di studio, servizi sanitari, biblioteche ed emeroteche \u2013 senza eguali nel mondo, la possibilit\u00e0 di crescita professionale e persino le abitazioni. Erano stati avviati progetti di partecipazione attiva dei lavoratori alla gestione aziendale. Ad Ivrea <strong>non erano consentite discriminazioni sulla base delle idee politiche<\/strong> (alcuni tra i maggiori collaboratori di Adriano Olivetti erano comunisti \u2013<strong> Fortini e Volponi<\/strong> i casi pi\u00f9 noti).<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La politica per il mezzogiorno<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall\u2019inizio degli anni \u201950 Adriano Olivetti ha\u00a0 avuto una <strong>particolare attenzione per la rinascita del Mezzogiorno<\/strong>. Si pensi al progetto di riqualificazione del quartiere Martella di Matera. E quando decise di <strong>costruire la fabbrica di Pozzuoli<\/strong> chiam\u00f2 il geniale architetto (comunista) Luigi Cosenza, incaricandolo di progettare una fabbrica a misura d\u2019uomo, in cui <strong>nessun operaio dovesse lavorare a pi\u00f9 di sette metri da un punto luce, nonch\u00e9 le case destinate ai dipendenti.<\/strong> L\u2019industriale eporediese sar\u00e0 ripagato dal fatto che in breve tempo Pozzuoli diventer\u00e0 lo stabilimento pi\u00f9 efficiente del gruppo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripartire dalla \u201cnazione\u201d e dalla visione \u201clocal\u2192global\u201d?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viviamo in<strong> un tempo caratterizzato dalla ridefinizione del concetto di nazione<\/strong>, dalla d<strong>elegittimazione delle istituzioni e della politica<\/strong>, dal predominio del capitalismo finanziario, dall\u2019acuirsi delle differenze tra pochi ricchi \u2013 sempre pi\u00f9 ricchi \u2013, la classe media, che ha perso benessere e speranze, e ceti sociali sempre pi\u00f9 poveri. La precariet\u00e0 impedisce ai giovani, spesso costretti ad emigrare all\u2019estero, di costruire un progetto di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fenomeni frettolosamente definiti come sovranismo e populismo segnalano la reazione diffusa di politici, intellettuali e cittadini che rivendicano la <strong>volont\u00e0 di ripartire dalla valorizzazione del ruolo della \u201cnazione\u201d nella comunit\u00e0 globalizzata<\/strong> (local<strong>\u2192<\/strong>glocal). L\u2019elezione di Donald Trump, il successo di Bernie Sanders e Jeremy Corbyn e in Italia del M5S e della Lega, nonch\u00e9 l\u2019ascesa in Europa di numerosi movimenti critici sulla globalizzazione, rappresentano una risposta, ognuna con proprie specificit\u00e0, a queste lacerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 creato uno <strong>strapotere della finanza e delle multinazionali<\/strong> c<strong>he controllano tecnologie, brevetti, informazioni, social network e logistica<\/strong>, e che, grazie a questi strumenti, sono in grado di influenzare la formazione degli orientamenti politici (e non solo) dei cittadini e quindi i meccanismi che regolano il funzionamento delle singole democrazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le reti e le nuove tecnologie hanno disarticolato gerarchie e modificato distanze, ad ogni livello, e consentono ora un accesso generalizzato alle informazioni (quelle pregiate rimangono sovente nella disponibilit\u00e0 di pochi) e influenzano l\u2019agire e il pensiero delle giovani generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Quarta Rivoluzione Industriale,<\/strong> con lo sviluppo di servizi e prodotti, offre tuttavia inedite opportunit\u00e0 ai Paesi in grado di garantire la partecipazione popolare ai processi decisionali, e promuovere il sistema educativo, la ricerca scientifica e il proprio sistema industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Interesse nazionale e politiche industriali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo di <strong>scienze, tecnologie e metodologie innovative<\/strong> (big data, Intelligenza Artificiale, robotica, machine learning, genetica, nanotecnologie, logistica) <strong>trasformano gli assetti geopolitici<\/strong>, con il protagonismo dei Paesi emergenti, e determinano <strong>nuovi fenomeni economici e sociali<\/strong> \u2013 quali la riduzione dei posti di lavoro e la necessit\u00e0 di professionalit\u00e0 sofisticate. Il modello occidentale, con il parallelo invecchiamento della popolazione, \u00e8 entrato in crisi, con l\u2019eccezione della <strong>Germania<\/strong>, che invece<strong> ha saputo cogliere le opportunit\u00e0 del nuovo \u201cordine mondiale\u201d<\/strong>, a partire dalla promozione del sistema educativo, della R&amp;S e della grande industria e degli investimenti strategici in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rivoluzioni in atto richiedono sinergie e integrazioni tra i saperi scientifici, tecnologici e umanistici; investimenti significativi nell\u2019istruzione, nella ricerca e nella cultura (consapevoli che gli innovatori iniziano a formarsi sin da bambini); alleanze internazionali <em>win-win. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo di fronte ai grandi temi dell\u2019interesse nazionale e delle politiche industriali settoriali, in Italia troppo spesso sacrificati sull\u2019altare del liberismo, della subalternit\u00e0 ad altri Paesi, e della mancanza di progetti a lungo termine, in favore della politica del \u201cday by day\u201d. <\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il rilancio della Olivetti come simbolo della rinascita dell\u2019Italia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo alla storia recente. Tutto \u00e8 iniziato nel <strong>febbraio 1999, quando la Olivetti, cedute a Mannesmann<\/strong> le partecipazioni in <strong>Omnitel e Infostrada<\/strong>, <strong>acquisisce il controllo, tramite Tecnost, di Telecom Italia<\/strong> \u2013 lo strumento \u00e8 una OPAS in gran parte a debito. Da quel momento l\u2019azienda inizia il suo <strong>inarrestabile declino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciamo i dettagli sulle vicende successive e arriviamo al <strong>4 agosto 2004, quando, a seguito della fusione con Telecom Italia, il nome Olivetti scompare dalla borsa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione tra Telecom Italia e Olivetti non ha dato i frutti che, forse, qualcuno auspicava. Il sito di Olivetti S.p.A., oggi controllata da Telecom Italia, informa che l\u2019azienda offre \u201csoluzioni in grado di automatizzare processi e attivit\u00e0 aziendali per le PMI, le grandi aziende e i mercati verticali\u201d e impiega <strong>450 dipendenti;<\/strong> il fatturato del 2016 \u00e8 stato di 264 milioni di euro. I timidi segnali di ripresa nell\u2019ultimo biennio dimostrano che nel Dna della societ\u00e0 \u00e8 rimasta una forte tensione verso l\u2019innovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia il dibattito sull\u2019Europa spesso evade il tema del contributo concreto il nostro Paese intende offrire per fronteggiare la competizione mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Italia ha necessit\u00e0 di rilanciare politiche industriali selettive, in grado di promuovere l\u2019innovazione nelle nuove tecnologie e l\u2019integrazione fra i saperi, per riportare il Paese nel posto che gli compete nella comunit\u00e0\u00a0 internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Olivetti \u2013 che ha subito per decenni di ostracismi di ogni genere \u2013 rimane il modello di impresa moderno pi\u00f9 ammirato e citato, oggetto ogni anno di numerose monografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un progetto per il rilancio di Olivetti potrebbe costituire un segnale di forte discontinuit\u00e0, da parte del nuovo Esecutivo, rispetto alla scarsa attenzione prestata dai governi, a partire dal 1990, alla promozione del nostro patrimonio industriale e tecnologico. <\/strong>Un simile progetto potrebbe rappresentare un segnale di speranza e di fiducia rivolto ai cittadini e ai ceti produttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 Telecom Italia non ha mai considerato davvero strategica Olivetti,<strong> non sarebbe forse auspicabile uno scorporo, <\/strong>con un intervento guidato da CDP e con la partecipazione di imprenditori virtuosi, per dar vita ad un nuovo grande progetto di industria, capace di reinterpretare i processi di innovazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rilancio di Olivetti potrebbe correre in parallelo con un <strong>progetto strategico di una rete di eccellenze nazionali<\/strong> \u2013 magari coordinato dall\u2019Istituto Italiano di Tecnologia di Genova \u2013, <strong>in grado di scommettere sulle nuove frontiere della conoscenza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unesco nella prossima sessione di giugno-luglio decider\u00e0 se dichiarare \u201cIvrea, Citt\u00e0 industriale del XX Secolo\u201d patrimonio dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/04\/1965IvreaComplessoOlivetti-1024x732.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Una vecchia cartolina del 1965<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Olivetti S.p.A. quest\u2019anno ha organizzato una mostra presso la Galleria d\u2019arte Moderna di Roma dal titolo \u201cLooking forward \u2013 Olivetti \u2013 110 anni di immaginazione\u201d, focalizzata sul\u00a0 Dna continuamente proteso verso l\u2019innovazione dell\u2019azienda di Ivrea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 auspicabile che <strong>la storica ricorrenza dei 110 anni<\/strong> \u2013 l\u2019anniversario cade ad ottobre 2018 \u2013<strong> diventi un\u2019occasione di ripartenza per l\u2019Italia<\/strong>, per le politiche industriali selettive, per la Olivetti. E che il cambiamento sia ispirato dalla partecipazione popolare e guidato da un nuovo potere politico, dotato di \u201cvision\u201d e immaginazione di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">*<em>Giuseppe Rao, allievo del costituzionalista Paolo Barile, \u00e8 consigliere\/dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 2007 al 2015 ha lavorato presso l\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Cina. Negli anni 1996-1998 ha collaborato con il Ministro Antonio Maccanico nella stesura delle norme che hanno liberalizzato il mercato delle telecomunicazioni e istituito l\u2019Autorit\u00e0 per le Garanzie nelle Comunicazioni. Le opinioni qui pubblicate sono espresse a titolo personale.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/lolivetti-ha-inventato-il-modello-di-impresa-internazionale-moderna-la-politica-economica-italiana-dovrebbe-ripartire-da-li\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/lolivetti-ha-inventato-il-modello-di-impresa-internazionale-moderna-la-politica-economica-italiana-dovrebbe-ripartire-da-li\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Giuseppe Rao) &nbsp; Adriano Olivetti (1901 &#8211; 1960) nel 1958 &nbsp; Troppo spesso in Italia dimentichiamo che il modello internazionale di impresa moderna \u2013\u00a0 attenta alla contaminazione dei saperi scientifici e umanistici, ai valori etici e costantemente protesa verso il futuro \u2013\u00a0 \u00e8 nato alla Olivetti di Ivrea. L\u2019opera e il pensiero di Adriano Olivetti (e del figlio Roberto) costituiscono un patrimonio preziosissimo, ancora oggi fonte di ispirazione per i cittadini&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":40332,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20604581_495184997485622_9119657138731508361_n.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aK9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41301"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41301"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41301\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41302,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41301\/revisions\/41302"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}