{"id":41356,"date":"2018-04-28T09:54:35","date_gmt":"2018-04-28T07:54:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41356"},"modified":"2018-05-02T07:35:24","modified_gmt":"2018-05-02T05:35:24","slug":"e-i-gonzi-votano-e-tifano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41356","title":{"rendered":"E i gonzi votano e tifano!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>MAURIZIO FERRARA (FSI Napoli)<\/strong> e <strong>PASQUALE LANNA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da diversi anni a questa parte si assiste ormai alla demonizzazione della cosiddetta \u201calleanza tra\u00a0partiti\u201d, presentando tale concetto a volte con una terminologia da salvezza nazionale (\u201cesecutivo del\u00a0presidente\u201d, \u201cgoverno di scopo\u201d, \u201cgovernissimo\u201d), a volte con dispregiativi (\u201cinciucio\u201d ed \u201cammucchiata\u201d) &#8211; bollando in ogni caso il compromesso come \u201cil cancro della\u00a0democrazia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito, sarebbe per\u00f2 opportuno consultare la nostra Costituzione, da molti\u00a0difesa e osannata ma, nei fatti, per nulla conosciuta <strong>(1)<\/strong>. Essa, infatti, all\u2019articolo 49 recita: \u201cTutti i\u00a0cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a\u00a0determinare la politica nazionale\u201c. Nei lavori preparatori veniva poi affermato: \u201cCon questo articolo\u00a0si stabilisce la norma per cui tutti i partiti, quando esprimano un\u2019 attivit\u00e0 che vada al di l\u00e0\u00a0dell&#8217;ambito del partito stesso, cio\u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che concorra alla formazione della politica nazionale,\u00a0devono usare il metodo democratico\u201d <strong>(2)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro costituente, utilizzando la locuzione \u201cmetodo democratico\u201d, coglie l&#8217;occasione per sottolineare che la democrazia pu\u00f2 esistere solo laddove vi sono dialogo e confronto tra diversi soggetti portatori di interessi contrapposti. Tali soggetti sono appunto i partiti e quella italiana \u00e8 una democrazia dei partiti, ovvero un sistema politico-istituzionale in cui tali soggetti politici godono della necessaria rappresentanza popolare, istituzionalizzata proprio nella Carta costituzionale, che li invita a concorrere al fine di determinare l\u2019indirizzo politico del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I partiti sono, dunque, lo strumento principe ed indispensabile alla rappresentanza politica, attraverso cui il Popolo esercita la propria Sovranit\u00e0; il potere sovrano, infatti, ai sensi dell\u2019articolo 1 della Costituzione, \u201c<em>appartiene al Popolo<\/em>\u201d che \u00e8 chiamato ad esercitarlo \u201c<em>nelle forme e nei limiti della Costituzione<\/em>\u201d. La Sovranit\u00e0 popolare, per\u00f2, non \u00e8 pura ed illimitata; la Costituzione italiana, cos\u00ec come mutatis mutandis ogni altra carta costituzionale, indica i mezzi mediante i quali il Popolo pu\u00f2 esplicarla, ponendo dei limiti: si veda, ad esempio, l\u2019articolo 139 dove si dice che \u201c<em>La forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica, quella vera, \u00e8 dunque fatta di accordi e mediazioni. Anzi, il dialogo \u00e8 il cuore pulsante dei sistemi democratici. Ahim\u00e8, \u00e8 la stessa cultura politica che dal 1993, anno di introduzione del Mattarellum <strong>(3)<\/strong>, ci ha abituati a sistemi elettorali prevalentemente maggioritari o proporzionali con premio di maggioranza che, creando prevalenze politiche autonome, negano <em>ab initio<\/em> il dialogo tra partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formula maggioritaria \u00e8, infatti, concepibile solo in presenza di un pensiero unico dominante che non ammette alternative (T.I.N.A.) <strong>(4)<\/strong> e che costituisce il presupposto di un sistema politico dato e immutabile o presunto tale. La verit\u00e0 \u00e8 che il maggioritario \u00e8 per <em>Weltanschauung<\/em> <strong>(5)<\/strong>\u00a0deboli o simili fra loro. Non \u00e8 pensabile, infatti, che con il regime dell&#8217;alternanza di un centrodestra e di un centrosinistra aventi interessi antitetici si possano avere, ad esempio, riforme strutturali in senso centralistico, per poi, in caso di opposto risultato elettorale, riavvolgere il nastro qualche anno dopo: l&#8217;intera comunit\u00e0 rimarrebbe al palo! Nel sistema maggioritario si alternano, quindi, inevitabilmente due schieramenti favorevoli alle medesime concezioni strutturali, seppur con differenze in realt\u00e0 marginali e spesso insignificanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro, con il proporzionale i diversi partiti sono costretti (vivaddio!) a dialogare per pervenire ad una sintesi dei diversi interessi in gioco e, nel contempo, permettere alla societ\u00e0 di progredire, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra durante la cosiddetta Prima Repubblica, allorquando, grazie al sistema proporzionale fondato sui partiti, l\u2019Italia, da paese pi\u00f9 distrutto d\u2019Europa dopo la Germania, \u00e8 divenuta la quarta potenza economica mondiale <strong>(6)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, il maggioritario \u00e8 la formula elettorale consona alle pseudo-democrazie in cui sguazza il partito unico neoliberale. Per la propria sopravvivenza il sistema neoliberale ha introdotto nel dibattito fra le forze in gioco termini privi di ogni significato democratico e politico quali &#8220;stabilit\u00e0 di governo\u201d o \u201cspread\u201d, frutto invece del totalitarismo finanziario conseguente alla cieca sottomissione ai mercati a cui \u00e8 stata ceduta la nostra sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elettorato \u00e8 stato perci\u00f2 perniciosamente educato ad una concezione distorta della politica, basata sulla sola dicotomia maggioranza-opposizione, fomentata dalle bugie dei partiti\u00a0<strong>(7)<\/strong> troppo superficialmente diffuse nel corso delle campagne elettorali. Se poi si aggiunge che, all&#8217;indomani del voto, gli esponenti dei partiti, denotando un&#8217;evidente malafede volta a ridurre la comprensione degli eventi da parte della pubblica opinione, se non addirittura una grossolana ignoranza dei principi democratici di cui si \u00e8 appena discusso, rilasciano stucchevoli interviste <strong>(8)<\/strong>, appare chiaro il subdolo intento di manipolare l&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8, da un lato, quello di aggravare il disorientamento dell\u2019elettorato dinanzi alle diatribe dei partiti per la formazione di un governo nazionale e, dall&#8217;altro, quello di aumentare la disaffezione alla politica da parte del cittadino che finisce per considerare il relativo dibattito incomprensibile ed inutile, se non addirittura volto a tutelare esclusivamente interessi personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Cfr. \u201cLa gaffe di Di Battista: ignora l&#8217;anno della Costituzione\u201d (&#8220;Il Giornale&#8221; del 11\/11\/2016)&#8230; e non solo l\u2019anno!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Cfr. Lavori preparatori Assemblea Costituente. Intervento On. Ruggiero del \u00a021\/05\/1947.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Legge elettorale di tipo misto, per il 75% maggioritario e per il 25% proporzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a>4. Margaret Thatcher, il primo ministro britannico che capeggi\u00f2 la controrivoluzione neoliberista all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 e che tuttora viviamo, una volta mise a tacere i propri critici dicendo: \u201cThere is no alternative\u201d. Lo spirito della risposta, diventato famoso con l\u2019acronimo T.I.N.A, contraddistingue il modo falso con cui la globalizzazione viene raffigurata dal main stream.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><\/a> Termine derivante dal tedesco, che sta ad indicare un concezione del mondo, della vita e della posizione in esso occupata dall\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. cfr. &#8220;Corriere della Sera&#8221; del 16\/10\/1991.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. cfr.\u00a0 Il Retroscena: &#8220;Mi si spacca il Movimento&#8221;, &#8220;Corriere della Sera&#8221; del 20\/04\/2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. TG1 ore 13:30 del 21\/04\/2018. Martina, segretario PD: &#8220;Siamo passati da &#8216;prima gli Italiani&#8217; a &#8216;prima i partiti&#8217;\u201d, dimenticando (?) che i partiti agiscono in rappresentanza degli italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAURIZIO FERRARA (FSI Napoli) e PASQUALE LANNA Da diversi anni a questa parte si assiste ormai alla demonizzazione della cosiddetta \u201calleanza tra\u00a0partiti\u201d, presentando tale concetto a volte con una terminologia da salvezza nazionale (\u201cesecutivo del\u00a0presidente\u201d, \u201cgoverno di scopo\u201d, \u201cgovernissimo\u201d), a volte con dispregiativi (\u201cinciucio\u201d ed \u201cammucchiata\u201d) &#8211; bollando in ogni caso il compromesso come \u201cil cancro della\u00a0democrazia\u201d. 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