{"id":41359,"date":"2018-04-30T00:24:59","date_gmt":"2018-04-29T22:24:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41359"},"modified":"2018-05-02T07:32:15","modified_gmt":"2018-05-02T05:32:15","slug":"linvoluzione-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41359","title":{"rendered":"L\u2019involuzione dello Stato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da circa un quarto di secolo una massiccia e progressiva occupazione del potere da parte di potentati privati sovranazionali modifica e stravolge la natura giuridica dello stato moderno, che da stato di diritto sembra retrocedere a stato patrimoniale. Impostasi la globalizzazione e sviluppatasi la tecnologia digitale, lo Stato di diritto, che si basa sull\u2019attivit\u00e0 legislativa, la divisione dei poteri e sulla prevalenza di una Costituzione, ha perso progressivamente terreno. Da una parte, le modifiche costituzionali sono state ispirate al principio dello stato minimo dell\u2019ideologia liberale, dall\u2019altra le norme costituzionali, scampate allo stravolgimento e alla manomissione liberista, non vengono concretamente applicate dai quisling perch\u00e9 posposte, nella gerarchia delle fonti, alle norme dei trattati europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra Corte Costituzionale, interpretando troppo estensivamente l\u2019art. 11 Cost., ha sancito la superiorit\u00e0 dei trattati rispetto al diritto interno: pronunciamento che le corti di altri paesi, Germania in testa, si son ben guardate dall\u2019adottare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In convergenza parallela ai giudici s\u2019\u00e8 mosso un ceto politico che, educato dalla storia e dalla tradizione di casa al trasformismo, non ha sentito scrupoli di dignit\u00e0 e di coerenza ad attraversare tutti gli schieramenti dall\u2019uno all\u2019altro polo, per riconoscersi infine uniformato e appiattito tutto sull\u2019ideologia liberale: \u00e8 stata ed \u00e8 ancora questa compagine la pi\u00f9 idonea a recepire e applicare servilmente come tavole della legge, non solo gli ordini della commissione europea, ma anche semplici accordi dettati dalle organizzazioni internazionali per il commercio o per la finanza. Magistrati, politici, accademici, intellettuali, opinionisti e telesalottieri, tutto un esercito di attendenti alla consegna del potere in mani private, sono stati allevati e \u201cpasciuti\u201d nel clima della rivoluzione politica economica e tecnologica che, dalla fine degli anni 80 del secolo scorso, ha distrutto le vecchie categorie culturali e giuridiche del diritto pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi un\u2019oligarchia economica e finanziaria, intenzionalmente apolide o cosmopolita, che si fa legge con la forza del denaro e della tecnologia, si \u00e8 sostituita allo Stato di diritto, invalidando le antiche definizioni della scienza giuridica e, con una modalit\u00e0 nuova nella storia, esercita un potere reale sganciato dall\u2019idea di Stato, indifferente al territorio, estraneo o ostile al popolo. Consegnare la struttura del potere statale in mani private comporta non tanto l\u2019eliminazione dello Stato come ultima e unica istituzione a difesa della comunit\u00e0 dei cittadini e dell\u2019interesse generale, quanto la sua metamorfosi: lo Stato di diritto retrocede storicamente e politicamente a Stato patrimoniale di assolutista memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, con l\u2019incalzante privatizzazione del potere, si sta tornando all\u2019<em>Etat c\u2019est moi<\/em>, allo Stato patrimoniale nel quale il sovrano \u00e8 padrone di tutto, il suo patrimonio non \u00e8 distinto da quello dello Stato e i poteri pubblici rientrano nella sua disponibilit\u00e0. Oggi il potere privato globale dispone dello Stato e delle sue istituzioni come sua propriet\u00e0: parlamento, magistratura, burocrazia, scuola, esattoria, tutto \u00e8 trasformato in \u201cagenzia\u201d per rastrellare tributi a copertura di un debito ideologico, per imporre lavori precari fintamente contrattati, per educare alla dottrina liberale presunta eterna, per mantenere l\u2019ordine pubblico non a fini di convivenza civile ma a tutela della tranquillit\u00e0 dei mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conferma della progressiva riduzione della dimensione del settore pubblico si impone la cosiddetta governance, il modello che ha l\u2019obiettivo di massimizzare il ricorso al settore privato e minimizzare l\u2019attivit\u00e0 di quello pubblico. Il primato dei mercati, la presunta trasparenza, la flessibilit\u00e0 dei contratti, le logiche competitive, il \u00abquasi mercato\u00bb nel pubblico sono tutte modifiche legate alla globalizzazione che, di fatto, si traducono in incoraggiamento a ridurre l\u2019intervento e la spesa pubblica. La governance, trasferita irrealisticamente nell\u2019ambito pubblico come se la relazione fornitore\/consumatore fosse uguale a quella amministrazione pubblica\/cittadino, assicura il condizionamento del privato sul pubblico, assottiglia deliberatamente l\u2019amministrazione intesa a perseguire fini di interesse generale e antepone a esso il soddisfacimento di avidit\u00e0 e accaparramenti finanziari e produttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come i sovrani assoluti del passato, le dirigenze monetarie private sono <em>legibus soluti<\/em>, possono imporre la loro moneta unica, strumento di dominio, attraverso una Banca Centrale Privata, indipendente, le cui decisioni gli Stati non possono n\u00e9 valutare n\u00e9 interdire. Inoltre, esplicite norme di diritto internazionale garantiscono l\u2019extraterritorialit\u00e0 alle sedi e alle dirigenze del loro sistema interbancario internazionale, autorit\u00e0 monetarie irresponsabili davanti alle leggi degli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non minore immunit\u00e0 godono i mercati. Trattati internazionali, tenuti in sospeso ma pronti per essere approvati in momenti politici pi\u00f9 opportuni, prevedono tribunali privati, emanazione diretta di cartelli sovranazionali, con poteri coercitivi e punitivi sugli Stati insofferenti al sistema di potere del commercio e del mercato globale. Banche centrali e tribunali internazionali marciano di pari passo con le agenzie di rating, private compagnie di ventura della stessa cupola finanziaria, che con la pagella agli Stati ne decretano l\u2019affidabilit\u00e0 sui mercati e minacciano il loro possibile fallimento: con ovvia coerenza ideologica del resto, non essendo pi\u00f9 gli Stati titolari n\u00e9 di potestas n\u00e9 di auctoritas, ma attori economici come gli altri. O peggio degli altri perch\u00e9, non potendo inseguire logiche di profitto e finanziariamente pi\u00f9 deboli, devono sottostare al ricatto dei tassi sui prestiti da parte delle alta e privata finanza. Se i centri del vero potere decisionale sono in mano ai gruppi privati proprietari di tecnologie, di piattaforme sociali, di monopoli di commercio telematico, cartelli a cui gli stati non riescono a imporre neanche il pagamento delle tasse, lo Stato non \u00e8 pi\u00f9 \u201cdi diritto\u201d, ma oscilla tra stato di polizia per i cittadini e stato patrimoniale per le oligarchie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scavalcato lo Stato di diritto, la nuova struttura sociale assicura un\u2019immensa rete di potere privato sovra territoriale alle oligarchie, che si dispongono a esercitare il potere oltre che di fatto anche di diritto, elaborando leggi nei loro uffici\/studi privati insediati a decine presso le sedi istituzionali europee. Queste leggi, frutto di accordi tra \u00e9lite private, sono \u201cgirate\u201d da membri anonimi della commissione comunitaria ai governi e ai parlamenti nazionali sotto forma di regolamenti, direttive e raccomandazioni, a cui siamo obbligati a ubbidire come se fossero leggi del nostro Stato e non invece scritte oltre confine e in private sedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro questa prospettiva, allo Stato, ridotto in sostanza ad un\u2019amministrazione periferica consegnataria di circolari applicative e a un sistema di polizia, resta una forza coattiva residuale che impiega per conto del potere privato che lo sovrasta a tutela di un ordine pubblico a vantaggio dei patrimoni finanziari e della speculazione diversamente chiamata \u2018mercati\u2019. Lo Stato \u00e8 \u201cloro\u201d, e la composizione dei governi imposti negli ultimi sette anni lo palesa con solare evidenza, fitta come \u00e8 di funzionari e consulenti, in ruolo di ministri, \u201cdistaccati\u201d e inviati da banche e societ\u00e0 finanziarie nazionali ed estere all\u2019occupazione diretta dei dicasteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dinanzi al potere sorto dalla privatizzazione globale s\u2019incrina il principio insegnato dal Diritto secondo cui gli elementi costitutivi dello Stato sono popolo, territorio, sovranit\u00e0: entit\u00e0 che oggi vagano quasi parvenze di Stato che ha perso la partita. Il territorio \u00e8 incontrollato, varcato da tecnologie di propriet\u00e0 privata che ignorano confini, sorvolato da capitali digitali, solcato da merci e servizi esenti da dazi e ignorati da dogane. Il popolo si disgrega ridotto a massa informe di plebi consumanti per diritto e transumanti per coercizione, investito da un\u2019immigrazione di massa programmata organizzata convogliata e consegnata; si dilegua nel multiculturalismo pompato a forza, nell\u2019individualismo senza freni lisciato e blandito, nel nomadismo ricreativo promosso e finanziato a fini di addestramento al precariato a vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 nazionale e popolare mollata e graziosamente offerta nelle mani di gruppi indistinti di cui non si conoscono neppure gli attori. La dissolvenza dei fattori dello Stato ha mandato in macerie l\u2019intero edificio democratico, che \u00e8 tale se tutti i poteri derivano in modo diretto o indiretto da un popolo esistente e storicamente stanziato su un territorio definito nelle sue frontiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 mostra governi che si succedono l\u2019uno dopo l\u2019altro, la cui formazione \u00e8 scollegata dalla volont\u00e0 popolare espressa dai risultati elettorali; dicasteri azionati dal potere privato della banca e della commissione europea con il pilota automatico. Tramite gli apparati di comunicazione di massa, l\u2019Unione europea proclama ossessivamente irreversibili il suo diritto acquisito, le sue norme, i trattati, la moneta unica, abrogando non solo la sovranit\u00e0 nazionale ma il diritto naturale di ogni popolo a cambiare e migliorare le sue condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa visione ingannevole, che ci presenta l\u2019attuale organizzazione del potere come un dato di natura immodificabile, non \u00e8 nostra e ad essa, da patrioti irriducibili, non ci piegheremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Da circa un quarto di secolo una massiccia e progressiva occupazione del potere da parte di potentati privati sovranazionali modifica e stravolge la natura giuridica dello stato moderno, che da stato di diritto sembra retrocedere a stato patrimoniale. 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