{"id":41376,"date":"2018-04-25T12:11:08","date_gmt":"2018-04-25T10:11:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41376"},"modified":"2018-04-25T12:11:08","modified_gmt":"2018-04-25T10:11:08","slug":"le-sfide-%e2%80%8bper-litalia-di-oggi-e-%e2%80%8bper-%e2%80%8bleuropa-di-domani-parla-beatrice-covassi-commissione-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41376","title":{"rendered":"Le sfide \u200bper l\u2019Italia di oggi e \u200bper \u200bl\u2019Europa di domani. Parla Beatrice Covassi (Commissione Ue)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <b>\u00a0formiche .net\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019Italia serve al pi\u00f9 presto un governo per \u201cstare ai tavoli negoziali giusti al momento giusto\u201d. \u00c8 la \u200brappresentante permanente della \u200bCommissione Europea nel nostro Paese \u200ba lanciare l\u2019appello.\u00a0<strong>Beatrice Covassi<\/strong>\u00a0\u00e8 ambasciatrice del governo di Bruxelles ora guidato da\u00a0Jean-Claude Juncker ed\u200b \u00e8 una delle voci italiane pi\u00f9 autorevoli ed influenti nella Ue grazie ad\u200b un\u2019esperienza quindicennale nelle istituzioni e nella diplomazia europea. Dalle ultime frizioni con il governo italiano sul caso Alitalia e sul terremoto dell\u2019Aquila alle sfide di lungo periodo che attendono l\u2019Ue, Difesa comune, riforme dell\u2019eurozona e del sistema di Dublino in primis, l\u2019ambasciatrice ha risposto a tutte le nostre domande con quella apprezzabile\u200b franchezza \u200bche spesso si chiede proprio alle istituzioni europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Beatrice Covassi, ci pu\u00f2 dire quali sono le aspettative e i timori della Commissione sull\u2019attualit\u00e0 politica italiana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seguiamo gli sviluppi con grande attenzione e interesse. Come ha ribadito il presidente Juncker siamo fiduciosi che il presidente Mattarella sapr\u00e0 trovare la quadra istituzionale, compito non facile. Le tempistiche saranno importanti\u200b: la Commissione non vuole mettere fretta, ma \u00e8 utile \u200bricordare che a giugno ci sar\u00e0 un Consiglio particolarmente rilevante. Oggi \u00e8 in corso un dibattito fondamentale sul futuro dell\u2019Unione e le sue prospettive finanziarie. Un Paese come l\u2019Italia ha tutto l\u2019interesse a stare nei tavoli negoziali giusti al momento giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019apertura dell\u2019indagine sul prestito ponte da 900 milioni di euro ad Alitalia da parte della Commissione \u00e8 giunta come un fulmine a ciel sereno. Quali sono le chances che il prestito sia considerato un aiuto di Stato?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non mi esprimo sulle chances perch\u00e9 se ci riuscissi sarei Commissario alla concorrenza (ride, ndr). Nel caso Alitalia l\u2019indagine della Commissione vuole verificare se il prestito supera la durata massima di sei mesi prevista e se si limita al minimo necessario o va oltre. Parliamo di casi sensibili che purtroppo vengono spesso strumentalizzati. Cos\u00ec come strumentali mi sembrano le polemiche sul caso del terremoto de L\u2019Aquila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Commissione Ue considera aiuti di Stato le tasse sospese a 350 imprenditori locali all\u2019epoca del terremoto dell\u2019aprile 2009 e ha aperto una procedura d\u2019infrazione. Una simile richiesta non rischia di dare l\u2019immagine di un\u2019Europa poco solidale e troppo legata al cavillo legale davanti alle emergenze umanitarie?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Assolutamente no. La prova \u00e8 che a inizio aprile la Commissione ha approvato un regime italiano di 44 milioni di euro a sostegno della ripresa economica per le zone colpite dai terremoti del 2016-2017. A questo si aggiungono le altre misure per il terremoto del Centro Italia: il co-finanziamento a un tasso straordinario del 95% per finanziare la ricostruzione con il Fondo Europeo di sviluppo regionale e la tranche di 1,2 miliardi di euro dal Fondo di solidariet\u00e0, l\u2019aiuto pi\u00f9 alto mai erogato per una calamit\u00e0 naturale. \u00c8 nell\u2019interesse del cittadino che la Commissione controlli affinch\u00e9 questi aiuti non siano dati alla cieca, ma rispondano a criteri di trasparenza e congruit\u00e0 con i motivi per cui sono stati erogati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le elezioni italiane sono state l\u2019ennesima tornata elettorale in Europa che ha visto crescere le forze euroscettiche. Come rilanciare il messaggio europeista?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo dato pu\u00f2 essere letto anche positivamente. Il fatto che le ultime tornate elettorali nazionali siano state cos\u00ec fortemente caratterizzate da dibattiti sui temi europei, penso anche alla Francia, all\u2019Olanda e all\u2019Austria, costringe i cittadini a guardare all\u2019Europa, a rimetterla al centro. Serve una nuova narrativa che racconti un\u2019Europa di crescita, di opportunit\u00e0, non solo l\u2019Europa dell\u2019austerit\u00e0 e delle regole. Ma soprattutto serve uno scatto ulteriore, di cui la Commissione vuole essere partecipe: riconnettere i cittadini con le istituzioni, riscoprire un\u2019Europa dei popoli, per far tornare i cittadini europei protagonisti, anche in vista delle elezioni europee del 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rimangono per\u00f2 ferite aperte come la Brexit. Quali sono le maggiori difficolt\u00e0 incontrate nel corso dei negoziati fra Commissione e Downing Street?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La difficolt\u00e0 maggiore per i negoziatori \u00e8 stata dover rescindere una serie di rapporti giuridicamente complessi, coltivati per oltre quarant\u2019anni. A questo si \u00e8 aggiunto il dato politico: ci sono state delle pressioni, soprattutto da parte inglese, per muoversi in direzioni non sempre chiare. Ultimamente il governo britannico ha dichiarato che uscir\u00e0 da tutto, compresa l\u2019unione doganale, smentendo voci che circolavano negli ultimi tempi. Il nostro negoziatore capo Michel Barnier ha sempre ribadito l\u2019importanza delle tempistiche: il 29 marzo del 2019 il Regno Unito uscir\u00e0 dall\u2019Ue, non abbiamo un tempo indefinito per negoziare l\u2019uscita. Bisogna procedere in modo spedito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali sono i punti prioritari dell\u2019agenda negoziale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto la definizione del \u201cdivorzio\u201d finanziario su cui serve far chiarezza. Poi i diritti dei cittadini, che devono essere reciprocamente garantiti. Infine la delicata questione irlandese: \u00e8 fondamentale mantenere il Good Friday Agreement e non tornare indietro nella storia. La posizione della Commissione \u00e8 sempre stata trasparente sulle priorit\u00e0: prima negoziamo l\u2019uscita, poi vedremo quale sar\u00e0 la forma delle relazioni future con il Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nei prossimi mesi l\u2019Ue \u00e8 chiamata a misurarsi con la riforma del sistema di Dublino sull\u2019accoglienza, un tema che sta particolarmente a cuore all\u2019Italia, impegnata in prima linea nei soccorsi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019auspicio della Commissione \u00e8 che si possa arrivare a un accordo politico sul diritto d\u2019asilo prima della fine del mandato. Procrastinare il problema fino alla prossima Commissione significherebbe non rispondere alle richieste dei cittadini. Quanto ai meccanismi di redistribuzione: vogliamo renderli pi\u00f9 condivisi e automatici. La sentenza della Corte di Giustizia e la decisione del Consiglio sono stati due importanti passi avanti per rendere effettivo il ricollocamento, forse potevamo agire pi\u00f9 in fretta. C\u2019\u00e8 poi un problema politico: deve passare il messaggio che l\u2019emergenza di uno Stato membro, che provenga dal Sud o Nord Europa, \u00e8 un\u2019emergenza di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci sono segni tangibili di un impegno pi\u00f9 condiviso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne cito due: la creazione della guardia costiera europea e il potenziamento di Frontex, che oggi vanta 1350 esperti sulle principali rotte migratorie. Un accordo che, va ricordato, \u00e8 stato raggiunto in soli nove mesi. Restano divergenze d\u2019opinioni sul sistema di finanziamento: \u00e8 stato stimato che se volessimo un controllo integrato delle frontiere sulla scia di quello statunitense dovremmo allocare circa 130 miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come pu\u00f2 l\u2019Unione intervenire in Africa per rilanciare l\u2019economia degli Stati dove hanno origine le rotte migratorie?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il Fondo per l\u2019Africa e il Fondo Esterno dell\u2019Unione, che risponde alla logica del partenariato pubblico-privato del fondo Juncker. L\u2019obiettivo \u00e8 moltiplicare gli investimenti nell\u2019economia locale e creare uno sviluppo durevole in Africa. L\u2019ultimo tassello per completare il quadro \u00e8 la migrazione legale. Forse un punto debole dell\u2019Europa, dove servono nuove idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio promuove da anni i corridoi umanitari. Una soluzione che pu\u00f2 essere adottata su larga scala?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per i rifugiati l\u2019Ue dispone gi\u00e0 di un piano che prevede un sussidio di 10.000 euro per il reinsediamento in uno Stato membro. Costruendo canali di migrazione legale si creano le premesse per accogliere i cosiddetti \u201cmigranti economici\u201d, cio\u00e8 la gran parte di quelli che sbarcano sulle nostre coste. E soprattutto per uno sviluppo duraturo in Europa, dove non solo mancano molte skills, ma c\u2019\u00e8 un tasso di invecchiamento molto alto. L\u2019obiettivo \u00e8 trovare anche per i migranti economici, nei limiti del possibile, una forma di inquadramento legale nel mondo del lavoro simile alla\u00a0<em>Blue card<\/em>\u00a0per i lavoratori altamente qualificati, che \u00e8 l\u2019equivalente della\u00a0<em>green card<\/em>\u00a0in America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un\u2019altra sfida che metter\u00e0 alla prova il progetto europeo \u00e8 la Difesa Comune. Siamo ancora ai reflection papers o la Pesco ha aperto una nuova fase?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Credo che il risultato pi\u00f9 concreto raggiunto su questo fronte sia il Fondo Europeo per la Difesa, che comprende il finanziamento della ricerca e la condivisione di attrezzature e know how. Il costo della \u201cnon Europa\u201d nel settore della Difesa \u00e8 altissimo e crea delle enormi economie di scala. In futuro ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di fare appalti congiunti a livello europeo. Se siamo arrivati qui \u00e8 perch\u00e9 non siamo partiti dalle dichiarazioni di principi ma dal progetto comunitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Se la Difesa Comune \u00e8 ancora lontana all\u2019orizzonte, a volte sembra mancare anche una politica estera europea. La risposta di Bruxelles alla crisi siriana, ad esempio, \u00e8 rimasta sullo sfondo rispetto alle iniziative dei singoli Stati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla Siria va dato merito all\u2019Alto rappresentante Federica Mogherini di aver ottenuto una dichiarazione congiunta firmata da 28 Stati. L\u2019Unione Europea si basa sui poteri conferiti, non pu\u00f2 agire come e quando vuole. Per rafforzare la politica estera comune bisogna unire al soft power europeo una serie di strumenti di coordinamento pi\u00f9 forti. \u00c8 un lavoro recentissimo: il Servizio Esterno comune \u00e8 nato solo nel 2011, c\u2019\u00e8 ancora molto da fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dove bisogna intervenire?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Ue non \u00e8 preparata al meglio per le grandi sfide che toccano da vicino i timori dei cittadini come la globalizzazione economica, la sicurezza e la lotta al terrorismo. In questi campi, e in particolare sul lato economico, l\u2019Ue rimane zoppa e gli Stati ricoprono il ruolo del leone. Non \u00e8 stata ancora completata la costruzione di un\u2019unione fiscale e non esiste un ministro dell\u2019Economia comunitario, cosicch\u00e9 si deve ricorrere a organismi intergovernativi come l\u2019Eurogruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci sono i tempi per dare il via alle riforme economiche prima che termini il mandato della Commissione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione ha fatto proposte molto audaci per l\u2019Eurozona, e come per la riforma di Dublino cercher\u00e0 di chiudere la partita al novantesimo minuto per evitare di lasciare cantieri aperti.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/formiche.net\/2018\/04\/sfide-italia-oggi-europa-domani-beatrice-covassi-commissione-ue\/\">http:\/\/formiche.net\/2018\/04\/sfide-italia-oggi-europa-domani-beatrice-covassi-commissione-ue\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di \u00a0formiche .net\u00a0 All\u2019Italia serve al pi\u00f9 presto un governo per \u201cstare ai tavoli negoziali giusti al momento giusto\u201d. \u00c8 la \u200brappresentante permanente della \u200bCommissione Europea nel nostro Paese \u200ba lanciare l\u2019appello.\u00a0Beatrice Covassi\u00a0\u00e8 ambasciatrice del governo di Bruxelles ora guidato da\u00a0Jean-Claude Juncker ed\u200b \u00e8 una delle voci italiane pi\u00f9 autorevoli ed influenti nella Ue grazie ad\u200b un\u2019esperienza quindicennale nelle istituzioni e nella diplomazia europea. 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