{"id":41400,"date":"2018-04-26T12:03:35","date_gmt":"2018-04-26T10:03:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41400"},"modified":"2018-04-26T12:03:35","modified_gmt":"2018-04-26T10:03:35","slug":"quei-giovani-selvaggi-lo-spassoso-dibattito-sul-bullismo-tra-ipocrisia-e-politicamente-corretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41400","title":{"rendered":"Quei giovani selvaggi. Lo spassoso dibattito sul bullismo tra ipocrisia e politicamente corretto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovo letteralmente spassoso il &#8220;dibattito&#8221; sui recenti episodi di bullismo nei confronti di alcuni docenti di scuola media superiore. Giornali e televisioni hanno convocato opinionisti, psicologi, pedagoghi, tuttologi, politici, studenti, professori, genitori e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, ma da questo diluvio di chiacchiere non \u00e8 emerso granch\u00e9.<span id=\"more-24839\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato si \u00e8 preso atto di alcuni dati di fatto: siamo di fronte a una generazione caratterizzata da un\u2019elevata percentuale di ragazzi narcisisti, privi di freni inibitori, incapaci di distinguere fra realt\u00e0 e videogiochi, inconsapevoli degli effetti del proprio esibizionismo online (che molti vivono come l\u2019unico strumento in grado di certificarne l\u2019esistenza), incapaci di concentrarsi per pi\u00f9 di un minuto su qualcosa che non sia pura immagine, privi di empatia, ma le riflessioni sulle cause del fenomeno sono patetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpa delle nuove tecnologie (smartphone, social network ecc.)? Ma chi ha alimentato la corsa al consumo sfrenato di questi strumenti in assenza di qualsiasi addestramento al loro uso critico e consapevole? Colpa dei genitori? Ma quei genitori appartengono in larga misura a una generazione che \u00e8 cresciuta a sua volta in un clima culturale caratterizzato da consumismo, individualismo, indifferenza (per non dire ostilit\u00e0) nei confronti degli altri, irresponsabilit\u00e0 personale e collettiva, per cui non c\u2019\u00e8 da stupirsi se solidarizzano con i loro virgulti, visto che gli somigliano fin troppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpa dei professori che non impersonano con autorevolezza il proprio ruolo? Ma chi ha imposto loro salari da fame, chi ha affossato la scuola pubblica con demenziali \u201criforme\u201d, chi li ha additati al comune disprezzo (assieme agli altri dipendenti statali), dipingendoli come parassiti che succhiano denaro ai cittadini? Gli ipocriti che oggi versano lacrime di coccodrillo sulla catastrofe antropologica di questa societ\u00e0 appartengono alle \u00e9lite economiche, politiche, culturali e mediatiche che hanno provocato il disastro, esaltando le magnifiche sorti e progressive del mercato, lo smantellamento della spesa sociale e dei servizi pubblici, il consumismo sfrenato, la gara individualistica di tutti contro tutti, sono i sacerdoti di quella rivoluzione liberal liberista che ha generato e continua a generare mostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro lato abbiamo i discorsi edificanti delle sinistre politicamente corrette, le quali mettono in guardia contro i rischi di regressione a concezioni gerarchiche e autoritarie del rapporto fra adulti e ragazzi. Quelli che non si deve punire ma educare, quelli che esortano a non fare della scuola pubblica un riformatorio (ma intanto mandano i figli nelle scuole private &#8211; meglio se Montessori o Steineriane &#8211; perch\u00e9 appartengono a una borghesia rossa fatta di intellettuali, professionisti, quadri intermedi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi riferisco insomma agli eredi dell\u2019onda lunga del Sessantotto, del vietato vietare, della fantasia al potere, di un\u2019ideologia che, smarrita ogni memoria dell\u2019antagonismo di classe che aleggiava in quegli anni, hanno sposato un\u2019ideologia irenica che rifugge da ogni forma di conflitto, che si illude che anche le pulsioni selvagge che questo mondo produce in misura crescente possano essere placate, senza ricorrere a metodi che obblighino i pargoli a fare i conti con la durezza della realt\u00e0. Non viviamo del resto nell\u2019era dei bisogni e del lavoro \u201cimmateriali\u201d? Ma i ragazzi sono pi\u00f9 vicini di noi alla materialit\u00e0 dei corpi e della vita e, pi\u00f9 cerchi di ingabbiarli nel mondo virtuale, pi\u00f9 sviluppano tensioni represse che prima o poi esplodono e fanno danni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=24839\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=24839<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI Trovo letteralmente spassoso il &#8220;dibattito&#8221; sui recenti episodi di bullismo nei confronti di alcuni docenti di scuola media superiore. Giornali e televisioni hanno convocato opinionisti, psicologi, pedagoghi, tuttologi, politici, studenti, professori, genitori e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, ma da questo diluvio di chiacchiere non \u00e8 emerso granch\u00e9. 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