{"id":41404,"date":"2018-04-27T09:00:02","date_gmt":"2018-04-27T07:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41404"},"modified":"2018-04-26T12:11:52","modified_gmt":"2018-04-26T10:11:52","slug":"il-4-marzo-e-la-societa-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41404","title":{"rendered":"Il 4 marzo e la societ\u00e0 italiana"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roma.jpg\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roma.jpg 900w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roma-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roma-768x1152.jpg 768w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roma-683x1024.jpg 683w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roma-390x585.jpg 390w\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"1350\" \/><\/div>\n<div class=\"post-img\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le elezioni del 4 marzo hanno terremotato gli assetti politici consolidati, e le consultazioni per la formazione del governo sono l\u00ec a dimostrare quanto il nuovo quadro sia di difficile ricomposizione.<\/strong> Per recuperare il bandolo della matassa \u00e8 imprescindibile un\u2019analisi degli stravolgimenti che, a monte dell\u2019assetto politico, hanno riguardato la societ\u00e0 italiana nell\u2019epoca della crisi; o meglio, nel trentennio neoliberale che ha preceduto la crisi e nel decennio di austerit\u00e0 che l\u2019ha accompagnata. Si tratta di stravolgimenti che hanno investito il complesso della societ\u00e0, non solo questa o quella classe sociale o fascia di popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le elites economiche e politiche, ed i loro <i>house organs<\/i>, vivono una drammatica crisi di autorit\u00e0<\/strong>, imputabile a tre fattori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) il venir meno delle premesse, narrative e materiali, su cui si era retto il passaggio dalla prima alla seconda repubblica.<\/strong> Secondo queste false premesse, la \u201cglobalizzazione reale\u201d avrebbe rappresentato un fattore di progresso per l\u2019intera societ\u00e0, e soprattutto per una classe media, espressione dei settori creativi della finanza e della cultura, destinati a divenire perno della vita nazionale, in quanto strutturalmente capaci di trarre profitto dalle opportunit\u00e0 di un mercato mondiale sempre pi\u00f9 aperto. D\u2019altra parte, parevano garantiti ampi margini di mantenimento di un <i>welfare <\/i>s\u00ec riformato rispetto alle presunte invadenze clientelari che ne avevano accompagnato l\u2019impiantazione nel Paese, ma comunque generoso nei confronti dei pochi esclusi dalla grande ondata modernizzatrice. Un futuro di opportunit\u00e0, benessere e ricchezza diffusa era pronosticato, per quest\u2019Italia di classi medie in ascesa;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) le stesse elites si sono dedicate a ricercare la propria legittimazione al di fuori del corpo sociale della nazione.<\/strong> \u201cCe lo chiede l\u2019Europa\u201d, \u201cce lo impongono i mercati\u201d e formule del genere tradiscono la cogenza del vincolo esterno non solo come via alla ristrutturazione dell\u2019apparato produttivo e dei rapporti di classe, ma anche come fonte alternativa di legittimazione dei gruppi dirigenti; <strong>3) tutti questi processi sono stati accompagnati e facilitati dalla sostituzione dei grandi gruppi industriali al vertice della piramide sociale ad opera dei nuovi gruppi finanziari.<\/strong> In tutte le epoche, il prevalere del capitale finanziario \u00e8 stato accompagnato da un forte allargamento della forbice sociale e da una minore ricerca di legittimazione da parte dei gruppi ascesi al rango di dominanti sull\u2019onda della finanziarizzazione. Come osservava Marx, \u201calla sommit\u00e0 stessa della societ\u00e0 borghese trionfava il soddisfacimento sfrenato, in urto in ogni istante con le stesse leggi borghesi, degli appetiti malsani e sregolati in cui logicamente cerca la sua soddisfazione la ricchezza scaturita dal gioco, in cui il godimento diventa <i>crapuleux<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019aspetto pi\u00f9 vistoso di questa crisi di legittimit\u00e0 delle classi dirigenti \u00e8 costituito dalla rivolta dei ceti medi,<\/strong> i quali, viste a rischio, se non definitivamente compromesse, le possibilit\u00e0 di perpetrare il proprio status, si sono staccati dal blocco dominante dando linfa a progetti politici autonomi. Del resto la precariet\u00e0 e la saltuariet\u00e0 degli impieghi ha colpito le fasce intermedie, per questo oscillanti tra aspirazioni classicamente borghesi e condizioni reali tipicamente sottoproletarie. Quali le radici della rivolta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) l\u2019incepparsi dei meccanismi dello sviluppo economico ha fatto s\u00ec che i gruppi privati non fossero pi\u00f9 in grado di assorbire ceto medio, e lo Stato avesse meno possibilit\u00e0\/necessit\u00e0 di formare tecnici, impiegati, insegnanti ecc;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) l\u2019adesione ai parametri di Maastricht ha messo vincoli rigidi alla spesa pubblica improduttiva, tradizionale via di consenso dei partiti di governo della I Repubblica. Allo stesso tempo, il venir meno della minaccia comunista ha fatto pensare che si facesse meno pressante l\u2019esigenza di \u201ccomprare\u201d consenso di massa, specialmente nelle regioni meridionali; 3) la crisi della funzione degli intellettuali, accomodatisi nel \u201criflusso\u201d o rimasti a tessere le trame discorsive di un ordine poi entrato definitivamente in crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La classe operaia della grande fabbrica, un tempo nerbo delle lotte progressiste, \u00e8 stata sconfitta e dispersa<\/strong> 1) dal recupero della piccola impresa in via subordinata e dalla periferizzazione dell\u2019apparato produttivo del Paese (si tratta in parte conseguenza della nuova divisione continentale del lavoro, in parte di scelte politiche che hanno caratterizzato tutto l\u2019Occidente); 2) dall\u2019ondata di disoccupazione operaia che si \u00e8 abbattuta sul Paese; 3) dall\u2019inadeguatezza delle strutture tradizionali del movimento operaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A rischio di incappare in alcuni inevitabili schematismi, questi molteplici sconvolgimenti sopra sinteticamente richiamati ci possono spiegare in maniera abbastanza esaustiva il nuovo quadro politico affermatosi il 4 marzo.<\/strong> Il PD \u00e8 stato sconfitto perch\u00e9 sono venute meno quelle premesse nella societ\u00e0 che lo avevano tenuto a battesimo. \u00c8 stato percepito come il partito arroccato a difesa di un ordine costituito che ormai non ha pi\u00f9 capacit\u00e0 attrattive nella societ\u00e0 sconvolta dalla crisi. Il M5S \u00e8 la forza che, al contrario, ha \u201caderito come un guanto\u201d alle molteplici e contraddittorie spinte insorte nella societ\u00e0. Elettoralmente ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in una affermazione strabiliante. Il problema si presenter\u00e0 quando, una volta al governo, dovr\u00e0 necessariamente selezionare le domande sociali da accontentare e quelle da reprimere. Bisogna cio\u00e8 vedere se riuscir\u00e0 o meno a trasformare in blocco sociale egemone il magma sociale che ne ha accompagnato l\u2019ascesa. La destra dal canto suo questo blocco sociale lo sta gi\u00e0 formando, dando risposte in termini di nuove gerarchie di cittadinanza e di protezione dell\u2019apparato produttivo nazionale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 ancora presto per stabilire se questo quadro politico andr\u00e0 incontro ad una consolidazione o ad un frano repentino.<\/strong> Certo \u00e8 che ogni progetto ad esso alternativo dovr\u00e0 basarsi sulla costruzione di un nuovo blocco sociale e dovr\u00e0 mostrarsi innovativo negli strumenti, nei linguaggi e nei gruppi dirigenti, pena la residualit\u00e0 e l\u2019irrilevanza politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da \u201cIl manifesto\u201d, 10. 4. 2018<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/tommaso-nencioni\/il-4-marzo-e-la-societa-italiana\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/tommaso-nencioni\/il-4-marzo-e-la-societa-italiana\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) Le elezioni del 4 marzo hanno terremotato gli assetti politici consolidati, e le consultazioni per la formazione del governo sono l\u00ec a dimostrare quanto il nuovo quadro sia di difficile ricomposizione. 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