{"id":41477,"date":"2018-04-30T10:00:36","date_gmt":"2018-04-30T08:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41477"},"modified":"2018-04-29T20:48:21","modified_gmt":"2018-04-29T18:48:21","slug":"dalla-siria-alliraq-e-al-mediterraneo-perche-il-ritiro-usa-e-solo-apparenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41477","title":{"rendered":"Dalla Siria all\u2019Iraq e al Mediterraneo: perch\u00e9 il ritiro Usa \u00e8 solo apparenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>ritiro degli Stati Uniti dalla Siria<\/strong> rappresenta un nodo cruciale dalle strategia di tutte le potenze coinvolte in <span id=\"more-48405\"><\/span>Medio Oriente. Cosa faranno gli Usa? Cosa decider\u00e0 realmente Donald Trump? Sono domande le cui risposte decideranno certamente buona parte del futuro della regione. Ma guai a essere precipitosi nei giudizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ritirarsi\u00a0dal territorio siriano non significa il disinteresse degli Stati Uniti per la Siria. Semmai, quello che sta avvenendo. \u00e8 un generale<strong> rimodellamento della strategia statunitense<\/strong> in tutta la regione. Washington pu\u00f2 sostituire la sua presenza in Siria con altre modalit\u00e0 di intervento nello scacchiere mediorientale. Ma questo non significa che Damasco sar\u00e0 fuori dalle logiche del Pentagono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A rivelarlo, lo stesso segretario alla Difesa,<strong> James Mattis.<\/strong> Il capo del Pentagono ha parlato di fronte al Congresso gioved\u00ec scorso dicendo\u00a0alcune frasi estremamente importanti.\u00a0\u201cIn questo momento non stiamo ritirando le truppe Usa dalla Siria \u201c, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/aponline\/2018\/04\/26\/us\/politics\/ap-us-united-states-syria.html?mtrref=www.google.it&amp;gwh=603411998AD2D9B5916750DA6C172B9F&amp;gwt=pay\">ha detto Mattis<\/a>. \u201cVedrete un aumento delle operazioni sul <strong>lato iracheno<\/strong> del confine e i francesi, nelle ultime due settimane, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/basi-francia-siria\/\">ci hanno\u00a0inviato rinforzi in Siria con le loro forze speciali<\/a>. Questa, in questo momento, \u00e8 una\u00a0guerra in corso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLe parole sono importanti\u201d, urlava un Nanni Moretti esausto nel suo \u201cPalombella rossa\u201d. E quelle parole del segretario alla Difesa sono a dir poco fondamentali. Soprattutto se messe in parallelo con le ultime decisioni del governo Usa nello scacchiere mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea di base \u00e8 che il ritiro dalla Siria\u00a0non\u00a0sia un ridimensionamento della presenza Usa in Medio Oriente ma <strong>un\u00a0ricollocamento che guarda al futuro<\/strong>. La Siria pu\u00f2 anche non essere il territorio dove saranno di base le forze americane. Ma solo perch\u00e9, una volta sconfitto lo Stato islamico \u2013 nemico ormai del tutto oscuro in quel nord-est siriano privo di una forza che ne controlla il territorio \u2013 le forze Usa avranno un maggiore coinvolgimento sul<strong>\u00a0fronte iracheno<\/strong>. Il che significa che, di fondo, gli Stati Uniti toglieranno le truppe dal territorio appartenente al governo di Damasco per spostarle dall\u2019altra parte del confine. Cosa ben diversa che ritirarsi dal conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, gli Stati Uniti non solo non si ritireranno il prima possibile, ma si prevede anche <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/redirect\/mondo\/ecco-piano-degli-stati-uniti-allargare-presenza-siria-1520201.html\">un intensificarsi del loro ruolo<\/a> nel palcoscenico siriano. Un aumento della presenza americana o un aumento delle operazioni in Siria potrebbero essere il preludio per un successivo<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/2018\/apr\/18\/us-syria-arab-force-replace-american-troops-saudi-arabia-egypt-uae\"> coinvolgimento delle forze arabe voluto da Trump<\/a>. In sostanza, una pulizia dei problemi pi\u00f9 importanti prima che le truppe della (ancora ipotetica) coalizione araba entrino in Siria. Le forze saudite non hanno certo dimostrato grandi capacit\u00e0 in <strong>Yemen<\/strong>. E il Qatar, per ora, non ha interesse a inviare soldati e denaro per finanziare la spedizione in Siria.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La questione Israele<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministro della Difesa israeliano <strong>Avigdor Lieberman<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/a\/0\/1901098\/2018-04-26\/speciale-difesa-israele-ministro-lieberman-a-washington-per-discutere-espansione-iran-in-medio-oriente\">si \u00e8 recato a Washington<\/a> questa settimana. Due giorni prima,<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/generale-usa-israele\/\"> il comandante Usa Joseph Votel \u00e8 stato ospite del capo delle Israel defense forces<\/a>,<strong> Gadi Eizenkot<\/strong> a Tel Aviv. Come spiegato da <a href=\"https:\/\/www.debka.com\/mattis-iran-israel-clash-is-close-but-us-military-focus-shifts-out-of-syria-to-iraq\/\"><em>Debka<\/em><\/a>, \u201cil viaggio di Lieberman \u00e8 stato ritenuto necessario dal momento che il generale\u00a0Usa ha rifiutato di affrontare il danno militare e strategico del piano di uscita degli Stati Uniti\u00a0rispetto alla sicurezza di Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante i suoi incontri con il segretario Mattis e il consigliere per la sicurezza nazionale <strong>John Bolton<\/strong>, Lieberman ha chiesto all\u2019amministrazione americana di prendere in considerazione l\u2019ipotesi di ritardare il ritiro delle truppe. Dichiarazioni ufficiali dopo gli incontri non ce ne sono state. Eppure qualche indicazione di quanto \u00e8 stato detto, \u00e8 possibile osservarla dalle ultime decisioni del Pentagono e dalle stesse dichiarazioni di Mattis al Congresso e in particolare in commissione al Senato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In risposta a una domanda del senatore Jack Reed sull\u2019eventualit\u00e0 che le tensioni fra Iran e Israele aumentino e sul rischio che possano<strong> iniziare un\u2019escalation<\/strong> che colpisca l\u2019intera regione e non solo la Siria, <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2018\/04\/26\/politics\/us-surveillance-iran-syria\/index.html\">Mattis ha detto<\/a>: \u201cCredo che la risposta\u00a0 sia s\u00ec, senatore. potrebbe iniziare. Non sono sicuro di quando o dove, penso che sia molto probabile in Siria perch\u00e9 l\u2019Iran continua a fare il suo lavoro\u00a0con i <em>proxies\u00a0<\/em>l\u00ec \u2026 Potrei anche immaginare che questo\u00a0possa accendere qualcosa di pi\u00f9 grande\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLi abbiamo visti mentre cercavano di portare armi avanzate in Siria per darle a\u00a0<strong>Hezbollah<\/strong> nel Libano meridionale, Israele non aspetter\u00e0 che quei missili siano nell\u2019aria. Sar\u00e0 catastrofico? Spero di no: spero che l\u2019Iran\u00a0faccia un passo indietro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E in effetti, il monitoraggio degli Stati Uniti sulla Siria non \u00e8 destinato a diminuire. Proprio in virt\u00f9 di queste crescenti tensioni fra <strong>Israele<\/strong> e Iran, il Pentagono ha aumentato il lavoro di monitoraggio delle attivit\u00e0 iraniane nella regione. E il fatto che <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/marina-usa-russia\/\">la portaerei Uss Harry Truman sia stata fermata nel Mediterraneo orientale<\/a>, \u00e8 un altro segnale importante. Un messaggio chiaro a tutti gli attori mediorientali: Washington c\u2019\u00e8, anche se apparentemente sembra in fase di ritirata.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/pentagono-ritiro-siria\/\">\u00a0http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/pentagono-ritiro-siria\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria rappresenta un nodo cruciale dalle strategia di tutte le potenze coinvolte in Medio Oriente. Cosa faranno gli Usa? Cosa decider\u00e0 realmente Donald Trump? Sono domande le cui risposte decideranno certamente buona parte del futuro della regione. Ma guai a essere precipitosi nei giudizi. 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