{"id":41581,"date":"2018-05-03T10:00:27","date_gmt":"2018-05-03T08:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41581"},"modified":"2018-05-03T08:22:10","modified_gmt":"2018-05-03T06:22:10","slug":"la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41581","title":{"rendered":"La Sinistra alle prese con la nazione, l&#8217;Europa ed il mondo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (PIerluigi Fagan)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/visualizzazione-di-dati-della-mappa-blu-di-europa-grande-mappa-futuristica-infographic-estetica-di-informazioni-complessit\u00e0-di-91282461-860x280.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Qui sotto un interessante saggio di Pierluigi Fagan (PF), con relativo link al sito originario di pubblicazione. L\u2019argomento (la sinistra, la nazione e la geopolitica) prosegue sulla falsariga di saggi gi\u00e0 pubblicati su questo sito e ovviamente sul blog dell\u2019autore. Per accedervi \u00e8 sufficiente digitare sulla voce dossier del menu in alto e sul nome dell\u2019autore. Il tema \u00e8 ricco di spunti; la finalit\u00e0 dell\u2019autore \u00e8 di contribuire a far uscire il dibattito e l\u2019azione politica dei critici della Unione Europea dallo stallo abbarbicato com\u2019\u00e8 alle mere enunciazioni di principio e ad un approccio meramente negativo della proposta politica, specie della componente sinistrorsa. La chiosa non intende essere una critica al testo, quanto piuttosto un tentativo di focalizzare schematicamente alcuni punti sui quali sviluppare un dibattito proficuo. <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Fagan in particolare, nella fase di multipolarismo complesso in via di affermazione:<\/strong><\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em><strong>ritiene imprescindibile il problema della dimensione degli stati nazionali. Una posizione nient\u2019affatto scontata; sono numerosi i fautori della tesi che attribuisce anche agli stati pi\u00f9 piccoli, purch\u00e9 attrezzati con una adeguata classe dirigente, significative condizioni di agibilit\u00e0<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>le dinamiche geopolitiche sono altrettanto importanti delle dinamiche tra le classi sociali; anzi, una condizione ottimale nelle prime consente una migliore gestione delle formazioni sociali. In questo ambito il dibattito generale spazia tra la priorit\u00e0 attribuita alle dinamiche sociali e i rapporti tra stati, tema tipico della sinistra e della estrema destra e l\u2019esclusivit\u00e0 attribuita ai rapporti geopolitici tra stati e istituzioni, tipica degli analisti geopolitici. Nel mezzo, a dar man forte all\u2019approccio \u201ccomplesso\u201d offerto da Fagan, trova posto a pieno titolo, come promettente chiave di interpretazione delle dinamiche politiche, la teoria lagrassiana del conflitto strategico tra centri decisori<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>affronta la questione fondamentale riguardante l\u2019approccio al rapporto con l\u2019Unione Europea con una importante delimitazione. Il suo discrimine riguarda non solo i sostenitori duri e puri della UE, ma anche i cosiddetti riformatori. Le possibili posizioni dipendono in pratica dalle combinazioni possibili delle relazioni tra gli stati europei eventualmente aggregati in aree omogenee<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>vede nella Francia il baricentro della costruzione europea. Una posizione originale rispetto alle tesi prevalenti che attribuiscono alla Germania il primato politico oppure agli Stati Uniti l\u2019assoluta predeterminazione della costruzione e degli indirizzi politici comunitari.Una ricostruzione storica delle vicende comunitarie pu\u00f2 sembrare un puro esercizio accademico; serve in realt\u00e0 a determinare le dinamiche e il peso dei vari decisori. La letteratura, al netto dell\u2019agiografia, offre diversi punti di vista. Uno di questi, ben presente nella ricerca francese e statunitense, attribuisce alla classe dirigente \u201csovranista\u201d francese la volont\u00e0 di sostegno al progetto comunitario nella misura in cui fosse stata la Francia, con inizialmente la Gran Bretagna, a determinare gli indirizzi. In soldoni, nella misura e nei momenti in cui sarebbe apparsa sempre pi\u00f9 chiara l\u2019assoluta influenza americana e la sua volont\u00e0 di sostenere la Germania in funzione antifrancese e antibritannica e come importante risorsa antisovietica, l\u2019afflato comunitario della Francia sarebbe a sua volta venuto meno. Con due eccezioni importanti tra le quali l\u2019azione dell\u2019oestpolitik tedesca negli anni \u201970 che indusse i francesi a sostenere l\u2019ingresso della Gran Bretagna<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>consiglia di prendere atto della progressiva formazione di pi\u00f9 aree europee politicamente autonome per individuare in quella latino-mediterranea, il possibile coagulo di forze capace di sostenere il confronto.\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Si attendono sviluppi e contributi_Buona lettura_Giuseppe Germinario\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/04\/23\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo\/\" rel=\"bookmark\">LA SINISTRA ALLE PRESE CON LA NAZIONE, L\u2019EUROPA ED IL\u00a0MONDO.<\/a><\/h2>\n<div class=\"entry-meta\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"meta-prep meta-prep-author\">Pubblicato il<\/span><a title=\"9:14 am\" href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/04\/23\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo\/\" rel=\"bookmark\"><span class=\"entry-date\">23 aprile 2018<\/span><\/a><span class=\"by-author\"><span class=\"sep\">di<\/span>\u00a0<span class=\"author vcard\"><a class=\"url fn n\" title=\"Leggi tutti gli articoli di pierluigi fagan\" href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/author\/pierluigifagan\/\" rel=\"author\">pierluigi fagan<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra un anno si va a votare per l\u2019Europa. Su Micromega, G. Russo Spena (<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/martins-melenchon-e-iglesias-per-una-rivoluzione-democratica-in-europa\/\">qui<\/a>), sintetizza le posizioni in cui si divide la sinistra europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima posizione \u00e8 sostenuta da Linke (Germania) e Syriza (Grecia), dove per\u00f2 la posizione greca rispetto ai diktat della Troika, non ha mostrato apprezzabili pratiche politiche\u00a0 alternative. Cambiare l\u2019UE dal di dentro con intenti progressisti, la difficile linea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 poi Varoufakis ed il suo Diem25 sostenuto dai sindaci Luigi de Magistris e Ada Colau, oltre a Benoit Hamon,\u00a0 fuoriuscito dal partito socialista francese ha creato il movimento G\u00e9n\u00e9ration-s \u2013 e da altre piccole forze provenienti da Germania (Budnis25), Polonia (Razem), Danimarca (Alternativet), Grecia (MeRA25) e Portogallo (LIVRE). Sinistra transnazionale che vuole democratizzare l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, ci sono Bloco de Esquerda portoghese, Podemos spagnolo e France Insoumise francese che hanno firmato assieme la Dichiarazione di Lisbona a cui ha successivamente aderito anche l\u2019italiano Potere al Popolo. Anche qui si vuole costruire un contropotere democratico all\u2019Europa neo-ordo-liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti e tre gli schieramenti mostrano un nuovo interessante fenomeno che \u00e8 quello del dialogo e del coordinamento tra forze politiche di pi\u00f9 paesi. Da tempo lo facevano le forze conservatrici, liberali e socialdemocratiche ovvero le forze di governo, quelle che governano nei rispettivi paesi e quel poco che si decide al parlamento europeo. Interessante che ora anche la sinistra quasi sempre di opposizione (Bloco de Esquerda \u00e8 l\u2019unica forza al governo oltre a Syriza) faccia i conti con il formato inter-nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti e tre gli schieramenti, si ripromettono sia la democratizzazione delle istituzioni europee, sia l\u2019inversione delle politiche neoliberali che le hanno contraddistinte. Il secondo schieramento, quello di Varoufakis, pi\u00f9 che inter-nazionale, \u00e8 trans-nazionale nel senso che a quanto par di intuire, si ripromette di costruire una unica forza politica contemporaneamente presente in pi\u00f9 paesi, posizione molto in auge negli ambienti federalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo schieramento invece, si \u00e8 trovato subito diviso, una divisione per\u00f2 sopita e rimandata, tra il famoso \u201cPiano B\u201d di France Insoumise e Podemos. I francesi si sono presentati alle ultime presidenziali con un programma corposo \u201c<a href=\"https:\/\/laec.fr\/sommaire\">L\u2019avvenire in comune<\/a>\u201d, nel quale hanno declinato 83 tesi in 7 sezioni. Nella tesi 52, presentavano l\u2019ipotesi subordinata \u201cPiano B\u201d. Si trattativa dell\u2019alternativa all\u2019eventuale (certo) fallimento dei tentativi di correzione della politica europea, l\u2019ultima ratio era la rescissione unilaterale francese dei trattati. Come molti avevano notato ai tempi del referendum greco, le trattative politiche si basano su i rapporti di forza e chi aspira a contrastare il potere dominante deve poter -ad un certo punto- mettere sul piatto l\u2019opzione alternativa, quella che rovescia il tavolo. Senza questa minaccia o concreata alternativa, inutile sedersi a far qualsivoglia trattativa, trattasi di verit\u00e0 negoziale a priori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano B francese era \u201co cambiamo l\u2019UE-euro o usciamo\u201d, rimaneva aperta una successiva \u00a0possibilit\u00e0 in cui la Francia sovrana avrebbe poi \u00a0stretto patti cooperativi e di collaborazione in ambito educativo, scientifico, culturale. Questa era la tesi 52, la 53 invece, iniziava con un \u201c<em>Proporre un\u2019alleanza dei paesi dell\u2019Europa meridionale per superare l\u2019austerit\u00e0 e lanciare politiche concertate per il recupero ecologico e sociale delle attivit\u00e0<\/em>\u201d che \u00e8 appunto ci\u00f2 che hanno fatto a Lisbona. Con ci\u00f2 terminava la quarta sezione e si passava alla quinta. La quinta sezione si apriva col titolo \u201cPer l\u2019indipendenza della Francia\u201d e quindi dava outline di ci\u00f2 che la Francia avrebbe potuto e dovuto fare sia nel mentre rimaneva nelle istituzioni europee, sia a maggior ragione e con pi\u00f9 convinzione dopo l\u2019eventuale applicazione dell\u2019opzione nucleare che portava al Piano B, l\u2019uscita unilaterale. La tesi 63, metteva in campo idee concrete di cose ed iniziative\u00a0 da promuovere\u00a0 nel bacino Mediterraneo, un Mediterraneo braudeliano quindi considerato sia per la sponda europea (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Grecia), che per quella nord-africana (Marocco, Tunisia, Algeria, Libia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso dell\u2019intera questione manteneva una certa ambiguit\u00e0 tra questi tre livelli: Francia sovrana, Francia cooperante con i paesi latino-mediterranei nella lotta contro ma dentro l\u2019UE, Francia perno di un nuovo sistema mediterraneo come gi\u00e0 Sarkozy ma anche molti altri francesi avevano pensato in passato, ancora dentro l\u2019UE ma a maggior ragione se fuori.\u00a0 L\u2019 editoriale del numero in edicola di Limes, rimarca pari ambiguit\u00e0 in Macron quando questo sembra superare di slancio il principio di non contraddizione nel sostenere al contempo la Francia sovrana ed uno stadio superiore di Europa federale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Podemos, pur avendo firmato la Dichiarazione di Lisbona, pare stia ancor tentennando su<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5792 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg?w=300&amp;h=185\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg?w=300&amp;h=185 300w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg?w=600&amp;h=370 600w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg?w=150&amp;h=92 150w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" data-attachment-id=\"5792\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/04\/23\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo\/adesione-appello-potere-al-popolo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg\" data-orig-size=\"1300,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"adesione-appello-potere-al-popolo\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg?w=300&amp;h=185\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/adesione-appello-potere-al-popolo.jpg?w=640\" \/><\/a>Diem25 ma pi\u00f9 che altro \u00e8 interessante sottolineare come Iglesias abbia del tutto escluso la condivisione del Piano B di France Insoumise. Al di l\u00e0 delle opinioni specifiche di Podemos sull\u2019euro, Iglesias ha specificato che in Spagna c\u2019\u00e8 un forte per quanto vago ultramaggioritario sentimento europeista, lo stesso che posso testimoniare personalmente vivendo l\u00ec una parte dell\u2019anno, hanno i greci. \u00a0Sentimento europeista non vuole affatto dire adesione a questa UE o a questo euro, si tratta di una intuizione pi\u00f9 culturale che politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molta parte dell\u2019opinione pubblica europea, \u00e8 come se avvertisse che i tempi impongono il fare una qualche forma di fronte comune. Il sentimento \u00e8 forte nel suo radicamento ed al contempo debole nella sua razionalizzazione, unisce i convinti supporter dell\u2019attuale stato di cose, quanto i suoi pi\u00f9 convinti critici oltre che ovviamente gli indecisi ed i confusi che sono la maggioranza. Vedi Trump, vedi Putin, vedi Xi Jinping, i britannici che si mettono in proprio, senti di bombe atomiche coreane, terroristi arabi, migranti africani o asiatici, la incombente matassa intricata della \u201cglobalizzazione\u201d, l\u2019incubo delle nuove tecnologie, il temuto collasso ambientale e ti viene facile pensare che davanti a tanta minacciosa complessit\u00e0, l\u2019unione fa la forza e da soli non si va da nessuna parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio da \u201cunione\u201d come spirito vago ad \u201cUnione\u201d come istituzione precisa \u00e8 garantito dal meccanismo di analogia che abbiamo nel cervello, \u201csembra\u201d proprio che l\u2019uno risponda all\u2019altro. Vale per le \u00e9lite, per i medio informati ma anche per coloro che usano pi\u00f9 neuroni della pancia che quelli della scatola cranica. Chi si muove politicamente in forma critica sulla questione europea dovrebbe tener conto di questo diffuso sentimento se non altro perch\u00e9 chi fa politica deve aver per interlocutore pezzi di popolazione prima che l\u2019avversario ideologico. Si fanno discussioni con gli amici ed i nemici ideologici davanti a pezzi di popolazione perch\u00e9 il fine politico \u00e8 conquistare cuori e menti di questi secondi. Dai temi che tratta al linguaggio che usa, questa avvertenza di parlare sempre alla generica popolazione, \u00e8 del tutto ignorata dalla sinistra che oggi si interroga su dove mai sia finito il suo \u201cpopolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra quindi che France Insoumise abbia costruito una posizione a cerchi concentrici di definizione. Il cuore a fuoco \u00e8 la battaglia contro questa UE ed euro, la corona interna meno a fuoco \u00e8 la ricerca di alleanze organiche con forze politiche latino-mediterranee da cui la Dichiarazione di Lisbona, la corona esterna ancora meno a fuoco un po\u2019 sciovinista e molto \u201cfrancese\u201d, \u00e8 l\u2019idea in fondo guida di una Francia sovrana al centro di cerchi concentrici di cooperazione asimmetrica che arriva fino a pezzi della Fran\u00e7afrique. Questa ultima posizione occhieggia a pi\u00f9 vasti settori dell\u2019opinione pubblica francese, inclusi pezzi di classe dirigente ed \u00e8 forse merito di questa ampia vaghezza se France Insomise ha preso quasi il 20% al primo turno delle presidenziali. Se M\u00e9lenchon declina questo target a fasce concentriche che sembrano volersi distaccare dall\u2019UE, Macron declina la stessa geometria egemonica \u00a0rivolta verso pi\u00f9 UE<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/04\/23\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo\/#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. \u00a0Come mai, pur da sponde opposte, i due francesi si agitano tanto occupando pi\u00f9 posizioni al contempo e lasciando intendere tutto ed il suo contrario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svegliatici, occorre dircelo, tutti un po\u2019 tardi rispetto a ci\u00f2 che si era stabilito a suo tempo nel trattato di Maastricht (che ricordiamolo \u00e8 del 1992), l\u2019analisi critica si \u00e8 soffermata su gli aspetti economici e monetari, tra neo-ordo-liberismo e posizione dominante tedesca. Ma se andiamo a ritroso del registro storico, si vedr\u00e0 come tutto ci\u00f2 che precede Maastricht e l\u2019euro \u00a0(ed inclusi questi) a partire dall\u2019immediato dopoguerra, ha il suo baricentro non in Germania ma in Francia. E\u2019 la Francia a promuovere la CECA, \u00e8 la Francia a non approvare la riforma decisiva che avrebbe potuto dare un futuro politico all\u2019Europa ovvero la CED (approvata gi\u00e0 dai Benelux e dalla stessa Germania), \u00e8 la Francia e non far entrare la Gran Bretagna in UE per poi ripensarci ed \u00e8 lei stessa a sospendersi dalla NATO per diventare potenza atomica per poi ritornarci, \u00e8 De Gaulle ad invitare Adenauer a Parigi per sancire il trattato dell\u2019Eliseo (1963) quindi fissare formalmente la diarchia regnante l\u2019europeismo, e cos\u00ec via fino allo stesso Maastricht e l\u2019euro che nascono come \u00a0contropartita richiesta alla Germania per il via libera dato alla sua preoccupante riunificazione. I tedeschi, si sono limitati ad imporre la struttura economico-monetaria ai trattati, struttura che per altro avevano gi\u00e0 nella loro Costituzione dal 1949 e dalla quale non avevano la minima intenzione di derogare perch\u00e9 fonda la loro nazionale narrativa post-bellica, soprattutto come spiegazione dell\u2019irrazionalit\u00e0 da cui sorse il nazismo. Secondo questa narrativa, il nazismo venne dall\u2019eccesso di inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ci ha portato altrove a definire il progetto europeista, primariamente un trattato di pace tra Francia e Germania, stante che nei due secoli precedenti, questi campioni della potenza europea, si erano gi\u00e0 combattuti e reciprocamente invasi pi\u00f9 volte. Il \u00a0problema del confine tra Francia e Germania con tutto il portato di carbone, acciaio, metallurgia e siderurgia (quindi armi), \u00e8 una costante geopolitica ovvero basata sulla politica (gli Stati, la volont\u00e0 di potenza) e la geografia (confine in comune, passato indistinto, assenza di chiari segni geografici di separazione). Se M\u00e9lenchon si agita verso pi\u00f9 autonomia e Macron verso pi\u00f9 integrazione, l\u2019uno pensa che la relazione con la Germania sar\u00e0 sempre subalterna, l\u2019altro pensa di poterla dominare o quantomeno contrattare secondo la tradizione del dopoguerra, il punto in comune \u00e8 la Francia, la sua posizione nei prossimi decenni. Si noti come in tutta la questione europeista si incrocino sempre due assi, quello degli interessi delle classi sociali e quello degli interessi delle nazioni. Ogni governante sa che maggiore \u00e8 il vantaggio portato alla propria nazione, pi\u00f9 relativamente agevole sar\u00e0 gestire i rapporti tra le classi sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta la faccenda europeista, se da una parte discende dal problema dei confini e dalla turbolenta convivenza dei due potenti vicini, non meno certo che da considerazioni ed interessi dell\u2019 economia di mercato e della \u00e9lite che ne beneficiano, discende anche da alcune non sbagliate considerazioni che si trovano nel Manifesto di Ventotene non meno che in Carl Schmitt, in Alexander Koj\u00e8ve non meno che nel primo scritto europeista del poi diventato leggenda nera principe Coudenhove Kalergi, la PanEuropa. Questi e molti altri, che data l\u2019estrema eterogeneit\u00e0 non possono dirsi discendenti di una unica ideologia (ci sono accenni di Stati Uniti d\u2019Europa addirittura in Lenin), evincono sin dai primi del Novecento che oggettivamente Europa non \u00e8 pi\u00f9 un campo di gioco unico in cui si riflettono le sorti del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina, la Russia, il mondo arabo su fino all\u2019India, segnano il prepotente allargamento del rettangolo di ogni gioco, politico, geopolitico, culturale, militare ed ovviamente economico. Lo spettro largo di queste riflessioni dura un secolo ed \u00e8 la versione pi\u00f9 colta del sentimento \u201cunionista\u201d di senso comune di cui abbiamo parlato prima.\u00a0 Improbabile che Europa, dove a fronte di un 7% delle terre emerse si concentrano ben il 25% degli Stati mondiali, possa continuare a pensarsi come una macedonia conflittuale di stati e staterelli di pi\u00f9 o meno antico pedigr\u00e8e. La doppia tenaglia anglosassone e sovietica per pi\u00f9 di quattro decenni, ha reso presente a tutti come la divisione fa imperare altri soggetti, la sovranit\u00e0 prima ancora che monetaria, fiscale e giuridica, la si \u00e8 perduta militarmente, quella politica ne \u00e8 solo la conseguenza. Questo ci dice che se prima abbiamo individuato due assi ora ne dobbiamo mettere un terzo, oltre alla lotta tra le classi di una nazione e quella tra le nazioni europee tra loro, c\u2019\u00e8 anche da considerare che il quadrante di gioco non \u00e8 pi\u00f9 solo quello sub continentale ma quello mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo cos\u00ec al nostro discorso principale. Chi si propone di democratizzare l\u2019UE temo stia perdendo altro tempo. Mi domando se \u201cpi\u00f9 democrazia\u201d sia una invocazione infantile che serve ad acchiappare voti agitando il nobile drappo dell\u2019autogoverno dei popoli o un preciso piano. In questo secondo -improbabile- caso, mi domando come pensano questi neo-democratici di risolvere il problema dell\u2019oggettiva differenza che corre tra popoli latini e mediterranei e popoli germani e scandinavi, tra gli euro-occidentali e gli euro-orientali. Se domattina Mago Merlino con la bacchetta magica ci donasse il parlamento dell\u2019euro a cui sottomettere la politica della banca centrale, i mediterranei \u00a0avrebbero la maggioranza dei 2\/3, se ben convinti (e ci sono oggettivi interessi materiali nazionali a largo spettro a supporto) potrebbero far passare la riforma dell\u2019euro facile-facile. Un millisecondo dopo la Germania, l\u2019Olanda, la Finlandia, Lussemburgo ed i tre baltici uscirebbero. \u00a0Lo stesso varrebbe per la maggioranza italo-francese nell\u2019eventuale parlamento della piccola federazione dei sei paesi fondatori la CEE-UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Cos\u00ec per lo statuto dell\u2019euro ma anche per le altre necessarie riforme economiche e sempre evitando la politica estera che con la sua radice geografica, pone i mediterranei e quelli del Mare del Nord su sponde opposte, interessi diversi, prospezioni ed alleanze altrettanto diverse. Per avere democrazia ci vuole -al minimo- una Costituzione un parlamento, un governo, l\u2019unione dei tre poteri di Montesquieu ed in definitiva niente di meno di uno Stato. Questo Stato che \u00e8 l\u2019unico sistema conosciuto in cui applicare la democrazia, a 6 se a base storica (?), 19 se su base euro o a 27 se su base UE, non \u00e8 materialmente possibile per motivi auto-evidenti che i \u201cdemocratici\u201d non capisco perch\u00e9 si ostinino a non voler vedere. Se per fare un mercato si pu\u00f2 essere 19 o 27 e pure eterogenei, per fare uno Stato sono richieste omogeneit\u00e0 giuridiche, culturali, religiose, linguistiche, storiche, politiche. Ogni volta che il sistema di mercato (UE) tenta di fare lo Stato si spacca, ma non lungo le linee ideologiche, lungo le linee geo-storiche. Ancora di recente, Macron si \u00e8 speso per l\u2019intensione (pi\u00f9 governante quasi-federale) e Juncker ha invece ribadito l\u2019estensione (ci sono molti paesi nel sistema, sarebbe pi\u00f9 utile allargare il sistema ad altri paesi ad esempio i balcanici), perch\u00e9 le logiche per fare Stati o quelle per fare mercati sono intrinsecamente diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno vuole in Europa uno Stato federale (anche perch\u00e9 materialmente irrealizzabile), quindi nessuno \u00e8 in grado di sottomettersi a volont\u00e0 generali che diventerebbero potere di popoli su altri popoli. Tra il disprezzo nei confronti dei mediterranei ed il ricambiato odio per i tedeschi o l\u2019ironia svagata su quanto si sentono furbi i francesi senza esserlo davvero, mai come oggi stanno tornando in auge sentimenti nazionalistici che categorizzano molto sommariamente l\u2019Altro. Far finta che non esistono i popoli o gli Stati o la storia o la geografia non aiuta, non appena si spinge troppo sull\u2019inflazione retorica unionista, ecco spuntare subito il rimbalzo sovranista. Ma il peggio \u00e8 che unionisti e sovranisti si disputano il gran premio della chiacchiera perch\u00e9 tanto n\u00e9 sembra si possa andare a pi\u00f9 unione, n\u00e9 tornare alla nazione e ci\u00f2 che impera, alla fine della fiera, \u00e8 sempre e solo la Commissione, la BCE, i \u201cNien!\u201d tedeschi. Tra il grande ed il piccolo Stato, alla fine vince sempre il Mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nel doppio vincolo, da una parte vorremmo esser pi\u00f9 forti ed unirci ma la nostra estrema eterogeneit\u00e0 lo rende impossibile, dall\u2019altra vorremmo ripristinare una accettabile democrazia e tornare a decidere noi sul \u201cche fare?\u201d il che per\u00f2 ci riporta in teoria ai nostri singoli stati che gi\u00e0 oggi ma viepi\u00f9 fra trenta anni, varranno quanto il due di coppe a briscola quando regna bastoni. Strappare pi\u00f9 sovranit\u00e0 oggi, significa perderla senza speranza nell\u2019immediato domani del commercio internazionale, della circolazione dei capitali, della dittatura dei mercati, delle nostre fragilit\u00e0 economiche, dei diktat anglosassoni sulla NATO, delle crescente minorit\u00e0 politica di nazioni piccole, sempre pi\u00f9 anziane, sempre meno competitive e significative nello scenario mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo dilemma che a volte si presenta come trilemma (dentro la nazione, tra le nazioni europee, nazioni europee vs resto del mondo) la sinistra ha forse una opportunit\u00e0 per quanto la confusione mentale ed ideologica oggi occulti proprio ci\u00f2 che ha davanti a gli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli otto paesi firmatari del distinguo rispetto ai sogni devolutivi macroniani sono tutti del nord Europa (inclusa la Germania dietro le quinte), se il gruppo di Visegrad unisce stati orientali confinanti ed eterogenei uniti per\u00f2 nel distinguersi rispetto ai dettami\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5791 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg?w=300&amp;h=162\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg?w=300&amp;h=162 300w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg?w=150&amp;h=81 150w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg 305w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" data-attachment-id=\"5791\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/04\/23\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo\/download-13\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg\" data-orig-size=\"305,165\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"download\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg?w=300&amp;h=162\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/04\/download.jpg?w=305\" \/><\/a>occidentali franco-tedeschi, se la Dichiarazione di Lisbona \u00e8 firmata dai meridionali portoghesi, spagnoli, francesi ed una particella di italiani \u00e8 perch\u00e9 l\u2019Europa \u00e8 fatta di popoli ed i popoli di culture, di storie sovrapposte su un piano geografico costante che unisce alcuni e separa altri. Sono le culture l\u2019ordinatore che consente e non consente le eventuali fusioni tra Stati-nazione in Europa. Nessun paese latino mediterraneo avrebbe grossi problemi ad avere una banca centrale che fa quello che ogni banca centrale al mondo fa (espansione economica, controllo del cambio, aiuto nella gestione del debito pubblico oltre al fatidico controllo dell\u2019inflazione), non cos\u00ec i tedeschi e la loro area egemonica nord europea. E lo stesso gruppo dei latini certo che ha interessi geopolitici comuni verso il Mediterraneo, il Nord Africa ed anche il resto del continente che s\u2019affaccia sul nostro stesso mare (per non parlare delle opportunit\u00e0 di sistema con il Centro-Sud America), quindi interesse ad unire le forze in qualche modo. Interessi diversi da quelli germano-scandinavi o dei confinanti con la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra paesi latino mediterranei si possono fare alleanze senza speranze che si battano per una diversa UE, si possono promuovere \u00a0maggior livelli di integrazione e cooperazione fattiva mentre si rimane nell\u2019UE, ci si pu\u00f2 dar man forte per coordinare una simultanea uscita dall\u2019euro tornando a chi ci crede alle rispettive valute o per uscire tutti dall\u2019euro tedesco e confluire\u00a0 in un altro euro mediterraneo espansivo, svalutabile, di aiuto alle gestione dei debiti pubblici (soprattutto quelli collocati all\u2019estero, estero che a quel punto avendo nel nuovo sistema sei diversi paesi, diminuirebbe come impegno nel caso lo si volesse ricomprare per immunizzarsi dagli spread, come \u00e8 in Giappone), sottomesso non ad un trattato ma ad un parlamento democraticamente rappresentativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel rompicapo europeo non ci sono soluzioni facili e questa invocazione di un insieme latino-mediterraneo non \u00e8 esente da problemi. Si tratta per\u00f2 di scegliere la via meno problematica e sopratutto quella che apre a maggiori condizioni di possibilit\u00e0. La comune cultura latino-mediterranea \u00e8 l\u2019unica solida base per cominciare a sviluppare progetti politici inter-nazionali per tempi che stanno velocemente scalando indici di complessit\u00e0 sempre meno rassicuranti. Ci conviene oltremodo svegliare tutti dal sonno dogmatico che vuole unioni a 27 o a 19 senza che sussistano gli indispensabili pre-requisiti per farlo, cos\u00ec come ci conviene essere realisti e responsabili e cominciare a pensare\u00a0 che nel mondo nuovo paesi solitari da 60, 40, 10 milioni di abitanti avranno sovranit\u00e0 men che formali. Coordinarsi tra simili per criticare, provare a cambiare o abbandonare l\u2019euro non meno che la NATO, \u00e8 condizione necessaria, il fine preciso lo valuteremo assieme, intanto fissiamo il mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste una sinistra senza una Idea ed in tempi cos\u00ec complicati, far base su un substrato comune di origine geo-storico, quindi culturale, quindi popolare e reale, a noi sembra il modo migliore per far si che la sinistra torni a pensare e ad agire politicamente. Se le opinioni specifiche su UE, euro e vari tipi di progetti avanzati da pi\u00f9 parti fanno perno su quel sentimento istintivo che pensa necessario unire le forze tra alcuni di noi, dare a quel sentimento la prospettiva pi\u00f9 limitata e perci\u00f2 pi\u00f9 concreta dell\u2019alleanza progressiva tra noi mediterranei europei (per i paesi-popoli musulmani mediterranei il discorso verr\u00e0 fatto dopo, non si possono fare progetti di unione federale con paesi del nord Africa, ora), pu\u00f2 aiutare a darci identit\u00e0, egemonia nel dibattito pubblico, spinta creativa a disegnare il mondo che verr\u00e0, voglia di tornare a fare politica. Se la sinistra nasce nel conflitto sociale interno, oggi deve anche misurarsi con il formato Stato-nazionale, coi rapporti interni all\u2019Europa che sono tra nazioni prima che tra classi e col problema di ci\u00f2 che \u00e8 fuori dal nostro antico mondo. L\u2019Idea deve orizzontarsi su tutte e tre le variabili altrimenti rimane idealismo, inutile sequenza di petizioni di principio e non progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sinistra uscir\u00e0 dalla sua crisi quando dimostrer\u00e0 di avere un progetto positivo sulla realt\u00e0, alla funzione critica si pu\u00f2 aderire scrivendo e comprando libri (una delle principali attivit\u00e0 della sinistra), ma non si costruisce realt\u00e0 con la \u201cpotenza del negativo\u201d. La sinistra nata dal conflitto di classe deve sapersi riattualizzare davanti ai tre scenari sistemici mai davvero trattati in profondo dalla sua pur voluminosa produzione teorica: nazione, Europa, mondo. Niente progetto, niente sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">0 = 0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/04\/23\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a>\u00a0Il Piano Macron \u00e8 stato presentato a settembre 2017 alla Sorbona. Le \u201ccorone\u201d del piano Macron erano sicurezza, difesa e politica estera, tre argomenti che si fondono come interesse francese ad agire negli \u201cesteri\u201d identificando l\u2019interesse francese con quello europeo. La partecipazione francese, almeno \u201cideale\u201d, al bombardamento in Siria e l\u2019orgogliosa rivendicazione valoriale che ne ha fatto Macron il 17 aprile a Bruxelles, confermano di questa vocazione del francese ad intestarsi la funzione esteri. (Sullo sviluppo del business della difesa, si veda questo contributo di B. Montesano su Sbilanciamoci:\u00a0<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/difesa-europea-business-della-sicurezza\/\">http:\/\/sbilanciamoci.info\/difesa-europea-business-della-sicurezza\/<\/a>\u00a0a rimarcare la costante ambiguit\u00e0 per la quale non si parla di esercito comune ma di business comune). Oltre ai tre argomenti \u201cestero\u201d, il piano Macron ha ambiente e ricerca tecnologica dove quest\u2019ultima segna una delle croniche debolezze europee. Nessuno stato europeo \u00e8 effettivamente in grado di mobilitare investimenti significativi in grado di competere con quelli americani e cinesi, mancanza che poi si riflette nelle minori condizioni di possibilit\u00e0 economiche e mancanza di indipendenza in un settore strategico. Infine, l\u2019euro che Macron vorrebbe riformare con un comune bilancio e conseguente allineamento fiscale e con unico ministro delle Finanze.\u00a0 Difficile che anche volendo (e sull\u2019esistenza di questa volont\u00e0 \u00e8 lecito nutrire parecchi dubbi), la Germania in cui le due forze politiche in ascesa e che controllano gi\u00e0 oggi un quarto dell\u2019elettorato sono i Liberali euroscettici ed AfD apertamente xenofoba, aderisca al progetto se non rendendolo ancora pi\u00f9 ambiguo tra la sua forma narrativa e la sostanza ben meno palpitante. Chiss\u00e0 quindi se ci sono proprio i tedeschi dietro la presa di posizione del 6 marzo, in cui otto paesi euro (Finlandia, Irlanda, Olanda, i tre baltici, Svezia e Danimarca ultimi due non in Eurozona e si tenga conto che fuori Eurozona c\u2019\u00e8 poi su posizioni simili anche il Gruppo di Visegrad) hanno pensato necessario dichiarare assieme l\u2019assoluta contrariet\u00e0 ad ulteriori devoluzioni dei poteri nazionali, bocciando in sostanza il piano Macron. A sentire le dichiarazioni di Merkel in preparazione del vertice con Macron sembrerebbe proprio di s\u00ec, i settentrionali\u00a0 non vogliono alcun sistema politico comune coi meridionali, non si capisce perch\u00e9 i meridionali non ne prendano atto e ne traggano conclusioni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/04\/28\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo-di-pierluigi-fagan\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/04\/28\/la-sinistra-alle-prese-con-la-nazione-leuropa-ed-il-mondo-di-pierluigi-fagan\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (PIerluigi Fagan) &nbsp; Qui sotto un interessante saggio di Pierluigi Fagan (PF), con relativo link al sito originario di pubblicazione. L\u2019argomento (la sinistra, la nazione e la geopolitica) prosegue sulla falsariga di saggi gi\u00e0 pubblicati su questo sito e ovviamente sul blog dell\u2019autore. Per accedervi \u00e8 sufficiente digitare sulla voce dossier del menu in alto e sul nome dell\u2019autore. Il tema \u00e8 ricco di spunti; la finalit\u00e0 dell\u2019autore \u00e8 di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Unknown-320x320-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aOF","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41581"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41581"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41582,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41581\/revisions\/41582"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}