{"id":41586,"date":"2018-05-03T12:30:46","date_gmt":"2018-05-03T10:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41586"},"modified":"2018-05-03T12:09:17","modified_gmt":"2018-05-03T10:09:17","slug":"il-grande-gioco-israeliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41586","title":{"rendered":"Il \u201cgrande gioco\u201d israeliano"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CRITICA SCIENTIFICA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"post-header cf\">\n<div class=\"post-meta cf\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"post-container cf\">\n<div class=\"post-content-right\">\n<div class=\"post-content description \">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-27434 size-full no-display appear\" src=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/iranlied.jpg\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" srcset=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/iranlied.jpg 1440w, http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/iranlied-300x133.jpg 300w, http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/iranlied-1024x455.jpg 1024w, http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/iranlied-300x133@2x.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"1440\" height=\"640\" \/><\/p>\n<h3>La conferenza stampa di Netanyahu sulle presunte cinque bombe atomiche di Teheran \u00e8 l\u2019ultimo atto di una lunga campagna che oppone Israele e USA all\u2019Iran.<\/h3>\n<h3>Ma al momento le uniche atomiche presenti nella regione sono alcune centinaia di testate proprio dello Stato di Israele.<\/h3>\n<p align=\"CENTER\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>All\u2019inizio del 2012, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu<\/strong> si rec\u00f2 alla riunione annuale della potentissima American Israel Public Affairs Committee (Aipac) per pronunciare un duro atto d\u2019accusa contro la linea politica dell\u2019amministrazione Obama, interrotto dalla lettura di una alcuni passaggi di una lettera, risalente al 1944, attraverso la quale il Dipartimento della Guerra statunitense aveva comunicato ai rappresentanti del movimento sionista il rifiuto alla loro proposta di bombardare un segmento del tratto ferroviario che conduceva al campo di concentramento di Auschwitz. Alla fine del suo intervento, il <i>leader<\/i> del Likud <a href=\"https:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/worldnews\/middleeast\/israel\/9125129\/2012-is-not-1944-Netanyahu-invokes-Auschwitz-in-warning-to-Obama-over-Iran.html\">afferm\u00f2<\/a> inoltre che \u00abnessuno di noi pu\u00f2 permettersi di aspettare ancora a lungo. In qualit\u00e0 di premier israeliano, non permetter\u00f2 che il mio popolo viva all\u2019ombra dell\u2019annientamento\u00bb, strumentalizzando cos\u00ec la sofferenza degli ebrei a fini ideologici conformemente all\u2019ormai consolidata pratica di giustificare la politica israeliana. Lo stesso premier israeliano si prest\u00f2 a una sceneggiata dello stesso genere in occasione anche dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite del settembre 2012, presentandosi dinnanzi ai delegati di tutto il mondo con in mano un manifesto raffigurante una bomba a palla con una miccia accesa, su cui tracci\u00f2 una linea rossa corrispondente, a suo dire, al \u201cpunto di non ritorno\u201d, vale a dire il limite che le Nazioni Unite <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-un-assembly-israel-iran\/netanyahu-draws-red-line-on-irans-nuclear-program-idUSBRE88Q0GI20120928\">dovrebbero impedire<\/a> all\u2019Iran di superare \u00abprima che completi l\u2019arricchimento necessario a fabbricare una bomba\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Uno spettacolo sostanzialmente non difforme si \u00e8 ripetuto in questi giorni,<\/strong> con lo stesso Netanyahu che, attraverso un \u201cmessaggio alla nazione\u201d, ha dichiarato che il Mossad e l\u2019Aman erano entrati in possesso di <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/full-text-of-netanyahu-on-iran-deal-100000-files-right-here-prove-they-lied\/\">circa 100.000 documenti<\/a> comprovanti la \u201ccattiva condotta\u201d di Teheran. Nello specifico, l\u2019Iran \u00e8 stato accusato di violare l\u2019accordo dei \u201c5+1\u201d raggiunto nel 2015 che sanciva l\u2019interruzione del programma nucleare in cambio di una graduale rimozione delle sanzioni occidentali condizionata al rispetto delle clausole dell\u2019intesa su cui avrebbero dovuto vigilare gli ispettori dell\u2019International Atomic Energy Agency (Aiea). Netanyahu ha sostenuto che l\u2019Iran intenderebbe dotarsi di \u00abalmeno 5 ordigni di potenza analoga a quello sganciato su Hiroshima\u00bb indirizzabili verso Israele attraverso i missili Shabab-3, Ghadr-1H e Ghadr 1-F, specialmente ora che Teheran dispone di strutture militari in Siria a seguito della discesa in campo a fianco dell\u2019alleato Bashar al-Assad. Il primo ministro ha inoltre chiarito che Tel Aviv si \u00e8 premurata di sottoporre tutto il materiale raccolto all\u2019attenzione degli specialisti statunitensi, i quali ne avrebbero garantito l\u2019autenticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>L\u2019unico problema \u00e8 che, alle ovvie smentite de l\u2019Aiea<\/strong> ha ribadito ufficialmente allo show di Netanyahu <a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/Middle-East\/Nuclear-watchdog-declines-to-directly-address-Netanyahus-Iran-accusations-553212\">dichiarando<\/a> ufficialmente che \u00abnon ci sono indicazioni credibili riguardo allo sviluppo di capacit\u00e0 nucleari da parte dell\u2019Iran dal 2009 in poi\u00bb, e che il Capo di Stato Maggiore dell\u2019esercito israeliano Gadi Eisenkot <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=gadi+eisenkot+iran+is+working+now&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-b-ab\">aveva affermato<\/a> poche settimane prima che l\u2019accordo del 2015 \u00absta funzionando correttamente\u00bb. \u00c8 del resto nota la forte inclinazione di Netanyahu alla \u201cdrammatizzazione\u201d strumentale di questioni reali in funzione dell\u2019ottenimento di vantaggi di natura politica e\/o personale, sia per <a href=\"https:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/2018\/02\/13\/israeli-police-recommend-charging-benjamin-netanyahu-corruption\/\">lui<\/a> che per la <a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/Israel-News\/Sara-Netanyahu-may-face-no-jail-time-even-if-convicted-of-an-offense-538144\">sua famiglia<\/a>. Al momento, \u00e8 impossibile esprimere un giudizio sereno ed obiettivo sulla veridicit\u00e0 delle pesantissime accuse mosse da Netanyahu, ed occorre pertanto ricorrere all\u2019analisi dei comportamenti tenuti in precedenza dai protagonisti della vicenda riguardo alla questione del nucleare iraniano per formulare ipotesi di sorta. \u00c8 da pi\u00f9 di dieci anni che i leader politici israeliani, a partire da Ehud Barak e dallo stesso Netanyahu, sostengono che l\u2019Iran sia vicino a dotarsi dell\u2019arma atomica ma gli analisti della Cia e del Mossad <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-iran-usa-nuclear\/special-report-intel-shows-iran-nuclear-threat-not-imminent-idUSBRE82M0G020120323\">hanno sempre affermato il contrario<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Il che non ha tuttavia impedito a Israele di passare comunque all\u2019azione<\/strong> per sabotare il programma nucleare iraniano. Conformemente a questo scopo, l\u2019Unit 8200 e la National Security Agency lavorarono fianco a fianco per <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2012\/06\/01\/world\/middleeast\/obama-ordered-wave-of-cyberattacks-against-iran.html\">attaccare<\/a> con i sofisticati virus informatici Stuxnet e Stars gli impianti nucleari iraniani, provocando gravi danni e ritardi, mentre le autorit\u00e0 israeliane accantonavano l\u2019opzione dell\u2019attacco diretto contro le centrali iraniane decisero per ripiegare su \u201cmetodi\u201d meno rischiosi ma non per questo meno efficaci. Sotto la direzione di Meir Dagan, il Mossad <a href=\"https:\/\/www.welt.de\/english-news\/article3219268\/Israel-engaged-in-covert-war-of-sabotage-inside-Iran.html\">ide\u00f2 e mise puntualmente in atto<\/a> il Decapitation Programme, un\u2019operazione coperta mirante al sabotaggio del programma nucleare iraniano che, attraverso fughe di gas tossici, esplosioni scatenate da materiali difettosi ed agguati di vario genere, ha provocato la morte dei fisici ed ingegneri nucleari iraniani <strong>Ali Mahmoudi Mimand, Daryoush Rezaie, Majid Shahriari, Hassan Moghaddam, Abbassi Davani e Mustafa Ahmadi-Roshan<\/strong>. Secondo alcune ricostruzioni piuttosto accreditate, c\u2019era la mano del Mossad anche dietro l\u2019esplosione presso la base dell\u2019aeronautica Imam Ali che provoc\u00f2 la morte di 18 tra tecnici e miliari, tra cui il generale <strong>Hassan Therani Moghaddam<\/strong>, personalit\u00e0 di spicco del programma missilistico iraniano. Teheran ha inoltre esternato il sospetto che dietro al dirottamento dell\u2019aereo decollato da Bishkek e diretto a Teheran, schiantatosi al suolo nell\u2019agosto del 2008 causando la morte di 44 scienziati iraniani, ci fosse la mano del Mossad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Quella di eliminare i quadri, gli intellettuali e i tecnici degli Stati ostili<\/strong> onde indebolirli e rallentarne o comprometterne lo sviluppo \u00e8 un <i>modus operandi<\/i> di cui \u00e8 stato fatto largo impiego nei confronti della <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/4-syrian-nuclear-scientists-killed-1.5326754\">Siria<\/a> e dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/international\/archive\/2012\/01\/the-long-tradition-of-killing-middle-eastern-nuclear-scientists\/251338\/\">Iraq<\/a> per impedire loro di compiere sostanziali progressi tecnologici che li pongano nelle condizioni di alterare l\u2019equilibrio della regione. Gi\u00e0 durante la Guerra del Golfo, gli Usa lanciarono una campagna di eliminazione sistematica dei tecnici iracheni inquadrati nella Guardia Repubblicana, e a conflitto terminato pretesero che nell\u2019elenco delle merci soggette ad embargo verso l\u2019Iraq venissero inserite le riviste scientifiche e le attrezzature da laboratorio necessarie alla ricerca. L\u2019assassinio delle personalit\u00e0 tecnologicamente pi\u00f9 all\u2019avanguardia di Siria ed Iran rispondeva ovviamente al medesimo scopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Non va inoltre dimenticato che, nel giugno del 1981,<\/strong> Tel Aviv non esit\u00f2 ad avvalersi dei dati forniti dal sistema satellitare Usa per guidare \u2013 contro il parere del Mossad e dell\u2019Aman \u2013 i propri F-16 verso l\u2019obiettivo designato, corrispondente al reattore Tammuz-1 della centrale nucleare al-Tuweitha costruita dai francesi negli anni \u201970 presso Osiraq, in territorio iracheno. L\u2019Operazione Babilonia, lanciata nonostante l\u2019Iraq avesse sottoscritto \u2013 a differenza di Israele \u2013 il Trattato di Non Proliferazione nel 1968 e sottoponesse i propri impianti alle ispezioni dei tecnici dell\u2019Aiea, era rivolta proprio ad impedire a qualsiasi costo che l\u2019Iraq di Saddam Hussein si ponesse nelle condizioni di dotarsi di armi atomiche (informazioni cruciali circa il programma nucleare iracheno erano state raccolte nell\u2019ambito dell\u2019Operazione Sphinx).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Per Israele, la prospettiva stessa che un Paese limitrofo possa dotarsi di armi nucleari<\/strong> rappresenta un rovescio enorme, poich\u00e9 lo depriva del monopolio nucleare che la <i>leadership<\/i> dello Stato ebraico ha sempre difeso a spada tratta. Attualmente, Tel Aviv si arroga il diritto di lanciare accuse e minacce verso un Paese firmatario del\u00a0<em>Trattato di Non Proliferazione<\/em>\u00a0nucleare come l\u2019Iran in veste di rappresentante dell\u2019unica nazione del Medio Oriente a disporre di un arsenale nucleare che \u2013 a differenza dell\u2019Iran \u2013 non accetta le ispezioni dell\u2019Aiea. Il primo a stracciare il velo dell\u2019ipocrisia calato su questa vicenda dai vertici israeliani fu il tecnico nucleare <strong>Mordechai Vanunu<\/strong>, che nel 1986 scapp\u00f2 dalla centrale di Dimona in cui lavorava per rivelare che Israele era in possesso di un arsenale nucleare segreto, nonostante le autorit\u00e0 di Tel Aviv avessero ripetutamente smentito le voci che circolavano a questo riguardo. Il gesto di audacia cost\u00f2 a Vanunu il sequestro a Roma da parte di alcuni agenti del\u00a0<em>Mossad<\/em>, che il 30 agosto 1986 lo rapirono e lo trasferirono in un carcere israeliano. Nel corso di un\u2019intervista rilasciata nell\u2019ottobre del 2005 a una giornalista svizzera, Vanunu ha <a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/article133657.html\">rammentato<\/a> che:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00abda nove anni lavoravo al centro di ricerche in armamenti di Dimona, nella regione di Beer Sheva. Poco prima di lasciare quel lavoro, nel 1986, avevo scattato delle fotografie all\u2019interno dell\u2019impianto per mostrare al mondo che Israele nascondeva un segreto nucleare. Il mio lavoro a Dimona consisteva nel produrre elementi radioattivi utilizzabili per fabbricare bombe atomiche. Sapevo esattamente quali quantit\u00e0 di materia fissile venivano prodotte, quali materiali erano utilizzati e quali tipi di bombe venivano fabbricate\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Alla domanda relativa al movente di questa azione, Vanunu rispose:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00abse decisi di farlo, fu perch\u00e9 le autorit\u00e0 israeliane mentivano. Si profondevano, ripetendo che i responsabili politici israeliani non avevano nessuna intenzione di dotarsi di armi nucleari. In realt\u00e0, producevano molte sostanze radioattive che potevano servire a un solo fine: fabbricare bombe nucleari. Si trattava di quantit\u00e0 importanti: ho calcolato che all\u2019epoca \u2013 nel 1986! \u2013 avevano gi\u00e0 200 bombe atomiche. Avevano anche cominciato a produrre bombe all\u2019idrogeno, molto potenti\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Vanunu non \u00e8 stato comunque l\u2019unico ad accendere i riflettori sull\u2019arsenale atomico israeliano.<\/strong> Nel marzo 2015, l\u2019ex segretario di Stato Colin Powell <a href=\"http:\/\/www.timesofisrael.com\/in-leaked-emails-colin-powell-says-israel-has-200-nukes\/?fb_comment_id=1216416375088836_1217052565025217\">scrisse<\/a> in una e-mail scovata e pubblicata da DcLeaks che Israele teneva \u00ab200 bombe atomiche pronte al lancio su Teheran\u00bb. L\u2019autorevole rivista militare britannica \u00abJane\u2019s\u00bb, dal canto suo, <a href=\"https:\/\/fas.org\/nuke\/guide\/israel\/nuke\/farr.htm\">stima<\/a> invece in circa 400 testate l\u2019arsenale nucleare israeliano, il cui punto di forza \u00e8 rappresentato dai missili balistici a lungo raggio\u00a0<em>Jericho-3<\/em>, capaci di raggiungere obiettivi a 9.000 km di distanza, e soprattutto dai\u00a0<em>Jericho-2<\/em>, missili a medio raggio dotati di motore a propellente solido, lunghi 14 m, pesanti oltre 26.000 kg, capaci di coprire quasi 3.000 km di gittata e installabili su veicoli in movimento oltre che su\u00a0<em>silos<\/em>. \u00c8 tuttavia il missile\u00a0<em>Shavit<\/em>\u00a0\u2013 sviluppato sulla base tecnica del\u00a0<em>Jericho-2<\/em>\u00a0\u2013 a costituire l\u2019asso nella manica di Israele, che pur essendo stato utilizzato da Tel Aviv per lanciare in orbita i satelliti\u00a0<em>Ofeq<\/em>\u00a0potrebbe essere impiegato per trasportare testate nucleari a una gittata vicina ai 10.000 km, il che ne fa \u2013 al pari del\u00a0<em>Jericho-3<\/em>\u00a0\u2013 un vettore strategico capace di estendere la capacit\u00e0 offensiva di Israele a vaste zone dell\u2019Africa e all\u2019intera area territoriale del Medio Oriente. Il\u00a0<em>Popeye<\/em>\u00a0rappresenta invece una fase preliminare di missile aria-terra (installato sui caccia F-151\u00a0<em>Ra\u2019am<\/em> e F-161 Sufa, in dotazione all\u2019aeronautica israeliana) da cui \u00e8 stato sviluppato il\u00a0<em>Popeye Turbo<\/em>, missile da crociera a testata nucleare lungo 4,8 m, pesante 1.360 kg, dotato di sistema di guida a infrarossi e capace di coprire una gittata compresa tra i 200 e i 350 km. Numerose fonti riferiscono che tale missile sia stato successivamente adattato ai lanciasiluri da 650 mm di cui sono dotati i sottomarini\u00a0<em>Dolphin<\/em>\u00a0(fabbricati in Germania), lunghi quasi 58 m con 1.900 tonnellate di dislocamento in immersione. Forte di un simile arsenale e rassicurato dalle potenti alleanze internazionali, Israele pu\u00f2 permettersi di non aderire alla Conferenza Onu per la creazione di una zona mediorientale libera da armi nucleari, cui partecipa invece l\u2019Iran. Pu\u00f2 continuare a fabbricare svariate bombe atomiche all\u2019anno, grazie alla quantit\u00e0 di plutonio complessivamente prodotta che si aggira attorno ai 950 kg. \u00c8 nelle condizioni di produrre anche trizio, isotopo radioattivo dell\u2019idrogeno utile per fabbricare armi nucleari di nuova generazione come le\u00a0<em>mini-nukes<\/em>, da utilizzare negli scenari bellici pi\u00f9 ristretti \u2013 come Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>La decisione israeliana di allestire un arsenale nucleare tanto potente<\/strong> \u00e8 di fatto andata a scompaginare radicalmente il fragile equilibrio delle forze nella regione spingendo gli altri Paesi mediorientali a tentare un \u201cribilanciamento strategico\u201d. Per lo Stato ebraico, la protezione garantita dagli Stati Uniti rappresentava una forma di tutela sensazionale e la migliore opzione sul tavolo sarebbe pertanto stata quella di mettere a punto un programma nucleare civile che ponesse il Paese nelle condizioni di sfruttare le conoscenze acquisite a fini militari in caso di necessit\u00e0. \u00c8 probabile che l\u2019Iran punti proprio a questo obiettivo, visto e considerato che per Teheran la deterrenza assicurata dall\u2019avanzatissimo arsenale nucleare a disposizione dell\u2019alleato russo rappresenta la migliore delle garanzie disponibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Alla vigilia delle elezioni politiche del marzo 2018, Putin ha infatti annunciato la produzione in serie di missili intercontinentali<\/strong> in grado di sfuggire a qualsiasi sistema intercettore attualmente in uso e chiarendo che Mosca <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/03\/05\/opinion\/vladimir-putins-invincible-missile.html\">non esiter\u00e0 a farvi ricorso<\/a> come forma di rappresaglia atomica \u00abnell\u2019eventualit\u00e0 di un attacco nucleare contro la Russia o i suoi alleati\u00bb \u2013 leggi Cina e Iran. Nello specifico, <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/lavvertimento-nucleare-di-putin\/\">si tratta<\/a> di<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00abun missile da crociera lanciato dall\u2019aria armato di testata nucleare, con raggio d\u2019azione praticamente illimitato essendo alimentato a energia nucleare, una rotta imprevedibile e la capacit\u00e0 di penetrare attraverso qualsiasi difesa anti-missile.\u00a0I missili Kinzhal e Avangard con velocit\u00e0 ipersonica (oltre 10 volte quella del suono). Il missile balistico intercontinentale Sarmat da 200 tonnellate su piattaforma mobile, con un raggio di 18.000\u00a0km, armato di oltre 10 testate nucleari che manovrano a velocit\u00e0 ipersonica per sfuggire ai missili intercettori.\u00a0Un drone sottomarino pi\u00f9 veloce di un siluro che, alimentato a energia nucleare, percorre distanze intercontinentali a grande profondit\u00e0 colpendo porti e fortificazioni costiere con una testata nucleare di grande potenza\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>In tale contesto, il \u201cmessaggio alla nazione\u201d di \u201cBibi\u201d<\/strong> tende a configurarsi come un\u2019occasione d\u2019oro fornita sul piatto d\u2019argento a Trump \u2013 che non a caso <a href=\"https:\/\/www.independent.co.uk\/news\/world\/americas\/us-politics\/donald-trump-benjamin-netanyahu-iran-deal-breach-nuclear-accord-a8330186.html\">ha dichiarato<\/a> che il \u201clavoro sporco\u201d compiuto dai servizi israeliani \u00abdimostra che avevo ragione al 100%\u00bb \u2013 per portare avanti i suoi piani miranti alla revoca dell\u2019accordo dei \u201c5+1\u201d, che gli Usa sono i primi a violare punendo duramente le banche che erogano crediti a Teheran, e alla destabilizzazione del regime politico iraniano. Netanyahu rese noto al pubblico di aver messo nel mirino Teheran gi\u00e0 nel gennaio 2002, quando scrisse un articolo per il \u00abChicago Sun Times\u00bb in cui <a href=\"http:\/\/www.freerepublic.com\/focus\/f-news\/703219\/posts\">avvertiva<\/a> che<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00able forze americane hanno abbattuto i Talebani in Afghanistan, sgominando la rete di protezione di cui godeva al-Qaeda in quel Paese. Ora, gli Stati Uniti sono chiamati a portare avanti la missione contro gli altri sponsor del terrore, vale a dire l\u2019Iran, l\u2019Iraq, la dittatura di Yasser Arafat e la Siria\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>\u00c8 interessante notare come le \u201cindicazioni\u201d di Netanyahu<\/strong> ricalcassero quelle gi\u00e0 espresse dal laburista Ehud Barak in un articolo per il \u00abTimes\u00bb, segnando una perfetta convergenza di vedute ed obiettivi strategici tra due poli opposti del panorama politico israeliano, diversi alti esponenti de Congresso statunitense e buona parte del governo di Washington. L\u2019attacco all\u2019Iraq del 2003, basato su una colossale e spudorata menzogna, fu frutto anche delle pesantissime pressioni sugli Usa esercitate dallo Stato ebraico e da un\u2019inaudita campagna a favore dell\u2019intervento militare orchestrata dalla Israel Lobby statunitense, e segnalava che i neoconservatori \u2013 alcuni dei quali avevano scritto per Israele il noto memorandum <a href=\"http:\/\/www.informationclearinghouse.info\/article1438.htm\">Clean Break<\/a>, che ha fortemente condizionato la politica di Tel Aviv \u2013 presenti in gran numero nell\u2019amministrazione Bush <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/1.5148118\">stavano<\/a> \u00abcamminando lungo la linea sottile che separa la lealt\u00e0 al governo degli Stati Uniti dagli interessi israeliani\u00bb, come osserv\u00f2 un autorevole esperto israeliano come Akiva Eldar. Gli stessi strateghi che intendevano rimodellare la mappa geopolitica del Medio Oriente secondo modalit\u00e0 confacenti agli interessi Usa grazie a un ambiziosissimo piano operativo che, stando alle <a href=\"https:\/\/www.globalresearch.ca\/we-re-going-to-take-out-7-countries-in-5-years-iraq-syria-lebanon-libya-somalia-sudan-iran\/5166\">rivelazioni<\/a> dell\u2019ex generale <strong>Wesley Clark<\/strong>, prevedevano di<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>\u00abfar fuori sette Paesi in cinque anni, ovvero Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e per finire Iran\u00bb. <\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Gi\u00e0 allora, l\u2019Iran si accreditava quindi come l\u2019obiettivo finale<\/strong> della grande strategia statunitense, ed \u00e8 attualmente il vero obiettivo delle guerre per procura ingaggiate contro la Siria e i ribelli Houthi (sciiti-zayditi) operanti in Yemen dal fronte Nato-saudita-israeliano. Non va inoltre dimenticato che la Repubblica Islamica \u00e8 stata recentemente teatro di una rivolta contro il carovita e l\u2019accentramento della ricchezza nelle mani del clero. La sollevazione, accompagnata da una guerra valutaria condotta da Usa, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti mirata a deprimere il corso del rial con l\u2019obiettivo di privare il regime dell\u2019appoggio popolare, \u00e8 scoppiata a pochi mesi di distanza dalla decisione di Washington di assegnare la gestione delle operazioni di <i>intelligence<\/i> contro la Repubblica Islamica al titolatissimo <a href=\"http:\/\/www.newsweek.com\/cia-iran-chief-michael-dandrea-osama-bin-laden-619912\">\u201cprincipe nero\u201d Michael D\u2019Andrea<\/a>, veterano della Cia dal 1979. Le manovre contro la Repubblica Islamica seguono in maniera piuttosto fedele le indicazioni contenute in <a href=\"https:\/\/www.brookings.edu\/book\/which-path-to-persia\/\">uno studio<\/a> focalizzato sulle modalit\u00e0 di cambio di regime in Iran condotto nel 2009 dalla Brookings Institution, e rispondono all\u2019obiettivo di mettere in riga un Paese che, nonostante le fortissime pressioni cui \u00e8 sottoposto incessantemente fin dalla caduta dello Shah nel 1979, non si \u00e8 mai piegato ai diktat occidentali e continua a difendere con impressionante ostinazione la propria indipendenza e ad esercitare un\u2019influenza religiosa, linguistica e culturale che si irradia fino all\u2019Asia centrale. Uno Stato che, assieme a Russia e Cina, costituisce un pilastro fondamentale del nucleo anti-egemonico da cui proviene la sfida di maggiore portata all\u2019assetto unipolare dominato dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Dal punto di vista di Tel Aviv, l\u2019obiettivo strategico<\/strong> \u00e8 quello di mantenere inalterato il divario tecnologico e \u201cdi potenza\u201d che separa Israele dal resto dei Paesi della regione anche a costo di spezzettare il Medio Oriente in una serie di micro-entit\u00e0 statali prive della forza di sfidare Tel Aviv (il famoso <a href=\"http:\/\/www.reteccp.org\/biblioteca\/disponibili\/guerraepace\/guerra\/yinon\/yinon9.html\">Piano Yinon<\/a>) e di istituire un\u2019alleanza de facto con l\u2019Arabia Saudita. Trattasi di una delle nazioni pi\u00f9 oscurantiste al mondo che funge da stampella per il fondamentale sistema dei petro-dollari ed ha in comune con lo Stato ebraico l\u2019astio irriducibile nei confronti dell\u2019Iran, la cui ascesa favorita da una vigorosa politica di potenza (soprattutto in Siria e Yemen) tende a ridimensionare l\u2019influenza di Riad sul mondo islamico e sugli equilibri geopolitici globali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/05\/il-grande-gioco-israeliano\/\">http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/05\/il-grande-gioco-israeliano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CRITICA SCIENTIFICA (Giacomo Gabellini) &nbsp; La conferenza stampa di Netanyahu sulle presunte cinque bombe atomiche di Teheran \u00e8 l\u2019ultimo atto di una lunga campagna che oppone Israele e USA all\u2019Iran. Ma al momento le uniche atomiche presenti nella regione sono alcune centinaia di testate proprio dello Stato di Israele. \u00a0 All\u2019inizio del 2012, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si rec\u00f2 alla riunione annuale della potentissima American Israel Public Affairs Committee (Aipac) per pronunciare&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/critica-scientifica-320x320.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aOK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41586"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41586"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41586\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41588,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41586\/revisions\/41588"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}