{"id":41599,"date":"2018-06-29T00:24:06","date_gmt":"2018-06-28T22:24:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41599"},"modified":"2018-06-29T07:26:01","modified_gmt":"2018-06-29T05:26:01","slug":"il-primato-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41599","title":{"rendered":"Il primato della politica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>GIAMPIERO MARANO (FSI Varese)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradizionalmente l&#8217;autorit\u00e0 politica ha svolto, fra le altre, la funzione di tenere a freno le pulsioni distruttive interne alla comunit\u00e0: non a caso il disordine \u00e8 sempre stato concepito come un effetto dell\u2019ingiustizia e del malgoverno. Virgilio propone un&#8217;immagine icastica di questa forza, \u201ctrattenitrice\u201d in senso teologico-politico, nel I libro dell&#8217;<em>Eneide<\/em>, quando Giove profetizza a Venere l&#8217;avvento di Augusto e la fine delle guerre civili: allora le porte del tempio di Giano, tenute aperte in occasione dei conflitti, verranno sprangate con sbarre di ferro, mentre il &#8220;Furore empio&#8221; sar\u00e0 legato con cento nodi di bronzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Dante l&#8217;imperatore, vero e proprio <em>curator orbis<\/em>, ha il compito di placare le tempeste della cupidigia (radice ultima, chioseremmo oggi, della competizione e della <em>deregulation<\/em>), un&#8217;inclinazione bestiale che impedisce agli uomini di vivere liberi e in pace. L\u2019Italia, il \u201cgiardin de lo &#8216;mperio\u201d trascurato dal sovrano tedesco, \u00e8 una nave senza nocchiero in balia della tempesta: dilaniata da feroci rivalit\u00e0 fra concittadini, delle quali approfittano i tiranni e gli zotici, viene anche paragonata da Dante a un cavallo senza freno, una belva recalcitrante a sproni e briglie che necessita di essere domata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle tradizioni orientali la visione di fondo rimane la stessa: l&#8217;\u201dImpero di mezzo\u201d cinese esprime questa realt\u00e0 di fermezza e stabilit\u00e0 con la costruzione della Grande Muraglia, analoga alla cinta muraria della citt\u00e0 sumera di Uruk, indistruttibile e splendente come il rame, edificata dal re-sapiente Gilgamesh. La funzione trattenitrice del potere \u00e8 vitale ma non fine a se stessa, come del resto l\u2019autorit\u00e0 politica <em>tout court<\/em>: tale concetto \u00e8 perfettamente simboleggiato dal mito induista, nel quale il dio della guerra protegge il dio della sapienza suo fratello, e ribadito dal pensiero cristiano medievale, che subordina tutte le attivit\u00e0 umane al fine supremo della contemplazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che il potere deve garantire la pace e l\u2019ordine, cio\u00e8 la <em>temporalis felicitas<\/em> necessaria essenzialmente alla fioritura del sapere, il primato della politica culmina, di fatto, nel proprio auto-superamento: siamo agli antipodi del culto del Capo, del Partito e dello Stato tipico delle dittature novecentesche, manifestazioni tragiche di \u201critorno del rimosso\u201d in un&#8217;epoca nella quale lo sviluppo immane del capitalismo mina alla radice le fondamenta della sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la politica d\u00e0 legge e forma a ci\u00f2 che \u00e8 instabile e tende all&#8217;atomizzazione individualistica, la globalizzazione ne costituisce la negazione pi\u00f9 evidente. I fautori della globalizzazione, anche se schierati su fronti apparentemente diversi (molti sono fanatici dell&#8217;economia di mercato, altri militano nella sinistra radicale), la considerano il compimento della storia oppure sostengono, come Toni Negri, che essa offre &#8220;enormi possibilit\u00e0 creative e di liberazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per centinaia di milioni di esseri umani il primato dell&#8217;economia, ben lontano dal prefigurare il paradiso in terra, si traduce in un caos infernale: il &#8220;nuovo disordine mondiale&#8221; di cui parla Bauman \u00e8 fonte di insicurezza quotidiana, precarizzazione dei rapporti lavorativi e delle relazioni sociali, crescenti disuguaglianze nella distribuzione del reddito e della ricchezza, emarginazione di chi non riesce a sostenere la lotta per la vita, flussi migratori massicci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma istituzionalizzata con la quale si manifesta in Europa il primato dell\u2019economia sulla politica \u00e8 data dall&#8217;Unione Europea. L&#8217;UE, infatti, non \u00e8 n\u00e9 uno Stato n\u00e9 una federazione di Stati ma un &#8220;ambiente&#8221; (che si vorrebbe asettico) controllato dal potere bancario della BCE e da quello politico della Germania con l&#8217;obiettivo di garantire l&#8217;egemonia assoluta dei mercati finanziari e delle grandi lobby industriali attraverso la libera circolazione di beni, persone, servizi e capitali. La dittatura della finanza e delle multinazionali non pu\u00f2 che comportare l&#8217;austerit\u00e0 perpetua e la crisi della democrazia, dal momento che i parlamenti nazionali contano sempre meno e quello europeo ha una funzione poco pi\u00f9 che consultiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia italiana pi\u00f9 recente esemplifica le conseguenze della fine del primato della politica: degrado civile e culturale, tagli esorbitanti alla spesa pubblica, aumento della disoccupazione, crisi devastante della piccola e media impresa, aumento della povert\u00e0 e dell&#8217;emigrazione giovanile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sar\u00e0 mai possibile riformare l&#8217;impero del capitalismo globalizzato in senso sociale, egualitario e progressista (&#8220;il balzo in avanti democratico&#8221; di cui parlava Hollande a proposito dell&#8217;Unione Europea). Da una parte, infatti, non esiste una societ\u00e0 civile mondiale (partiti, radio e tv, associazioni di cittadini, editori) che possa guidare questo cambio di passo; dall&#8217;altra, le differenze tra le singole nazioni \u2013 in termini di storia, cultura, interessi economici e geopolitici &#8211; sono e continueranno a essere troppo numerose e troppo grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella giungla della globalizzazione l&#8217;Italia \u00e8 un paese perdente, il cui declino \u00e8 aggravato dalla sudditanza, anche psicologica, nei confronti dei modelli culturali nord-atlantici. Una via di salvezza potr\u00e0 profilarsi soltanto quando la politica avr\u00e0 riconquistato l&#8217;egemonia che le spetta: quando lo Stato avr\u00e0 riottenuto la sovranit\u00e0 monetaria e militare, cos\u00ec importanti gi\u00e0 per Machiavelli, e ripristinato integralmente la disciplina costituzionale dei rapporti economici (alla quale \u00e8 dedicato il titolo III della prima parte della Costituzione del 1948), venuta meno nella &#8220;Seconda Repubblica&#8221;.<\/p>\n<p><em>[pubblicato anche su <a href=\"https:\/\/criticaitalianablog.wordpress.com\/2018\/01\/22\/il-primato-della-politica\/\">&#8220;Critica italiana&#8221;<\/a>, 22.1.2018]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Tradizionalmente l&#8217;autorit\u00e0 politica ha svolto, fra le altre, la funzione di tenere a freno le pulsioni distruttive interne alla comunit\u00e0: non a caso il disordine \u00e8 sempre stato concepito come un effetto dell\u2019ingiustizia e del malgoverno. 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