{"id":41609,"date":"2018-05-04T12:19:33","date_gmt":"2018-05-04T10:19:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41609"},"modified":"2018-05-04T12:19:33","modified_gmt":"2018-05-04T10:19:33","slug":"che-cose-il-lavoro-oggi-works-di-vitaliano-trevisan-e-ipotesi-di-una-sconfitta-di-giorgio-falco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41609","title":{"rendered":"Che cos\u2019\u00e8 il lavoro oggi. Works di Vitaliano Trevisan e Ipotesi di una sconfitta di Giorgio Falco"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Nicole Siri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Works<\/em> di Vitaliano Trevisan e <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em> di Giorgio Falco (Einaudi, rispettivamente 2016 e 2017) sono due m\u00e9moires che, apparentemente, condividono intento e impianto architettonico: raccontare una formazione di scrittore attraverso il resoconto cronologico dei lavori svolti. Addentrandosi in queste due costruzioni, per\u00f2, ci si accorge subito che l\u2019atmosfera che si respira \u00e8 profondamente diversa: le due opere a confronto testimoniano, anzitutto, della faglia storica che le separa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vitaliano Trevisan \u00e8 nato nel 1960, Giorgio Falco nel 1967. I due autori condividono, grossomodo, la classe sociale di provenienza, le prime esperienze lavorative (un lavoro estivo in fabbrica durante gli studi superiori), l\u2019altezza cronologica dell\u2019ingresso a tempo pieno nel mondo del lavoro \u2014 poco dopo l\u2019esame di maturit\u00e0, dopo una breve parentesi universitaria che si conclude per entrambi con l\u2019abbandono degli studi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni che li separano, per\u00f2, sono anni cruciali. Trevisan inizia a lavorare a tempo pieno nel dicembre del 1979, Giorgio Falco (cercando di ricostruire la cronologia: i riferimenti temporali espliciti sono meno frequenti nel suo romanzo) all\u2019incirca nel 1988: sono gli anni in cui il lavoro inizia a smaterializzarsi, si compie il passaggio dal capitalismo novecentesco al capitalismo flessibile di impronta sempre pi\u00f9 marcatamente neoliberista, inizia a prendere forma il precariato cognitivo. La prima, fondamentale differenza che informa le due opere \u00e8 proprio questa: Trevisan ragiona secondo le logiche tradizionali della classe operaia, Falco secondo quelle del precariato cognitivo; <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em>pu\u00f2 rientrare sotto l\u2019etichetta di \u201cletteratura sul precariato\u201d, <em>Works<\/em> no (o non altrettanto pacificamente). Le ragioni di questa differenza non sono, chiaramente, da attribuire ad un fattore rigidamente cronologico: sicuramente rilevante per il diverso posizionamento dei due autori \u00e8 anche, per esempio, il fatto che Falco abbia studiato al liceo e Trevisan all\u2019istituto per geometri, o che il primo sia cresciuto a Milano e il secondo nel Nord Est. \u201cNelle epoche di totale sconvolgimento\u201d, scriveva Nade\u017eda Mandel\u2019\u0161tam in riferimento ai poeti russi degli anni dieci, \u201cle generazioni si osservano non solo secondo l\u2019et\u00e0, ma anche secondo l\u2019appartenenza a questa o quella formazione.<span id=\"more-32209\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 da un confronto tra le narrazioni del primo lavoro ci si accorge di questa prima differenza tra i due autori. Nel descrivere il proprio lavoro estivo in una fabbrica di gabbie per uccelli a quindici anni, Trevisan ragiona secondo la logica della classe operaia negli anni del benessere economico: studiare \u00e8 un\u2019alternativa che si \u00e8 miracolosamente aperta, una possibilit\u00e0 di emanciparsi dal destino, altrimenti segnato e indiscutibile, della fabbrica (\u201ceravamo fortunati, ripeteva mio padre [\u2026] perch\u00e9 potevamo studiare, fare le scuole medie, che n\u00e9 lui n\u00e9 mia madre avevano potuto fare, e dopo le medie pure le superiori, e finite le superiori addirittura l\u2019universit\u00e0, cosa che ai suoi tempi era possibile solo per i figli dei ricchi; e se poi non avevamo voglia di studiare, pazienza, si pu\u00f2 sempre andare a lavorare\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non cos\u00ec Falco. Il primo lavoro raccontato in <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em> \u00e8 \u2014 in maniera apparentemente del tutto assimilabile a <em>Works<\/em> \u2014 un lavoro estivo, svolto durante le scuole superiori, in una fabbrica di spille tonde. Eppure, qualcosa si \u00e8 gi\u00e0 compiuto: Falco, studente liceale, percepisce e racconta gi\u00e0 una frattura insanabile tra gli \u201coperai veri\u201d e gli studenti. Il racconto del suo lavoro in fabbrica \u00e8 il racconto di una non-appartenenza (\u201c<em>loro erano operai veri e operaie vere<\/em>, confezionavano le merci che poi sarebbero state esposte nei supermercati; <em>noi eravamo studenti<\/em>, giocavamo a fare gli operai, potevamo occuparci del futile\u201d; i corsivi sono dell\u2019autore); le fantasticherie cui si abbandona il protagonista in fabbrica suggeriscono che l\u2019appartenenza a una classe intellettuale \u2014 per quanto non riconosciuta, per quanto non retribuita \u2014 \u00e8 per lui da subito un dato in una qualche misura acquisito (\u201cFumava Gauloises gi\u00e0 alle otto di mattina, la barba era impregnata dell\u2019odore che identificavo, nelle mie fantasie liceali, con fumosi bar parigini in cui sembrava di restare giovani per sempre, bar dove si beveva vino rosso parlando di letteratura, arte, cinema, rivoluzione, di assalto al lavoro tramite il suo sabotaggio, anche non violento\u201d). Il mondo della cultura verr\u00e0, al contrario, percepito sempre come sostanzialmente estraneo da Trevisan, anche dopo l\u2019affermazione come scrittore (\u201cDecisamente non \u00e8 il mio ambiente; al massimo sono i miei dintorni, o meglio quelli della mia scrittura, un territorio che frequento\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si osserva, poi, la successione dei lavori svolti dai due autori a partire dal momento dell\u2019ingresso a tempo pieno nel mondo del lavoro, ci si accorge che le loro esperienze sono in una certa misura speculari. I lavori svolti dal protagonista di <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em> sono, nella stragrande maggioranza dei casi, i lavori tipici del precario cognitivo, o comunque lavori collocabili nei settori della vendita e dei servizi: collaboratore di una rivista, venditore porta a porta di abbonamenti, attacchino di locandine, impiegato in un\u2019azienda di telefonia. I lavori tradizionalmente manuali (facchino alla fiera di Milano, magazziniere) non sono assenti ma, nell\u2019architettura complessiva dell\u2019opera e nel loro peso temporale, sono esperienze parentetiche. Per il protagonista di <em>Works<\/em> vale il contrario; la maggior parte dei lavori descritti <em>\u2014 <\/em>dal muratore al geometra al lattoniere \u2014 sono manuali e hanno a che vedere con la costruzione: lavori, soprattutto, di cui \u00e8 possibile percepire un risultato <em>tangibile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Non seulement que l\u2019homme sache ce qu\u2019il fait \u2014 mais si possible qu\u2019il en per\u00e7oive l\u2019usage \u2014 qu\u2019il per\u00e7oive la nature modifi\u00e9e par lui. Que pour chacun son propre travail soit objet de contemplation<\/em>\u201d: questa una preghiera che Simone Weil formulava nella <em>Condition ouvri\u00e8re<\/em>; questa, probabilmente, la differenza pi\u00f9 importante tra l\u2019esperienza del lavoro narrata da Trevisan e quella narrata da Falco: per il primo la preghiera si esaudisce, per il secondo no. Senza mai cadere in retoriche celebrative cieche alle dinamiche dello sfruttamento \u2014 sempre ben presenti all\u2019autore \u2014, in <em>Works<\/em> si compie una delicata alchimia che consiste nel rendere conto allo stesso tempo dell\u2019ingiustizia, della fatica e della gioia, di quel particolare piacere che \u00e8 possibile trovare, malgrado tutto, nella soddisfazione per un lavoro ben fatto, per un problema cui si \u00e8 trovata una soluzione brillante. (Equilibrio che si ritrova, del resto, anche in altre opere dotate di particolare finezza psicologica all\u2019interno della letteratura sul lavoro: penso, per esempio, ad <em>Amianto<\/em> di Alberto Prunetti, in cui pagine e pagine di cupa denuncia delle condizioni del lavoro in fabbrica sono interrotte da intervalli luminosi sul gusto del protagonista Renato per i piccoli lavori manuali svolti a casa, nel tempo libero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro pu\u00f2 cos\u00ec, per Trevisan, farsi parte della vita (\u201cCome se le due cose si potessero scindere! Intendo il lavoro e la vita. Chiss\u00e0, forse per qualcuno sar\u00e0 anche cos\u00ec. Di certo non \u00e8 stato cos\u00ec per me.\u201d), appassionare (\u201cIn quel lavoro cos\u00ec teso, pieno di trabocchetti, in cui non bisognava mai abbassare un momento la guardia, c\u2019era anche qualcosa di entusiasmante\u201d), avere un valore esperienziale; il lavoro ripetitivo pu\u00f2 avere, come sosteneva Diderot agli albori della rivoluzione industriale, lo stesso potenziale creativo che \u00e8 inscritto nel gesto del musicista che deve passare per la ripetizione per arrivare alla padronanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro pu\u00f2 ancora essere un luogo in cui \u00e8 possibile creare legami secondo una qualche forma di solidariet\u00e0 (\u201cEppure, a quel tavolo notturno, in qualche modo, eravamo \u00abnoi\u00bb\u201d) e comprensione: nei soprannomi usati per indicare i colleghi brilla sempre un\u2019ironia bonaria che al di l\u00e0 della formula lascia intravvedere la persona, con le sue debolezze e le sue idiosincrasie \u2014 cos\u00ec, per esempio, per l\u2019architetto un po\u2019 narciso chiamato semplicemente \u201cLui\u201d; cos\u00ec per il collega un po\u2019 insofferente e indisciplinato soprannominato \u201cil Riottoso\u201d. Ancora, per Trevisan il lavoro permette di pensare la vita come una traiettoria dotata di una qualche forma, per quanto sgangherata, di coerenza: \u201cPensando alla mia storia lavorativa nel suo complesso, potrei ben dire che di altro non si sia trattato se non di una lunga successione di false partenze, di strade imboccate senza sapere bene perch\u00e9, e tutte presto o tardi lasciate. Ci\u00f2 nonostante, almeno da un certo punto in poi, una sorta di progressione, pi\u00f9 che una vera e propria carriera, cominci\u00f2 a configurarsi. Non una parabola. Nemmeno un arco. Niente linee curve nella mia vita, ma una spezzata, i cui segmenti si tengono a quel titolo di studio che non avrei mai voluto conseguire [\u2026]\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel romanzo di Falco tutti questi orizzonti sono irrimediabilmente perduti. Il lavoro \u00e8, per definizione, un mondo a parte, tempo rubato alla vita e che ad essa si contrappone (\u201cEcco il motivo per cui ripetevamo e ripetiamo <em>mondo del lavoro<\/em>, diamo per scontato che sia un mondo a parte, dove ogni crudelt\u00e0 \u00e8 possibile proprio perch\u00e9 \u00e8 lavoro\u201d; \u201cl\u2019insofferenza di restare gi\u00e0 chiuso [\u2026] dentro l\u2019ufficio di collocamento, quando fuori c\u2019era una giornata da vivere\u201d), che non pu\u00f2 suscitare interesse (\u201cnon mi interessava la carriera, nessun tipo di carriera\u201d) perch\u00e9 non pu\u00f2 mai farsi portatore di senso; il lavoro ripetitivo per Falco, come per Adam Smith, non pu\u00f2 che ottundere e istupidire l\u2019individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna solidariet\u00e0 \u00e8 possibile tra colleghi (\u201cesprimevano una rabbia mai indirizzata contro il potere pi\u00f9 vicino \u2014 il proprio capo, l\u2019azienda \u2014 ma sempre verso un collega di pari livello\u201d); lo stesso dispositivo del soprannome serve, invece che a delineare con un solo tratto di pennello una personalit\u00e0 irripetibile, ad indicare la perfetta fungibilit\u00e0 degli individui: cos\u00ec a Solo Cattiveria seguir\u00e0 Solo Cattiveria 2, personaggi intercambiabili e resi gusci vuoti dalla loro funzione. (Ma si faccia attenzione: Falco \u00e8 troppo accorto per pensare che questa prospettiva, in cui il suo protagonista sembra cos\u00ec spesso imprigionato, sia necessaria e atemporale. A questo serve tra le altre cose, nel romanzo, il lungo primo capitolo, che racconta la storia lavorativa del padre del protagonista e il legame che, sul lavoro, si crea tra di lui e il <em>socio<\/em>Nino, che finir\u00e0 per diventare il suo amico pi\u00f9 sincero: a ribadire che l\u2019atomizzazione dell\u2019individuo \u00e8 il prodotto di un\u2019epoca e di una politica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la storia lavorativa di Falco non offre prospettive di coerenza; tutto al contrario l\u2019individuo si sfalda in ci\u00f2 che gli \u00e8 esterno e da cui \u00e8 sopraffatto. La scrittura serve cos\u00ec a rendere conto, ancora pi\u00f9 che di un individuo-cavia, di un\u2019epoca: \u201cNon \u00e8 solo autobiografia, \u00e8 materia differita, la biografia di ci\u00f2 che \u00e8 impersonale e mi circonda e compone\u201d. Viene in aiuto, per spiegare questi mondi cos\u00ec diversi, molta della letteratura critica sul precariato, e su tutti <em>The Corrosion of Character. The Personal Consequences of Work in the New Capitalism <\/em>di Richard Sennett: che la principale conseguenza sull\u2019individuo dell\u2019avvento del tardo capitalismo sia l\u2019incapacit\u00e0 di pensare la propria vita come una vita coerente \u00e8 una delle tesi portanti del libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo per quanto riguarda <em>Works<\/em> e <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em> come testimonianze di un cambiamento epocale <em>esterno<\/em> alla letteratura: resta da chiedersi, allora, come reagisce la letteratura di fronte a questa faglia, quali forme e modi si esauriscono e quali restano possibili \u2014 come, per esempio, una vita lavorativa di cui non si percepisce pi\u00f9 la coerenza riesca a farsi romanzo di formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi gli autori si raccontano come dei sostanziali <em>misfits<\/em> rispetto al mondo in cui sono immersi (la malattia mentale \u00e8 peraltro apertamente tematizzata in entrambe le opere): ancora, per\u00f2, lo fanno in maniera opposta. Trevisan si pone costantemente in posizione di inferiorit\u00e0 rispetto al mondo e ai lettori, ci invita a ridere con lui e di lui: all\u2019interno di <em>Works<\/em> sono possibili frasi come \u201c<em>Guardare nell\u2019abisso della mia stupidit\u00e0 mi tolse il respiro<\/em>\u201d. La forma a cui l\u2019autore ricorre \u00e8 dunque, prima di tutto, quella del romanzo picaresco: il protagonista riesce sempre a cavarsela con una trovata; le condizioni svantaggiose di partenza sono bilanciate anzitutto dalla sua straordinaria intelligenza, ma anche dalla sua capacit\u00e0 di cogliere le occasioni e di non disdegnare i metodi propri, per l\u2019appunto, del <em>picaro<\/em>: si pensi per esempio ai capitoli dedicati, nell\u2019elenco dei lavori, allo spaccio di stupefacenti, o all\u2019episodio della vendetta sul Prete Mancato (\u201cTutto nacque dall\u2019improvvisazione del momento, da un incrocio dovuto al caso, l\u2019uomo giusto, io, e l\u2019uomo sbagliato, lui, nello stesso posto alla stessa ora. E il lampione naturalmente. [\u2026] uno non sa mai quando e dove e se si presenter\u00e0 mai l\u2019occasione di saldare i conti perci\u00f2, quando detta occasione si presenta, \u00e8 bene non lasciarsela sfuggire\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente di tutto questo \u00e8 pensabile nell\u2019universo di Falco: al contrario, la posizione in cui si pone il protagonista di <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em> rispetto al mondo circostante \u00e8 di superiorit\u00e0. Non \u00e8 il protagonista ad essere inadeguato ma il mondo, e pi\u00f9 in particolare l\u2019Italia, con le sue piccole e grandi miserie (per esempio: \u201cRinunciare era un atto di presunzione, di orgoglioso distacco, il compiacimento di me e delle mie vere o presunte qualit\u00e0, che potevano dispensarmi dagli studi universitari\u201d; \u201cMa non avevo un problema con l\u2019alcol o l\u2019hashish: ne avevo uno con l\u2019Italia\u201d; \u201cAvrei pubblicato tre libri nell\u2019arco di quindici mesi. I medici avevano ragione, le mie risorse progettuali erano davvero limitate, quando ti rifugi cos\u00ec nella scrittura, dubiti della vita. [\u2026] Soffrivo, dall\u2019et\u00e0 di diciassette anni, di una nevrosi politica ed economica, pi\u00f9 che individuale\u201d). La formazione del protagonista di <em>Ipotesi di una sconfitta<\/em> \u2014 che ha luogo attraverso l\u2019opposizione, il rifiuto \u2014 diventa cos\u00ec funzionale al recupero di una postura umanistica: che espone la sconfitta di un individuo per trascenderlo e denunciarne la sopraffazione da parte di una societ\u00e0 ingiusta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-32210\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?resize=620%2C197\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?resize=1024%2C325 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?resize=300%2C95 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?resize=768%2C244 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?w=1102 1102w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"197\" data-attachment-id=\"32210\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=32210\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?fit=1102%2C350\" data-orig-size=\"1102,350\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?fit=300%2C95\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-77c9dee6b946d8ccb95ebb423ed54d06-1.jpg?fit=620%2C197\" \/><\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=32209\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=32209<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Nicole Siri) Works di Vitaliano Trevisan e Ipotesi di una sconfitta di Giorgio Falco (Einaudi, rispettivamente 2016 e 2017) sono due m\u00e9moires che, apparentemente, condividono intento e impianto architettonico: raccontare una formazione di scrittore attraverso il resoconto cronologico dei lavori svolti. 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