{"id":41625,"date":"2018-05-04T15:00:52","date_gmt":"2018-05-04T13:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41625"},"modified":"2018-05-04T15:15:12","modified_gmt":"2018-05-04T13:15:12","slug":"gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41625","title":{"rendered":"Gli incalcolabili danni dell\u2019economia mainstream"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SBILANCIAMOCI.INFO (Lucrezia Fanti, Mauro Gallegati)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I modelli economici ed econometrici utilizzati per programmare e valutare le politiche economiche da governi e banche centrali derivano dall\u2019adozione di un paradigma teorico fallace e obsoleto. Ma che continua a produrre enormi danni sulla vita di noi tutti<\/p>\n<p class=\"\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories6\/2016_0702rr-fin_.jpg\" alt=\"2016 0702rr fin \" width=\"300\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p class=\"\" style=\"text-align: justify\">L\u2019economia \u00e8 una scienza sociale che consente di quantificare e valutare empiricamente numerose variabili che attengono alla sua analisi \u2013 variabili micro, meso e macroeconomiche. La valutazione dei fenomeni economici e delle loro determinanti \u00e8 legata alla teoria economica sottostante e al modo di intendere il sistema economico in termini socialmente e storicamente determinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Criticare e ripensare il paradigma economico dominante e le teorie che ne derivano, pertanto, non \u00e8 solo uno sterile esercizio tra accademici e addetti ai lavori, ma \u00e8 un elemento imprescindibile di discussione riguardo alle politiche economiche che condizionano materialmente il contesto economico e sociale in cui noi tutti viviamo<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le politiche economiche messe in campo da governi e banche centrali sono s\u00ec il frutto di valutazioni rispetto all\u2019andamento di variabili economiche chiave \u2013 quali ad esempio il PIL, la disoccupazione o il debito pubblico \u2013, ma il segno di tali politiche \u00e8 diretta conseguenza del paradigma teorico sottostante ai modelli economici (ed econometrici) utilizzati dalle istituzioni in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non fanno eccezione le politiche economiche adottate dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni in Italia \u2013 a loro volta influenzate e orientate da indicazioni e vincoli imposti a livello comunitario \u2013 e che sono oggetto delle critiche e delle analisi proposte all\u2019interno di questo e-book.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi economica del 2007 ha drammaticamente messo in evidenza l\u2019inadeguatezza dei modelli macroeconomici <em>mainstream<\/em> non solo nel prevedere l\u2019avvento di crisi di grandi dimensioni come quella ha colpito gli Stati Uniti e successivamente gran parte delle economie avanzate (basti pensare all\u2019ormai famosa \u201cdomanda della regina\u201d<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>), ma anche solo nel tenerne in considerazione l\u2019eventualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le numerose critiche mosse da economisti di calibro internazionale come Joseph Stiglitz e Paul Romer<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, i modelli DSGE (<em>Dynamic Stochastic General Equilibrium<\/em>) rappresentano ad oggi lo strumento pi\u00f9 utilizzato \u2013 se non l\u2019unico \u2013 da parte delle istituzioni economiche internazionali e nazionali per valutare l\u2019impatto delle politiche economiche e fare stime e previsioni sull\u2019andamento di variabili macroeconomiche chiave. Ne sono un esempio il modello QUEST della Commissione Europea, il modello ITEM \u2013 il modello econometrico trimestrale per l\u2019economia italiana \u2013 e il modello IGEM (<em>Italy General Equilibrium Model<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le valutazioni e le stime relative all\u2019andamento macroeconomico per l\u2019Italia presentate ogni anno dal Ministro dell\u2019Economia all\u2019interno del Documento di Economia e Finanza (DEF) e delle Note di Aggiornamento al DEF sono effettuate proprio mediante i modelli ITEM ed IGEM \u2013 attualmente in corso di aggiornamento nella versione IGEM-F, che include un settore bancario che consenta l\u2019analisi di \u201cfrizioni\u201d finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune critiche all\u2019utilizzo di tali modelli da parte del Ministero di Economia e Finanza sono recentemente giunte dallo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) nel suo <em>Rapporto sulla Programmazione di Bilancio 2016<\/em><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, in riferimento alla valutazione dell\u2019impatto delle politiche strutturali presente all\u2019interno del DEF 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le osservazioni sollevate dall\u2019UPB riguardano l\u2019utilizzo dei modelli QUEST III, ITEM e IGEM per la valutazione dell\u2019impatto delle riforme strutturali (es. il <em>Jobs Act<\/em>) sul PIL potenziale<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. L\u2019UPB sottolinea come l\u2019utilizzo di tali modelli, con un\u2019impostazione teorica <em>supply-side<\/em> e viziati dai difetti propri degli assiomi su cui si impernia l\u2019impianto dell\u2019equilibrio generale, trascuri il ruolo centrale giocato dalla domanda aggregata e dagli effetti della distribuzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impianto teorico dei DSGE \u00e8 infatti quello dell\u2019equilibrio economico generale di stampo neoclassico (o marginalista) \u2013 formalizzato da Leon Walras quasi 150 anni fa \u2013 e raffinato negli anni per mezzo di <em>addenda<\/em> analitici e teorici propri delle influenze del momento<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Questi modelli fanno ancora oggi affidamento su assunzioni teoriche assai deboli come le aspettative razionali, l\u2019utilizzo di procedure di ottimizzazione intertemporale delle funzioni di utilit\u00e0 dell\u2019agente rappresentativo e l\u2019interazione esclusivamente indiretta degli agenti attraverso il sistema dei prezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello di teoria economica, un\u2019impostazione di questo tipo \u00e8 concentrata esclusivamente sull\u2019analisi dei fattori economici sul lato dell\u2019offerta<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, trascurando del tutto il lato della domanda e gli effetti \u201ckeynesiani\u201d, escludendo altres\u00ec le interazioni dirette tra agenti economici eterogenei e le conseguenze che tali interazioni hanno sulle variabili macroeconomiche aggregate, e viceversa (effetti di <em>feedback<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 delle questioni metodologiche appena accennate e delle conseguenze teoriche che esse producono, ci sembra necessario enfatizzare che il paradigma economico oggi dominante, ovvero l\u2019impianto neoclassico marginalista con qualche tinta a intensit\u00e0 variabile di \u201ckeynesismo bastardo\u201d, rappresenti il supporto teorico delle ricette economiche proposte in risposta alla crisi \u2013 prima fra tutte l\u2019\u201causterit\u00e0 espansiva\u201d \u2013, e allo stesso tempo lo strumento di valutazione dell\u2019efficacia di tali politiche (tramite l\u2019uso di modelli come il sopra citato IGEM) in base al raggiungimento o meno di target basati sulla stessa teoria, in un circolo vizioso senza fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un esempio emblematico viene dalle stime sul cosiddetto <em>output gap, <\/em>che indica la differenza tra il PIL potenziale<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> e quello reale, basate a loro volta sulle stime relative al sedicente NAWRU (<em>Non-Accelerating Wage Rate of Unemployment<\/em>), ossia quel tasso di disoccupazione di \u201cequilibrio\u201d di lungo periodo tale da non alterare la dinamica salariale. Da questo indicatore economico \u2013 stimato dalla Commissione Europea \u2013 e dalla sua interpretazione dipendono le sorti di gran parte delle politiche economiche europee, tra cui i vincoli sul disavanzo strutturale imposti ai Paesi membri<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tal senso, pi\u00f9 \u00e8 ridotta la distanza tra NAWRU e tasso di disoccupazione reale, minore sar\u00e0 la differenza tra PIL potenziale \u2013 stimato, come abbiamo detto, in base all\u2019ipotesi di \u201cequilibrio di piena occupazione\u201d \u2013 e PIL reale (dunque, l\u2019<em>output gap<\/em>). A un ridotto <em>output gap<\/em> stimato si associa un indebitamento ciclico pi\u00f9 basso, e quindi l\u2019indebitamento strutturale \u2013 cio\u00e8 l\u2019indebitamento depurato dal ciclo economico \u2013 che un Paese membro si trover\u00e0 a dover correggere sar\u00e0 pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo assistito negli ultimi anni all\u2019evidenza di stime del NAWRU che hanno avuto la tendenza a inseguire, piuttosto che guidare, il tasso di disoccupazione dei Paesi membri \u2013 specialmente di quei Paesi della periferia dell\u2019Eurozona maggiormente colpiti dalla crisi con un pi\u00f9 alto tasso di disoccupazione reale \u2013 con la diretta conseguenza dell\u2019imposizione di politiche fiscali restrittive che vanno a impedire o rallentare la ripresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 esattamente quello che \u00e8 successo con l\u2019imposizione delle ricette di \u201causterit\u00e0 espansiva\u201d e con l\u2019introduzione del <em>Fiscal Compact<\/em> come cardine delle politiche economiche e di finanza pubblica nei Paesi membri dell\u2019Eurozona. Ed \u00e8 solo uno degli esempi delle gravi e concrete conseguenze che un determinato impianto teorico e i modelli economici che ne derivano possono comportare per la definizione e l\u2019imposizione di politiche economiche impattano sulla nostra vista e che sono al centro del dibattito economico e politico quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Che fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto, favorire il pluralismo nello studio della teoria economica e all\u2019interno del dibattito accademico e istituzionale. Le alternative al paradigma <em>mainstream<\/em> dominante esistono e vanno acquisendo una sempre maggiore robustezza, sia a livello teorico che metodologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello teorico il ruolo della domanda aggregata in senso genuinamente keynesiano, dell\u2019innovazione come motore della crescita economica<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, l\u2018eterogeneit\u00e0 come elemento centrale per l\u2019analisi dei conflitti distributivi e delle disuguaglianze di reddito e ricchezza, e l\u2019ipotesi di instabilit\u00e0 finanziaria (teorizzata da Hyman Minsky) come fenomeno intrinseco dei sistemi capitalistici, sono oggi elementi imprescindibili all\u2019interno di numerosi filoni di ricerca, sia teorici che empirici, indagati e sviluppati da un numero crescente di ricercatori ed economisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ambito dell\u2019economia applicata e delle analisi empiriche econometriche, ormai numerosi contributi sottolineano: i) la necessit\u00e0 di analizzare con attenzione l\u2019interazione tra domanda aggregata, innovazione e crescita economica per capire l\u2019andamento e le determinanti di \u201ccircoli virtuosi\u201d o \u201cviziosi\u201d per le economie avanzate <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>; ii) il ruolo delle crescenti disuguaglianze di reddito e ricchezza e i motori che ne provocano l\u2019inasprimento<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>; iii) gli effetti dannosi delle politiche di flessibilizzazione del mercato del lavoro sui processi innovativi e sulla crescita economica<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal punto di vista metodologico, tali approcci teorici vengono sempre pi\u00f9 frequentemente inseriti all\u2019interno di modelli economici che utilizzano gli strumenti di analisi propri dei \u201csistemi adattivi complessi\u201d applicati ai sistemi economici, primi fra tutti i modelli ad egenti eterogenei ABM (<em>Agent-Based Models<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, negli ultimi anni i modelli ad agenti eterogenei sono stati frequentemente<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> integrati con modelli aggregati di tipo SFC (<em>Stock-Flow Consistent<\/em>), ossia modelli macroeconomici che analizzano in modo contabilmente coerente la dinamica di variabili di stock e di flusso \u2013 sia reali che finanziarie \u2013 tra i diversi settori di un\u2019economia monetaria di produzione e all\u2019interno dei singoli settori, in modo da tenere traccia dell\u2019evoluzione nel tempo delle variabili macroeconomiche chiave e poter individuare eventuali squilibri e fenomeni di crisi, anche grazie all\u2019esplicita analisi del settore finanziario<a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<hr \/>\n<h5>Note<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Secondo i quotidiani inglesi, il 5 novembre 2008 la Regina Elisabetta d\u2019Inghilterra, in visita alla London School of Economics, avrebbe chiesto ai presenti come mai nessuno avesse previsto la crisi finanziaria del 2007.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Si veda J. E. Stiglitz (2017), \u201cWhere Macroeconomics Were Wrong\u201d, in <em>Oxford Review of Economic Policy<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.ineteconomics.org\/uploads\/papers\/Where-Modern-Macroeconomics-Went-Wrong.pdf\">https:\/\/www.ineteconomics.org\/uploads\/papers\/Where-Modern-Macroeconomics-Went-Wrong.pdf<\/a>; P. Romer (2016), \u201cThe Trouble with Macroeconomics\u201d, in <em>Stern School of Business Working Paper<\/em>: <a href=\"https:\/\/paulromer.net\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/WP-Trouble.pdf\">https:\/\/paulromer.net\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/WP-Trouble.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ufficio Parlamentare di Bilancio (2016), <em>Rapporto sulla Programmazione di Bilancio 2016<\/em>: <a href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Rapporto-sulla-programmazione-2016.pdf\">http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Rapporto-sulla-programmazione-2016.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Per un\u2019analisi empirica degli effetti negativi del <em>Jobs Act<\/em> si veda M. Fana, D. Guarascio e V. Cirillo (2015), \u201cJobs Act: cronaca di un fallimento annunciato\u201d, in sbilanciamoci.info: <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/il-mercato-del-lavoro-ai-tempi-del-jobsact-cronaca-di-un-fallimento-annunciato\/\">http:\/\/sbilanciamoci.info\/il-mercato-del-lavoro-ai-tempi-del-jobsact-cronaca-di-un-fallimento-annunciato\/<\/a>. Si veda in proposito anche il contributo di Claudio Gnesutta \u201cIl lavoro, quello sconosciuto\u201d, pi\u00f9 avanti in queste pagine e in <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/lavoro-quello-sconosciuto\/\">http:\/\/sbilanciamoci.info\/lavoro-quello-sconosciuto\/<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> I due filoni principali di sviluppo dei modelli DSGE \u2013 che derivano dal RBC (<em>Real Business Cycle<\/em>) \u2013 sono infatti il filone NCM (<em>New Classical Macroeconomics<\/em>), prettamente neoclassico, e quello NK-DSGE (<em>New-Keynesian<\/em>). Quest\u2019ultimo \u00e8 l\u2019approccio teorico pi\u00f9 utilizzato nelle istituzioni economiche internazionali ed europee, e rappresenta una rivisitazione dell\u2019impianto neoclassico marginalista con l\u2019aggiunta di \u201crigidit\u00e0 nominali\u201d e imperfezioni di mercato proprie dell\u2019analisi keynesiana. Parliamo dunque del modello keynesiano come formulato da John Hicks nel 1937 con la sua \u201csintesi neoclassica\u201d, ovvero quello che J. Robinson definiva \u201ckeynesismo bastardo\u201d.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Come esempio di analisi delle conseguenze economiche di politiche esclusivamente incentrate sul lato dell\u2019offerta, si veda il contributo scritto da Francesco Saraceno \u201cLa Flat Tax: solo un problema di finanza pubblica?\u201d pi\u00f9 avanti in queste pagine e in <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/la-flat-tax-solo-un-problema-finanza-pubblica\/\">http:\/\/sbilanciamoci.info\/la-flat-tax-solo-un-problema-finanza-pubblica\/<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ovvero il prodotto che un Paese otterrebbe in condizioni di pieno utilizzo dei fattori produttivi (capitale e lavoro), vale a dire all\u2019\u201dequilibrio di piena occupazione\u201d. A questo proposito il tema della teoria economica sottostante \u00e8 centrale, poich\u00e9 nella maggior parte dei casi (se non in tutti) il calcolo operato dalle istituzioni internazionali (come OCSE e Commissione Europea) fa affidamento, come pilastro teorico, sul modello di crescita neoclassico di Solow (1956) e sulla cosiddetta \u201cProduttivit\u00e0 Totale dei Fattori\u201d come fonte esogena di cambiamento tecnologico. Per una critica dettagliata sul punto, si rimanda a \u201cL\u2019imbroglio della disoccupazione di equilibrio\u201d (2014), in <em>Keynes blog<\/em>: <a href=\"https:\/\/keynesblog.com\/2014\/10\/29\/limbroglio-della-disoccupazione-di-equilibrio\/\">https:\/\/keynesblog.com\/2014\/10\/29\/limbroglio-della-disoccupazione-di-equilibrio\/<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> La stima <em>dell\u2019output gap<\/em> \u00e8 questione estremamente controversa all\u2019interno del dibattito macroeconomico. L\u2019OCSE, ad esempio, utilizza come indicatore per il calcolo dell\u2019<em>output gap <\/em>il NAIRU (<em>Non-Accelerating Inflation Rate Unemployment)<\/em>, ossia il tasso di disoccupazione di \u201cequilibrio\u201d che non genera pressioni inflazionistiche, ottenendo stime drasticamente diverse da quelle ottenute dalla Commissione Europea, con effetti consistenti sulle politiche e i vincoli imposti riguardo alle manovre di finanza pubblica concesse ai Paesi membri. Per un\u2019analisi dettagliata sul tema si veda C. P. Parello e D. Colocci (2015), \u201cL\u2019output gap non \u00e8 uno solo: le stime della Commissione Europea e quelle dell\u2019OCSE\u201d, in <em>Eticaeconomia<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.eticaeconomia.it\/loutput-gap-non-e-uno-solo-le-stime-della-commissione-europea-e-quelle-dellocse\/\">https:\/\/www.eticaeconomia.it\/loutput-gap-non-e-uno-solo-le-stime-della-commissione-europea-e-quelle-dellocse\/<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Si veda ad esempio G. Dosi, G. Fagiolo e A. Roventini (2010) \u201cSchumpeter Meeting Keynes: A Policy-Friendly Model of Endogenous Growth and Business Cycles\u201d, in <em>Journal of Economic Dynamics and Control<\/em>, 34(9), pp. 1748-1767.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Per un\u2019analisi dettagliata si veda, ad esempio, F. Bogliacino, M. Lucchese, L. Nascia e M. Pianta (2016), \u201cModeling the Virtuous Circle of Innovation. A Test on Italian Firms\u201d, in <em>ISIGrowth Working Paper<\/em>: <a href=\"http:\/\/www.isigrowth.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/working_paper_2016_3.pdf\">http:\/\/www.isigrowth.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/working_paper_2016_3.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Si veda M. Pianta e M. Franzini (2016), <em>Disuguaglianze: quante sono, come combatterle<\/em>, Laterza. Si veda anche il contributo scritto di Maurizio Franzini<em> \u201c<\/em>Disuguaglianze, una cura possibile\u201d, pi\u00f9 avanti in queste pagine e in <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/disuguaglianze-cura-possibile\/\">http:\/\/sbilanciamoci.info\/disuguaglianze-cura-possibile<em>\/<\/em><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Si veda D. Guarascio, A. Cetrulo e V. Cirillo (2018), \u201cTroppa flessibilit\u00e0 del lavoro fa male all\u2019innovazione?\u201d, in<em> Eticaeconomia<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.eticaeconomia.it\/troppa-flessibilita-del-lavoro-fa-male-allinnovazione\/\">https:\/\/www.eticaeconomia.it\/troppa-flessibilita-del-lavoro-fa-male-allinnovazione\/<\/a>. Per un\u2019analisi degli effetti del cambiamento tecnologico su PIL e occupazione e alcune proposte politiche, si veda invece il contributo di Enzo Valentini e Fabiano Compagnucci \u201cVerso industria 4.0: la governance del cambiamento\u201d, pi\u00f9 avanti in queste pagine e in <a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/verso-industria-4-0-la-governance-del-cambiamento\/\">http:\/\/sbilanciamoci.info\/verso-industria-4-0-la-governance-del-cambiamento\/<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Per una discussione divulgativa sull\u2019utilizzo dei modelli ad agenti eterogenei in economia, si veda M. Gallegati (2016), <em>Acrescita<\/em>, Einaudi. Come contributo accademico si veda invece il modello macroeconomico di riferimento di A. Caiani, A. Godin, E. Caverzasi, M. Gallegati, S. Kinsella e J. E. Stiglitz (2016), \u201cAgent Based-Stock Flow Consistent Macroeconomics: towards a benchmark model, in <em>Journal of Economic Dynamics and Control<\/em>, 69(c), pp. 375-408. Sul tema della finanziarizzazione e delle disuguaglianze si veda anche A. Cardaci e F. Saraceno (2016), \u201cInequality, Financialisation and Credit Booms: a Model of Two Crises\u201d, in <em>LUISS Guido Carli Working Paper<\/em>, 6\/2016.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/sbilanciamoci.info\/gli-incalcolabili-danni-delleconomia-mainstream\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Non \u00e8 un caso che W. Godley, economista post-keynesiano e padre della metodologia SFC, sia stato uno dei pochi ad aver previsto l\u2019imminente arrivo della crisi finanziaria del 2007. Si veda in proposito: <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/dossier\/Italia\/2009\/commenti-sole-24-ore\/09-settembre-2009\/chi-ha-visto-la-crisi_PRN.shtml\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/dossier\/Italia\/2009\/commenti-sole-24-ore\/09-settembre-2009\/chi-ha-visto-la-crisi_PRN.shtml<\/a><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/12206-lucrezia-fanti-mauro-gallegati-gli-incalcolabili-danni-dell-economia-mainstream.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/12206-lucrezia-fanti-mauro-gallegati-gli-incalcolabili-danni-dell-economia-mainstream.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SBILANCIAMOCI.INFO (Lucrezia Fanti, Mauro Gallegati) I modelli economici ed econometrici utilizzati per programmare e valutare le politiche economiche da governi e banche centrali derivano dall\u2019adozione di un paradigma teorico fallace e obsoleto. Ma che continua a produrre enormi danni sulla vita di noi tutti L\u2019economia \u00e8 una scienza sociale che consente di quantificare e valutare empiricamente numerose variabili che attengono alla sua analisi \u2013 variabili micro, meso e macroeconomiche. La valutazione dei fenomeni economici&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":41630,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/sbila_home.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aPn","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41625"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41625"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41632,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41625\/revisions\/41632"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}