{"id":41648,"date":"2018-05-05T10:30:28","date_gmt":"2018-05-05T08:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41648"},"modified":"2018-05-05T04:44:51","modified_gmt":"2018-05-05T02:44:51","slug":"il-grande-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41648","title":{"rendered":"Il grande studio."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>Abbiamo una missione, siamo chiamati a plasmare la Terra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Novalis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella Prefazione del mio recente \u00a0libro<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>, scrivevo \u201c<em>Tale grande studio era orientato ad un punto di fuga, il concetto di complessit\u00e0<\/em>\u201d. Per un errore nel processo di revisione delle bozze, quel \u201cgrande studio\u201d \u00e8 venuto fuori minuscolo, invece doveva essere maiuscolo. Messo cos\u00ec, in effetti, \u00e8 abbastanza ridicolo, uno studioso non pu\u00f2 certo dire che il suo studio \u00e8 \u201cgrande\u201d. Doveva esser maiuscolo perch\u00e9 si riferiva al D\u00e0 Xu\u00e9 (\u5927\u5b66, Grande studio), titolo di uno dei quattro libri attribuiti a Confucio<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a> . Come recita la breve bio dell\u2019autore di questo spazio di riflessione, quindici anni fa mi sono ritirato a \u201c<em>confuciana vita di studio<\/em>\u201d ed il D\u00e0 Xu\u00e9 \u00e8 considerato appunto il dao (la Via) della conoscenza dell\u2019antico Maestro cinese, coevo di Solone e Talete, del Buddha storico e delle Upanishad, della probabile \u00a0compiuta redazione dei canoni dell\u2019Antico Testamento in quel di Babilonia, quella irripetibile stagione che il tedesco Karl Jaspers chiam\u00f2 \u201cEt\u00e0 assiale\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindici anni fa infatti smisi di lavorare e mi immersi nello studio. In effetti all\u2019inizio mi misi semplicemente a leggere con agio ma, capitando proprio su i Dialoghi di Confucio (Kong zi), presi a studiarli leggendo altro di lui, molto su di lui, sul suo periodo storico, la cultura della Cina antica, il seguito del suo pensiero detto \u201cconfucianesimo\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a> un canone tutt\u2019altro che unitario il cui corso arriva sino alla Cina contemporanea e che ha una riconducibilit\u00e0 relativa al Maestro storico. La differenza tra leggere e studiare passa primariamente attraverso il tempo che si ha a disposizione. Nello studio, un Autore, un fenomeno, un concetto, una cultura, un fatto storico, viene contestualizzato nel tempo e nel luogo, si indagano i nessi che lo compongono e lo collegano ad altro sia nella sincronia che nella diacronia. Gi\u00e0 di per s\u00e9, questo modo di conoscere pone l\u2019oggetto come un complesso, cio\u00e8 un intrecciato assieme (cum-plexus).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle sue Lezioni di Storia della Filosofia<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>, Hegel liquida Confucio con un breve accenno in cui per\u00f2 si sente di dover dar questi giudizi: \u201c<em>Non \u00e8 plausibile attendersi da lui profonde ricognizioni filosofiche<\/em>\u201d, ed ancora \u201c<em>Probabilmente il De Officiis di Cicerone \u00e8 meglio di tutte le opere confuciane<\/em>\u201d per poi arrivare al suggerimento che forse era meglio non tradurlo in occidente: \u201c<em>la sua \u00e8 una morale ordinaria e prolissa. Una raccolta di prediche morali c\u2019insegna di pi\u00f9 e meglio<\/em>\u201d. Scatta qui la differenza tra impianti interpretativi ed intenzioni a priori, sia Leibniz che Kant, ad esempio, pare avessero provato molto interesse nello studio dell\u2019antica cultura cinese e forse dello stesso Confucio. Nietzsche, addirittura, apostrof\u00f2 Kant come \u201cil cinese di Konigsberg\u201d dato il perno del concetto di reciprocit\u00e0 che la Ragion Pratica condivide con l\u2019intero pensiero etico del cinese.\u00a0 Se Hegel cercava in Confucio il \u201csenso filosofico\u201d secondo la definizione data implicitamente dallo stesso filosofo di Stoccarda, \u00e8 ovvio sia rimasto deluso. Nel mio piccolo invece, mi incurios\u00ec scoprire cosa aveva detto il fondatore della radice di una tradizione di pensiero tanto rilevante per la secolare cultura cinese, una cultura\u00a0 fluente e non a strappi e rivoluzioni come quella occidentale. Confucio mi appassion\u00f2 proprio perch\u00e9 mi dischiuse i panorami di un pensiero altro, un pensiero fondato su tutt\u2019altre impostazioni, fini e metodi rispetto al nostro. Dopo di lui, pi\u00f9 volte tornai al pensiero cinese o alla loro storia, proprio perch\u00e9 i cinesi sono per noi come i marziani, altra materia\u00a0 vivente simile alla nostra ma radicalmente diverse per forma, quindi sostanza. \u201cAltro\u201d apre ad un nuovo territorio in cui non c\u2019\u00e8 il giudizio immediato di mi piace o non mi piace, ma l\u2019immedesimarsi nel baricentro di uno spazio mentale e geo-storico diverso dal nostro. F. Jullien \u00e8 forse l\u2019occidentale che pi\u00f9 ha scavato in questa alterit\u00e0, restituendoci molte belle pagine di ricognizione su queste altre forme del pensiero umano<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Grande Studio del Maestro Kong, era una esortazione a mettere in relazione potere e popolo, individuo e societ\u00e0, mente e corpo, riflessione ed azione, attraverso il continuo sforzo a sviluppare conoscenza di tutte le cose, non a fini contemplativi ma pratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pochi giorni fa ho computo sessanta anni e sono quindi quindici anni che mi sono votato a questa \u201cvita di studio\u201d. Proprio oggi ho terminato il millesimo saggio di questa seconda stagione della mia vita, ero un lettore pesante anche prima ma lavorando non si pu\u00f2 <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/05\/297995.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5807 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/05\/297995.jpg?w=201&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" \/><\/a>studiare, prendere appunti, scrivere su sollecitazione, seguire percorsi di indagine. Per qualche magia dell\u2019intelletto, o forse solo del suo inconscio, il millesimo libro di questo quindicennio \u00e8 stato proprio il bellissimo \u201cLe Vie della Seta\u201d del world historian Peter Frankopan<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a>. Da Confucio alla Vie della Seta sembra esserci un nesso ma in verit\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec diretto, Frankopan non scrive specificatamente o solo della attuale BRI cinese o di quella di Marco Polo, ma di tutte le trame di relazione che hanno intessuto la storia del mondo. Per\u00f2 forse un nesso c\u2019\u00e8, appunto, la relazione. Noi esseri umani ed ogni altra cosa dell\u2019universo materiale ed immateriale, abbiamo sempre questa doppia posizione dell\u2019essere in s\u00e9 ed al contempo, essere in una trama di relazioni. Se non fossimo un in s\u00e9, non ci sarebbe trama di relazioni in quanto mancherebbe ci\u00f2 che le forma, se non fossimo in relazione non esisteremmo, n\u00e9 noi, n\u00e9 ogni altra cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qui la constatazione, poi la convinzione che mi son fatto ed \u00e8 ormai diventato un mio apriori, che ogni cosa che \u00e8 (ripeto, tanto nell\u2019universo materiale che in quello immateriale, nel naturale come nel culturale), \u00e8 al contempo una trama di relazioni tra parti che forma un in s\u00e9 a sua volta immerso in una trama di relazioni.\u00a0 Questa descrizione coincide con quella di <strong>sistema<\/strong>. Un sistema \u00e8 una trama di variet\u00e0 in relazioni che d\u00e0 vita a qualcosa che ha pi\u00f9 omogeneit\u00e0 interna di quanto non abbia col suo esterno. A sua volta, ogni sistema \u00e8 dentro un altro sistema ed ha relazioni con altri sistemi, lui, quelli di cui \u00e8 composto e quello maggiore di cui \u00e8 parte. Ogni sistema quindi risulter\u00e0 Uno se lo guardiamo da fuori e Molteplice se lo indaghiamo nel suo dentro ma poi sar\u00e0 uno dei molteplici anche nel suo fuori visto che risulter\u00e0 sempre in relazione con altro. Anche la nostra posizione rispetto all\u2019oggetto o al fenomeno \u00e8 una relazione. Ogni sistema \u00e8 chiuso quel tanto che lo differenzia da ci\u00f2 che non \u00e8 nel suo in s\u00e9, ed al contempo pi\u00f9 o meno aperto visto che ha interrelazioni con altri ed altro fuori di s\u00e9. Tali considerazioni si possono catalogare in quella forma della filosofia che si occupa proprio delle \u201ccose che sono in quanto sono\u201d, definita da Aristotele nei famosi libri centrali della Metafisica<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a>\u00a0\u201cfilosofia prima\u201d (\u201cprima\u201d non perch\u00e9 pi\u00f9 importante ma perch\u00e9 viene per prima occupandosi dell\u2019oggetto da cui parte qualsiasi riflessione) e battezzata \u201contologia\u201d (discorso su ci\u00f2 che \u00e8) molti secoli dopo dai tedeschi<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a> . Ci\u00f2 che ho desunto in via prioritaria da questi anni di studio \u00e8 la pertinenza di una ontologia sistemica<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10].<\/a>\u00a0Tutto risponde alla descrizione di un sistema. L\u2019intera tradizione filosofica occidentale si \u00e8 molto appassionata a definire l\u2019essere in s\u00e9 ma molto meno ad indagare la sua natura relazionale che ne \u00e8 caratteristica consustanziale. Una ontologia sistemica obbliga a pensare l\u2019oggetto come Uno e Molteplice, in s\u00e9 ed al contempo in relazione ad altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma se la cosa \u00e8 fatta a sua volta di molte cose ed \u00e8 connessa a volte causativamente (partecipa alle cause di altre cose e ne \u00e8 partecipata) ad altre cose, come possiamo indagarla? Veniamo qui ad un punto che \u00e8 oggetto di un\u2019altra branca dell\u2019indagine filosofica, oggi chiamata non senza problemi \u201cepistemologia\u201d mentre sempre i tedeschi che avevano battezzato l\u2019ontologia, la chiamavano \u201cgnoseologia\u201d (A.G. Baumgarten), discorso sulla conoscenza.\u00a0 Su questo umano tendere alla conoscenza (Aristotele, Metafisica), c\u2019\u00e8 da rilevare il punto che segna la svolta moderna, quella impressa da Galileo Galilei, Descartes, Bacone ed altri. In particolare Galilei, osservava che non si pu\u00f2 conoscere questi complessi intrecciati assieme in cui tutto si muove e cambia. Con l\u2019olismo che aveva contraddistinto il pensiero umanistico-rinascimentale che pure aveva tentato una emancipazione dai sistemi di pensiero medioevali di tipo religioso, non si andava molto lontano. Teorizz\u00f2 quindi la necessit\u00e0 di isolare la cosa\u00a0 dal suo contesto per poterla ridurre ad oggetto dato, solo cos\u00ec si sarebbe potuto cercare di penetrarne i segreti, magari scomponendola nei suoi costituenti primari. Non solo per questo ma anche in sua conseguenza, la conoscenza umana che gi\u00e0 aveva storica metafora nell\u2019albero, prese ad arborizzati sempre pi\u00f9 in discipline e sottodiscipline, ognuna con un suo statuto, un suo metodo, una sua tradizione pi\u00f9 o meno cumulativa, un suo vocabolario concettuale. Dal XIX secolo, la conoscenza umana (con impostazione razionale) si \u00e8 tripartita in tre famiglie: quella scientifica, quella umanistica e quella in mezzo che ha sempre una qualche versione dell\u2019uomo per oggetto ma aspira a mutuare parti del metodo scientifico tanto da volersi definire \u201cscienze umane o sociali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma se torniamo all\u2019ontologia, difficile \u00e8 collimare la natura intrecciata (complessa) dell\u2019essere con la nostra impostazione disciplinare che taglia verticalmente l\u2019essere a seconda dei suoi presupposti di oggetto e metodo. Una stessa cosa, ad esempio l\u2019uomo, ci apparir\u00e0 individuale ma anche sociale, razionale ma anche irrazionale, altruista ma anche egoista, buono ma anche terribile, irrelato o tramato, singolare o plurale, universale o particolare, naturale o culturale e tante altre schizofreniche dicotomie indecidibili<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a>. Questo motore della diade \u00e8 nella nostra mente, sebbene noi la si proietti sull\u2019oggetto. Data l\u2019unit\u00e0 (quantomeno esterna e provvisoria) dell\u2019oggetto vien allora da domandarsi: chi mai riunir\u00e0 tutti questi sforzi conoscitivi monodimensionali quando la cosa ci sembra almeno quadri se non pluri-dimensionale?<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a> Sembra allora che la dicotomia epistemica moderna tra olismo e riduzionismo ci porti ad un flipper indecidibile in cui rimbalziamo di continuo tra Uno e Tutto. Tutto \u00e8 Uno, ogni Uno \u00e8 un tutto ma fatto di parti e relazioni, se ci torna utile strapparlo alla sua trama per mettercelo davanti disponibile alla nostra visione limitata e ravvicinata lo si indaghi, ma poi ci si ricordi di rimetterlo a posto ovvero nel suo contesto fatto di relazioni con altre cose. Questo ci porta nei dintorni di una epistemologia pluralista alla Feyerabend, un \u201canything goes\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a>, tutto serve per accerchiare la sfuggente cosa in s\u00e9 che non penetreremo mai. Poco saggio passare dieci secoli a pensare che l\u2019uomo \u00e8 un frammento di Dio e poi altri cinque a pensare che \u00e8 al contempo un oggetto e soggetto scientifico, quando \u00e8 -forse- tanto dell\u2019uno quanto dell\u2019altro ma molto altro ancora. La stessa legittimit\u00e0 che diamo alle decine di discipline in cui abbiamo frazionato lo sforzo conoscitivo, i risultati dei loro sforzi, ci dicono che la cosa la si pu\u00f2 e la si deve indagare sotto i pi\u00f9 svariati aspetti<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a>. Una gnoseologia complessa quindi rifiuta la dicotomia e la integra in una relazione continua\u00a0 tra micro e macro che punta alla sintesi. Ci si domanda per\u00f2 di nuovo: chi tenta le sintesi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le sintesi non le tenta nessuno, si teorizza non si possano fare, si sconsiglia qualunque studioso ad imbarcarsi nell\u2019avventura. I vaghi appelli alla <strong>multi-trans-inter disciplinariet\u00e0<\/strong>, per altro non cos\u00ec frequenti, rimangono lettera morta. Vi sono visibili e ben controllati steccati che impediscono lo studioso disciplinare ad impicciarsi di ci\u00f2 che dicono i colleghi della disciplina accanto, severe punizioni, ostracismo accademico ed editoriale, infine condanna con collocamento nel purgatorio degli \u201ceclettici\u201d, degli arruffoni del \u201cmetodo\u201d, se non dei tuttologi accusa ignominiosa di vaghezza presuntuosa. In termini di conoscenza, non pu\u00f2 certo esistere il tuttologo, ma il complessologo s\u00ec (per quanto bisogner\u00e0 cercargli un nome meno orrendo). Si tratta solo di incrociare i tanti tagli conoscitivi verticali dello specialismo disciplinare con un cartesiano asse della conoscenza orizzontale, quella che spllucca in tutta le altre, una conoscenza di conoscenze<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a>. Ovviamente se la prima forma di conoscenza, quella specialistica oggi totalizzante\u00a0 ha relazione inversa tra ampiezza dello sguardo e precisione, la seconda avr\u00e0 a sua volta la stessa inversione al contrario per cui non si pone il problema se \u00e8 meglio l\u2019una o l\u2019altra, sono semplicemente complementari (ovvero in relazione) e quindi non possono risiedere nella stessa mente ma nel dialogo tra pi\u00f9 menti. Al generalista servono gli specialisti cos\u00ec come a questi servirebbe ogni tanto buttare un po\u2019 il naso fuori per capire come altri interpretano lo stesso oggetto o il contesto o quali schemi generali di pensiero si forgiano nelle altre discipline e molto altro che pu\u00f2 potenziare i loro schemi di pensiero. \u00a0Nel tempo, l\u2019insieme dell\u2019umana conoscenza avrebbe un valore aggiunto, il tipico risultato complesso del totale maggiore della somma delle parti<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo per\u00f2,\u00a0 a parte alcune meritorie istituzioni sparse in giro per il mondo e comunque pi\u00f9 eccezioni che regole e tendenzialmente limitate alle scienze dure<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a>, la moltiplicazione della conoscenza per somma e relazione dei risultati di pi\u00f9 discipline \u00e8 decisamente avversata. Non ha se non vaghe teorizzazioni, alcuna pratica se non limitata a discipline adiacenti, avversata in linea di principio da una serie di considerazioni epistemologiche di varia provenienza ed intenzione. Errando nel sapere come detto per le centinaia di testi di questa mia seconda vita da studioso, saggi vari di una trentina di discipline \u201cdalla fisica alla metafisica\u201d, mi sono reso conto di alcune cose: 1) diverse discipline risentono di come concepiamo alcune cose trasversali che diventano apriori (ad esempio come concepiamo il tempo), molti schemi mentali si ripetono in campi diversi sebbene in ogni campo vengano nominati diversamente (hanno anche forme parzialmente diverse ma pi\u00f9 di variazione che di sostanza)<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a>; 2) c\u2019\u00e8 pi\u00f9 relativa propensione al dialogo inter-disciplinare nella scienze dure che in quelle umane e nel pensiero umanistico in generale; 3) mancano manuali delle discipline non ad uso degli specializzandi ma di utilizzo orientativo pi\u00f9 generale<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn19\" name=\"_ednref19\">[19]<\/a>; 4) mancano terribilmente sintesi di sintesi pluri-disciplinari e questo \u00e8 un fallimento specifico dei filosofi; 5) pensiero nuovo non significa necessariamente leggere autori nuovi o sparare a raffica concetti nuovi, ma anche rileggere daccapo quelli vecchi, il nuovo decisivo \u00e8 -a volte-\u00a0 nei sistemi di pensiero che danno nuove interpretazioni, pi\u00f9 che nelle singole idee (e si consiglia, se possibile, rileggere i testi e non solo le interpretazioni poich\u00e9 queste risentono del contesto storico decisivamente) ; 6) se da una parte occorre incentivare la fertilizzazione incrociata tra discipline, dall\u2019altra occorrerebbe vigilare maggiormente sulle trappole nascoste nelle false analogie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti filosofi ed anche molti fisici, hanno pi\u00f9 volte ri-frequentato quel giardino delle delizie che \u00e8 la raccolta dei frammenti dei cosiddetti Presocratici<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn20\" name=\"_ednref20\">[20]<\/a>. In quella collezione c\u2019\u00e8 quasi l\u2019intero campionario delle idee di base del pensiero occidentale dalle battaglie sull\u2019essere ed il divenire, le intersezioni tra logica e linguistica, l\u2019atomo e la cosmologia, la base delle forme politiche ancor oggi vigenti, i dubbi sulle facolt\u00e0 interpretative, il significato della vita e della buona vita in particolare. Con quei mattoni si possono ancora costruire case mai prima viste ed abitate. Pi\u00f9 che produrre nuovi mattoni occorrerebbero nuovi architetti e poi architetti-muratori che si sporcano con la calce di costruzione come invocava il Marx che rifletteva su Feuerbach.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli oggetti macro come l\u2019uomo, il mondo umano, il mondo naturale, le molteplici interrelazioni tra mondo naturale ed umano, necessiterebbero con priorit\u00e0 di questo sguardo ampio e generale, propedeutico poi all\u2019approfondimento. Soprattutto oggi che ad esempio gli storici si sono accorti che la Storia del mondo andrebbe scritta astraendoci per quanto possibile dalla nostra tradizione euro-centrica e qualche manuale di filosofia cinese o araba comincia a comparire o considerando non la globalizzazione economico-finanziaria ma la pi\u00f9 semplice e tendenziale internazionalizzazione dell\u2019umanit\u00e0 e delle forme culturali delle varie civilt\u00e0 o laddove l\u2019economia si pensa fuori della natura, della storia, della geografia, della demografia ed anche un po\u2019 dal ben pi\u00f9 modesto senso comune, per non parlare delle periodiche scomuniche imperialistico-culturali che reciprocamente si minacciano scienziati ed umanisti quando parlano dell\u2019uomo. Il bello \u00e8 che sono tutti uomini che attingono alle stesse forme della mente umana,\u00a0 cos\u00ec che se il filosofo Platone invocava una preparazione geometrico-aritmetica, il fisico\u00a0 Schrodinger si dichiarava debitore del pensiero pre-socratico<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn21\" name=\"_ednref21\">[21]<\/a>. Si dovrebbero vietare queste proiezioni delle divisioni gnoseologiche sull\u2019ontologia, sono insensate rispetto al mistero dell\u2019essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, la battaglia per l\u2019apertura di questo fronte della conoscenza orizzontale richiesta non dalle aziende o dalle istituzioni (mal gliene incolga) ma dalla conoscenza stessa, \u00e8 difficile, richiede tempo, ha bisogno praticamente di tutto non per affermarsi ma solo per mettere al mondo la sua prima, fragile, forma di vita. Questa conoscenza orizzontale fatta dalle discipline adiacenti (inter) a quella che frequentiamo di pi\u00f9, fatta dalla stessa collezione di pi\u00f9 discipline (multi) ed a volte rapita dal seguire qualcosa di omogeneo che sembra solcare pi\u00f9 discipline (trans), dovrebbe costituire un patrimonio altro con cui mettersi in relazione quando si riemerge dalla oscurit\u00e0 dei nostri singoli approfondimenti disciplinari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel mio Grande Studio di questi quindici anni si \u00e8 venuta cos\u00ec a formare quella che potremmo chiamare\u00a0 una filosofia della complessit\u00e0, fondata come detto su una ontologia sistemica ed una epistemologia o gnoseologia anarchica e pluralistica in senso x-disciplinare. Gli articoli che scrivo discendono da questa impostazione anche se hanno poi oggetti limitati nello spazio e nel tempo. Per una precisa scelta di libera condivisione\u00a0 dei saperi, quella distribuzione di conoscenza che dovrebbe esser presupposto base di ogni democrazia, ecco anche la scelta di provare (non sempre riuscendoci per limiti dell\u2019Autore) ad esprimersi in modo quanto pi\u00f9 comprensibile mi riesce. La gergalit\u00e0 esoterica \u00e8 tipica dei recinti disciplinari di chi non parla ai suoi simili ma al collega-concorrente, problema che io fortunatamente non ho, avendo smesso di avere colleghi-concorrenti da quando ho smesso di lavorare o dipendere per l\u2019esistenza da istituzioni che mi mantengono dandomi i confini entro i quali si ha l\u2019agognato e necessario \u201criconoscimento\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn22\" name=\"_ednref22\">[22]<\/a>. A volte \u00e8 necessario avvalersi degli strumenti concettuali esoterici, ma pi\u00f9 spesso ci si dovrebbe ricordare che fine della conoscenza dovrebbe esserne la condivisione, almeno in questo seguo il testamento platonico del mito della caverna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei cos\u00ec concludere dopo aver abusato della pazienza delle lettrici e dei lettori con questo scritto di autobiografia intellettuale del tutto gratuito, ma forse anche utile per sapere cosa ha in testa colui a cui dedicate il vostro tempo di lettura, che \u00e8 pur sempre prezioso tempo di vita, citando tre pensieri gi\u00e0 espressi meglio di me, da altri. Molti cercano di inventare di continuo \u00a0nuovi concetti, a me basta il pi\u00f9 parsimonioso riciclo di quelli gi\u00e0 dati, il divertimento e la sfida \u00e8 metterli in relazione tra loro per fare nuovi sistemi di pensiero poich\u00e9 quelli sono a base di una ontologia della conoscenza. L\u2019unit\u00e0 base della conoscenza umana \u00e8 il sistema mentale o immagine di mondo, che ha sostanza naturale e culturale, oggetto-sistema affascinante su cui ricerco da anni e su cui prima o poi mi decider\u00f2 a scrivere pi\u00f9 in profondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo pensiero \u00e8 una dichiarazione di fede politica. La si trova nelle Storie di Erodoto<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn23\" name=\"_ednref23\">[23]<\/a>, roba del circa 440 a.C. molto prima di Platone ed Aristotele. Il Greco ci riporta una ipotetica quanto forse improbabile discussione tra Persiani, l\u00ec dove fa la sua prima comparsa quello che poi verr\u00e0 chiamato \u201ctrilogos politikos\u201d, il dibattito sul governo dell\u2019Uno, dei Pochi e dei Molti. Otane \u00e8 colui che propugna il governo dei Molti o pi\u00f9 precisamente l\u2019isonomia, sviluppa le sue argomentazioni ma infine esce battuto dalla discussione e decisione comune che vuole la monarchia. Si ritira cos\u00ec dalla competizione per chi dovesse esser eletto re dichiarando: \u201c(Io) <em>non intendo n\u00e9 comandare, n\u00e9 esser comandato<\/em>\u201d. Questo rifiuto di quello che chiamo principio di gerarchia, mi \u00e8 profondamente consono, da sempre ed \u00e8 base della mia seconda pi\u00f9 profonda passione intellettuale che \u00e8 politica e non contemplativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo \u00e8 la famosa apertura del primo libro della metafisica di Aristotele, l\u00ec dove il Greco annuncia, che \u201c<em>Tutti gli uomini per natura tendono al sapere<\/em>\u201d. Molto tempo dopo, con lo sviluppo delle idee di Darwin, si \u00e8 notato che effettivamente l\u2019uomo \u00e8 l\u2019animale pi\u00f9 generico possibile (l\u2019aveva notato anche Marx, se ricordo bene), ovvero apparentemente il pi\u00f9\u00a0 a-specializzato tra tutte le specie<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn24\" name=\"_ednref24\">[24]<\/a>. Apparentemente, perch\u00e9 in effetti la specialit\u00e0 adattativa dell\u2019essere umano \u00e8 la conoscenza. Facendo deduzioni, induzioni ed abduzioni e scambiandocele tra noi, siamo sopravvissuti a tutti i climi e le stagioni, a tutti i predatori e le scarsit\u00e0, diventando una specie universale al pari dei batteri ma con molta pi\u00f9 complessit\u00e0. Il nostro tendere al sapere \u00e8 genetico, \u00e8 il nostro punto di forza, \u00e8 la nostra essenza in quanto fine, anche quando il fine \u00e8 nella ragion pratica, ci\u00f2 attraverso cui ci siamo adattati cos\u00ec bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il terzo invero non \u00e8 una citazione ma la messa in relazione tra le prime due citazioni-pilastri. Il mio sogno ideale, idealismo alla Ernst Bloch del \u201cprincipio speranza\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_edn25\" name=\"_ednref25\">[25]<\/a> a cui tendere senza mai giungere, \u00e8 che tra secoli o millenni, i successori arriveranno a distribuire equamente tra loro la conoscenza dopo averla complessificata di molti gradi, in modo da decidere tra loro consapevolmente come vivere assieme tra loro, tra loro e gli altri, tra tutti e l\u2019arancia blu di cui siamo tutti effimera esistenza che improvvisamente compare, vive come pu\u00f2 e poi scompare. Vivere in accordo al cambiamento continuo e perenne, modificando noi ed il nostro mondo umano e sociale ma anche responsabilmente quello naturale, avendo un fine condiviso, questo \u00e8 il senso forse pi\u00f9 ampio che si dovrebbe dare alla missione di Novalis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si ha questo senso di appartenenza alla specie ed alla sua Storia, consegue l\u2019impegno di noi minuscola frazione, a riflettere su come aiutarla a realizzare i suoi sogni, realizzando cos\u00ec anche i nostri.<\/p>\n<p>0 = 0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> P. Fagan, Verso un mondo multipolare, Fazi editore, 2017; p. 14<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> I quattro libri di Confucio, UTET, 2003; traduzione di F. Tomassini<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> K. Jaspers, Origine e senso della storia, Mimesis, 2014<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> M. Scarpari, Il confucianesimo, Einaudi, 2010<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> F. Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia, Laterza, 2009; pp. 69-70<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> Tra i suoi molti libri, riassuntivo il recente: F. Jullien, Essere o vivere, Feltrinelli, 2016<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> P. Frankopan, Le Vie della Seta, Mondadori editore, 2017<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> Aristotele, Metafisica, Bompiani, 2000. Libri VII (Zeta), VIII (Eta), IX (Theta).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a> Esordio del termine ai primi del \u2018600, definitivamente posto da C. Wolff nel 1729.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a> La sistemica d\u00e0 poi vita ad una euristica ed ad una cultura propria che attraversa orizzontalmente le varie discipline mostrando se non delle costanti, dei pattern ricorsivi propri di tutte le nature sistemiche (forme di natura o di cultura a cui non si possa applicare l\u2019ontologia sistemica, non ne ho trovate).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a> Sulla indecidibilit\u00e0 delle dicotomie della ragion pura, lucido rimane il Kant della Dialettica trascendentale della prima Critica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a> Classico e delizioso sul problema delle dimensioni l\u2019E. A. Abbott di Flatlandia, Adelphi, 1993<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a> P. Feyerabend, Contro il metodo, Feltrinelli, 1991<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a> Diceva Aristotele che \u201cl\u2019essere si dice in molti modi\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a> E. Morin, La conoscenza della conoscenza, Feltrinelli, 1989<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a> Se ne parla in questo articolo, citando una dichiarazione di M. Foucault che non conoscevo ma che ben illustra questa possibile ricollocazione del filosofo generale come indagatore dei contenuti e dei metodi di tutte le conoscenze: (<a href=\"http:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/imparare-vivere-con-la-complessita\">Qui<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a> Il pi\u00f9 noto \u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.santafe.edu\/\">Sante Fe Institute<\/a> nel New Mexico di cui \u00e8 stato presidente Geoffrey West del quale segnaliamo il di recente uscito \u201cScala\u201d per Mondadori, 2018. West si interessa in particolare delle leggi di crescita, vita e decrescita dei sistemi adattivi complessi nelle varianze di scala. Il testo \u00e8 uno dei tanti esempi della possibile \u201cscienza della complessit\u00e0\u201d (che \u00e8 a sua volta un di cui della pi\u00f9 ampia cultura della complessit\u00e0 detta anche \u201cterza cultura\u201d) che ruota intorno ai concetti di emergenza, entropia, sistema adattativo, retroazione, non linearit\u00e0, auto-organizzazione, resilienza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a> Ad esempio: si cambia di continuit\u00e0 o a salti? Alle volte sembra dell\u2019uno, altre volte come nella meccanica quantistica o nelle scariche dei neuroni (spike) o nel Cambriano indagato dal paleontologo S.J.Gould o nella svolta storica detta \u201crivoluzione\u201d, dell\u2019altro. Se introducete per\u00f2 nel discorso una ontologia sistemica, potrete ricondurre talvolta i due modi ad un unico processo in cui \u00e8 la somma cumulativa di qualcosa che porta alla soglia della modificazione radicale e repentina da cui \u201cemerge\u201d il nuovo stato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref19\" name=\"_edn19\">[19]<\/a> Se considerate l\u2019ambiente naturale come fornitore dell\u2019energia che d\u00e0 vita ad ogni processo economico che per altro la degrada irreversibilmente vi comparir\u00e0 l\u2019economia termodinamica e biologica di N. Georgescu Roegen; se aggiornate il registro antropologico non ancora sviluppato ai tempi d Marx con tutte le varie forme economiche embedded e non disembedded come quella che chiamiamo \u201ccapitalismo\u201d, vi verr\u00e0 fuori K. Polanyi; se leggete non solo i comportamenti economici degli individui o delle classi sociali ma anche l\u2019influenza delle strutture di cui \u00e8 fatta la vita sociale (struttura ha parentela con sistema), vi verr\u00e0 fuori la scuola istituzionale americana.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref20\" name=\"_edn20\">[20]<\/a> I Presocratici (Diels, Kranz), Laterza, 2004<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref21\" name=\"_edn21\">[21]<\/a> E. Schrodinger, L\u2019immagine del mondo, Bollati Boringhieri, 2001. Nella Universale BB si segnalano opere con accenti o interessi esplicitamente\u00a0 filosofici di M. Planck, A. Einstein, N. Bohr, mentre nel Saggiatore se ne trovano di W. Heisenberg, tradizione oggi rinverdita anche dal nostro C. Rovelli con uno dei suoi primi libri su Anassimandro. A dire che certe volgari recenti usciti di fisici che proclamano la \u201cfine della filosofia\u201d ed il trionfo della scienza sono segno della decadenza dei tempi. Cos\u00ec per il pari rifiuto a priori di certi contributi scientifici per molti umanisti dalla dotta ignoranza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref22\" name=\"_edn22\">[22]<\/a> Ancora Confucio distingueva tra gli antichi che studiavano per s\u00e9, mentre i suoi contemporanei sembravano pi\u00f9 interessati ad impressionare gli altri (Dialoghi, XIV, 24). La conoscenza \u00e8 potere e d\u00e0 potere e lo studioso che ne ottiene pezzi pur sempre insufficienti, dovrebbe decidere cosa farne con maggior responsabilit\u00e0 etica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref23\" name=\"_edn23\">[23]<\/a> Erodoto, Le Storie, UTET, 2006; vol. I, pp. 565-571 (80,1 \u2013 83,1)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref24\" name=\"_edn24\">[24]<\/a> Ci riferiamo alle dotazioni naturali individuali ovviamente. Nelle forme di vita associata, l\u2019uomo replica ed evolve di molti gradi le specializzazioni attraverso i sistemi di divisione del lavoro come quelle degli insetti eusociali (si veda il E.O. Wilson de \u201cLa conquista sociale della Terra\u201d, Cortina editore, 2013). E\u2019 questa contraddittoria posizione dell\u2019animale auto-cosciente (l\u2019uomo non \u00e8 una formica) che si fa parte quasi-meccanica di un super-organismo sociale impersonale a determinare il dominio del principio di gerarchia, ed ahinoi, molte pagine tragiche del registro storico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/#_ednref25\" name=\"_edn25\">[25]<\/a> E. Bloch, Il principio speranza, Garzanti, 2005<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/05\/02\/il-grande-studio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN Abbiamo una missione, siamo chiamati a plasmare la Terra. Novalis &nbsp; Nella Prefazione del mio recente \u00a0libro[1], scrivevo \u201cTale grande studio era orientato ad un punto di fuga, il concetto di complessit\u00e0\u201d. Per un errore nel processo di revisione delle bozze, quel \u201cgrande studio\u201d \u00e8 venuto fuori minuscolo, invece doveva essere maiuscolo. Messo cos\u00ec, in effetti, \u00e8 abbastanza ridicolo, uno studioso non pu\u00f2 certo dire che il suo studio \u00e8 \u201cgrande\u201d. Doveva&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":37690,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pierluigi-fagan-320x320.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-aPK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41648"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41648"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41649,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41648\/revisions\/41649"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}