{"id":41756,"date":"2018-05-08T16:08:14","date_gmt":"2018-05-08T14:08:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41756"},"modified":"2018-05-08T16:08:14","modified_gmt":"2018-05-08T14:08:14","slug":"le-uniche-consultazioni-che-contano-la-banca-mondiale-detta-la-linea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41756","title":{"rendered":"Le uniche consultazioni che contano: la Banca Mondiale detta la linea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 proprio vero quello che si dice: in questo mondo non si possono mai dormire sonni tranquilli. Sono trascorsi due mesi dalle elezioni, ancora nessun Governo \u00e8 all\u2019orizzonte, i principali partiti italiani traccheggiano in trattative (presunte o tali) inutili e, <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/05\/elogio-della-palude-contro-le-riforme-tifiamo-ingovernabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cosa che non ci sorprende<\/a>, sembrano non avere troppo tempo per partorire nuove ed originali misure antipopolari, riforme lacrime e sangue e simili. Potrebbe, tuttavia, trattarsi semplicemente di un periodo di relativa calma prima della tempesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019orizzonte, infatti, nubi oscure si addensano, rappresentate dai \u201csuggerimenti\u201d che le istituzioni internazionali si prodigano a dispensare. Raccomandazioni di questo genere sono state di recente proposte dal <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/04\/03\/il-governo-ce-gia-il-fondo-monetario-internazionale-modella-litalia-che-sara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondo<\/a> <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/04\/07\/le-riforme-del-fondo-monetario-internazionale-sono-lennesimo-attacco-al-lavoro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Monetario Internazionale<\/a>: un condensato di tagli alla spesa pubblica e riduzioni delle pensioni, compressioni dei salari e misure fiscali a favore dei ricchi. \u00c8 adesso il turno della Banca Mondiale. In questo post cercheremo di spiegare quali misure abbiano in mente gli economisti che lavorano in questa organizzazione internazionale e quale distorta visione del mondo sia sottintesa a tali misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Banca Mondiale \u00e8 un\u2019istituzione che ha come principale scopo (in teoria) quello di fornire assistenza ai paesi in via di sviluppo, aiutarli a modernizzare e rendere pi\u00f9 competitive le loro economie. Non disdegna, tuttavia, di suggerire riforme strutturali ed interventi di politica economica anche alle economie capitaliste mature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questo il caso dell\u2019annuale World Development Report (WDR, Rapporto sullo sviluppo mondiale), uno strumento che, nelle parole della Banca Mondiale stessa, rappresenta \u201cuna guida di inestimabile valore alla situazione economica, sociale ed ambientale del mondo al giorno d\u2019oggi\u201d. L\u2019edizione 2019 verr\u00e0 resa pubblica solamente in autunno. Tuttavia \u00e8 possibile leggere una <a href=\"http:\/\/pubdocs.worldbank.org\/en\/816281518818814423\/2019-WDR-Draft-Report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bozza di lavoro<\/a>, che gi\u00e0 permette di trarre un quadro piuttosto chiaro dello spirito che informer\u00e0 il prossimo WDR. Fin dal titolo \u2013 <i>The changing nature of work<\/i> (\u201cLa mutevole natura del lavoro\u201d) \u2013 si pu\u00f2 intuire dove si annida la fregatura, la quale, a onor del vero, \u00e8 espressa in maniera piuttosto esplicita: le istituzioni del mercato del lavoro vigenti ed il welfare per come lo conosciamo sono insostenibili. Questa \u00e8 la premessa, che agli occhi degli estensori del Report non necessita neanche di essere discussa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma proviamo ad andare con ordine: i moderni sistemi di welfare, la cui paternit\u00e0, secondo la Banca Mondiale, andrebbe attribuita ad Otto von Bismarck, presupponevano in origine rapporti di lavoro stabili e duraturi. Questo implicava che datori di lavoro e lavoratori pagavano, in maniera generalmente ininterrotta per tutta la vita lavorativa, contributi previdenziali e sociali, attraverso i quali venivano finanziate in maniera relativamente dignitosa pensioni, indennit\u00e0 di disoccupazione, di malattia etc. Tuttavia il mondo \u00e8 cambiato, ci dice la Banca Mondiale. I lavori sono ormai strutturalmente precari; avere lo stesso lavoro per tutta la vita, con remunerazioni accettabili, \u00e8 un\u2019utopia che dimostra scarsa aderenza con la realt\u00e0 e lo spirito del tempo. I mercati del lavoro sono \u201cincerti, complessi\u201d (p. 84). Per inciso, \u00e8 interessante notare come, nelle parole della Banca Mondiale, questi processi sembrino dovuti quasi a necessit\u00e0 ineluttabili o causati da interventi divini. Il tutto viene affrontato in maniera impersonale, trascendente. Non c\u2019\u00e8 nessun soggetto concreto che ha determinato questo corso degli eventi. Nessuna classe sociale che li ha propugnati e ne ha tratto e ne trae vantaggio. Queste cose semplicemente accadono. Ma torniamo all\u2019analisi presente nel WDR. Come dicevamo, gli attuali sistemi di welfare non funzionano pi\u00f9. Tra le altre cose, ci viene raccontato innocentemente che rappresentano un costo eccessivo per i datori di lavoro. Questi ultimi, infatti, schiacciati dall\u2019esorbitante esborso richiesto per contribuire al sostentamento dei propri lavoratori, potrebbero vedersi costretti a sostituire i lavoratori con le macchine, le quali non fanno tante storie e non hanno bisogno di una pensione. Lo spauracchio della <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/04\/13\/tra-culto-della-tecnologia-e-decrescita-felice-scegliamo-la-lotta-di-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disoccupazione tecnologica<\/a>, insomma, viene brandito in maniera piuttosto grossolana per convincere i lavoratori ad accettare sacrifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo capito che cosa non funziona per la Banca Mondiale. Ma qual \u00e8 in concreto la proposta, l\u2019alternativa? Come prima cosa, la maggior parte dell\u2019onere di finanziare welfare e previdenza sociale andrebbe spostato dalle tasche dei capitalisti alla fiscalit\u00e0 generale. L\u2019idea, messa cos\u00ec, potrebbe anche suonare come una positiva novit\u00e0: la fiscalit\u00e0 generale colpisce anche i capitalisti finanziari, che sarebbero quindi costretti a compartecipare alle spese per il welfare. Peccato, per\u00f2, che ad oggi la fiscalit\u00e0 ricada soprattutto sulle spalle dei lavoratori! Anche la Banca Mondiale, comunque, per ragioni naturalmente diverse dalle nostre, esprime dubbi sulla fattibilit\u00e0 di questa soluzione. Gli estensori del rapporto fanno infatti notare come in molte economie mature il livello generale di tassazione sia gi\u00e0 piuttosto alto. Fortunatamente la soluzione \u00e8 a portata di mano, ed \u00e8 sempre la stessa: tagli alla spesa. In particolare, tanto per cambiare, questi tagli dovrebbero prendere di mira soprattutto le pensioni, ma con la rassicurazione che il mercato verr\u00e0 in soccorso, sostenendo i livelli delle prestazioni previdenziali. In che modo? Ci pu\u00f2 pensare il mercato. Gli Stati infatti dovrebbero provvedere a rendere obbligatoria l\u2019adozione di <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/17\/le-pensioni-fanno-gola-ai-mercati-ecco-perche-leuropa-chiede-le-riforme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piani assicurativi gestiti dai privati<\/a>, dove canalizzare i risparmi estorti ai lavoratori che, in questa maniera, finanzierebbero di tasca propria un eventuale sussidio di disoccupazione minimo (p. 94). Ai lavoratori pi\u00f9 saggi e previdenti, infine, lo Stato dovrebbe anche dare una \u201cspintarella\u201d per convincerli a risparmiare ulteriormente, oltre la quota obbligatoria di cui sopra, per garantirsi un futuro sereno e responsabile. Tutto questo andrebbe infarinato con un livello minimo di elemosina pubblica, sotto forma di <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/03\/12\/altro-che-reddito-di-cittadinanza-i-5-stelle-propongono-il-ricatto-della-disoccupazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reddito minimo garantito<\/a>: la Banca Mondiale ammette di considerare la disoccupazione di massa come un fenomeno in un certo senso naturale e necessario. Dato che questa non pu\u00f2 essere evitata, che almeno si distribuisca qualche brioche ai fu-lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto il Report raggiunge pregevoli vette di surrealismo: una volta che questo sistema virtuoso ed equo di protezione dei lavoratori sar\u00e0 all\u2019opera, sar\u00e0 finalmente possibile rendere davvero flessibile, cio\u00e8 precario, il mercato del lavoro. Detto altrimenti: a causa della precariet\u00e0 dei rapporti di lavoro, il welfare universale e pubblico non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile. Quindi \u00e8 opportuno rendere il lavoro ancora pi\u00f9 precario, in maniera il pi\u00f9 possibile strutturale. E non finisce qui: la Banca Centrale nota esplicitamente che le procedure di licenziamento andrebbero rese pi\u00f9 semplici. E aggiunge al riguardo, di nuovo, che con il sistema in vigore nella maggior parte delle economie avanzate, \u201cil peso \u2013 (<i>di evitare che i licenziati muoiano di fame, specifichiamo noi<\/i>) \u2013 ricade troppo sulle imprese e non abbastanza sullo Stato\u201d (p. 99). Il potere pubblico dovrebbe quindi concentrare il suo intervento nell\u2019economia sulla socializzazione di perdite e costi, per permettere l\u2019appropriazione privata del profitto ad un ristretto numero di fortunati: poche volte l\u2019ideologia neoliberista era stata espressa in maniera cos\u00ec chiara e sfacciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Almeno in un\u2019altra circostanza il World Development Report, senza particolare vergogna, arriva a sostenere due tesi contraddittorie, a distanza di poche pagine: da un lato infatti raccomanda che ridurre i costi del lavoro \u00e8 necessario per evitare che i capitalisti siano costretti a sostituire i lavoratori con le macchine (al riguardo, una parabola edificante viene proposta al lettore: nel 2011 il governo etiope ha cercato di introdurre per legge un sistema di previdenza sociale che fosse parzialmente a carico delle imprese. Come conseguenza, i capitalisti etiopi hanno \u2013 giustamente, verrebbe da dire seguendo l\u2019argomentazione \u2013 aumentato il livello tecnologico del paese e la disoccupazione \u00e8 aumentata). Poche pagine dopo, tuttavia, una storia contraria viene proposta: laddove la regolamentazione del lavoro \u00e8 pi\u00f9 rigida, ed in particolare licenziare \u00e8 costoso, la tecnologia langue, la produzione si concentra in settori poco avanzati e la produttivit\u00e0 ristagna. Da un lato i lavoratori devono accettare riduzioni del costo del lavoro e del salario indiretto, altrimenti verranno rimpiazzati dalle macchine e dalla tecnologia. Dall\u2019altro, i lavoratori devono accettare una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro per evitare di causare un arresto del progresso tecnologico. Il fatto che, come \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/cepr.org\/sites\/default\/files\/4588_CIMINELLI%20-%20Employment%20Protection%20Deregulation%20and%20Labor%20Shares%20in%20Adavnced%20Economies.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dimostrato<\/a> <a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/pdf\/10.1111\/j.1564-913X.2014.00195.x\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ampiamente<\/a> <a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/pdf\/10.1002\/wow3.26\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nella<\/a> <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/g20\/topics\/employment-and-social-policy\/The-Labour-Share-in-G20-Economies.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">letteratura<\/a>, mercati del lavoro maggiormente regolamentati, aumentando il potere contrattuale dei lavoratori, hanno un\u2019influenza positiva sulle remunerazioni ed i salari, non sembra importare la Banca Mondiale: apparentemente salari alti hanno sia il potere di aumentare \u2013 anche in maniera eccessiva \u2013 la meccanizzazione di un\u2019economia, e quindi il progresso tecnico, sia il potere di frenarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lettore italiano che resiste fino a pagina 100 potrebbe rimanere piacevolmente sorpreso. Il WDR consiglia infatti di affrontare le complessit\u00e0 del mercato del lavoro in maniera drastica, sostituendo il magma variegato di forme contrattuali che si pu\u00f2 riscontrare in molti paesi con una singola forma contrattuale standard, che garantisca protezioni e garanzie uniformi a tutti i lavoratori. Per chiarire bene il concetto, che ricalca la visione di alcuni <a href=\"http:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29465\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">liberisti nostrani<\/a>, il Report specifica che queste protezioni devono comunque essere minime, di base, per \u201cstimolare la creazione di lavoro e supportare l\u2019economia nel suo aggiustamento alla natura cangiante del lavoro\u201d. In altre parole, la via adottata dal Governo Renzi, attraverso il <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2014\/11\/17\/jobs-act-e-articolo-18-qual-e-la-reale-posta-in-gioco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jobs Act<\/a>, all\u2019abbattimento dei diritti dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per finire questa non esaustiva panoramica, il WDR dimostra anche di avere a cuore il destino dei giovani. Lo fa in una maniera quanto meno originale, suggerendo di ridurre il salario minimo da corrispondere a \u201cgiovani e persone in cerca del primo lavoro\u201d (p. 98).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attacco al mondo del lavoro ormai avviene spesso in maniera subdola, indiretta. Il lavoro sporco \u00e8 demandato ad istituzioni transnazionali, distanti, intangibili ed al riparo da ogni dialettica democratica, le quali si ammantano di una natura tecnica e neutra per propagandare misure prettamente politiche e di classe. Chiarire questo punto \u00e8 il presupposto minimo per organizzare la controffensiva. Una controffensiva che dovr\u00e0 misurarsi con un problema politico di portata storica: una volta svuotati di potere i Parlamenti nazionali, non esiste alcun argine al dilagare del progetto politico neoliberista \u2013 che usa la globalizzazione per concentrare nelle mani di pochi la ricchezza prodotta da tutti. Ed \u00e8 proprio in questo vuoto di potere che si inserisce il Report della Banca Mondiale, dettando l\u2019agenda politica al Governo che sar\u00e0 (sia esso un Governo politico o \u201c<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/mattarella-e-nein-draghi-1513637.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tecnico<\/a>\u201d) senza alcuna preoccupazione per l\u2019esito delle (ridicole) trattative che si consumano in questi giorni intorno al Quirinale.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-economica\/12247-coniarerivolta-le-uniche-consultazioni-che-contano-la-banca-mondiale-detta-la-linea.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-economica\/12247-coniarerivolta-le-uniche-consultazioni-che-contano-la-banca-mondiale-detta-la-linea.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA \u00c8 proprio vero quello che si dice: in questo mondo non si possono mai dormire sonni tranquilli. 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