{"id":41758,"date":"2018-05-09T10:00:00","date_gmt":"2018-05-09T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41758"},"modified":"2018-05-08T20:40:42","modified_gmt":"2018-05-08T18:40:42","slug":"kim-jong-un-allattacco-diplomatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41758","title":{"rendered":"Kim Jong-un all\u2019attacco (diplomatico)"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Venerd\u00ec 27 aprile si \u00e8 svolto, lungo il 38esimo parallelo, lo storico incontro tra i rappresentanti delle due Coree: il leader Kim Jong-un ha varcato il confine, stringendo la mano all\u2019omologo sudcoreano e promettendo la fine delle ostilit\u00e0. L\u2019armistizio datato 1953 dovrebbe essere trasformato entro l\u2019anno in un vero trattato di pace, spianando la strada all\u2019unificazione della penisola. Dal punto di vista geopolitico, il disgelo \u00e8 una grande vittoria di Pechino: riallacciando i legami con la Sud Corea e sostenendo quella del Nord sino al completamento dell\u2019arsenale nucleare, che rende troppo costoso il cambio di regime, la Cina ha gettato le basi della riappacificazione, con l\u2019obiettivo di espellere le truppe statunitensi dalla penisola. I falchi angloamericani tenteranno di imporre alla Nord Corea condizioni tali da far fallire i negoziati.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La Cina ha vinto la Guerra Fredda in Corea?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni guerra prima o poi finisce, decretando vinti e vincitori: le guerre \u201cfredde\u201d non fanno eccezione. Il duello che contrappose il blocco comunista-euroasiatico a quello capitalista-atlantico si concluse nel 1991 con la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica e l\u2019incontestabile vittoria angloamericana: sconfitta, ma non domata (ecco perch\u00e9 oggi spirano venti di guerra), la Russia europea fu respinta ai confini di Pietro il Grande. Un balzo indietro di tre secoli. In un angolo di mondo<strong> la Guerra Fredda iniziata non \u00e8 mai per\u00f2 finita<\/strong>: ci riferiamo, ovviamente, alla penisola coreana. Dopo lo storico incontro, il 27 aprile scorso, dei capi delle due Coree, si prospetta la fine anche di quest\u2019ultimo residuato del Novecento quando, paradossalmente, i rapporti tra occidente e potenze euroasiatiche sono pi\u00f9 tesi che mai. Chi \u00e8 quindi il vincitore del disgelo? E chi il vinto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una premessa indispensabile all\u2019analisi \u00e8 la precariet\u00e0 della situazione: nessuno pu\u00f2 dire al momento se la riconciliazione tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ed il suo omologo sudcoreano, Moon Jae-in, sfocer\u00e0 <strong>effettivamente in un trattato di pace ed in una riunificazione delle due Coree,<\/strong> magari sotto forma di una confederazione. La volont\u00e0 di pace tra i rappresentati delle due Coree \u00e8, infatti, importante. Ma non \u00e8 certamente sufficiente per porre definitivamente fine alle ostilit\u00e0. Sopra Seul e Pyongyang si \u00e8 sempre consumata, fin dagli anni \u201850, <strong>una sfida tra cinesi ed angloamericani<\/strong>: a loro spetta l\u2019ultima parola. Diversi indizi lasciano supporre che gli Stati Uniti non siano affatto soddisfatti della piega presa dagli avvenimenti, tanto da cercare nel prossimo futuro di sabotare l\u2019intesa appena raggiunta: la posta in gioco \u00e8, infatti, <strong>la loro presenza militare in Sud Corea<\/strong>, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/terra-contro-mare-una-nuova-guerra-mondiale-potrebbe-essere-inevitabile\/\">lembo di terra cruciale per il contenimento del loro principale avversario nel Pacifico, la Cina.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che al momento la grande vincitrice del disgelo tra le due Coree <strong>sia Pechino<\/strong>: i cinesi hanno giocato una bella partita geopolitica, assumendosi non pochi rischi nella fase in cui Pyongyang compieva gli esperimenti nucleari, ma uscendo vittoriosi dal primo round. Ecco, perch\u00e9 \u00e8 altamente probabile che gli angloamericani cerchino di ribaltare il risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cominciamo col definire le priorit\u00e0 geopolitiche di Pechino rispetto alla questione coreana:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>impedire a qualsiasi costo la caduta del regime nordcoreano, perch\u00e9 gli USA non avanzino militarmente sino ai loro confini;<\/li>\n<li>in subordine, impedire che nella penisola coreana deflagri un conflitto, non solo per le pesanti ricadute umane ed economiche, ma anche perch\u00e9 renderebbe necessario l\u2019intervento cinese per impedire agli USA di superare il 38esimo parallelo;<\/li>\n<li>se possibile, neutralizzare la penisola, costringendo gli americani a ritirarsi nel vicino Giappone e guadagnando cos\u00ec non poco margine di manovra.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Ebbene, Pechino sembrerebbe aver gi\u00e0 raggiunto <strong>i primi due obiettivi e proprio il rischio che inanelli anche il terzo, potrebbe spingere Washington a rovesciare il tavolo.<\/strong> Andiamo con ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel gennaio 2016, la Nord Corea conduce il quarto test atomico, annunciando al mondo di essersi dotata di una bomba all\u2019idrogeno come deterrente contro un attacco americano: i cinesi da un lato apprezzano che l\u2019arsenale nucleare nordcoreano allontani qualsiasi cambio di regime, dall\u2019altro sono per\u00f2 coscienti che gli esperimenti di Pyongyang forniscono agli USA<strong> il pretesto per militarizzare la regione.<\/strong> Nel corso dell\u2019estate 2016, infatti, Washington schiera in Sud Corea <strong>i sistemi missilistici a corto e medio raggio<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> (Terminal High Altitude Area Defense system -THAAD) ed esercita pressioni su Seul perch\u00e9 entri col Giappone<strong> in un pi\u00f9 ampio scudo missilistico<\/strong>. La Cina, ovviamente, considera queste misure rivolte pi\u00f9 contro se stessa che contro la Nord Corea. Immediatamente, quindi, scatta la reazione di Pechino: alla aziende sudcoreane operanti nel ricco mercato cinese sono imposte <strong>sanzioni economiche<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, dall\u2019industria automobilista alla grande distribuzione, con pesanti ricadute sul PIL di Seul.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso del 2017 il programma nucleare e missilistico nordcoreano entra nell\u2019ultima fase: la Cina inasprisce di conseguenza le sanzioni economiche, ma bada sempre di fornire a Pyongyang il minimo indispensabile per sopravvivere, attirandosi le accuse degli Stati Uniti. Il 9 maggio 2017 \u00e8 una data fondamentale: le elezioni presidenziali sudcoreane, indette dopo l\u2019impeachment di Park Geun-hye, sono vinte dal liberale<strong> Moon Jae-in, esponente della sinistra \u201canti-americana\u201d.<\/strong> Moon Jae-in non ha nessun desiderio di inasprire le relazioni con la Cina per soddisfare gli USA, n\u00e9 di entrare in un\u2019alleanza militare col Giappone, n\u00e9, a maggior ragione, che la Sud Corea sia trasformata in un campo di battaglia: nel dicembre 2017 il presidente sudcoreano e quello cinese, Xi Jinping, si incontrano e Pechino e, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, <strong>Seul si impegna a non ospitare ulteriori batterie missilistiche n\u00e9 a stringere ulteriori legami militari con giapponesi e americani<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino, quindi, ha dalla sua parte <strong>il nuovo presidente sudcoreano e, allo stesso tempo, \u00e8 in grado di influenzare in maniera determinante le scelte di Kim Jong-Un:<\/strong> conciliare le due parti \u00e8 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fine marzo, la stampa riporta che<strong> il treno blindato di Kim Jong-un<\/strong> \u00e8 arrivato alla stazione di Pechino<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>: si tratterebbe di uno dei rarissimi viaggi del leader coreano all\u2019estero, segno che la capitale cinese \u00e8<strong> al centro di intensi e cruciali negoziati tra le due Coree.<\/strong> Pochi giorni dopo, infatti, emerge che Kim Jong-un ha incontrato<strong> il presidente Xi Jinping<\/strong>, primo leader straniero a stringergli la mano, con cui ha cui concordato i termini dell\u2019imminente distensione<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>. Il 29 marzo appare la notizia che entro un mese i capi delle due Coree si incontreranno per una storica stretta di mano<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>. Di fronte all\u2019iniziativa cinese, gli americani, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/\">che pure avevano preso in seria considerazione un bombardamento sulla Nord Corea<\/a>, sono costretti<strong> ad inserirsi precipitosamente nelle trattative<\/strong>, per non esserne tagliati fuori: ai primi di aprile il nuovo capo della CIA,<strong> Mike Pompeo<\/strong>, vola segretamente a Pyongyang per parlare con Kim Jong-un, ma gli americani sono palesemente al traino dell\u2019iniziativa cinese. A met\u00e0 aprile, una delegazione cinese si reca in visita in Nord Corea<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>, a testimoniare il crescente affiatamento tra i due Paesi<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>. A distanza di pochi giorni, i media occidentali pubblicano le foto di Pompeo e Kim Jong-un per dimostrare che gli USA sono in partita, sebbene l\u2019inedito summit del 27 aprile lungo il 38esimo parallelo sia frutto della diplomazia cinese, non di quella statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con lo storico summit lungo il 38esimo parallelo, Pechino scongiura la guerra ai suoi confini ed allenta la tensione internazionale attorno alla Nord Corea; nel medio-lungo termine, pu\u00f2 ambire ad una riunificazione alla pari tra le due Coree, <strong>espellendo gli americani dalla penisola ed impedendo cos\u00ec che la Nord Corea faccia la fine della DDR, inglobata nella NATO<\/strong>. Una delle clausole del tratto di pace che dovrebbe, in un futuro non troppo lontano, sostituire l\u2019armistizio del 1953, sar\u00e0 infatti certamente il ritiro delle truppe americane dal Corea del Sud. Un<i> \u201cdo ut des\u201d<\/i>, <strong>denuclearizzazione in cambio dello smantellamento delle basi americane<\/strong>, certamente gradito alla Cina, che trasformerebbe l\u2019intera penisola coreana i<strong>n uno Stato cuscinetto tra s\u00e9 ed il Giappone americanizzato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le vittorie geopolitiche della Cina sono altrettante sconfitte per gli angloamericani: una Corea pacificata non conviene agli USA,<strong> perch\u00e9 impedisce la militarizzazione della regione in chiave anti-cinese.<\/strong> Sarebbe ancora peggio se gli USA fossero costretti a ritirasi dalla Sud Corea, perch\u00e9 perderebbero l\u2019unico appoggio alla terraferma asiatica e sarebbero costretti a ritirarsi nel vicino Giappone. Kim Jong-un e Donald Trump dovrebbero incontrarsi entro giugno, ma l\u2019interesse americano coincide in realt\u00e0<strong> col sabotaggio della trattativa di pace<\/strong>: l\u2019affermazione del nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, il falco <strong>John Bolton<\/strong>, secondo cui gli USA hanno in mente il \u201cmodello Libia\u201d per la denuclearizzazione della Nord Corea<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a> \u00e8 un chiaro tentativo di affossare sul nascere i negoziati. <strong>Perch\u00e9 Kim Jong-un dovrebbe accettare lo stesso disarmo risultato fatale a Gheddafi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interesse angloamericano passa per la militarizzazione, non la demilitarizzazione del Pacifico. \u00c8 quindi probabile che gli angloamericani tentino di far deragliare nei prossimi mesi il riavvicinamento tra le due Coree: <strong>Pechino, che si \u00e8 aggiudicata il primo round, sapr\u00e0 certamente rispondere.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/edition.cnn.com\/2016\/07\/13\/asia\/what-is-thaad\/index.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/www.scmp.com\/week-asia\/geopolitics\/article\/2120452\/china-wins-its-war-against-south-koreas-us-thaad-missile<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>https:\/\/www.straitstimes.com\/asia\/east-asia\/moon-in-china-to-mend-frayed-ties-but-thaad-sticking-point<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/03\/27\/world\/asia\/kim-jong-un-train-beijing.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/03\/27\/world\/asia\/kim-jong-un-china-north-korea.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/03\/29\/world\/asia\/north-korea-south-summit-border.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/04\/15\/world\/asia\/north-korea-kim-jong-un-china.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/04\/15\/world\/asia\/north-korea-kim-jong-un-china.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>https:\/\/edition.cnn.com\/2018\/04\/30\/asia\/north-korea-bolton-libya-intl\/index.html<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kim-jong-un-allattacco-diplomatico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Venerd\u00ec 27 aprile si \u00e8 svolto, lungo il 38esimo parallelo, lo storico incontro tra i rappresentanti delle due Coree: il leader Kim Jong-un ha varcato il confine, stringendo la mano all\u2019omologo sudcoreano e promettendo la fine delle ostilit\u00e0. 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