{"id":41808,"date":"2018-05-11T09:45:47","date_gmt":"2018-05-11T07:45:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41808"},"modified":"2018-05-11T00:02:04","modified_gmt":"2018-05-10T22:02:04","slug":"piketty-i-bramini-che-si-sono-presi-la-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41808","title":{"rendered":"Piketty: i Bramini che si sono presi la sinistra"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il nuovo saggio dell\u2019economista francese studia i comportamenti elettorali in Francia, Usa e Regno Unito dal 1948 al 2017 e ne conclude che i sistemi politici non si possono pi\u00f9 interpretare in base alla lotta di classe. A confrontarsi sono due diverse \u00e9lite, quella degli intellettuali (i \u201cBramini\u201d) nei partiti di sinistra tradizionale, e quella degli affari (i \u201cMercanti\u201d) in quelli di destra. Per i pi\u00f9 svantaggiati restano i \u201cpopulismi\u201d e ancor pi\u00f9 il non voto.<\/p>\n<p><em>di\u00a0<strong>Carlo Clericetti<\/strong><br \/>\n<\/em><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2018\/05\/piketty.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"NaN\" \/>Il periodo in cui sono prevalse le politiche di riduzione delle disuguaglianze \u00e8 quasi un accidente della storia, perch\u00e9 si \u00e8 verificato solo in seguito ad eventi particolari: la Grande depressione, la seconda guerra mondiale, l\u2019ascesa del comunismo. Lo dice Thomas Piketty, quello diventato famoso con il suo \u201cIl capitale nel XXI secolo\u201d, nel suo nuovo saggio \u201c<a href=\"http:\/\/www.piketty.pse.ens.fr\/fr\/\">Brahmin Left vs Merchant Right: Rising Inequality &amp; the Changing Structure of Political Conflict<\/a>\u201d, ossia Bramini di sinistra contro Mercanti di destra:\u00a0 crescita della disuguaglianza e cambiamento nella struttura del conflitto politico.<\/p>\n<p>Piketty ha studiato tutte le ricerche post-elettorali in Francia, Usa e Regno Unito dal 1948 al 2017 ed ha esaminato i risultati non in base alla sola variabile dell\u2019occupazione, che \u00e8 di norma quella usata in queste ricerche, ma a molte variabili (reddito, patrimonio, istruzione, sesso, religione, et\u00e0, ecc.). Tra queste risulta no particolarmente rilevanti il livello di istruzione e il patrimonio, mentre il solo livello di reddito non d\u00e0 luogo a correlazioni significative. Ne \u00e8 risultato che, mentre nel dopoguerra gli elettori si dividevano prevalentemente secondo i canoni tradizionali, quelli della lotta di classe, ossia chi aveva basso reddito e bassa istruzione votava prevalentemente a sinistra mentre gli alti redditi e alta istruzione prevalentemente a destra, oggi la situazione \u00e8 completamente cambiata: gli elettori di sinistra sono caratterizzati da un alto livello di istruzione, quelli di destra da un pi\u00f9 elevato patrimonio.<\/p>\n<p>Insomma i sistemi politici sono diventati a \u201c\u00e9lite multipla\u201d (multiple-\u00e9lite) e quelle che si alternano al potere sono l\u2019\u00e9lite intellettuale e l\u2019\u00e9lite degli affari. E chi non ne fa parte? Il massiccio aumento dell\u2019astensione fra le decadi 50-60 e 2000-2010 \u00e8 dovuto per la maggior parte ai gruppi a bassa istruzione e basso reddito; e quelli che non si astengono si rivolgono ai \u201cpopulismi\u201d.<\/p>\n<p>Questo fenomeno Piketty lo riscontra in tutti e tre i paesi esaminati. \u201cQuesto tipo di sistema di partiti \u2013 dice \u2013 ha poco a che fare con quello \u201csinistra contro destra\u201d degli anni \u201950 e \u201960. Forse pu\u00f2 essere descritto meglio come un\u2019opposizione tra \u201cglobalisti\u201d (alto reddito \u2013 alta istruzione) e \u201cnativisti\u201d (basso reddito \u2013 bassa istruzione). Questo \u00e8 pi\u00f9 o meno il modo in cui i nuovi attori politici stessi \u2013 per esempio Macron e Le Pen \u2013 tendono a descrivere ci\u00f2 che percepiscono\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa difficile domanda \u2013 aggiunge poi \u2013 alla quale non sono in grado di dare una risposta esaustiva in questo studio, \u00e8 capire da dove venga questa evoluzione\u201d. Per riuscirci basterebbe forse che Piketty leggesse l\u2019infinito numero di interventi (tra i pi\u00f9 recenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/left-timidity-after-neoliberal-failure-by-dani-rodrik-2018-04\">questo dell\u2019economista di Harvard Dani Rodrik<\/a>, che parla anche di questo lavoro) che hanno raccontato come i partiti di sinistra, a partire dagli ultimi anni \u201970 del secolo scorso, abbiano abbandonato le tradizionali idee socialdemocratiche basate sul compromesso keynesiano per convertirsi al neoliberismo, processo che si \u00e8 poi accentuato quando la disgregazione dell\u2019Unione sovietica ha fatto venire meno il modello alternativo a quello capitalistico. Da allora, nelle democrazie, l\u2019offerta politica \u00e8 stata relativamente omogenea da parte dei partiti di destra e sinistra tradizionali (ricordate \u201cLa fine della storia\u201d di Francis Fukuyama?), almeno dal punto di vista delle ricette economiche, e le differenziazioni si sono giocate sulla maggiore o minore radicalit\u00e0 delle politiche neoliberiste, sui diritti civili, in qualche caso sui problemi ambientali.<\/p>\n<p>Una parte di elettori si \u00e8 riallineata a queste offerte, altri si sono allontanati dal voto non trovandole convincenti, altri ancora si sono rivolti a chi in modo pi\u00f9 persuasivo \u00e8 riuscito a proporsi come \u201canti-sistema\u201d (i cosiddetti \u201cpopulismi\u201d). Cos\u00ec, l\u2019oceano di numeri di Piketty ci dice un sacco di cose, per esempio che in Francia il voto femminile si \u00e8 man mano spostato a sinistra, che i mussulmani votano prevalentemente a sinistra, che dopo il 2012 la percentuale di votanti che ritengono che ci siano troppi immigrati \u00e8 stata superata da quelle di chi ritiene che non sia cos\u00ec. Ma nella sinistra lui ci mette tutti, quella che \u2013 con un ossimoro \u2013 potremmo chiamare la \u201csinistra liberista\u201d ma anche gli altri partiti come La France Insoumise. Pi\u00f9 interessante sarebbe capire come mai le proposte della sinistra pi\u00f9 vicina a quella tradizionale (M\u00e9lenchon, appunto, in Francia, la Linke in Germania) non attirino pi\u00f9 del 10% circa dell\u2019elettorato. Sfiducia verso proposte considerate ormai fuori tempo? O mancanza di un leader carismatico, come il primo Tsipras in Grecia, Bernie Sanders negli Usa e Jeremy Corbyn nel Regno Unito?<\/p>\n<p>Certo, bisogna anche considerare che la cultura individualista ha lasciato il segno. Nel 2002 ancora il 63% dei francesi riteneva giusto che si dovessero ridurre le disuguaglianze, nel 2017 la percentuale \u00e8 scesa al 52 e, come mostra il grafico, la tendenza si \u00e8 accentuata nel periodo della crisi. Una successiva tabella ci dice qualcosa di pi\u00f9: gli \u201cegualitari\u201d sono pi\u00f9 di tutti nei partiti di sinistra, come ci si poteva aspettare, ma la seconda concentrazione pi\u00f9 alta sta nel partito della Le Pen, mentre la destra di Macron fa il pieno di \u201cinternazionalisti\u201d e i gollisti di Fillon di anti-egalitari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2018\/05\/Piketty-Bramini-1.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"NaN\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2018\/05\/Piketty-Bramini-2.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"306\" \/><br \/>\nQuesto studio di Piketty, insomma, \u00e8 un\u2019ulteriore conferma di un\u2019analisi politica condivisa da molti, ma che proprio i politici sembrano avere difficolt\u00e0 ad accettare: la sinistra tradizionale \u00e8 diventata una \u201csinistra dei Bramini\u201d, cio\u00e8 partiti di \u00e9lite che hanno perso il seguito popolare, perch\u00e9 da tempo hanno scelto di non rappresentare pi\u00f9 quella parte di societ\u00e0. Salvo poi lamentarsi che una fetta di costoro, che insieme agli astensionisti sono ormai quasi dappertutto la maggioranza degli elettori, si rivolgano ai \u201cpopulisti\u201d. Un tempo si \u00e8 teorizzato che tra capitalismo e sistemi democratici ci fosse un legame intrinseco. A vedere quello che sta accadendo, sembra invece che questo capitalismo si stia mangiando la democrazia.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/piketty-i-bramini-che-si-sono-presi-la-sinistra\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/piketty-i-bramini-che-si-sono-presi-la-sinistra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI\u00a0 Il nuovo saggio dell\u2019economista francese studia i comportamenti elettorali in Francia, Usa e Regno Unito dal 1948 al 2017 e ne conclude che i sistemi politici non si possono pi\u00f9 interpretare in base alla lotta di classe. 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