{"id":41995,"date":"2018-05-18T08:00:43","date_gmt":"2018-05-18T06:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41995"},"modified":"2018-05-16T16:22:05","modified_gmt":"2018-05-16T14:22:05","slug":"italia-secondo-paese-piu-vecchio-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=41995","title":{"rendered":"Italia secondo paese pi\u00f9 vecchio al mondo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ADNKRONOS<\/strong><\/p>\n<div class=\"imgCont left\"><img decoding=\"async\" title=\"Italia secondo paese pi\u00f9 vecchio al mondo\" src=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/rf\/image_size_400x300\/Pub\/AdnKronos\/Assets\/Immagini\/2017\/09\/29\/_tn_1.0.4238969443_FluneKUwEeez3dIIZuwRJw_nonni_nipoti_fg.jpg\" alt=\"Italia secondo paese pi\u00f9 vecchio al mondo\" width=\"400\" \/><\/p>\n<div class=\"didascalia\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Declino demografico per il terzo anno consecutivo, che ha portato la popolazione italiana a 60,5 milioni di residenti, e per il nono anno nascite in calo: l&#8217;Italia \u00e8 un paese &#8216;vecchio&#8217;, <b>il secondo pi\u00f9 vecchio al mondo<\/b> con una stima di <b>168,7 anziani ogni 100 giovani al 1\u00b0 gennaio 2018<\/b>. E&#8217; il quadro che emerge dai dati relativi alla popolazione italiana contenuti nel rapporto <a title=\"www.adnkronos.com\" href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/Search\/Link\/keyword\/istat\">Istat<\/a>. Dal 2015 il nostro Paese \u00e8 entrato in <b>una fase di declino demografico<\/b>. Al 1\u00b0 gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni di residenti, con un&#8217;incidenza della popolazione straniera dell&#8217;8,4% (5,6 milioni).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione totale diminuisce per il terzo anno consecutivo, di quasi 100 mila persone rispetto all&#8217;anno precedente. <b>Si accentua contemporaneamente l&#8217;invecchiamento della popolazione<\/b>, nonostante la presenza degli stranieri caratterizzati da una struttura per et\u00e0 pi\u00f9 giovane di quella italiana e con una fecondit\u00e0 pi\u00f9 elevata. <b>Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione<\/b>: nel 2017 ne sono state stimate 464 mila, il 2% in meno rispetto all&#8217;anno precedente e nuovo minimo storico. Si diventa genitori sempre pi\u00f9 tardi. Considerando le donne, l&#8217;et\u00e0 media alla nascita del primo figlio \u00e8 di 31 anni nel 2016, in continuo aumento dal 1980 (quando era di 26 anni).<\/p>\n<div id=\"sticky-intext-roll-wrapper\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>OCCUPAZIONE<\/b> &#8211; Nel 2017 &#8211; rileva l&#8217;Istat &#8211; aumenta l&#8217;occupazione anche se l&#8217;incremento maggiore riguarda il tempo determinato. I <b>lavoratori dipendenti<\/b> a tempo pieno infatti aumentano di 99 mila unit\u00e0, +lo 0,8%, i dipendenti a termine +298 mila (+12,3%), mentre continuano a diminuire i collaboratori (-46 mila nell&#8217;ultimo anno). Gli occupati part time sono 4,3 milioni, il 18,7% degli occupati, contro il 20,3% nell&#8217;Ue, con un&#8217;incidenza sul totale degli occupati stabile in entrambi i casi. Le donne sono i tre quarti degli occupati part time, sia in Italia sia nella Ue (73,3 e 73,6%). Dalla fotografia scattata dall&#8217;Istituto inoltre si conferma il ruolo dell&#8217;istruzione quale fattore protettivo: nel 2017 il tasso di occupazione cresce per tutti i livelli di istruzione, ma <b>l&#8217;incremento pi\u00f9 elevato \u00e8 per i laureati<\/b>, che hanno quasi recuperato il livello del 2008 (-0,3 punti). Nel 2017 risultano occupati quasi otto laureati su dieci, due diplomati su tre e solo quattro persone su dieci con la licenza media. Guardando i settori produttivi, nel 2017 quasi il <b>90% della crescita dell&#8217;occupazione \u00e8 concentrata nei servizi<\/b>. Gli occupati aumentano nell&#8217;industria in senso stretto ma a ritmo pi\u00f9 contenuto rispetto al 2016 mentre per la prima volta dal 2009 la variazione \u00e8 positiva anche nelle costruzioni (+0,9%). Il settore agricolo registra invece un calo dell&#8217;1,4%. Le ore utilizzate di Cassa integrazione guadagni (Cig) diminuiscono in tutti i settori di attivit\u00e0 economica. Le posizioni in somministrazione nel 2017 sono 294 mila rispetto alle 238 mila del 2016 (+23,5%); l&#8217;aumento \u00e8 stato del 71,1% tra 2013 e 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>NEET<\/b> &#8211; Nel 2017 i giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati e non in formazione (Neet) <b>scendono sotto i 2,2 milioni<\/b>. Dopo il forte calo registrato nel 2016 &#8211; spiega l&#8217;Istat &#8211; la diminuzione risulta pi\u00f9 debole nel 2017 (-25 mila, -1,1%), alimentata in gran parte dalle donne. Il segmento pi\u00f9 numeroso tra i Neet \u00e8 comunque costituito da persone in cerca di occupazione (898 mila persone, il 41,0% del totale). La probabilit\u00e0 di trovare un&#8217;occupazione in 12 mesi nel 2017 \u00e8 stata pi\u00f9 elevata fra gli uomini, fra i residenti al Nord e fra coloro che possiedono un titolo di studio universitario. Per il quarto anno consecutivo <b>si riducono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni<\/b>, che nel 2017 sono sotto i 13,4 milioni. Il calo \u00e8 stato meno intenso rispetto al 2016 ma comunque rilevante (-242 mila unit\u00e0, -1,8%); rispetto al 2008 se ne contano quasi un milione in meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>DISOCCUPATI<\/b> &#8211; Nel 2017 &#8211; rileva l&#8217;Istat &#8211; il numero dei disoccupati diminuisce del 3,5% (-105 mila), rafforzando la contrazione gi\u00e0 segnalata nel 2016. Questa tendenza si rispecchia nella contestuale diminuzione del tasso di disoccupazione, che passa dall&#8217;11,7% del 2016 all&#8217;11,2%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>INFLAZIONE<\/b> &#8211; Nel mese di aprile 2018, si stima che l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettivit\u00e0 (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenti dello <b>0,1%<\/b> sul mese precedente e dello <b>0,5%<\/b> su base annua (da +0,8% registrato a marzo), confermando la stima preliminare. Secondo l&#8217;Istat il rallentamento dell&#8217;inflazione, in parte frenato dall&#8217;accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari (da +0,5% di marzo a +1,3%), si deve prevalentemente all&#8217;<b>inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici<\/b>regolamentati&#8217; (da +5% a -1,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a -0,7%), cui si aggiunge quella, meno marcata, dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,4% a -0,7%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>CARRELLO SPESA<\/b> &#8211; I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello <b>0,4%<\/b> sul mese precedente e dell&#8217;<b>1,2%<\/b> rispetto ad aprile 2017 (+0,4% a marzo). Lo rileva l&#8217;Istat, aggiungendo che i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d&#8217;acquisto salgono dello 0,3% su base mensile e dell&#8217;1,4% su base annua (in accelerazione da +0,8% del mese precedente). &#8220;Le tensioni su alcuni prodotti di largo consumo hanno determinato <b>un&#8217;accelerazione dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d&#8217;acquisto<\/b>, che incidono per il 40% sulla spesa delle famiglie. I consumatori sperimentano quindi &#8211; \u00e8 il commento dell&#8217;Istat &#8211; dinamiche dei prezzi contrastanti mentre, dal punto di vista macroeconomico si conferma, rafforzandosi, il contesto di bassa inflazione di fondo che caratterizza ormai da diversi anni la nostra economia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>DISEGUAGLIANZA SOCIALE<\/b> &#8211; Sul fronte della diseguaglianza sociale, Roma, a differenza di Milano, presenta zone di vulnerabilit\u00e0 anche in centro. E&#8217; quanto emerge dal rapporto annuale dell&#8217;Istat, che <b>ha analizzato tre grandi citt\u00e0, Milano, Roma e Napoli<\/b>. &#8220;Attraverso un indice sintetico di vulnerabilit\u00e0 sociale e materiale e un indicatore di valore immobiliare delle citt\u00e0 \u00e8 possibile mettere in luce le differenze tra le diverse zone urbane&#8221;, spiega l&#8217;Istituto, secondo cui &#8220;<b>Milano<\/b> ha una struttura radiale, che procede per espansioni a partire dal centro storico per cerchi concentrici che si sono via via definiti nel tempo. Le aree pi\u00f9 benestanti coincidono con quelle con i pi\u00f9 alti valori immobiliari e si addensano soprattutto nel centro geografico della citt\u00e0 mentre le zone con pi\u00f9 alta vulnerabilit\u00e0 sociale e materiale si trovano tutte al di fuori del nucleo centrale della citt\u00e0&#8221;. Quanto a <b>Roma<\/b>, &#8220;ha un&#8217;articolazione pi\u00f9 complessa, dove emergono sia gli sviluppi borghesi di &#8216;Roma nord&#8217;, sia i pi\u00f9 recenti cambiamenti socio-economici di alcuni quartieri a tradizione popolare dovuti al trasferimento in zona di segmenti di popolazione pi\u00f9 benestante. Nella capitale zone vulnerabili sono presenti anche nelle aree centrali della citt\u00e0, dove ci sono elevati valori immobiliari, ma la loro concentrazione \u00e8 massima soprattutto nelle aree prossime al Grande raccordo anulare, a Nord-ovest come ad Est&#8221;. <b>Napoli<\/b>, infine, &#8220;presenta un evidente contrasto da Ovest, dove si trovano le zone pi\u00f9 benestanti e meno vulnerabili, a Est (e all&#8217;estremo Nord del territorio comunale), dove accade il contrario&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/cronaca\/2018\/05\/16\/siamo-secondo-paese-piu-vecchio-mondo_3567jS9yMuncaSgEtf5Z4N.html\">http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/cronaca\/2018\/05\/16\/siamo-secondo-paese-piu-vecchio-mondo_3567jS9yMuncaSgEtf5Z4N.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ADNKRONOS Declino demografico per il terzo anno consecutivo, che ha portato la popolazione italiana a 60,5 milioni di residenti, e per il nono anno nascite in calo: l&#8217;Italia \u00e8 un paese &#8216;vecchio&#8217;, il secondo pi\u00f9 vecchio al mondo con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani al 1\u00b0 gennaio 2018. 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