{"id":42001,"date":"2018-05-19T09:00:12","date_gmt":"2018-05-19T07:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42001"},"modified":"2018-05-16T16:33:34","modified_gmt":"2018-05-16T14:33:34","slug":"pace-e-prosperita-i-falsi-miti-delleuropeismo-progressista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42001","title":{"rendered":"Pace E Prosperit\u00e0: I Falsi Miti Dell\u2019europeismo Progressista"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"single_content_header jl_single_feature_above\">\n<div class=\"image-post-thumb jlsingle-title-above\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-larus_justify_feature size-larus_justify_feature wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra-850x1133.jpg\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra-850x1133.jpg 850w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra-380x507.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra-390x520.jpg 390w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/guerra.jpg 900w\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1133\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_post_entry_content single_bellow_left_align\"><\/div>\n<div class=\"post_content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non esiste ideologia senza un mito fondativo che permetta di rintracciarne le origini in un passato mitico e idilliaco.<\/strong> L\u2019ideologia europeista non fa eccezione, specialmente se declinata da \u201csinistra\u201d. Il mito \u00e8 quello dell\u2019\u201cEuropa socialdemocratica\u201d che ci avrebbe garantito \u201ccinquant\u2019anni di pace\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Europa socialdemocratica? L\u2019unico governo socialista al di qua della Cortina dell\u2019immediato dopoguerra, quello laburista, si guard\u00f2 bene dal far aderire la Gran Bretagna ai primi progetti di integrazione europea. E comunque anche questo primo esperimento socialista inizi\u00f2 a mostrare segnali di crisi proprio quando fu sospeso il programma di assistenza sanitaria gratuita, per lasciare spazio alle aumentate spese di guerra imposte dall\u2019adesione alla NATO.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>La Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio, ad ogni modo, era considerata dal Labour alla stregua di un \u201ccomplotto del Papa e dei monopoli tedeschi\u201d. Il riferimento al Vaticano e alla grande industria tedesca non era solo un artificio retorico destinato ad attrarre le simpatie dell\u2019elettorato protestante e dei reduci della guerra al nazismo. La realt\u00e0 \u00e8 che al governo in tutta quell\u2019area allora conosciuta come la \u201cPiccola Europa\u201d \u2013 cio\u00e8 il gruppo di Paesi che aveva iniziato a dare passi concreti verso l\u2019integrazione \u2013 erano partiti democristiani fortemente appoggiati dai grandi gruppi industriali.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia i socialisti arrivarono al governo \u2013 e comunque in posizione subordinata \u2013 solo nel 1964, cio\u00e8 sette anni dopo l\u2019approvazione dei trattati di Roma istitutivi della Comunit\u00e0 Economica Europea.<\/strong> Trattati sui quali in parlamento il PSI si astenne, s\u00ec in forte polemica con le chiusure comuniste, ma, denunciandone ferocemente l\u2019impianto liberista, e avendo alle spalle una posizione di fiera opposizione alla gi\u00e0 citata CECA, alla Comunit\u00e0 Europea di Difesa (CED, 1954) ed alla Unione Europea Occidentale (1955). Si devono aspettare altri due anni per vedere la SPD al governo della Germania<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u2013 1966 \u2013 anch\u2019essa comunque in coabitazione con la CDU. Fino ad allora il duo Adenauer\/Erhard aveva guidato la ricostruzione del paese e il processo di integrazione europea seguendo un copione rigidamente ordoliberista, con tanto di critiche dei partner continentali al disavanzo commerciale tedesco dovuto ai bassi salari imposti alla propria manodopera dal governo di Bonn. Stiamo parlando, \u00e8 bene ripeterlo agli occhi dei nostalgici, del governo Adenauer\/Erhard, non di quello Merkel\/Sch\u00e4uble.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Una grande coalizione ha pi\u00f9 o meno sempre guidato anche il piccolo Lussemburgo, ammesso che ci sia il rischio di fare di questo paradiso fiscale un faro del progressismo continentale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vero \u00e8 che al governo del Belgio si produsse un\u2019effettiva alternanza tra governi socialisti e popolari fino al 1958 (segu\u00ec poi, a scanso di equivoci, mezzo secolo di egemonia elettorale democristiana). <\/strong>Anche in Olanda ci fu un lungo periodo di governo socialista tra il 1948 ed il 1958 (dopodich\u00e9 per venti anni la maggioranza fu del locale partito popolare). In Francia la SFIO \u2013 cos\u00ec si chiamava il partito socialista dell\u2019epoca, acronimo per Sezione francese dell\u2019Internazionale operaia \u2013 partecip\u00f2 a vari governi come partner di minoranza \u2013 una partecipazione che ne acu\u00ec comunque la crisi, fino a quando Mitterand non rifond\u00f2 il socialismo francese su basi diametralmente opposte a quelle seguite fino ad allora (Epinay 1971). Mitterrand giunse alla presidenza solo un decennio pi\u00f9 tardi. Comunque sia, a proposito del secondo mito fondativo dell\u2019ideologia europeista, quello della \u201cpace\u201d, furono proprio i governi di questi paesi, Belgio, Olanda e Francia, nel periodo in cui il processo di integrazione europea era in gestazione, a condurre sanguinose guerre coloniali e spietate repressioni dei movimenti di liberazione nazionale nell\u2019allora Terzo Mondo. Tutto questo con la pace ha veramente poco a che vedere, a meno di non seguire l\u2019inveterata regola, molto europeista a dir la verit\u00e0, di non considerare vittime umane le popolazioni extra-continentali.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al momento della firma dei trattati di Roma (siamo nel 1957), se il piccolo Lussemburgo non poteva permettersi colonie e l\u2019Italia e la Germania ne erano state private come esito della sconfitta nella II guerra mondiale, il Belgio era impegnato a mantenere il pi\u00f9 feroce e odiato regime coloniale della seconda met\u00e0 del XX secolo, quello sul Congo<\/strong> \u2013 una politica sfociata nella guerra 1960-1965 connotata tra le altre cose dall\u2019assassinio di Patrice Lumumba; l\u2019Olanda si era disfatta dell\u2019Indonesia solo a seguito di una sanguinosa guerra culminata nel \u201949 con l\u2019indipendenza del gigante asiatico ma contraddistina da stragi e feroci repressioni; la Francia si era infine da poco (1954) disimpegnata dall\u2019Indocina dopo la rotta di Dien Bien Phu, ma era attivissima nella repressione del movimento di liberazione nazionale algerino, e lo sarebbe rimasta ancora per quasi dieci anni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Pochi mesi prima della nascita della CEE (ottobre 1956), poco c\u2019era poi mancato che Francia e Inghilterra non avessero portato il mondo sull\u2019orlo di un nuovo conflitto generalizzato, con la guerra dichiarata all\u2019Egitto di Nasser per aver osato nazionalizzare il Canale di Suez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, a ben vedere, un momento in cui l\u2019Europa, nel frattempo allargata non solo ad altri Stati occidentali, ma anche a quelli usciti dall\u2019orbita sovietica, \u00e8 stata unificata sotto la guida socialdemocratica<\/strong>: nella seconda met\u00e0 degli anni Novanta, nel periodo cio\u00e8 in cui si sono gettate le basi per l\u2019effettiva distruzione del cosiddetto modello sociale europeo, e la guerra si \u00e8 riaffacciata all\u2019interno del perimetro continentale per la prima volta dopo mezzo secolo con le bombe della NATO sganciate su <strong>Belgrado<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stoccate\/pace-e-prosperita-i-falsi-miti-delleuropeismo-progressista\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stoccate\/pace-e-prosperita-i-falsi-miti-delleuropeismo-progressista\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) Non esiste ideologia senza un mito fondativo che permetta di rintracciarne le origini in un passato mitico e idilliaco. 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