{"id":42003,"date":"2018-05-20T08:00:10","date_gmt":"2018-05-20T06:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42003"},"modified":"2018-05-16T16:47:07","modified_gmt":"2018-05-16T14:47:07","slug":"quattro-miti-da-sfatare-delleconomia-post-industriale-teniamoci-strette-le-fabbriche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42003","title":{"rendered":"Quattro miti da sfatare dell\u2019economia post-industriale (teniamoci strette le fabbriche)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOPOLY (Alessandro Guerani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla met\u00e0 degli anni \u201890, pi\u00f9 o meno coincidente con l\u2019esplosione della tecnologia web e di internet, la vulgata economica presentata alla pubblica opinione \u00e8 stata che i paesi avanzati erano entrati in una fase economica post-industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura del lavoro stesso era cambiata: il terziario avanzato sarebbe stato il destino obbligato, se non nostro, dei nostri figli, e tutti i paradigmi economici e sociali in cui credevamo, e con cui anche avevamo imparato a convivere, dovevano essere buttati nel cestino. Un mondo nuovo ci attendeva, irto di difficolt\u00e0, ma anche di opportunit\u00e0, termine che non fu mai cos\u00ec tanto abusato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passato un quarto di secolo molte delle visioni proposte in quegli anni e nei seguenti si sono rivelate almeno in parte fallaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove sognavamo il telelavoro in un\u2019azienda di terziario avanzato ci ritroviamo i ciclisti che consegnano pasti. Invece delle macchine volanti abbiamo i tassisti part time di Uber. Le dotcom che rimangono ancora sulla cresta dell\u2019onda sono alla fine un produttore di hardware come Apple ed un campione di vendite retail come Amazon. Facebook rimane l\u2019unica notevole eccezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli economisti accademici negli ultimi anni si stanno scervellando per capire come mai, nonostante le innovazioni tecnologiche del web e dei computer, nei paesi sviluppati la produttivit\u00e0 sembra al contrario rallentare se non stagnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato quindi con estremo interesse che ho ascoltato <a href=\"https:\/\/youtu.be\/lOuGKXHS6Fw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la conferenza<\/a> tenuta dall\u2019economista di Cambridge <strong>Ha-Joon Chang<\/strong>, presso l\u2019Universit\u00e0 di York, dal titolo \u201c<em>Manufacturing Matters \u2013 The Myth of Post-industrial Knowledge Economy<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo idee e concetti gi\u00e0 espressi nei suoi controversi libri, partendo da \u201cKicking Away the Ladder\u201d del 2003 fino a \u201c23 Things They Don\u2019t Tell You About Capitalism\u201d del 2011, Chang provvede a smontare passo dopo passo alcuni miti del <em>mainstream<\/em> economico-informativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.43.21.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13403\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.43.21-200x300.png\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.43.21-200x300.png 200w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.43.21-401x600.png 401w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.43.21.png 446w\" alt=\"schermata-2018-05-12-alle-18-43-21\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a>Primo Mito:<br \/>\n<\/strong><em>\u201cNei paesi sviluppati l\u2019industria manifatturiera, un tempo forza propulsiva del capitalismo, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec importante.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa affermazione non \u00e8 completamente un mito in termine di percentuali di occupati sul totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 passati dal 40% degli anni \u201870 dei paesi a forte industrializzazione ad una media nei paesi sviluppati del 15%. E se in paesi come la Germania sono ancora attorno al 20%, in USA, UK, Olanda siamo sotto al 10%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo calo proporzionale degli occupati ha in effetti cambiato la societ\u00e0. Siamo a tutti gli effetti diventati societ\u00e0 post-industriali, con persone che lavorano in modo differente rispetto ai loro genitori o nonni e con rapporti fra gli stessi lavoratori completamente diversi che nel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se spostiamo per\u00f2 l\u2019attenzione sulla produzione, \u00e8 vero che anche il PIL del settore manifatturiero oggi \u00e8 calato, in media nel mondo dal 25% al 15%, ma \u00e8 un\u2019illusione ottica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai dati statistici sembra che consumiamo sempre pi\u00f9 servizi e sempre meno beni materiali, ma in realt\u00e0 non ne abbiamo mai consumati cos\u00ec tanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 l\u2019effetto dei progressi della tecnologia e della relativa produttivit\u00e0 del settore manifatturiero, che oggi ci consente di produrre pi\u00f9 beni a minor costo usando meno forza lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo ragionamento arriviamo al<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo Mito:<\/strong><br \/>\n<em>\u201cLa Deindustrializzazione \u00e8 desiderabile?\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per anni ci \u00e8 stato detto che il progresso sarebbe stata una crescita sempre pi\u00f9 grande del settore dei servizi, come a suo tempo il settore industriale aveva scalzato quello agricolo. Ci\u00f2 avrebbe assicurato maggiore benessere con meno fatica, l\u2019eterno obiettivo dell\u2019uomo di ogni epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il problema \u00e8 che mentre la famosa fabbrica di spilli di Adam Smith \u00e8 diventata nel tempo 1000 volte pi\u00f9 efficiente, la maggior parte dei servizi non hanno visto nel tempo un eguale fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo alcuni sono sicuramente oggi molto pi\u00f9 efficienti rispetto al passato grazie alla diffusione e all\u2019evoluzione dell\u2019informatica e del digitale e nuove tecniche organizzative, spesso mutuate dal settore manifatturiero stesso; Chang fa l\u2019esempio di McDonald\u2019s, ma in media il trend della produttivit\u00e0 \u00e8 rimasto sempre pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un taglio di capelli rimane un taglio di capelli, e in generale, pur con tutte le tecnologie oggi disponibili, i servizi dove il lavoro umano rimane fondamentale hanno avuto incrementi di produttivit\u00e0 limitati e raggiunti spesso tramite la compressione dei salari, quindi difficilmente ripetibili nel tempo con la stessa intensit\u00e0, ma anzi soggetti ad erosione progressiva, oppure attraverso una \u201cdiluizione\u201c del servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo vuol dire che il settore manifatturiero, dove la meccanizzazione e l\u2019uso delle tecnologie \u00e8 pi\u00f9 semplice, rimane ancora il settore dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 potenziale per ulteriori forti aumenti di produttivit\u00e0 mentre nel settore dei servizi, per la stessa natura degli stessi, tende ad essere pi\u00f9 lento o addirittura stagnante. Per chiarire ulteriormente, Chang fa l\u2019esempio di due economie altamente produttive e che comunemente pensiamo basate sul loro settore dei servizi, Svizzera e Singapore, e ci mostra come in realt\u00e0 esse hanno il valore aggiunto per addetto pi\u00f9 alto al mondo proprio, invece, nel settore manifatturiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.41.34.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-13401\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.41.34-210x300.png\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.41.34-210x300.png 210w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.41.34.png 418w\" alt=\"schermata-2018-05-12-alle-18-41-34\" width=\"210\" height=\"300\" \/><\/a>Terzo Mito:<\/strong><br \/>\n<em>\u201cPerch\u00e9 Preoccuparsi della Deindustrializzazione?\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i processi di deindustrializzazione sono dovuti soprattutto alla maggiore efficienza dei processi di produzione, perch\u00e9 dobbiamo preoccuparci?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chang dice che un paese deve stare attento alla competitivit\u00e0 del suo settore manifatturiero perch\u00e9 se questo non \u00e8 competitivo rispetto alle sue controparti internazionali, tender\u00e0 a ridursi per via della concorrenza e, pur inefficiente che sia se comparato all\u2019estero, solitamente rimane comunque quello pi\u00f9 dinamico della sua economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019eccessiva diminuzione del settore manifatturiero pu\u00f2 quindi portare seri problemi di crescita, in quanto il settore dei servizi \u00e8 incapace di supplire con aumenti di produttivit\u00e0 sufficienti. Inoltre mentre la domanda per beni materiali ha continuato a crescere a livello mondiale, la percentuale di servizi sul totale del commercio estero \u00e8 stagnante sul 20% circa da 20 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una deindustrializzazione \u201cnegativa\u201d, cio\u00e8 dovuta a un indebolimento della sua competitivit\u00e0 internazionale, rende di conseguenza il paese incapace di finanziare con le esportazioni di servizi le importazioni di beni materiali, creando seri problemi alla bilancia dei pagamenti e portando ad un progressivo indebitamento verso l\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 quello che \u00e8 successo nell\u2019Eurozona, dove molte economie, compresa la nostra, pur in modi e con intensit\u00e0 differenti, hanno visto una crescita abnorme dei servizi e dei beni \u201cnot tradable\u201d (come l\u2019immobiliare, ad esempio), grazie alla improvvisa disponibilit\u00e0 di capitali data dalla liberalizzazione finanziaria prima e dalla moneta unica dopo, che ha portato ad un rallentamento della produttivit\u00e0 complessiva ed alla crisi del 2011 che ancora condiziona le nostre vite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo infatti come oggi stiamo cercando di avere la bilancia dei pagamenti sempre in attivo, anche a costo di tenere compressi i consumi interni, e di come il nostro manifatturiero stia sempre pi\u00f9 tendendo ai mercati esteri per riuscire a mantenere livelli di redditivit\u00e0 adeguati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quarto Mito:<\/strong><br \/>\n<em>L\u2019Economia della Conoscenza<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Chang abbiamo sempre vissuto in una \u201ceconomia della conoscenza\u201d, che non \u00e8 altro che una superiore conoscenza produttiva legata principalmente al settore manifatturiero, sotto forma di tecnologie e tecniche organizzative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stessi servizi \u201cknowledge intensive\u201d, come la finanza, l\u2019ingegneria o il design, hanno come committente finale il settore industriale e quindi dipendono da esso per il loro successo. Anche nei casi in cui si sia riusciti ad esportare con successo tali servizi, si pensi al Regno Unito, il miglioramento della qualit\u00e0 e dell\u2019efficienza li porter\u00e0 sempre pi\u00f9 vicini, anche materialmente, ai loro clienti finali, uscendo quindi dai confini nazionali, oppure perderanno competitivit\u00e0 rispetto ai loro competitor esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi ricordate la frase \u201cSe la Cina \u00e8 l\u2019officina del mondo l\u2019India ne sar\u00e0 l\u2019ufficio\u201d? Anche l\u2019India, portata ad esempio come caso di successo di specializzazione nel commercio estero di servizi, \u00e8 in realt\u00e0 un altro mito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, nonostante la delocalizzazione di tanti servizi, soprattutto dal mondo anglosassone per la vicinanza linguistica, i relativi flussi di esportazione hanno coperto tra il 2008 ed il 2016 solo il 14% del deficit commerciale di beni verso l\u2019estero, quindi ovviamente non pu\u00f2 essere un modello di sviluppo economico sostenibile per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.42.29.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-13402\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.42.29-600x224.png\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.42.29-600x224.png 600w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.42.29-300x112.png 300w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.42.29-768x287.png 768w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/05\/Schermata-2018-05-12-alle-18.42.29.png 1262w\" alt=\"schermata-2018-05-12-alle-18-42-29\" width=\"600\" height=\"224\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finch\u00e9 il settore dei servizi sar\u00e0 basato sul fattore umano, i suoi aumenti di produttivit\u00e0 e il potenziale di crescita che pu\u00f2 offrire ad un paese saranno sempre minori di quelli del settore manifatturiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Magari un domani, con auto ed aerei che si guidano da soli, droni che consegnano pacchi sulla soglia di casa fino ad arrivare ai robot asimoviani dal cervello positronico, questo paradigma potr\u00e0 essere superato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oggi teniamoci strette le nostre fabbriche. \u00c8 ancora l\u00ec che Chang dice che si sta producendo il nostro futuro benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2018\/05\/13\/miti-economia-post-industriale\/?uuid=96_vseK3MGT\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2018\/05\/13\/miti-economia-post-industriale\/?uuid=96_vseK3MGT<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOPOLY (Alessandro Guerani) Dalla met\u00e0 degli anni \u201890, pi\u00f9 o meno coincidente con l\u2019esplosione della tecnologia web e di internet, la vulgata economica presentata alla pubblica opinione \u00e8 stata che i paesi avanzati erano entrati in una fase economica post-industriale. 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