{"id":42052,"date":"2018-05-18T14:12:36","date_gmt":"2018-05-18T12:12:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42052"},"modified":"2018-05-18T14:12:36","modified_gmt":"2018-05-18T12:12:36","slug":"morire-per-ripagare-il-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42052","title":{"rendered":"Morire per ripagare il debito pubblico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OLTRE LA LINEA (Matteo Mariotti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono fresche le dichiarazioni del vice-presidente della commissione europea <strong>Dombrovskis<\/strong>, in base alle quali l\u2019Italia \u201cdeve continuare a ridurre gradualmente deficit e debito pubblico\u201d. Ma esattamente, cos\u2019\u00e8 il debito pubblico, e perch\u00e9 andrebbe ridotto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>debito pubblico<\/strong> \u00e8 la somma di tutti i deficit di bilancio annuali. Uno Stato fa deficit quando spende di pi\u00f9 di quello che incassa, lasciando quindi cos\u00ec il settore privato (imprese e famiglie) in surplus. Tradotto in parole povere, lo Stato, per esempio investendo in opere pubbliche (strade, scuole, ospedali, ecc), lascia soldi nelle nostre tasche, permettendoci di acquistare beni e servizi e risparmiare. Non a caso, le nazioni con pi\u00f9 alto debito pubblico sono anche le pi\u00f9 prospere. Nel grafico sottostante, il debito dello Stato (linea rossa) \u00e8 il credito di noi cittadini (linea gialla).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10929 size-full\" src=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/32393510_1955024474528254_1367208796077686784_n.jpg\" alt=\"\" width=\"892\" height=\"630\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi piace immaginare il suddetto meccanismo tramite tre caraffe di cui una (senza fondo) rappresenta lo Stato, un\u2019altra il settore privato (imprese e famiglie) e l\u2019ultima il settore bancario. Fino al 1991, lo Stato, facendo <strong>deficit<\/strong>, ha \u201cversato\u201d soldi nel settore privato, una parte dei quali \u00e8 stata accantonata e risparmiata in banca in vista di consumi futuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 1992 in poi invece \u00e8 avvenuto l\u2019esatto contrario, tranne per l\u2019anno 2009. Sotto le stringenti regole del <strong>Trattato di Maastricht<\/strong> prima (rapporto deficit-PIL inferiore al 3% e debito-PIL inferiore al 60%), e del Fiscal Compact poi (equilibrio di bilancio tra entrate e uscite), lo Stato, credendo di rientrare pi\u00f9 velocemente entro vincoli esterni imposti dall\u2019unione economico monetaria, ha iniziato a ottenere avanzi di bilancio consistenti, ovvero spendere di meno di quello che guadagnava. Tale meccanismo pu\u00f2 essere corretto per un\u2019azienda o per un soggetto privato, entrambi soggetti a vincoli di bilancio (i propri utili nel primo caso, il salario nel secondo), ma non per uno Stato privo di vincoli di spesa in quanto dotato di Banca Centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec facendo, anno dopo anno, si sono andate a prosciugare le risorse accantonate nelle <strong>banche<\/strong> (i nostri risparmi) e quelle del settore privato tramite un sistema fiscale e tributario sempre pi\u00f9 oppressivo. Nella tabella sottostante surplus e deficit di Italia, Germania, Regno Unito Spagna e Francia per gli anni 1995-2014. Chi aveva sufficienti risparmi ha potuto attingere a quelli per \u201ctirare a campare\u201d, chi non li aveva \u00e8 stato costretto ad indebitarsi nel migliore dei casi, o a finire per strada nel peggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10930 size-full\" src=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/32775963_1955021937861841_1649409124045160448_n.jpg\" alt=\"\" width=\"914\" height=\"633\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tali politiche di avanzi primari continui, con conseguenti tagli alla spesa pubblica (G), sono state soprannominate \u201cpolitiche di austerit\u00e0\u201d. Ma siamo sicuri che abbiano funzionato nel ridurre il rapporto debito-PIL?\u00a0Considerando che il PIL\u00a0<span class=\"_47e3 _5mfr\" title=\"Emoticon like\"><span class=\"_7oe\">(Y)<\/span><\/span>, al denominatore del rapporto, \u00e8 dato dalla seguente formula<br \/>\nY = C+I+G+(X-M) \u2013 (dove C sono i consumi, I gli investimenti, X le esportazioni e M le importazioni)- diminuendo la spesa pubblica (G), \u00e8 normale attendersi un <strong>aumento del rapporto debito-PIL<\/strong>. E infatti cos\u00ec \u00e8 stato. Siamo passati dal 105,20% nel 1992, al 132% nel 2016. Sacrifici inutili per una regola priva di evidenza empirica nella letteratura economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019unico modo per far diminuire il debito pubblico senza sofferenze disumane alla Mario Monti, \u00e8 quello di aumentare i deficit e quindi di aumentare la spesa pubblica (severamente vietato dalle norme europee), almeno finch\u00e9 l\u2019economia non torni a correre da sola. <strong>J. M. Keynes<\/strong> diceva: \u201cOccupati di dare posti di lavoro e i conti pubblici si sistemeranno da soli \u201c. Il metodo pi\u00f9 naturale per ridurre il rapporto debito-PIL \u00e8 far s\u00ec che il tasso di crescita reale italiano sia superiore al tasso di interesse reale pagato sui titoli di Stato. Questa \u00e8 l\u2019unica via percorribile, resa per\u00f2 impraticabile dai dogmi economici europei.\u00a0Moriremo per ripagare il debito pubblico.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/05\/17\/morire-per-ripagare-il-debito-pubblico\/\">http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/05\/17\/morire-per-ripagare-il-debito-pubblico\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE LA LINEA (Matteo Mariotti) Sono fresche le dichiarazioni del vice-presidente della commissione europea Dombrovskis, in base alle quali l\u2019Italia \u201cdeve continuare a ridurre gradualmente deficit e debito pubblico\u201d. Ma esattamente, cos\u2019\u00e8 il debito pubblico, e perch\u00e9 andrebbe ridotto? Il debito pubblico \u00e8 la somma di tutti i deficit di bilancio annuali. 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